<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-8091578991699990058</id><updated>2011-11-27T17:00:09.869-08:00</updated><category term='Letteratura'/><title type='text'>Storia critica delle religioni</title><subtitle type='html'>Un’impresa del genere, estremamente ambiziosa che noi possiamo solo abbozzare, non è possibile da intraprendere a prescindere da un punto di vista, che è in genere quello del credente o del non credente. Pur sforzandoci nel ricercare il massimo di obiettività, noi ci collochiamo in quella che immaginiamo potesse essere la posizione morale, politica e religiosa di un “pagano” del mondo ellenistico.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>29</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8091578991699990058.post-3695467297823811349</id><published>2010-04-08T11:35:00.001-07:00</published><updated>2010-04-08T12:19:46.841-07:00</updated><title type='text'>Qousque tandem. – Come gli ebrei pregano e come non lasciano gli altri pregare a casa loro.</title><content type='html'>&lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/04/giorgino-propone-una-moratoria-nelluso.html"&gt;Precedente&lt;/a&gt; - Successivo&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try  {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S7eAP-C_T8I/AAAAAAAAMLs/fwoJyFRWozo/s1600/Cantalamessa.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 200px; height: 184px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S7eAP-C_T8I/AAAAAAAAMLs/fwoJyFRWozo/s200/Cantalamessa.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5455970485424574402" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non si è ancora placata la polemica sulla predica di Cantalamessa. Non è il primo caso del genere e non sarà l’ultimo. Trovo parecchio indovinato un articolo di Lamendola su un’arroganza al di la di ogni limite di sopportazione ma anche difficile da comprendere umanamente. Tocca per forza fare della dietrologia perché se si considerano i nudi fatti non si riesce ad ammettere che ci si possa comportare in un modo così provocatorio e gratuito. Forse si cerca lo scontro per lo scrontro, cioè si fa provocazione consapevole. Forse ci sono ricatti nascosti che i più non conoscono. Non per nulla è uscita fuori l’espressione “lobbies economiche”. Si sa, infatti, di questioni economiche e finanziarie in Israele riguardo i luoghi di culto cattolici e gli interessi vaticani. Ma riesce difficile credere che le cose materiali possono prevalere su quelle spirituali e sulla percezione che ognuno ha della dignità umana, non necessariamente la propria, anche quella altrui. Infatti, quando si vede nel prossimo offesa la dignità umana è come se venisse offessa la nostra stessa dignità. In questo senso, Lamendola, ha ben parafrasato la nota massima crociana che io rendo in questo caso: &lt;a href="http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=31660"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;perché non possiamo non dirci tutti cattolici&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parlo come cattolico un tempo assiduamente praticante ed oggi senza più riconoscere come propria una identità cattolica e con forte nostalgia di quella che poteva essere l’identità religiosa di un romano o greco antico: né giudaica né cristiana. Credo che quelle esperienze religiose sia stata diffamate all’estremo e mi chiedo quale sarebbe il mondo se fossero sopravvissute e gli uomini si fossero regolati secondo etiche diverse da quelle ricavate dalle dottrine giudaiche o cristiane, che comunque non sono affatto identiche e per nulla affini, malgrado l’esitenza di una fratellanza. Veniamo al punto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella orwelliana rassegna sionista dei “Corretti Informatori” hanno lasciato passare un articolo tratto dall’&lt;a href="http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=999920&amp;amp;sez=120&amp;amp;id=34154"&gt;Unità&lt;/a&gt;, che nonostante i risibili commenti si può leggere il seguente brano: &lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;«Ogni sabato, nelle sinagoghe di tutto il mondo si recitano diciotto benedizioni. La dodicesima proclama: &lt;blockquote&gt;“Che per gli apostati non ci sia speranza; sradica prontamente ai nostri giorni il regno dell’orgoglio e periscano in un istante i nazareni e gli eretici. Siano cancellati dal libro dei viventi e con i giusti non siano iscritti. Benedetto sei tu Signore, che pieghi i superbi”.&lt;/blockquote&gt; L’invocazione è contenuta nel Talmud e risale all’anno 80 dopo Cristo. Chi siano i “nozrim” e i “minim” ancora maledetti nella liturgia ebraica lo spiega un altro testo dello stesso Talmud: &lt;blockquote&gt;“Alla vigilia del sabato e della Pasqua si appese Jeshua ha-nozri (Gesù il Nazareno). Un banditore proclamò per quaranta giorni contro di lui: egli esce per essere lapidato perché ha praticato la magia, ha sobillato e fatto deviare Israele. Chiunque conosca qualcosa a sua discolpa, venga e la alleghi a suo favore. Ma non trovarono per lui alcuna discolpa. Lo appesero allora alla vigilia del sabato e della Pasqua”.&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; Agli ebrei che fanno dichiarazioni sui giornali, non piace né il venerdì santo cattolico né che nelle chiese si preghi per loro? Anzi, non piacciono i cattolici, un agglomerato di confusi socialisteggianti, falliti morali, maniaci sessuali guidati da una banda di ipocriti pedofili? Nulla da dire: pensare ciò che si vuole e come si vuole, su ogni argomento, è un diritto per tutti.&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;[&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Purtroppo, questo che sarebbe un diritto per tutti è assai poco rispettato. I giornali, Unità compresa, non ci spiegano, come mai, ogni anno nella sola Germania 15.000 persone vengono perseguite per meri reati di opinione&lt;/span&gt;.]&lt;/blockquote&gt; Ma, prima di pretendere che un predicatore cattolico, peraltro di elevata caratura culturale, debba fare attenzione a ciò che dice ai cattolici il venerdì santo, nella basilica di San Pietro, ce ne corre».&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Filippo di Giacomo, su &lt;span style="font-style: italic;"&gt;L’Unità&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt; Ben detto, Filippo! l brano non dovrebbe avere bisogno di ampio commento. Rivela ciò che non casualmente in molti non sanno e non si vuole sappiano. Se prendiamo a confronto la liturgia cattolica e quella ebraica, troviamo in quest’ultima molto di quell’«odio» che in modi “farisaico” le lobbies hanno trovato il modo per tradurre in legislazione positiva finalizzata non certo a introdurre l’amore per il prossimo, ma per colpire avversari politici. Che sia così, ognuno lo sa. Nello stesso link di «Informazione Corretta» vi è pure un brano dove si fa una confusione pazzesca fra legalità e legittimità. Ho insistito parecchio di questa distinzione e non so se l’articolista abbia orecchiato. Poco importa. Quel che è certo che una dottrina praticamente razzista come il sionismo non può pretendere di trarre dal suo stesso principio nessuna “legittimità”. Questa nasce propriamente da una relazione funzionale e funzionante di protezione/obbedienza, ma nel caso della “pulizia etnica” del 1948 in Palestina – i “coloni” ebrei la chiamano “guerra di indipendenza” (!) – si può fondare una “legittimità” allo stesso modo in cui una banda di rapinatori ben affiatati possono ridendicare la &lt;span style="font-style: italic;"&gt;legittimità&lt;/span&gt; delle loro rapine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se critiche possono farsi ai vari Cantamessa è quella di non dire le cose per quel che sono ed accettare un dialogo con chi ancora tiene sotto supplizio le sue vittime. Cristo, l’appeso della Pasqua, certamente non lo avrebbe fatto. Le sue sferzate contro i farisei sono bene impresse nella mente di chi abbia fatto un poco di catechismo non ancora oscurato dalle alchimie conciliariste dettate probabilmente dal B’naï B’rith.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8091578991699990058-3695467297823811349?l=criticadelcattolicesimo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/feeds/3695467297823811349/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8091578991699990058&amp;postID=3695467297823811349' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/3695467297823811349'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/3695467297823811349'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/04/qousque-tandem-come-gli-ebrei-pregano-e.html' title='Qousque tandem. – Come gli ebrei pregano e come non lasciano gli altri pregare a casa loro.'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S7eAP-C_T8I/AAAAAAAAMLs/fwoJyFRWozo/s72-c/Cantalamessa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8091578991699990058.post-7376568385150781746</id><published>2010-04-04T12:11:00.000-07:00</published><updated>2010-04-08T11:54:40.027-07:00</updated><title type='text'>Giorgino propone una “moratoria” nell’uso del linguaggio: un dialogo sempre più assurdo!</title><content type='html'>Post: &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/04/giorgino-propone-una-moratoria-nelluso.html"&gt;Precedente&lt;/a&gt; - Successivo&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S7eAP-C_T8I/AAAAAAAAMLs/fwoJyFRWozo/s1600/Cantalamessa.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 200px; height: 184px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S7eAP-C_T8I/AAAAAAAAMLs/fwoJyFRWozo/s200/Cantalamessa.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5455970485424574402" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;È incredibile, ma il dialogo diventa sempre più assurdo ed ai limiti dell’immaginabile. Si pretende di controllare e censurare la formazione stessa del processo linguistico e del pensiero. Nessun regime totalitario era ancora arrivato a tanto. Nessuno è ormai al sicuro. In questa nostra società “democratica” può capitare e spesso capita che a fare le spese della prepotenza di regime siano i tanti “signor nessuno” che sommato uno dopo uno diventano Tutti, ma che neppure un predicatore possa fare la sua predica nella madre di tutte le basiliche, il Laterano, davanti al Papa, significa aver ormai superato il livello di guardia. È da chiedersi nel latino classico di Cicerone: “Qousque tandem?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ognuno di noi, appena nasce, incomincia lentamente e faticosamente ad apprendere l’uso del linguaggio, un apprendimento che non ha mai fine, perché coincide con il progresso stesso delle nostre conoscenza, nel passaggio continuo da uno stato di “ignoranza” ad una sempre maggiore conoscenza, direttamente proporzionale allo sforzo ed alla nostra volontà di verità. Ci serviamo dunque spontaneamente e naturalmente del “linguaggio” per tradurre in concetti le nostre nuove acquisizioni. La filosofia non è ancora riuscita a dirci veramente cosa è il linguaggio ed io dubito che esista sulla terra o sia mai esistito qualcuno che abbia mai veramente compreso cosa il linguaggio è e che possa insegnarcelo tanto da farne una nozione corrente e banale. Quello che però sappiamo è che il linguaggio per sua natura è libero e procede per analogie, figure, metafore, similitudini, associazioni di idee e di immagini mentali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Immaginare che qualcuno possa intervenire d’autorità sulle infinite e insondabibili connessioni dei neuroni è veramente cosa che fa accaponare la pelle. Significa al tempo stesso un disprezzo e un controllo assoluto dell’uomo: disprezzo per il solo immaginarne la possibilità, una possibilità che coinciderebbe con la fine stessa della libertà umana, di quello che per secoli si è chiamato il “libero arbitrio”. Ma se ciò fosse anche astrattamente possibile sarebbe il Crimine Assoluto che annullerebbe tutti gli altri gli uomini possano mai commettere, se appena loro residua un briciolo di libertà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che da Norimberga in poi, e solo grazie alle armi dei vincitori, non certo perché si sia affermata sulla terra quella Giustizia che gli uomini sempre cercano senza mai riuscire a trovarla, non vi è dubbio che è sorta una nuova religione che pretende di affermarsi sopra tutte le altre che mai siano esistite nella storia: la Holocaustica Religio! Nella sola Germania ogni anno 15.000 persone vengono perseguite penalmente per meri reati di opinione. Ad incominciare dal 1986 Israele, forte delle sue lobbies diasporiche, ha imposto a ben 13 stati europei una legislazione liberticida che sconfessa in pieno almeno due secoli di cultura giuridica, che ad incominciare dalla rivoluzione del 1989 distingueva fra un “fare” penalmente perseguibile in quanto illeciti ovvero lesivo di concreti e verificabili interessi materiali altrui ed un mero “pensare” in quanto tale assolutamente libero ed incontrollabile oltre che assolutamente lecito e spiritualmente necessario al progresso dell’umanità dal suo stadio belluino ad una condizione che pone la libertà come sua stadio escatologico: libertà dalla morte e da ogni dipendenza dalla natura o quanto meno libertà di poter immaginare il Bene Assoluto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beh! Ci siamo allargati troppo e ci vengono le vertigini. Ma ci ha scatenato &lt;a href="http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=20&amp;amp;sez=120&amp;amp;id=34108"&gt;Giorgino&lt;/a&gt; la sua incredibile arroganza, con la sua pretesa di dirci lui l’uso che possiamo o non possiamo fare del linguaggio. Dovremmo passare da lui per sapere come possiamo e dobbiamo esprimerci. La fama “internazionale” di Giorgino? Si! Tra Israele e l’Italia! Ma che vuol dire poi “fama”? E ce ne deve importare? Dobbiamp provare soggezione e aver paura di dissentire? Certo, è qualcuno, se addirittura dice di “conoscere personalmente padre Cantalamessa”, di cui noi invece non solo ignoravamo l’esistenza, ma addirittura pensavamo fosse un nome fittizio: un prete che si chiami “cantalamessa” pare una burla. Ed invece è una rispettabilissima persona, che l’«ebreo» Giorgino ben conosceva, pur non comprendendo a che titolo, essendo – pare – padre Cantalamessa non un rabbino, ma un sacerdote “cattolico”. Evidentemente dialogavano. Certo, esiste il “dialogo” fra ebrei e cristiani: assurdo ed improduttivo da duemila anni!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riconoscere a qualcuno le “migliori intenzioni” è come dargli dello stupido, poiché suppone l’errore associato all’intenzione. Ma dare a qualcuno dello stupido significarsi immaginarsi  o sentirsi più intelligenti. Cantalamessa non sembra però lo stupido che lo si vuol far apparire. Dice infatti a polemica avviata: &lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;« Se contro ogni mia intenzione ho urtato la sensibilità degli ebrei e  delle vittime della pedofilia, ne sono sinceramente rammaricato e chiedo  scusa, riaffermando la mia solidarietà con gli uni e con gli altri». &lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;Come a dire: Signori, io non ho inteso offendere nessuno e se qualcuno si sente offeso, non ho nessuna difficoltà a chiedergli scusa. Ma se – come si dice – avete la coda di paglia, il problema è vostro, non mio. La natura umana è tale per cui tutti possiamo essere stupidi visti dal Giorgino di turno. Non per nulla il cristianesimo staccatosi, definitivamente e irreversibilmente dal giudaismo, aveva introdotto il principio della “carità” per il quale le relazioni determinati non sono quelle stupido-intelligente, o altrimenti: furbo-fesso. Anche qui ci stiamo allargando senza volerlo perché ci si affacciano complicati problemi etici che già ci affaticano al mente, per giunta sul far della sera, quando siamo già stanchi per altri motivi. Cerchiamo di concludere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni riga del testo di Giorgino ci pare criticabile e finiremmo di scrivere per ogni sua pagina uno di quei libri che gli hanno dato “fama internazionale”. Ma noi di libri non ne vogliamo scrivere. Mi limito a contrapporre a Giorgino persone sempre di appartenza ebraica, ma a nostro modo di vedere molto più intelligenti dello stesso Giorgino,  anche se trovo poco scientifico l’uso di questa terminologia comparatistica. Cito i primi nomi che mi vengono in mente: Jakob Rabkin, che Giorgino ha perfino conosciuto di persona, come ha pure conosciuto padre Cantalamessa. Di Rabkin conosco un solo libro tradotto in italiano e da me letto almeno un paio di volte. Tra le tante cose istruttive che vi si leggono in materia di giudaismo vi è poi una migliore prospettiva storico-teologica dell’«Olocausto». Chi ne ha interesse, se lo vada a leggere. Io non posso ridurlo in pillole. Ma poi ancora proprio sulla «Shoah» ha detto parole dissacrante Abraham Burg, non meno autorevole e “famoso” di Giorgino. Burg era talmente convinto dell’uso assurdo che della «Shoah» si è fatto da indurlo a fare le valigie ed a tornarsene in Francia, di cui ancora aveva il passaporto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono questi personaggi ognuno ben diverso dall’altro, benché concordino tutti nell’assurdità del sionismo e dei suoi miti fondatori. Di Gilad Atzom ho letto sporadici articoli qua e là presenti sulla rete e mi piacerebbe leggere una raccolta completa dei suoi scritti. Io stesso sono disposto a farmene editore, se me ne viene data autorizzazione. Di lui la “sionista” Wikipedia si premura di far sapere che è una attivista contro il sionismo ed in questo modo dire che avendo parlato male di Garibaldi non è il caso di prenderlo sul serio. Dovrebbero perà in primo luogo interessare gli argomenti di ognuno e sono in ultimo trarre le conseguenze pratiche, che raggiungono il loro estremo con Norman G. Finkelstein, dove senza mezzi termini si parla di «Industria dell’Olocausto», da intendere però non solo negli aspetti economico-finanziari, ma anche in vere e proprie rendite politiche di cui il caso Cantalamessa è rivelatore: a padre Cantalamessa malgrado il nome che porta la messa &lt;a href="http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=2&amp;amp;sez=120&amp;amp;id=34112"&gt;non&lt;/a&gt; gliela vogliono lasciar cantare!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ultimo stadio è quello della critica storica, filosofica, teologica. Qui vi è divieto assoluto protetto da sanzione penale. E “rigorosamente” parlando – come Giorgino sa fare – ora dobbiamo aspettarci anche il vocabolario di stato, con le accezioni linguistiche legalmente ammesse. Neppure il Papa è al sicuro. Andato in sinagoga ha accettato un affronto che in nessuna basilica al mondo gli si sarebbe fatto: interromperlo e correggerlo mentre parla ex cathedra! Padre Lombardi che io sappia non ha diffuso nessun comunicato, nessuna protesta. Il “dialogo” deve andare avanti! Ma dove deve andare?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio Rabkin aiuta a capire che da un punto di vista strettamente giudaico, non sionista, il rapporto con Israele è un luogo della mente, un luogo dello spirito. Niente a che fare con un diritto alla “pulizia etnica”, che un altro ebreo, di nome Ilan Pappe, ha documentato (e non è stato né il primo né il solo) in modo inconfutabile. Si paventa la “distruzione” dello Stato ebraico, ignorando o facendo finta di ignorare un autentico genocidio, una vera e propria &lt;a href="http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&amp;amp;sez=120&amp;amp;id=34116"&gt;distruzione&lt;/a&gt; di un popolo, quello palestinese, non nome di un inesistente ed arbitrario diritto. Paradossalmente, lo stato di Israele ha introdotto una sorta di Cittadinanza Trinitaria, dove un ebreo sionista può far valere di volta in volta, come nel gioco delle tre carte, ora la sua appartenza ebraica all’interno delle comunità statuali, ora la stessa cittadinanza che appartiene ai popoli “ospiti” ed infine dal 1948 in poi anche la cittadinanza israeliana, solo che appena se ne voglia servire. Un po’ troppo! Dobbiamo però riconoscere a Giorgino una certa astuzia, avendo compreso da “eccelso sionista” che la corda, se troppo tesa, rischia di rompersi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8091578991699990058-7376568385150781746?l=criticadelcattolicesimo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/feeds/7376568385150781746/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8091578991699990058&amp;postID=7376568385150781746' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/7376568385150781746'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/7376568385150781746'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/04/giorgino-propone-una-moratoria-nelluso.html' title='Giorgino propone una “moratoria” nell’uso del linguaggio: un dialogo sempre più assurdo!'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S7eAP-C_T8I/AAAAAAAAMLs/fwoJyFRWozo/s72-c/Cantalamessa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8091578991699990058.post-1229083555822735264</id><published>2010-04-03T10:01:00.000-07:00</published><updated>2010-04-04T12:21:21.333-07:00</updated><title type='text'>Nuove battute di un dialogo assurdo. Pedofilia come pretesto per un attacco alla Chiesa cattolica.</title><content type='html'>La Storia &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/04/giorgino-propone-una-moratoria-nelluso.html"&gt;continua&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S7eAP-C_T8I/AAAAAAAAMLs/fwoJyFRWozo/s1600/Cantalamessa.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 200px; height: 184px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S7eAP-C_T8I/AAAAAAAAMLs/fwoJyFRWozo/s200/Cantalamessa.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5455970485424574402" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non mi ritraggo dalle mie posizioni di condanna della pedofilia da parte di ecclesiastici cattolici su cui vi era stato un acceso dibattito che avevo seguito, che mi aveva indignato ed infuriato. Vi è poi tutto un problema annoso riguardante la sessualità nell’ambito della dottrina cattolica. Sono temi che da allora non ho ripreso né approfondito. Non ho oggi maggiore interesse all’argomento di quanto non ne avessi prima. Ben altri e più gravi mi appaiono oggi i problemi, anche se dispiace sempre sentire certe notizie. Ma qui ora sorgono altre questioni che si nascondo dietro la giusta denuncia di casi di pedofilia, i cui dettagli non ho seguito né mi interessa più seguire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi appare invece sempre più chiara la &lt;a href="http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=6&amp;amp;sez=120&amp;amp;id=34085"&gt;pretestuosità&lt;/a&gt; degli attacchi ebraici alla chiesa cattolica, che subisce in nome di un dialogo che farebbe meglio ad interrompere una volta per tutte. Un dialogo del tutto improduttivo e privo di scopi. Gli ebrei vogliono restare ebrei? E chi glielo impedisce? Non vogliono convertirsi al cristianesimo? E chi li obbliga? Per fortuna, è passato il tempo in cui non tanto gli ebrei quanto interi popoli venivano convertiti di autori al cristianesimo per volere sovrano. Sono passati i secoli di passaggio dalla religione antica che fu dei greci e dei romani, i cosiddetti “gentili” o “goym”, alla nuova religione cristiana, che proprio in ragione della sua universalità operava anche un diffuso sincretismo, il più noto dei quali lo si ravvisa forse nella liturgia del Natale, la principale festività cristiana, che coincide nella data con la festiva del Sole che rinasce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi hanno spiegato eminenti teologi che anche io sono un “cattolico”, essendo stato battezzato e cresimato, e mai formalmente “scomunicato”, convinzioni intimamente religiose e dommatiche a parte. Ho perciò forse titolo a qualche opinione al riguardo dell’ennesima campagna di indignazione da parte ebraica contro papa, preti, gerarchia e fedeli cattolici. A me sembra che dal papa in giù tutti dovrebbero rispondere per le rime all’ennesima ingerenza ebraica &lt;span style="font-style: italic;"&gt;in munere alieno&lt;/span&gt;. Non è affare di rabbini la proclamazione dei santi cattolici, la remissione della scomunica a Williamson, le preghiere dei preti, la liturgia cattolica ed altro ancora. Ciò che trovo inspiegabile non è la protervia e arroganza ebraica, ma la remissività cattolica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poiché i conti non tornano, se appena fatti alla luce del sole, occorre sospettare che vi sia dietro qualcosa. Faccende finanziarie? ricatti? Cosa? Un dialogo può aver senso, quando vi sia qualcosa in comune e si tenda a qualcosa che interessi entrambi. Ma qui siamo agli antipodi. La fratellanza, se ve ne è una, è quella di Caino ed Abele. Mi pare che Caino fosse il fratello “maggiore”. Dio ce ne scampi! Già! È problema è forse tutto qui. Non è più possibile neppure parlare. Basta un paragone, una metafora, un’allegoria non gradita e si scatena un’incredibile, assurdo ed osceno putiferio. L’Unicità è imparagonabile. Pretende un copyright sul vocabolario ed il linguaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I Dogmi e i Miti ebraici pretendono una sacertà ed un’autorevolezza che quelli cattolici forse non hanno mai avuta in tutto l’arco della loro storia, se nell’assorbimento sincretistico includiamo la logica classica, che poneva al riparo da assurdità come quelle a cui assistiamo in questi giorni, dove gli ebrei non lasciano in pace neppure la celebrazione della Pasqua cristiana nella massima basilica romana dopo San Pietro, cioè la Basilica del Laterano. Nei commenti di questi giorni, a proposito di una predica – i preti manco più predicare li lasciano! –, quello di padre Cantalamessa (che nome!), ho trovato quanto mai offensivo ed insultante la distinzione fra “pochi” fedeli “tradizionalisti”, che pensano come i cattolici hanno pensato per duemila anni, e non so quale maggioranza di nuovi fedeli che l’avrebbero bevuta la novità degli ultimi tempi, una novità sempre più fa perdere la devozione a chi ancora ne aveva conservata qualche briciolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In realtà, è sempre più evidente un attacco profondo alla Chiesa cattolica, il cui edificio millenario sembra stia sgretolando, se davvero si stravolgono quelli che sembravano i cardini della dottrina. A parte la critica strettamente storico-esegetica, che è cosa che va per i fatti suoi, ma fra poco ci verranno a dire che la figura religiosa di Cristo in Croce è morta di raffreddore, o che si è meritata la condanna da parte giudaico-romana. E magari pretenderanno che tutti dobbiamo farci circoncidere.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8091578991699990058-1229083555822735264?l=criticadelcattolicesimo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/feeds/1229083555822735264/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8091578991699990058&amp;postID=1229083555822735264' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/1229083555822735264'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/1229083555822735264'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/04/nuove-battute-di-un-dialogo-assurdo.html' title='Nuove battute di un dialogo assurdo. Pedofilia come pretesto per un attacco alla Chiesa cattolica.'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S7eAP-C_T8I/AAAAAAAAMLs/fwoJyFRWozo/s72-c/Cantalamessa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8091578991699990058.post-3561958381688893825</id><published>2010-03-15T04:33:00.000-07:00</published><updated>2010-03-15T08:55:28.587-07:00</updated><title type='text'>I cristiani-sionisti: chi e cosa sono? - Stranezze politico-teologiche. – Netanyahu e loro: analisi di un discorso.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S54uuEKEcVI/AAAAAAAAL18/Ifuwjq8O_HM/s1600-h/pows.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 178px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S54uuEKEcVI/AAAAAAAAL18/Ifuwjq8O_HM/s200/pows.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5448843968089715026" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da cattolico battezzato e non praticante confesso che fino a qualche anno fa mi era del tutto ostica l’espressione “cristiano-sionista”. Mi ci è voluto un poco per capire di cosa si trattasse. Per chi vive in Italia, in una cultura religiosa tradizionalmente cattolica, è normale una visione ordinata di quelli che sono i cardini della fede cristiana e cattolica: Gesù Cristo, la sua morte in croce, per opera di Pilato e degli ebrei dell’epoca, che non accettavano la visione riformatrice del vecchio giudaismo, vecchio e nuovo testamento, la dottrina universilatistica del cattolicesimo che passa da un’angusta visione di uomini che sarebbe “eletti” e “prediletti” da un ben strano Dio, patrigno con tutti gli altri uomini, ad una visione effettivamente “universalista” che include tutti gli uomini ed assorbe sincretisticamente non poco delle religiono spregiativamente dette “pagane”, ma teologicamente ed eticamente non così spregevoli che le si è sempre fatte passare. Tutto questo almeno fino al Concilio Vaticano II, dove pare vi sia stata una certa infiltrazione del B’naï B’rith. Da allora la musica è cambiata e forse anche nel cattolicesimo sono stati inoculati germi di “cristiano-sionismo”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proseguiamo il discorso. Diverso è il panorama religioso nel mondo anglosassone americano. Qui in parallelo con l’opera di colonizzazione e di sistematico genocidio degli indiani d’America sorgono e si affermano una miriade di sette religiose, con dottrine una più strampalata dell’altra. In pratica, in America, un qualsiasi ciarlatano può fondare una nuova religione ed andare in cerca di creduloni, cui magari spillare soldi. Avendone il tempo e la voglia, sarebbe interessante ed istruttiva un’esplorazione e un monitoraggio di questo sottobosco religioso e antropologico. Essendo gli USA la maggiore potenza militare del mondo, quella che ha più armamenti di tutti gli altri paesi messi insieme, siamo a torto portati ad immaginare che sia un modello in ogni cosa. Non è così e non è un mondo invidiabile, secondo quanto apprendiamo ogni giorno di più, venendo meno i miti hollywodiani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diverso, nel panorama religioso americano, è il caso del cristiano-sionismo. Pare siano tanti. Di cristiano dubito abbiano nulla. Ad una sensibilità autenticamente religiososa, non importa se cristiana, buddista, etc., non potrebbe e restare estraneo l’autentico ammazzamento di uomini che in Palestina si compie ogni giorno, potendo cronologicamente datarne l’inizio con il 1882, anno del primo insediamento sionista. Se il cristiano-sionismo prende alla lettera l’autentico sterminio biblico dei cananei sulla base del racconto mitico-biblico, trattasi non più di religione, e come tale costituzionalmente protetta, ma di cosa criminale e contraria all’ordine pubblico. Come tale sarebbe da reprimere, non per conculcarne la libertà religiosa, ma perché prassi e dottrina volta all’uccisione di uomini. Nessuno più di noi è sensibile alla libertà di pensiero, di coscienza, di religione. Ammetto anche che i cristiano-sionisti possano ed abbiano il diritto professare le loro scempiaggini, le loro superstizioni, il loro giudaismo annacquato di un falso cristianesimo, ma rientra negli ordinari codici penali degli stati ogni concreta e dimostrabile partecipazione ad atti criminosi, non meno che se si trattasse di partecipazione ad attentati o a stragi, cosa che viene perseguita e punita, quando si tratta di islamici, per i quali vige un regime di vera e propria diffamazione, discriminazione, persecuzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tolte le prescrizioni penale, è però lecita allo stesso titolo la critica religiosa, anche aspra, alle loro assurdità, che a mio avviso nulla hanno a che fare con la religione, almeno con una religione come io la intendo e la pratico. Riporto qui, traendolo da una rassegna cristiano sionista in lingua italiana, un discorso con il quale il leader Netanyahu si rivolge proprio ai cristiano-sionisti, riunitisi – pare – in Israele. La notizia ha per noi dell’incredibile, cioè nella misura in cui ciò possa avere a che fare con il “cristianesimo” per come da me conosciuto. Ma il mondo è ampi e vario: succedono cose che vanno al di là della nostra immaginazione e delle nostre consuete vedute.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Links:&lt;br /&gt;1. Un articolo di Barbara Spinelli del 2003 su Kelebek: &lt;a href="http://www.kelebekler.com/caimani/19.htm"&gt;Le trappole dei sionisti cristiani&lt;/a&gt;. Navigando sul sito si trovano altri articoli sullo stesso tema. Il sito è anche specializzato su questa problematica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;* * *&lt;br /&gt;Fonte:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ilvangelo-israele.it/news/notizie_recenti.html"&gt;Notizie su Israele&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Rassegna stampa cristiano sionista&lt;br /&gt;diretta da&lt;br /&gt;Marcello Cicchese&lt;br /&gt;[fra parentesi quadre il nostro commento testuale e interlineare]&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Benjamin Netanyahu è un Primo Ministro consapevole del sostegno  che danno ad Israele molti cristiani evangelici nel mondo. Riportiamo la  traduzione, gentilmente offerta da un amico che vuole restare anonimo e  che qui ringraziamo, di un recente discorso di Netanyahu rivolto ad  un’associazione di cristiani pro Israele. "Il sionismo cristiano ha  preceduto il sionismo ebraico moderno", ha dichiarato il Primo Ministro  israeliano nel suo discorso. Non molti sono consapevoli di questo fatto  storico. A Netanyahu va riconosciuto il merito di averlo dichiarato  pubblicamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;b&gt;Discorso del Primo Ministro Netanyahu alla Christians United  For Israel. Summit di Gerusalemme.&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;8 marzo 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;table style="text-align: left; margin-left: 0px; margin-right: 0px;" class="txt_blu" border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" height="0" width="251"&gt; &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="left" valign="bottom"&gt;&lt;img src="http://www.ilvangelo-israele.it/news/immagini/BenjaminNetanyahu2.jpg" border="0" height="164" width="243" /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;  Benvenuti a Gerusalemme, l'indivisa, eterna capitale dello stato ebraico  e del popolo ebraico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vostra presenza qui oggi rappresenta una profonda trasformazione  nella relazione tra i cristiani e gli ebrei. &lt;blockquote&gt;[&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Quali ebrei e quali cristiani? Se vogliamo seguire Jacob Rabkin, da noi spesso citato, gli ebrei di cui parla Netanyahu non hanno nulla a che fare con il giudaismo, che è rigorosamente antisionista; e parimenti i cristiani a cui si rivolge non hanno nulla a che fare con il cristianesimo fondato sulla dottrina dell’amore del prossimo e sull’eguaglianza di tutti gli uomini davanti a dio. I cristiani sionisti sono in pratica teorici dello sterminio del popolo palestinese&lt;/span&gt;.] &lt;/blockquote&gt;Questa trasformazione  affonda le sue radici nel diciannovesimo secolo, quando i primi  cristiani sionisti giunsero nella Terra d'Israele,&lt;blockquote&gt; [&lt;span style="font-style: italic;"&gt;E chi sarebbero costoro? Le mie notizie partono dal 1882, anno del primo insediamento sionista, osteggiato dagli ebrei già residenti. Non considero Netanyahu uno storico cui fare affidamento e fino a quando non avrò attinto i suoi stessi dati da altre fonti, li considero poco più che degli svarioni, ai quali il personaggio è solito] &lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;quando essi  iniziarono ad esplorare la terra della Bibbia, a prodigarsi per il  ristabilimento degli ebrei in questa terra, per il ristabilimento della  nostra condizione e della nostra sovranità. &lt;blockquote&gt;[&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ed a quale titolo? Con quale diritto? Cacciando e sterminando gli “indigeni” come è stato fatto in America? Cosa ha a che fare tutto ciò con Gesù Cristo? Non ha detto Gesù Cristo: “il mio regno non è di questo mondo”? E che ci azzecca la sovranità sionista sui palestinesi, veri ed unici discendenti degli ebrei che vivevano in Palestina 2000 anni fa? Se i “cristiani” lì riuniti dicono di essere cristiani, sono davvero ben strani cristiani&lt;/span&gt;.]&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;In realtà, il sionismo cristiano ha preceduto il sionismo ebraico  moderno, e io credo che l'abbia rafforzato. Ma il sionismo cristiano  fece un enorme balzo in avanti alcuni decenni fa, quando un gruppo di  ecclesiastici americani iniziarono a dire alle proprie congregazioni e  ad ognuno dei loro ascoltatori che era tempo di prendere posizione in  favore di Israele; molto probabilmente tra loro figurava il Pastore &lt;a href="http://www.npr.org/templates/story/story.php?storyId=5554303"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;John  Hagee&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;,&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S54v2mfemAI/AAAAAAAAL2E/mo2Que48x7s/s1600-h/JohnHagee.JPG"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 79px; height: 103px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S54v2mfemAI/AAAAAAAAL2E/mo2Que48x7s/s200/JohnHagee.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5448845214256896002" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; un dinamico leader ecclesiastico del Texas. Era giunto il tempo  di prendere posizione in favore della sola democrazia presente in Medio  Oriente. Era tempo di prendere posizione contro le menzogne, la  diffamazione e gli insulti. Era tempo di difendere il diritto dello  stato ebraico all'autodifesa.&lt;blockquote&gt; [&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La propaganda israeliana insiste in modo maniacale sul concetto di difesa e di autodifesa, ma a rigor di logica si tratta di aggressione. Gli unici che possono legittimamente parlare di difesa sono i palestinesi che si sono visti sbarcare sul loro territorio vere e proprie bande di pirati, coloni e quanto altro con la specifica e dichiara intenzione di insediarsi in terre e case altrui spossessando i legittimi abitanti e possessori. Sulla base di quale titolo? La Bibbia? La Terra Promessa? Una favola di oltre 2000 anni fa? E quale relazione avrebbero poi gli odierni avventurieri con gli abitanti in Palestina oltre 2000 anni addietro? Per giunta, in 3000 anni di storia la sovranità sul territorio è passata di mano in mano da egizi, assiri, babilonesi, romani, ottomani, etc., e solo per pochi decenni è appartenuta propriamente agli ebrei, di oltre 2000 anni fa, con i quali quelli odierni proprio non c’entrano nulla. Per continuità storica i soli che possono vantare diritti sul territorio sono i palestinesi, ivi residenti da secoli e da millenni. Tutti gli altri sono veri e propri avventurieri che con rapacità e senza nessun diritto son giunti solo per depredare e far violenza. I soli ad avere il diritto di difesa legittima sono i palestinesi. Quella sionista e israeliana è solo “aggressione”, non “difesa” o autodifesa. Possono essere ingannati solo gli ignoranti, ma non chi appena un  poco conosce le cose&lt;/span&gt;.] segue&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;Oggi, migliaia, decine di migliaia, centinaia di migliaia, milioni,  decine di milioni di cristiani - oggi essi hanno udito questa chiamata, e  sono dalla parte di Israele. Io vi saluto, il popolo d'Israele vi  saluta, il popolo ebraico vi saluta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Più volte, nella buona e nella cattiva sorte, siete rimasti fermi  spalla contro spalla con il nostro stato, ed io questa sera sono venuto a  ringraziarvi per la vostra salda amicizia. Oggi questa amicizia è più  importante che mai, perché Israele sta affrontando sfide alla propria  sicurezza e legittimità che non hanno precedenti.&lt;blockquote style="font-style: italic;"&gt; [Per quanto riguarda la legittimità confico che le persone che dispongono di autonomia di giudizio critico e non sono materialmente dipendenti o ricattabili o corruttibili possano agevolmente comprendere che Israele è fra tutti gli stati della terra quello che ha minore legittimità, anzi nessuna legittimità. Il che non significa che non abbia esistenza di fatto, un’esistenza con la quale purtroppo occorre fare i conti e doverne tenere conto. È quello che si chiama diritto positivo, legalità positivo, principio di effettività come cardine delle relazioni internazionali. Nessuno può ignorare che Israele dispone di 200 testate atomiche, che sono una vera e propria minaccia che incombe sull’umanità tutta. Considerata la follia che regna sovrana a Tel Aviv, siamo tutti in grave pericolo. Altro che Iran! È ad Israele che occorre guardare. È da Israele che occorre difendersi. Tanta ipocrisia meriterebbe la fustigazione da parte del Gesù evangelico, ma i cristiani sionisti, convenuti in Gerusalemme, con questo Gesù Cristo non hanno proprio nulla a che fare, come si evince facilmente.]&lt;/blockquote&gt;In merito alla sicurezza del futuro di tutti, nessuna sfida è più  importante di impedire all'Iran di sviluppare armi nucleari. Ho detto in  precedenza e dirò ancora che la più grande minaccia che sta affrontando  il genere umano è lo spettro di un regime militante islamico che si  impossessa di armi nucleari, o lo spettro di armi nucleari che si  impossessano di un regime militante islamico. Il primo caso è  pericolosamente vicino a realizzarsi in Iran, il secondo può realizzarsi  o meno in Pakistan. Io credo che entrambi i casi possono essere evitati  con le politiche giuste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se l'Iran svilupperà armi nucleari, il mondo non sarà mai più lo  stesso. &lt;blockquote&gt;[&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il mondo non è più lo stesso da quando il sionismo ha preso il sopravvento e da quando le lobbies riescono a determinare la politica estera del popolo americano e dei popoli europei. Ciò non sarebbe stato possibile senza un’opera costante di infiltrazione e corruzione nei gngli del potere politico europeo ed americano&lt;/span&gt;.]&lt;/blockquote&gt; Assisteremmo ad una escalation di terrorismo nel mondo intero,  dal momento che i terroristi opererebbero sotto la protezione di un Iran  nucleare. Guardate quanta confusione, quanto terrore essi stanno già  seminando adesso, quando ancora non c'è una tale protezione, e cercate  di immaginare cosa potrebbe accadere se l'Iran, il loro protettore,  fautore, fornitore e sostenitore, se proprio quell'Iran avesse armi  nucleari. Allo stesso modo, le forniture di petrolio vitali per quella  regione potrebbero essere severamente minacciate e gli sforzi di  impedire la proliferazione di armi nucleari nel Medio Oriente  collasserebbero, dato che un regime dopo l'altro si lancerebbe in una  corsa forsennata per acquisire armi nucleari proprie. Nel peggiore dei  casi, se le armi nucleari fossero date in mano a terroristi, o a stati  terroristi, l'era di pace durata 65 anni dall'ultima guerra nucleare  sarebbe estinta per la prima volta. &lt;blockquote&gt;[&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Basta poco per apprendere che Israele come stato nasce con il terrorismo e pratica da sempre il terrorismo di stato. Disprezza la sovranità degli stati. Rapisce ed uccide senza curarsi del diritto internazionale e del diritto interno degli stati. Basta ricordare l’attentato in Gerusalemme del David King Hotel o a Roma nel 1946 l’attentato all’Ambasciata britannica. In ultimo l’omicidio su commissione a Dubai per opera del Mossad. È possibile tanta ipocrisia. Gesù Cristo glieli avrebbe detto in faccia a Nentanyahu. Subito e senza esitazione. Ma i cristiani sionisti vanno ad applaudirlo&lt;/span&gt;.]&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;Vi prego di ricordare che per i tiranni che sono a Teheran, Israele è  solo il piccolo Satana. Ai loro occhi, l'America è il grande Satana.  L'America è il loro bersaglio finale. Oltretutto, per Israele la  minaccia che viene dall'Iran non potrebbe essere più chiara. Le guide  dell'Iran chiedono apertamente la distruzione di Israele. Essi negano  sfacciatamente l'Olocausto e sperano, ripetendolo ogni giorno, che  Israele sia cancellato dalla carta geografica del Medio Oriente. &lt;blockquote&gt;[&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Gesù Cristo direbbe che l’«Olocausto» in ogni caso qui non ci azzecca per nulla. Ben ha detto e scritto l’ebreo Norman G. Finkelstein che costoro dell’«Olocausto» ne hanno fatto un’industria senza neppure avere diritto ai proventi. Ma il vero «Olocausto» è la «Nakba», la cui commemorazione proprio Netanyahu proibisce per legge: nel giorno della pretesa Indipendenza i palestinesi sono obbligati a sorridere. Se hanno la faccia triste verranno puniti. A tanto non era giunto neppure il nazismo. Non avrebbe potuto. Non ne sarebbe stato capace. Non ne avrebbe avuto i mezzi. I sionisti sono invece tecnicamente più avanzati. In fatto di cancellazione dalla carta geografica Gesù Cristo potrebbe facillmente obiettare che sono stati cancellati dalla carta geografica nel 1948 oltre la metà dei villaggi palestinesi. Potrebbe rivolgere la famosa domanda biblica veterotestamentaria: Caino, dov’è tuo fratello? In realtà, Netanhayu come già per l’Iraq vuole spingere il mondo contro una nuova sanguinosa guerra contro un popolo di 70 milioni di abitanti. Sono sempre più assetati di sangue e poi si lamentano per l’accusa del sangue!&lt;/span&gt;] segue&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;Non dobbiamo permettere per alcun motivo che un tale regime minacci  la pace del mondo, la pace e la sicurezza dell'umanità. Tutti i membri  responsabili della comunità internazionale devono fare ogni cosa in loro  potere per fermare l'Iran nello sviluppo di armi nucleari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre noi parliamo gli Stati Uniti stanno guidando un'azione a  livello internazionale per imporre sanzioni all'Iran. Noi crediamo che  queste sanzioni debbano essere mordenti. E per esserlo, devono penetrare  a fondo nel settore energetico iraniano. Una volta imposte, esse  dovrebbero impedire all'Iran di importare benzina e di esportare  petrolio. Io credo che tali misure possono indurre il regime a scegliere  se continuare il programma delle armi o mettere al sicuro il proprio  futuro. Ma indubbiamente devono essere sanzioni dure, mordenti.&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;[&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Eccolo l’aguzzino che ha ancora sulla coscienza le vite dei bambini palestinesi, di quelli iracheni, dei milioni di profughi scacciati dai paesi dove ha portato e fomentato la guerra, la sola cosa che gli consente di vivere. In effetti, a pensarci bene, con la pace in Medio Oriente tutta Israele come stato imploderebbe. Vivono di guerra e di industrie connesse alla guerra almeno due milioni di israeliani. Senza la guerra non potrebbero vivere. La loro economia si basa su aiuti a fondo perduto che ricevono continuamente dall’America e da tutto il mondo, vittime delle loro storielle. il vero problema per la pace e la sicurezza in Medio Oriente ha un solo nome: Israele.&lt;/span&gt;] segue&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;Come dicevo, noi stiamo affrontando grandi sfide alla nostra  sicurezza, ma anche intimazioni senza precedenti alla nostra  legittimità. Questo assalto alla nostra legittimità proviene da diverse  direzioni - dai cosiddetti organismi dei diritti umani presenti  nell'ONU, che negherebbero ad Israele il suo legittimo diritto  all'autodifesa; proviene dalla accusa falsamente rivolta alle guide  politiche e militari israeliane di aver commesso crimini di guerra  immaginari; proviene infine da aziende oltraggiose che dichiarano di  boicottare, disinvestire e sanzionare Israele. Voi tutti siete familiari  con questo genere di cose. &lt;blockquote&gt;[&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Se fossero davvero cristiani, ma non lo sono per nulla, loro tutti dovrebbero testimoniare la verità, e dire che sono tutte cose vere e giuste quelle che vengono addebitate ad Israele, ovvero alla banda di politici criminali che commette ogni sorta di nefandezza convinti di poter ingannare e corrompere le coscienze&lt;/span&gt;.]&lt;/blockquote&gt;Ma credo che ci sia un assalto alla nostra legittimità ben più  grande. Credo che esso consista nel tentativo di perpetrare una delle  più grandi menzogne della storia - negare il legame tra il popolo di  Israele e la terra di Israele; relegare il popolo ebraico ad un gruppo  di stranieri nella terra dei nostri padri. Badate di non fare errori a  riguardo. Il tentativo di negare la nostra storia in questa terra è un  tentativo di negare il nostro futuro in questa terra. Per questa  ragione, difendere il nostro passato equivale a difendere il nostro  futuro. &lt;blockquote&gt;[&lt;span style="font-style: italic;"&gt;E come non è verò? Netanyahu da dove è venuto? I suoi avi da dove sono spuntati? Dalle visceri dell’inferno o son venuti da qualche luogo dell’Europa orientale? Poco mi interessa la genealogia di Netanyahu e di tutti gli altri della sua sua banda, ma se si va a ricostruire l’albero genealogico di ogni odierno abitante ebreo di Israele si trovano ben pochi autoctoni, forse nessuno. Molti hanno conservato perfino il doppio passaporto, che viene utilizzato ad esempio dai sicari assassini di Dubai. Finalmente, per una volta dice il vero, Netanyahu, quando afferma che non vi è nessun legame storico fra la quasi totalità degli odierni abitanti ebrei di Israele ed il territorio che occupano, avendolo sottratto ai legittimi abitanti. Gli unici che hanno un siffatto legame storico con la terra sono gli israeliani palestinesi, discendenti di quelli che nel 1948 non sono fuggiti sotto la minaccia delle armi. Ma proprio questi vivono oggi in regime di apartheid. Viene loro impedito per legge di ricordare ogni anno la tragedia della loro storia umana e storica: la Nakba&lt;/span&gt;.]&lt;/blockquote&gt;Chiedo a tutti voi di unirvi a noi in questa battaglia per difendere  la verità. Ricordate loro di Abramo e Isacco, di Giosuè e Samuele, di  Davide e Salomone. Ricordate al mondo che la terra della Bibbia non è  nei cieli, ma è proprio qui sulla terra. E che le persone della Bibbia  sono sulla terra della Bibbia.&lt;blockquote&gt; [&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La terra della Bibbia non ha nulla a che fare con una banda di impostori e di avventurieri che vivono di rapina. Gli unici che ne sono legittimi abitanti sono quelli che vi hanno sempre vissuto, Bibbia o non Bibbia: gli attuali palestinesi, i veri “semiti” della regione. Tutti gli altri sono, se lo sono, circoncisi acquisiti nel corso dei secoli, come ben svela l’ebreo israeliano Shlomo Sand in un libro che nessuno può confutare e che divulga presso un più ampio pubblico cose che erano già note&lt;/span&gt;.]&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;Lasciate che vi racconti il modo in cui io ricordo ai funzionari  stranieri il legame del popolo ebraico con la nostra storia e con questa  terra. Sapete, quando vengono a visitarmi nel mio ufficio dico loro:  "Prego, venite a vedere questo piccolo anello con sigillo che mi è stato  dato in prestito dal Dipartimento delle Antichità". È stato ritrovato  vicino al Muro del Secondo Tempio, ma è datato anteriormente al Primo  Tempio. È un oggetto che risale a circa 2800 anni fa, al tempo dei Re. È  un anello con sigillo di un funzionario ebreo, sul quale è scritto un  nome in ebraico antico, che riesco ancora a leggere. Il nome è:  Netanyahu, Netanyahu Ben-Yoash [n.d.t. figlio di Yoash]. E questo è il  mio cognome. Il mio nome, Benjamin, risale a 1000 anni prima, al tempo  di Beniamino figlio di Giacobbe, il quale anche camminò su queste  colline. Questo è il nostro legame. E nessuno può negare il legame del  popolo ebraico alla terra ebraica.&lt;blockquote&gt;[&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La più antica genealogia della storia. Neppure Gesù Cristo ne può vantare una analoga. Gesù non ha nessun anello! Impostore e frottolaro che specula, ammesso che non si tratti di un falso, su una mera omonimia, per la quale ognuno che oggi si chiami Salomone, può dichiarsi diretto discendente del re Salomone. E tanti altri esempi simili potrebbero farsi. Inoltre, è da ricordare il legame ballerino di ogni cognome ebraico che cambia ad ogni passaggio di treno da una frontiera all’altra. Proprio costui le spare grosse, pretendendo una genalogia diretta di 4.8oo anni! Questa l’attendibilità di lor signori. E se mi dichiaro discendenti degli etruschi?&lt;/span&gt;]&lt;/blockquote&gt; Israele sta affrontando grandi sfide. Dobbiamo impedire che l'Iran  sviluppi armi nucleari. Dobbiamo respingere l'assalto alla nostra  legittimità. Dobbiamo trovare una via per raggiungere la pace con i  nostri vicini. Dobbiamo tutti noi pregare per la pace di Gerusalemme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo secoli di esilio, sono venuto qui per assicurarvi che il popolo  d'Israele è tornato a casa e nessuna forza sulla terra sarà mai in  grado di farci lasciare la nostra casa di nuovo. &lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;[Nessun secolo di esilio. I soli ad avere una casa in Palestina erano i palestinesi. Ne sono stati scacciati, ma ancora conservano le chiavi: non quelle di 4.800 anni, ma quelle del 1948. Ed aspettano che siano rispettato il loro “diritto al ritorno” riconosciuto dall’ONU. La Bibbia non è mai stata profanata come oggi, facendone titolo di legittimazione di una vera e propria pulizia etnica, di un vero e proprio genocidio. Ed i cristiani sionisti, pure loro impostori del nome di Cristo, plaudono&lt;/span&gt;.]&lt;/blockquote&gt;&lt;i&gt;Fonte: sito web dell'ufficio del Primo Ministro israeliano&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;(Notizie su Israele, 13 marzo 2010)&lt;br /&gt;&lt;/i&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8091578991699990058-3561958381688893825?l=criticadelcattolicesimo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/feeds/3561958381688893825/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8091578991699990058&amp;postID=3561958381688893825' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/3561958381688893825'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/3561958381688893825'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/03/i-cristiani-sionisti-chi-e-cosa-sono.html' title='I cristiani-sionisti: chi e cosa sono? - Stranezze politico-teologiche. – Netanyahu e loro: analisi di un discorso.'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S54uuEKEcVI/AAAAAAAAL18/Ifuwjq8O_HM/s72-c/pows.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8091578991699990058.post-8577365058710466349</id><published>2010-02-20T08:22:00.000-08:00</published><updated>2010-02-28T11:39:17.416-08:00</updated><title type='text'>Teologia politica: 77. Sergio I. Minerbi ed il punto di vista ebraico-sionista.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://civiumlibertas.blogspot.com/2008/10/monitoraggio-di-informazione-corretta.html"&gt;Homepage&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SEp5A9vw3cI/AAAAAAAAENA/IR6Mn7gJhVs/s1600-h/F3.Israel+lobby.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SEp5A9vw3cI/AAAAAAAAENA/IR6Mn7gJhVs/s200/F3.Israel+lobby.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5209108976489258434" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Tentiamo di fare un salto di livello nel nostro monitoraggio dell’ideologia sionista e dei suoi canali di trasmissione odierni. Cercheremo di vincere il senso di avversione e reazione morale che questa dottrina ci ispira via via che ne comprendiamo la natura, per assumere il costume che è proprio della scienza: sine ira et cum studio. Quanto a Sergio I. Minerbi non saprei direi se è il più rappresentativo sotto il profilo che qui cerchiamo di enucleare, cioè la teologia politica sionista. Dico “sionista” e non ebraica o giudaica, perché dopo una ripetuta lettura del libro di Rabkin siamo persuasi che giudaismo e sionismo o ebraismo siano altra cosa che è ben tenere distinta, pur potendosi fare una critica del giudaismo, che sostanzialmente coincide con la vecchia critica cattolica, quella preconciliare, per intenderci, ma che può essere una critica condotta anche da un punto di vista delle antiche religioni greco-romane, o genericamente dal punto di vista filosofico ovvero dal punto di vista di una religiosità non monoteistica. Poiché nessuno vive fuori dallo spazio e del tempo, crediamo che pur perseguendo doverosamente la maggiore obiettività possibile, non si possa uscire fuori dalla propria condizione umana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vers. 1.0/20.2.10&lt;br /&gt;&lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2010/02/ideologi-76-benny-morris-ovvero-la.html"&gt;Precedente&lt;/a&gt;/Successivo&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S4G_TQpEWvI/AAAAAAAALic/gZHU4UTvYNA/s1600-h/Minerbi.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 129px; height: 137px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S4G_TQpEWvI/AAAAAAAALic/gZHU4UTvYNA/s200/Minerbi.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5440840162445908722" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="sommario"&gt;Sommario&lt;/a&gt;: 1. Cristianizzazione della Shoah o non piuttosto ebraizzazione del cristianesimo? – 2. La questione dei profughi. –&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="uno"&gt;1&lt;/a&gt;. &lt;a href="http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&amp;amp;sez=120&amp;amp;id=32230"&gt;Cristianizzazione della Shoah o non piuttosto ebraizzazione del cristianesimo&lt;/a&gt;? – Ero fino a questo momento vagamente consapevole del sorgere di un nuova religio che partendo da Auschwitz, non pià un fatto storico da indagare e studiare con gli ordinari strumenti della ricerca e della critica storica, ma un fatto metastorico con cui la figura del Cristo veniva fatto scendere dalla Croce ed al suo mosto veniva collocato un numero cabalistico: un 6 seguito da 6 zeri. Forse, se si considera questo significato iniziatico si comprende perché il numero delle vittime dei campi di concentramento non possa essere neppure lievemente diverso. Le legislazioni penali introdotte lobbisticamente in non pochi aesi fanno subito scattare sanzioni penali, quali più non si hanno da secoli per quelli che sono stati i dogmi della chiesa cattolica: verginità e assunzione in cielo di Maria, il Mistero della Trinità, la Divinità del Cristo, l’Ostia consacrata, e così via. Avevo interpretato il fenomeno come un’intrusione lobbistica dell’ebraismo nel corpo dottrinale del cattolicesimo e di una sua subordinazione alla Sinagoga. Se si disconosce il valore politico-religioso dell’evento Auschwitz, non si riesce a comprendere le periodiche persecuzione del Williamson di turno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adesso invece scopro in un’&lt;a href="http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&amp;amp;sez=120&amp;amp;id=32230"&gt;analisi&lt;/a&gt; di un esperto di parte ebraica o giudaica, Sergio I. Minerbi, un nome che ho letto altre volte, una diversa rappresentazione degli stessi fatti, un diverso angolo visuale. Intanto è sorprendente tanto interesse e tanto accanimento per quello che dovrebbe essere un fatto assolutamente interno alla chiesa cattolica: la proclamazione dei suoi santi. La cosa, a mio avviso, interessa assai poco agli stessi cattolici, dove è da distinguere una gamma assai ampia nell’oltre un miliardo di persone nominalmente di religione cattolica. Forse in realtà i cattolici praticanti, quelli per i quali la parola del papa ha quasi valore di un ordine sono assai pochi, pochissimi in realtà. Ciò spiegherebbe la debolezza della gerarchia cattolica e la sua vulnerabilità a pressioni scientificamente organizzate come quelle che vengono dalle lobbies ebraiche, che hanno già ampia esperienza nel controllo dei politici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli ebrei, ma qui il nome pone qualche problema, sono dunque più interessati alla proclamazione dei santi cattolici che non gli stessi cattolici. È un fatto non difficile da verificare. E perché? Non è facile dirlo e non ho la pretesa di saperlo. Lascio in sospeso questo punto e vado invece a ciò che ha oggi attratto la mia attenzione. È per me insolita la visione che leggo in Minerbi secondo cui la chiesa cattolica si vorrebbe “appropriare” della Shoah, quasi un succulento affare politico-religioso. Non ho i numeri dei pellegrinaggi ad Auschwitz, ma credo possano competere o siano paragonabili ai tradizionali pellegrinaggi cattolici (Lourdes, Fatima, ecc.).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I punti che nel testo di Minerbi mi lasciano perplesso sono non pochi. Intanto, se in base ad un principio di ragionevolezza, si può ben comprendere che gli ebrei odierni non possono essere gli stessi autori materiali che circa 2000 anni fa uccisero il Cristo, non si capisce cosa resterebbe del cristianesimo se viene meno il dogma più religioso che non storico in senso proprio secondo cui Gesù Cristo fu messo in croce dagli ebrei. Il “mito” nella cultura greco-romana aveva un senso profondo e rispettabile che oggi non conserva più nel nostro linguaggio corrente e si rischia non poco quando si usa questo termine in relazione ad eventi della nostra epoca. E dunque il “mito” della morte in croce di Cristo per mano ebraica ha il suo più logico senso in quello di un “superamento” definitivo ed&lt;span style="font-style: italic;"&gt; irreversibile&lt;/span&gt; del cristianesimo rispetto all’ebraismo. Come esiste un problema di tutela del consumatore, ne esiste uno analogo di tutela del credente, che non può essere preso per i fondelli, facendo oggi credere l’opposto di quello che ha sempre creduto e domani ancora il contrario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno potrebbe anche non credere a nulla di tutto ciò: né a cristiani né agli ebrei. Ma purtroppo il ritorno alla bella religione che fu dei greci e dei romani è per sempre preclusa e non sembra più possibile. Gli dei antichi sono stati abbattuti senza nessuna pietà e nessun rispetto umano per i loro fedeli. Forse è stato quello il primo ed insuperato genocidio dell’umanità. L’abbattimento degli dei antichi con tutti i suoi fedeli, ancora oggi bollati come “idolatri” e senza nessun tribunale che ne riconosca e difenda i diritti. Anzi il loro unico diritto è il disprezzo che tutti gli altri,hanno l’obbligo di tributare loro. Sono questi i fedeli dell’Unico Dio che si contende la sua Unicità  fra quanto credono che sia il loro il vero Dio Unico e che hanno così dato vita alla grande epoca dell’Intolleranza. Se il Dio che è Unico finisce per perdere di qualsiasi credibilità il nostro sarà un mondo senza nessuna parvenza di Dio, o meglio senza neppure la sua finzione che ancora si mantiene stancamente per forza di inerzia s oprattutto di una credulità popolare che non può certo innalzarsi ai sofismi della teologia. Forse il vero unico dio che regge il tutto si chiama Mammona. Togliete i danari e vedrete cosa resta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altra cosa curiosa che ha attratto la mia attenzione dell’esperto di parte ebraica, il citato Minerbi, è il rigetto di una distinzione per me alquanto ovvia: quella fra antisemitismo e antigiudaismo. Certamente non lecita la prima in quanto possa essere sinonimo di razzismo, persecuzione, discriminazione, salvo riuscire poi a stabilire chi siano i semiti in senso proprio. Io credo che siano soprattutto gli attuali palestinesi, che certamente non sono i più amati nella nostra epoca e che sperimentano un vero e proprio genocidio, che è in atto e è sotto i nostri occhi, intenti a guardare i genocidi che furono e non quelli che sono. L’amtigiudaismo è una critica religiosa assolutamente lecita. Se non posso più essere “pagano”, essendo stati abbattuti e distrutti tutti i luoghi di culto antichi, ed è sempre più difficile essere cattolici, di certo non vorrei trovarmi ebreo circonciso, anche se un noto politico ha già lanciato lo slogan: “siamo tutti ebrei”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="due"&gt;2&lt;/a&gt;. &lt;a href="http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&amp;amp;sez=120&amp;amp;id=32151"&gt;La questione dei profughi&lt;/a&gt;. – Abbiamo sbagliato probabilmente la scheda. Minerbi non è un teologo e vede le cose da un punto di vista pragmatico. Ciò che qui ci interessa di rilevare è la sua affermazioner, in risposta ad Arrigo Levi, secondo cui i profughi palestinesi se vogliono la pace come minimo devono dimenticarsi di un diritto al ritorno nelle loro case, da dove sono stati scacciati nel 1948. È allucinante questo modo perverso di ragionare – quello di Minerbi, che tiene banco, ma forse non più come prima, se un sionista come Arrigo Levi è addirittura giudicato una persona a cui si deve rispondere, ed è trattato con sufficienza, in quanto non si mette in dubbio che sia un “amico di Israele”, disscrimine di ogni criterio di eticità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(segue)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8091578991699990058-8577365058710466349?l=criticadelcattolicesimo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/feeds/8577365058710466349/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8091578991699990058&amp;postID=8577365058710466349' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/8577365058710466349'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/8577365058710466349'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/02/cristianizzarre-la-shoah-o.html' title='Teologia politica: 77. Sergio I. Minerbi ed il punto di vista ebraico-sionista.'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SEp5A9vw3cI/AAAAAAAAENA/IR6Mn7gJhVs/s72-c/F3.Israel+lobby.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8091578991699990058.post-143201811391745053</id><published>2010-01-25T04:36:00.000-08:00</published><updated>2010-03-18T14:04:51.873-07:00</updated><title type='text'>Teologia politica: 84. Tadeusz Pieronek ovvero un nuovo “caso” Williamson? - Le «barzellette» di Riccardo Pacifici. - vers. 3.3 del 3 feb 10</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://civiumlibertas.blogspot.com/2008/10/monitoraggio-di-informazione-corretta.html"&gt;Homepage&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmzGPMgEfoI/AAAAAAAAKnw/kc4UZfd_3XI/s1600-h/0.Israel+Lobbyjpg.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 77px; height: 118px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmzGPMgEfoI/AAAAAAAAKnw/kc4UZfd_3XI/s200/0.Israel+Lobbyjpg.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5362879220647493250" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La notizia ed il nome del vescovo Tadeusz Pieronek mi giunge oggi per la prima volta. Non si tratta di un parroco di campagna, ma di un autorevole vescovo polacco, cattolico, non lefebrviano, che è abbastanza noto per la libertà con cuiƒ esprime il suo pensiero. Si tratta di una persona che,  in condizioni normali,  si sente libera di dire quel che pensa: una libertà che a noi in Italia, in Germania, Francia, Austria, Svizzera è sempre più negata. Spesso per autocensura e viltà, ma più spesso perché il sistema dell’informazione è tenuto sotto rigido controllo. Anche nel caso che sembra annunciarsi del vescovo Pieronek entrano in gioco veri e propri tabù fondativi di una nuova religione. Dovrebbe ormai essere evidente anche ai ciechi che non si tratta più di eventi tragici della seconda guerra mondiale, per lo studio dei quali si possano applicare i normali criteri storici, ma si sta creando e impiantando una vera e propria nuova religione che mira a soppiantare duemila anni di cristianesimo. Ciò accade purtroppo per l’ignavia o la consapevole complicità delle stesse gerarchie cattoliche. È presto per dire qualcosa di definitivo al riguardo. Si tratta di un evento in progress, dove gli esiti non sono ancora scontati e si è ancora ben lungi dall’avere acquisito consapevolezza. Nel panorama della stampa online va infine considerato che in ben 13 paesi europei prendere le parti del vescovo Pieronek, o prima ancora del vescovo Williamson, significa per ciò stesso andare incontro ad una denuncia penale con anni di carcere. Dunque, vi è poco di che dibattere ed il discorso può essere solo a senso unico, la musica una sola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vers. 3.3/3.2.10&lt;br /&gt;&lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-83-benedetto-xvi-alla.html"&gt;Precedente&lt;/a&gt;/&lt;a href="http://civiumlibertas.blogspot.com/2010/03/analisti-85-janiki-cingoli-ed-il-suo.html"&gt;Successivo&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S12YDDfwdBI/AAAAAAAALPc/HzgZoDUT5cY/s1600-h/krakow_pieronek.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 150px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S12YDDfwdBI/AAAAAAAALPc/HzgZoDUT5cY/s200/krakow_pieronek.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430663903924220946" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="sommario"&gt;Sommario&lt;/a&gt;:1. &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-84-tadeusz-pieronek.html#uno"&gt;Pacifici racconta barzellette&lt;/a&gt;. – &lt;a name="sommario"&gt;&lt;/a&gt;2. &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-84-tadeusz-pieronek.html#due"&gt;La notizia in inglese&lt;/a&gt;. – 2.1: &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-84-tadeusz-pieronek.html#dueuno"&gt;Non “invenzione”, ma un “furto” la tragedia di Auschwitz&lt;/a&gt;. –  3. &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-84-tadeusz-pieronek.html#tre"&gt;La notizia in spagnolo&lt;/a&gt;. – 4. &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-84-tadeusz-pieronek.html#quattro"&gt;La notizia in francese&lt;/a&gt;. – 4.1: &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-84-tadeusz-pieronek.html#quattrouno"&gt;La marea montante&lt;/a&gt;. –  4.2: &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-84-tadeusz-pieronek.html#quattrodue"&gt;Lettre à l’Episcopat polonais di David Goldman&lt;/a&gt;. – 5. &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-84-tadeusz-pieronek.html#cinque"&gt;La notizia in lingua tedesca&lt;/a&gt;. – 6.  &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-84-tadeusz-pieronek.html#sei"&gt;Sul web italiano: a) La Stampa&lt;/a&gt;; – b) Reuter: &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-84-tadeusz-pieronek.html#seib"&gt;“Vescovo polacco provoca irritazioni con commenti su Olocausto”&lt;/a&gt;; – c) &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-84-tadeusz-pieronek.html#seic"&gt;il Giornale del Friuli libero&lt;/a&gt;; – d) &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-84-tadeusz-pieronek.html#seid"&gt;«Informazione Corretta»&lt;/a&gt;; – e) &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-84-tadeusz-pieronek.html#seie"&gt;L’inviato speciale&lt;/a&gt;;  f) &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-84-tadeusz-pieronek.html#seif"&gt;Corriere della Sera&lt;/a&gt;; – 7.  &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-84-tadeusz-pieronek.html#sette"&gt;La replica di Pontifex&lt;/a&gt;. – 7.1: &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-84-tadeusz-pieronek.html#setteuno"&gt;Pieronek e Williamson&lt;/a&gt;. –  8. &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-84-tadeusz-pieronek.html#otto"&gt;Finalmente uno «spunto di riflessione» in lingua italiana&lt;/a&gt;. – 9. &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-84-tadeusz-pieronek.html#nove"&gt;“Invenzione” o “furto”: la differenza fa “galera”&lt;/a&gt;. – 10. &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-84-tadeusz-pieronek.html#dieci"&gt;Torna in scena Williamson&lt;/a&gt;. – 10.1: &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-84-tadeusz-pieronek.html#dieciuno"&gt;Quale lo scandalo&lt;/a&gt;? –&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="uno"&gt;1&lt;/a&gt;. &lt;a href="http://www.pontifex.roma.it/index.php/interviste/religiosi/3531-pacifici-racconta-barzellette-la-polonia-non-e-antisemita-gli-israeliani-non-rispettano-i-diritti-umani-dei-palestinesi-la-shoa-non-e-solo-ebraica-ma-riguarda-cattolici-e-polacchi-israele-gode-di-buona-stampa-il-potere-economico"&gt;Pacifici racconta barzellette&lt;/a&gt;. – Avverto subito che il vescovo Pieronek ha già smentito sulla stampa polacca quanto riporta il giornalista italiano Bruno Volpe. Le cose che Pieronek non solo esattamente quelle che si leggono sul sito Pontifex.Roma, al quale è stata concessa l’intervista e che è la prima fonte della notizia. Accade spesso che i giornalisti semplifichino di parecchio ciò che credono di aver capito o che vogliono capire. Dobbiamo ancora attendere per avere l’esatto ed autentico pensiero del vescovo polacco. Intanto, però sarà istruttivo seguire come la stampa se la gioca. Sarà un test per capire non già cosa pensa il vescovo, ma cosa è la stampa che condiziona la nostra opinione, anzi che crede di rappresentare la nostra opinione. È meglio riportare per intero il testo di Pontifex.roma che leggo oggi 25 gennaio 2010. Le correzioni di lievi refusi ed alcuni adattamenti redazionali sono nostri.&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S12biSWkVxI/AAAAAAAALPk/CqQh0-ntXxk/s1600-h/pieronek.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 130px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S12biSWkVxI/AAAAAAAALPk/CqQh0-ntXxk/s200/pieronek.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430667739023038226" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Fonte: &lt;a href="http://www.pontifex.roma.it/index.php/interviste/religiosi/3531-pacifici-racconta-barzellette-la-polonia-non-e-antisemita-gli-israeliani-non-rispettano-i-diritti-umani-dei-palestinesi-la-shoa-non-e-solo-ebraica-ma-riguarda-cattolici-e-polacchi-israele-gode-di-buona-stampa-il-potere-economico"&gt;Pontifex.Roma&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• «Il signor Pacifici? Racconta barzellette e dice cose fuori della realtà: questa storia della Polonia antisemita è falsa, una invenzione»: lo afferma Monsignor  Tadeusz Pieronek, Vescovo Polacco e legato a Giovanni Paolo II da amicizia. Spiega il Vescovo: «credo che per un corretto e serio dibattito storico, libero da pregiudizi e vittimismi, gli ebrei dovrebbero chiedersi e domandarsi: che cosa fecero gli ebrei americani e le forze alleate in guerra per evitare quelle tragedie? Poco o niente».&lt;br /&gt;– Resta il fatto che spesso (ed anche ingiustamente, da quanto abbiamo potuto direttamente constatare nella Polonia, nazione quanto mai nobile, disponibile all’amicizia e al dialogo con tutti) si accusa la Polonia di sentimenti antisemiti.&lt;br /&gt;• «È un luogo comune assolutamente falso. Me lo hanno chiesto durante una conferenza che detti a Los Angeles e anche una giornalista francese. La Polonia non ha mai nutrito, tanto meno lo fa, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; sentimenti contrari agli ebrei. Chi presenta in questo modo la nostra nazione, é ingiusto e sbaglia. La trovo una invenzione offensiva per il nostro popolo».&lt;br /&gt;– Ma da che cosa dipende questa voce?&lt;br /&gt;• «Da persone che la storia non la hanno studiata. Nei campi di concentramento è innegabile che la maggior parte dei morti furono ebrei, ma nella lista ci sono zingari polacchi, italiani e cattolici. Dunque, non è lecito impossessarsi di quella tragedia per fare della propaganda. La shoa come tale è una invenzione ebraica, si potrebbe allora parlare con la stessa forza e fissare una giornata della memoria, anche per le tante vittime del comunismo, dei cattolici e cristiani perseguitati e così via. Ma loro, gli ebrei, godono di buona stampa perché hanno potenti mezzi finanziari alle spalle, un enorme potere e l'appoggio incondizionato degli Stati Uniti e questo favorisce una certa arroganza che trovo insopportabile».&lt;br /&gt;– Ritiene che, almeno in parte, la shoa sia strumentalizzata?&lt;br /&gt;• «Certo che lo è. Viene usata come arma di propaganda e per ottenere vantaggi spesso ingiustificati. Lo ribadisco, non é storicamente vero che nei lager siano morti solo ebrei, molti furono polacchi, ma queste verità oggi vengono quasi ignorate e si continua con questa barzelletta nei confronti della Polonia. Lo ripeto, se Pacifici in Tv dalla vostra Annunziata, ha fatto affermazioni sulla Polonia, farebbe bene a informarsi meglio. Ha raccontato una barzelletta».&lt;br /&gt;– Eccellenza, ritiene che oggi gli israeliani rispettino i diritti umani verso i palestinesi?&lt;br /&gt;• «Vedendo le immagini di quel muro è innegabile affermare che si commette una colossale ingiustizia nei confronti dei palestinesi che sono trattati come animali e i loro diritti umani sono a dir poco violati. Ma di queste cose, complici le lobbies internazionali, si parla poco. Si faccia una giornata della memoria anche per loro. Certo, tutto questo non smentisce la vergogna dei campi di concentramento e le aberrazioni del nazismo». &lt;/span&gt;&lt;p style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Bruno Volpe&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;/p&gt;In effetti, il peso e la considerazione di cui gode il personaggio Riccardo Pacifici è decisamente “sproporzionato”. In Roma, gli ebrei “romani”, tolti i profughi “libici”, non sono più di 10.000. Hanno un loro incredibile associanismo. Se tempo fa ben lessi, considerati il 30 per cento di votanti, Pacifici non rappresenterebbe più un migliaio di persone in una città che conta tre milioni di abitanti, dove la comunità calabrese di prima, seconda e terza generazione conta ben 400.000 persone senza avere neppure un’infinitesima parte del potere di cui gode una piccolissima comunità. Fare una simile constatazione significa venir tacciati di “antisemitismo”. Ma ormai, dopo che anche il papa è stato salutato con un “antisemita” per aver osato dire “Terra Santa”, credo che nessuna persona di sano intelletto sarà disposto a dare credito allo spauracchio del termine “antisemita” affibbiato a che appena osa fare un minima osservazione critica. Vi è da augurarsi che non solo il vescovo Pieronek parli, ma lo facciano tutte le persone autorevoli, che ricoprono cariche importanti e che hanno paura di dare fiato al buon senso di ognuno. Vi sarà poi da chiedersi e da spiegare come si sia potuto giungere ad un simile terrorismo ideologico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-84-tadeusz-pieronek.html#sommario"&gt;Torna al Sommario&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="due"&gt;2&lt;/a&gt;. &lt;a href="http://www.thenews.pl/international/artykul124305_holocaust-was-a-jewish-invention--says-top-polish-bishop.html"&gt;La notizia in inglese&lt;/a&gt;. – Dalla titolazione si capisce già dove sta il sensazionalismo: che l’«Olocausto» possa essere una «invenzione degli ebrei”, e dunque... Il testo inglese contiene già la parziale smentita del vescovo, ma è chiaro ciò interessa ai media. La “barzelletta” continua: ne siamo certi. Il tutto si nutre di confusione. Un’affermazione come quella riportata spinge a far pensare ad un grande pubblico incolto che qualcuno vuole sostenere che i campi di concentramento “non siano mai esistiti”. Ma dire “olocausto” e dire “campo di concentramento” non è la stessa cosa. Nessuno degli storici “revisionisti” – il termine “negazionista” è per davvero inventato a scopo diffamatorio, denigratorio, delatorio – ha mai detto che i campi di concentramento non siano mai esistiti e che in essi non vi siano morti tanti poveri innocenti, poco importa quale sia stato il loro numero o la loro nazionalità, o la loro condizione sociale, o la loro appartenenza politica. Invece il numero di «sei milioni» è diventato un numero “sacro” come il mistero della Trinità, del Dio Uno e Trino. Dunque, Tre non può essere meno o più di Tre  allo stesso modo in cui “sei milioni” devono essere “sei milioni”: non uno di più, non uno di meno! È questione di fede e teologia, non materia storica!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Senza dar conto della parziale smentita, la notizia è ripresa da &lt;a href="http://www.middle-east-online.com/english/?id=36836"&gt;Midle East Online&lt;/a&gt;, un sito arabo in lingua inglese. Interessano qui soprattutto le parti che si riferiscono alla condizione del popolo palestinese, vera vittima dell’olocausto. Non ci sono elemnti di novità sul sito &lt;a href="http://www.pontifex.roma.it/index.php/interviste/religiosi/3531-pacifici-racconta-barzellette-la-polonia-non-e-antisemita-gli-israeliani-non-rispettano-i-diritti-umani-dei-palestinesi-la-shoa-non-e-solo-ebraica-ma-riguarda-cattolici-e-polacchi-israele-gode-di-buona-stampa-il-potere-economico"&gt;The Straits Times&lt;/a&gt;. Manca però la smentita che è stata data. Da questo momento in poi si possono classificare tutti i media online che compaiono a seconda che riportino o meno la notizia della smentita. Che questa omissione sia poi voluta o meno testimonia nel primo caso la malafede e nel secondo l’inaffidabilità professionale. Lo stesso dicasi per &lt;a href="http://www.ennaharonline.com/en/international/2982.html"&gt;Ennhar Oline&lt;/a&gt; senza elementi di novità. Sul web di lingua tedesca ancora la notizia nemmeno appare. Deve essere un sito ebraico in lingua inglese quello dal titolo &lt;a href="http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-3839431,00.html"&gt;Reuven Enterprise&lt;/a&gt;, dove appare una breve notizia con il termine “accused”, invero estraneo all’originale: se qualcuno mi chiede un’opinione, non necessariamente io formulo un’accusa. Manifesto soltanto un’opinione. Ma per costoro esprimere un’opinione è un’«accusa», così come è un «crimine» avere determinate opinioni. E non per nulla decine e decine di migliaia di persone in Europa hanno per questo sperimentato la galera. Sullo stesso sito, &lt;a href="http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-3839440,00.html"&gt;Ynetnews&lt;/a&gt;,  appena indicato riappare più ampia la notizia. Da più parti ricorre il commento che siamo a due giorni dal 27 gennaio, fissato come giornata mondiale della Memoria. Ed in effetti vi è da chiedersi se ciò non sia un fatto voluto, magari per tenere in caldo e su un piano di drammaticità la ricorrenza. Sono così sofisticate le strategie dei servizi israeliani che tocca ogni volta abbandonarsi all’arte della congettura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non poteva mancare il &lt;a href="http://www.jpost.com/servlet/Satellite?cid=1263147976335&amp;amp;pagename=JPost%2FJPArticle%2FShowFull"&gt;Jerusalem Post&lt;/a&gt;, che chiaramente sottolinea le parti che più irritano i nervi scoperti di una realtà che indubbi elementi di veridicità. Fra due giorni – si sottolinea – Netanyahu andrà ad Auschwitz, che si trova ancora in Polonia e non è ancora zona extraterritoriale della stessa Israele. Amen! È un sito israeliano &lt;a href="http://www.israelnationalnews.com/News/Flash.aspx/179279"&gt;Arutz Sheva&lt;/a&gt;, dove non vi è da segnalare altro che l’evidenze delle notizie, riportate come scandalose. Di taglio criminogeno con tanto di foto segnaletica e didascalia “mostruosa” è la notizia incollata su l’&lt;a href="http://fr.ejpress.org/article/nouvelles/europe_centrale_et_orientale/35907"&gt;European Jewish Press&lt;/a&gt;, con titolo:&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S13bvpzB9GI/AAAAAAAALPs/8dRnmzNx8cY/s1600-h/Pieronek.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 186px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S13bvpzB9GI/AAAAAAAALPs/8dRnmzNx8cY/s200/Pieronek.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430738337398912098" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; ‘&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La Shoah en tant que telle est une invetion juive’, dit un évêque polonais&lt;/span&gt;. E poi dicono che non esiste una stampa ebraica! Su Haaretz si trova l’immancabile “shock” di Netanyahu ed anche il commento di Leone Passerman, predecessore di Pacifici nella autorevolissima carica di Presidente della Comunità ebraica romana. Egli è stato fra quelli che hanno osteggiato la visita alla Sinagoga di Benedetto XVI, ma si duole che Pieronek sia un membro della &lt;span style="font-style: italic;"&gt;gerachia&lt;/span&gt; della chiesa: è tipico di questo modo di ragionare la distinzione fra capi e gregari, ossia contano i primi soltanto e non hanno nessun peso e dignità  i semplici sottoposti. Si tratta per il lobbismo di una distinzione essenziale: quale provvedimento disciplinare chiederanno per il vescovo Pieronek, ormai in pensione? La sospensione a divinis? Non potrà più celebrare messa? La scomunica con nota di infamia? Interviene immancabilemnet Abe Foxman, il capo dell’ADL, il quale naturalmente parla di antisemitismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul &lt;a href="http://jta.org/news/article/2010/01/25/1010319/polish-bishop-says-jews-exploiting-holocaust"&gt;Jewish Telegraphic Agency&lt;/a&gt; è riportato il commento di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Moshe Kantor,&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S161r6OVzII/AAAAAAAALP8/ho5e47lQ3fo/s1600-h/Moshe+Kantor.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 134px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S161r6OVzII/AAAAAAAALP8/ho5e47lQ3fo/s200/Moshe+Kantor.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430977966623804546" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; presidente del Congresso Europeo Ebraico, che parla di “false accuse” ma senza indicare quali sarebbero queste false accuse: se quelle relative al trattamento riservato dagli israeliani ai palestinesi o circa l’uso strumentale che dell’«olocausto» viene fatto, secondo quanto dice il vescovo Pieronek, in linea peraltro con la nota tesi di Norman G. Finkelstein, i cui genitori furono pure internati in Auschwitz, se ben ricordo. Naturalmente, anche Kantor parla di antisemitismo. Puntuale sun &lt;a href="http://www.prnewswire.com/news-releases/ajc-slams-polish-bishops-holocaust-denial-82623942.html"&gt;PR Newswire&lt;/a&gt; arriva la condanna dell’omologo Executive Director della American Jewish Committee &lt;a href="http://www.huffingtonpost.com/david-harris"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;David Harris&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;,&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S165gs2st5I/AAAAAAAALQE/rRAE4pxvEWA/s1600-h/David+Harris.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 45px; height: 45px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S165gs2st5I/AAAAAAAALQE/rRAE4pxvEWA/s200/David+Harris.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430982172102932370" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; ossia a capo di una associazione definita dal New York Times come il “decano delle organizzazioni ebraiche americane”, per le quali è necessario un apposito dizionario per poterle elencare tutte, riassumibili globalmente come la Lobby che non esiste. Inequivocabile il tono della &lt;a href="http://news.scotsman.com/world/Jews-use-Holocaust-as-.6012511.jp"&gt;Newsscotsman&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S2ALFvnpgAI/AAAAAAAALQM/fVuAs99HjWs/s1600-h/Auschwitz.png"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 84px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S2ALFvnpgAI/AAAAAAAALQM/fVuAs99HjWs/s200/Auschwitz.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5431353343918833666" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;I capi di governo europei, le élites politiche possono ben celebrare insieme a Netanyahu il 65° anniversario di Auschwitz ed ignorare il 1° anniversario di Piombo Fuso. Non è detto che i loro popoli, che dovrebbero da essi venir rappresentati, pensino in sintonia con i loro discorsi ufficiali. Il titolo di &lt;a href="http://euobserver.com/9/29350"&gt;euobserver.com&lt;/a&gt; recita “Europa and Israel cement relation at Holocaust solemnities”, accompagnadolo con una una foto d’epoca che dovrebbe ritrarre – se non andiamo errati – un tratto del muro di cinta del lager di Auschwitz. Ma nel mio scarso inglese devo dire che il “cement” mi ha fatto subito pensare al cemento che Israele non lascia entrare in Gaza per ricostruire le case che sono state distrutte. Ed il basso muro a struttura leggera che si vede nella foto mi ha fatto pensare a ben altro muro: al muro della vergogna e dell’apartheid che eufemisticamente ed ipocritamente Israele chiama “barriera difensiva”.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S2AL46Fu4mI/AAAAAAAALQU/3AwMWAF5pyU/s1600-h/Cairo2-1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S2AL46Fu4mI/AAAAAAAALQU/3AwMWAF5pyU/s200/Cairo2-1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5431354222902698594" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; È purtroppo esaurito il libro di un autore francese che ha per titolo “Le Mur de Sharon”. La sua tesi è che il muro dell’apartheid avrebbe un ulteriore significato religioso-razzista. Gli arabi costituirebbe una umanità “impura”, dalla quale dover restare separati per non subire contaminzazione. E se in effetti si va a vedere la ferocia, la disumanità con cui è stato consumato il genocidio di Gaza sotto il debole pretesto di innocui missili Kassam, per altro legittimi in quanto difensivi a fronte di un’occupazione ed un esproprio totalmente illegittimi, non si può non riflettere su una barbarie delle nostra epoca che supera di gran lunga quanto ci viene narrato 65 anni dopo un evento, sul quale non è possibile condurre ricerche storiche senza finire in galera, dove sono migliaia le persone che vi albergano per la sola colpa di avere scritto un libro, di aver manifestato un’opinione, per aver prestato ad un amico una delle pubblicazioni proibite. Questa è l’Europa anno 2010, nel 65° dell’Era di Auschwitz. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S2AMfvg7p1I/AAAAAAAALQc/LOIVS3PRzk8/s1600-h/giornata%2Bdella%2Bmemoria.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 142px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S2AMfvg7p1I/AAAAAAAALQc/LOIVS3PRzk8/s200/giornata%2Bdella%2Bmemoria.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5431354890078889810" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;È da chiedersi se i nostri politici, che ad Auschwitz sono a fianco di Netanyahu, non siano andati lì a giocarsi il loro residuo di legittimità, ammesso e non concesso che conoscano la differenza fra una vuota legalità, fatta però di concretissimi vantaggi in barba a chi ha dato quella inutile cosa che si chiama “voto”, e una “legittimità”, che contiene quei sentimenti e valori che ci fanno credere ad un’autorità che sia giusta e sia preposta per cercare ed attuare quell’idea di giustizia nella pace che è al fondo dei nostri cuori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su &lt;a href="http://www.haaretz.com/hasen/spages/1145757.html"&gt;Haaretz&lt;/a&gt; compare una lunga intervista a Moshe Kantor, ossia il Presidente del “European Jewish Congress”, il quale spara la solita cartuccia di antisemitismo e pronostica una campagna di educazione nelle scuole polacche, ossia un lavaggio del cervello inflitto dal potere statale ad insegnanti e scolaresche polacche. Abbiamo qui una conferma di quella insultante «arroganza», di cui appunto fondatamente parlava il vescovo polacco. Addirittura si pone sullo stesso piano il  “linguaggio” del vescovo Pieronek e di Adolf Hitler! È tollerabile ciò?  Gli si dà addirittura del “sanguinario antisemita”. Il Presidente del JJC parla a nome di tutti gli ebrei d’Europa? Ed il governo polacco vuole accettare questo insulto contro un vescovo che ha difeso il popolo polacco dall’accusa di razzismo? Vi sarà forse un’analoga campagna della stampa cattolica contro queste incredibili affermazioni &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ebraiche&lt;/span&gt;? Certo che no! Vi è da chiedersi fin dove potrà reggere la pazienza della gente comune. Se si potesse tenere una statistica aggiornata di tutte le persone che nel dopoguerra sono state perseguitate a vario titolo per la sola colpa di avere una visione diversa delle cose, sono certo che si superebbe di gran lunga il mistico numero dei sei milioni di persone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-84-tadeusz-pieronek.html#sommario"&gt;Torna al Sommario&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="dueuno"&gt;2&lt;/a&gt;.1 - &lt;a href="http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/vaticancityandholysee/7074913/Polish-bishop-says-stolen-Holocaust-comments-taken-out-of-context.html"&gt;Non “invenzione”, ma un “furto” la tragedia di Auschwitz&lt;/a&gt;. – Mi chiedo fin dove i servizi israeliani di propaganda giudicheranno conveniente spingere l’attacco al vescovo Pieronek, che già manifesta caratteri differenziali rispetto al caso Williamson. Il vescovo lefebrviano aveva espressamente negato l’esistenza delle camere a gas, che insieme al numero di sei milioni di vittime e della intenzionalità nazista dello sterminio costituisce l’edificio dogmatico della dottrina olocaustica. La propaganda mediatica fa credere che contestare uno qualsiasi di questi presupposti significa non ammettere l’esistenza dei campi di concentramento dove effettivamente perirono molte vittime e poco importa quanto siano state, quasi fosse esistito un ufficio anagrafico dei decessi. Il vescovo Pieronek procede su altra strada. Corregge l’intervistatore la dove parla di “invenzione”, quasi che si fosse inteso dire “inesistenza” dei campi di concentramento e delle morti che vi sono state. Il vescovo precisa che vi è stato invece un “furto” della tragedia di Auschwitz da parte degli ebrei, o per meglio dire del movimento sionista e di quanti su Auschwitz hanno speculato. È la tesi di Norman G. Finkelstein che ritorna nella versione non dell’«industria», ma del «furto». Se poi si considerano tutte vittime quelle che perirono nella seconda guerra mondiale – un numero che a seconda delle stime oscilla fra i 50 e i 70 milioni –, allora difficilmente si puà spiegare ed accettare la dottrina del monopolio ebraico della sofferenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un’agenzia riporta una dichiarazione sull’uso del termine “i&lt;a href="http://www.asca.it/news-SHOAH__VESCOVO_POLACCO__HO_SBAGLIATO_A_PARLARE_DI__INVENZIONE_EBRAICA_-890884-ORA-.html"&gt;nvenzione&lt;/a&gt;” e sulle spiegazioni che ne dà con un certo imbarazzo l’intervistato Pieronek, raggiunto da una lettera dell’Avv. Taormina a tutela del suo cliente l’intervistatore Bruno Volpe. Che dire? Di certo l’episodio den descrive l’autentico clima di terrore che ispira l’argomento «Shoah». Se il sentimento che normalmente delle vittime, quale chia siano, quale ne sia il numero e le qualità, dovrebbe essere quello della pietà, qui il terrore sopravanza ogni altro sentimento e perfino il normale buon senso. Del resto, non era difficile cogliere il senso generale del testo, con il dovuto beneficio d’inventario, quando si tratta di cose di giornalisti o di giornali. Quel che è certo, e nessuno lo potrà mai negare, è che non esiste libertà di pensiero in Europa. Resta da chiedersi non se la Shoah sia o non sia una «invenzione degli Ebrei”, ovvero se il vescovo Pieronek abbia o non abbia detto cià, ma se possiamo accettare che in Europa un cittadino debba aver timore ad esprimere opinioni anche non condivisibili. È questa l’Europa che volevamo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-84-tadeusz-pieronek.html#sommario"&gt;Torna al Sommario&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="tre"&gt;3&lt;/a&gt;. &lt;a href="http://www.abc.es/agencias/noticia.asp?noticia=247221"&gt;La notizia in spagnolo&lt;/a&gt;. – Qui è maggiormente posto in risalto la smentita dell’intervista: mai detto che l’olocausto è un’invenzione degli ebrei! Resta poi da capire cosa la stampa mondiale intende per “olocausto”. Inutile però aspettarsi simili chiarimenti da una stampa che in effetti ha creato molta confusione e disinformazione. Malgrado la smentita, il dubbio è stato ormai instillato e molta gente non potrà non porsi interrogativi, la cui risposta non troverà sui giornali. Qualcuno approderà alla letteratura revisionista. Nuovi testi verranno scritti. Altra gente finirà in galera se non verranno presto abolite in tutta Europa le leggi liberticide e non si porrà fine alla caccia alle streghe. Va di più sul pesante &lt;a href="http://www.univision.com/contentroot/wirefeeds/noticias/8128423.shtml"&gt;Univision.com&lt;/a&gt; che senza riportare la smentita nel frattempo apparsa dice addirittura che il vescovo avrebbe &lt;span style="font-style: italic;"&gt;accusato&lt;/span&gt; gli ebrei di essersi appropriati della tragedia dell’olocausto. Il termine “accusato” non corrisponde a quella che appare piuttosto, se mai, una mera opinione. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Accusare qualcuno&lt;/span&gt; significa essere davanti ad un giudice in tribunale. Forse qui incomincia una nuova operazione mediatica “Piombo Fuso”, forse funzionale alla celebrazione della ricorrenza mondiale della Memoria, che magari richiede qualche vittima sacrificale. Se no, che “olocausto” sarebbe, senza una vittima da sacrificare?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È una grossolana semplificazione quella de &lt;a href="http://www.elmundo.es/elmundo/2010/01/26/internacional/1264499099.html"&gt;elmundo.es&lt;/a&gt;. Pieronek non ha detto che «el Holocausto no existió»: è proprio un vizio! Ne so qualcosa per esperienza persona. Un’eguale constestazione, questa sì “inventata” di sana pianta, è stata fatta a me personalmente dal quotidiano “La Repubblica”. Questi signori, annidati nelle redazioni, perdono facilmente la tramontana ed il lume della ragione. Si apprende però che è stata mobilitata la conferenza episcopale polacca non tanto per sconfessare il vescovo in pensione quanto il giornalista che avrebbe manipolato le dichiarazioni di una intervista comunque non autorizzata. Agisce qui l’abituale schema della pressione esercita sul sottoposto da parte del suo superiore gerarchico. È uno schema assolutamente tipico della “Israel lobby”, puntuale come la morte. Gli individui non contano mai di per sé, ma solo in quanto sottoposti a qualcuno. Se non si può agire sul singolo, si fa pressione sui suoi superiori. Un comportamento che nel mio sistema di valori è classificato come ignobile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La notizia sembra aver preso piede, almeno nella stampa online estera, ed appaiono titoli come “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;El Holocausto es un invento judío&lt;/span&gt;” su&lt;a href="http://www.infobae.com/mundo/497572-101096-0-El-Holocausto-es-un-invento-jud%C3%ADo"&gt; infobae.com&lt;/a&gt;. Non vi è nessuna condanna del vescovo Pieronek da parte dell’episcopato polacco o dal Vaticano, per quanto è dato finora sapere. Si procede dando addossi all’intervistatore ed al sito tradizionalista &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pontifex,&lt;/span&gt; che però replica (vedi sotto al capitolo 7). Ma forse le considerazioni da farsi sono altre. Poco importa che l’intervista sia stata concessa in quella forma o in forma diversa, poco importa che l’intervistatore abbia capito male. La malfede sembra da escludersi in ogni caso: sia da parte del vescovo sia da parte dell’intervistatore, ma non da parte dei numerosi media che come in una sorta di appello hanno risposta alla chiamata di stampa abitualmente al servizio degli ebrei, secondo quanto viene fatto dire al vescovo nell’intervista. Ormai circola in rete la tesi che «El Holocausto es un invento judío», salvo poi doverosamente discettare sull’esatto significato della parola italiana “invenzione”, in tutte le sue accezioni e sfumatore. Un comune lettore, non schierato pregiudizialmente in favore della stampa «ebraica», può ragionevolmente interrogarsi sulla sensatezza delle cose dette o fatte dire al vescovo polacco e che potrebbero essere riassunte in un quesito: ma è possibile che si possano raccontare impunemente barzellette contro il popolo polacco mentre non si può dire neppure “Terra Santa” senza essere tacciati addirittura di “antisemitismo”? Ed a dirlo è il papa stesso! Esiste un limite a tutto e proprio qui quella “arroganza ebraica” di cui nel testo di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pontifex&lt;/span&gt; trova un’indubbia conferma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per esser cattolico, se è cattolico, non brilla per intelligenza e probità il modo in cui &lt;a href="http://www.noticiacristiana.com/sociedad/2010/01/obispo-catolico-en-polonia-afirma-que-holocausto-es-un-invento-de-los-judios.html"&gt;NoticiaCristiana.com&lt;/a&gt; riporta la notizia, che non presenta elementi di novità rispetto a quanto abbiamo già detto. Il confezionamento della notizia che si trova su &lt;a href="http://www.humanite-en-espanol.com/spip.php?article475"&gt;l’Humanitè,&lt;/a&gt; poi ripresa con un copia e incolla anche da &lt;a href="http://bellaciao.org/es/spip.php?article6889"&gt;Bellaciao&lt;/a&gt; versione spagnola, non serve per capire il fatto in sé, ma è istruttiva del retroterra ideologico dei megafoni rossi. Vale la pena di ricordare che in Polonia vigono le stesse leggi liberticide che promulgate in Israele nel 1986 sono poi state adottate dal 1990 in poi da ben 13 paesi europei, fra cui la Polonia. Se veramente si può accertare che il vescovo ha detto “invenzione” anziché “furto” per indicare la Shoah la diferenza è la galera. Che sia o non sia una «invenzioen», che abbia o non abbia detto ciò il vescovo Pieronek, è certamente una mostrosità il fatto che solo per questo sarebbe stato incriminato. Faremmo bene prima ancora di pensare o commemorare la Shoah di interrogarci sui nostri ideali di libertà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-84-tadeusz-pieronek.html#sommario"&gt;Torna al Sommario&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="quattro"&gt;4&lt;/a&gt;. &lt;a href="http://www.la-croix.com/afp.static/pages/100125130525.flih2crw.htm"&gt;La notizia in francese&lt;/a&gt;. – Non conosco purtroppo tutte le lingue del mondo e mi devo limitare oltre che all’italiano, al francese, inglese, tedesco, spagnolo. Per il polacco vi è una persona in casa che mi informa. Conosce anche il russo. Insomma, l’intervista vi è stata e qualcosa il vescovo deve aver pur detto. Ha tutto il sacrosanto diritto di smentire il giornalista: vil razza dannata che non merita fiducia e da cui occorre sempre diffifare. Ma è lecito aspettarsi una dichiarazione autentica e certificata di ciò che il vescovo polacco pensa. Credo che la smentita, doverosa, verta sulla facile strumentalizzazione dell’«invezione» dell’olocausto da parte degli ebrei, affermazione che potrebbe piegarsi a far intendere che i campi di concentramento con tutte le loro vittima non siano mai esistite: e questo nessuno lo pensa e nessuno la ha mai detto. Ma la disonestà di quanti sulle vittime hanno speculato (si legga il volume di Finkelstein) fa dire questo ed altri: da questi disonesti non ci si difenderà mai abbastanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da tre minuti la notizia, senza la smentita, compare anche sul sito de &lt;a href="http://www.lefigaro.fr/flash-actu/2010/01/25/01011-20100125FILWWW00614-shoah-invention-juive-eveque-polonais.php"&gt;Le figaro&lt;/a&gt;. In lingua tedesca non è ancora apparso nulla. Anche &lt;span style="font-style: italic;"&gt;le Figaro&lt;/span&gt; riporta che si tratta di un vescovo in pensione, dell’età di 75 anni, quasi a dire che più che scomunicarlo altro non si può fare. Forse gli toglieranno il vitalizio. Chissà! Puramente ripetitiva la notizia in &lt;a href="http://www.swissinfo.ch/fre/nouvelles_agence/international/Les_juifs_soutenus_par_de_puissants_moyens_financiers_%28eveque%29.html?cid=8163706"&gt;swissinfo.ch&lt;/a&gt;, un sito della Svizzera, dove per queste cose si finisce in galera. Non credo che in questo paesi troverò analisi degne di attenzione. Nessuno si arrischia a dire quel che pensa: potrebbe essere pericoloso. A giudicare dalla uniformità delle titolazioni, come questa in &lt;a href="http://www.infomaroc.net/actualites/48-linfo-en-continu/61627.html"&gt;Info Maroc&lt;/a&gt;,  se ne potrebbe concludere che si tratta di una concertazione: quel famoso controllo ebraico della stampa mondiale, menzionare l’esistenza del quale è pure tacciato di antisemitismo. Ma allora non si spiega l’uniformità dei toni nonché il sincronismo e la ripetizione quasi delle stesse formule, delle stesse parole, degli stessi ragionamenti, impenetrabili ad una disamina critica. Ogni volta è come l’apertura di una battuta di caccia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non poteva smentire il suo nome la &lt;a href="http://fr.ejpress.org/article/35928"&gt;European Jewish Press&lt;/a&gt; ed al tempo stesso confermare quanto il vescovo polacco ha affermato sulla “buona stampa” di cui gli ebrei godono. Si apprende dell’ennesima sigla: CRIF per Conseil répresentatif des institutions juives de France. Anche lo scandalo come principio e senza discussione del merito. Qualche collegamento con Willianson ed il conforto che si tratta di posizioni isolate all’interno del cattolicesimo. Per quello che ne so il vescovo Pieronek ha sempre goduto di grande stima e considerazione in Polonia. Si ricorda che era il 14 gennaio 2009 lo “scandalo” Williamson, ma non era ancora terminato l’altro con nome “Piombo Fuso”&lt;span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;"  &gt;. &lt;blockquote&gt;«&lt;span id="_ctl0_lblBody" class="DetailContent"&gt;&lt;span style="font-size:10pt;"&gt;"Les positions de Mgr Pieronek et de Mgr Williamson sont très minoritaires : les Églises de France et d’Allemagne se sont élevées avec vigueur contre ce genre de propos et elles continueront certainement de le faire et le CRIF espère que l’épiscopat polonais réagira à cette déclaration".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;».&lt;/blockquote&gt;&lt;/span&gt;Sarà vero? Ce ne dobbiamo rallegrare o rattristare? Ripetitivo &lt;a href="http://lci.tf1.fr/filnews/monde/un-eveque-polonais-nie-la-shoah-5655634.html"&gt;TF1 News&lt;/a&gt;, ma in fondo in italiano la parola “invenzione” ha più significati che meriterebbe indagare. Non è l’equivalente di fantasia o falsità, come forse temono quanti gridano allo scandalo. Significata piuttosto un ritrovato tecnico, una formula, una scoperta, appunto una… invenzione, che a sentire Finkelstein ha fruttato molto ai loro “inventori”. Abbiamo esplorato in lungo e largo la rete, nelle lingue a noi accessibili, ma non abbiamo trovato la benché minima riflessione sull’evento. È come se una stessa velina avesse rimbalzato di qua e di là. E ciò costituisce appunto una diretta conferma a quanto il vescovo ha detto sul valore e la neutralità della stampa e dei media.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Più pretenzioso &lt;a href="http://www.lexpress.fr/actualites/2/les-propos-d-un-eveque-polonais-sur-l-holocauste-font-scandale_844333.html"&gt;L’Express.fr&lt;/a&gt;, ma non offre nessun approfondimento. Riporta le consuete insolenze contro un vescovo cattolico: possono essere restituite la mittente. Confermano l’&lt;span style="font-style: italic;"&gt;arroganza&lt;/span&gt;, di cui il vescovo appunto parlava. In fondo, la campagna di stampa diffamatoria non fa altro che confermare la fondatezza delle dichiarazioni di Pieronek. Credo che le persone di buon senso si diranno fra sé e sé: “e non ha ragione?”. Per questo credo che questa campagna di stampa non avrà la stessa virulenza di quella condotta giusto un anno fa contro il vescovo Williamson. Mentre i potenti della terra si apprestano a celebrare il 65° annoversario di Auschwizt, sembrano non accorgersi di Gaza, che è il genocidio dei nostri giorni. Meno male che almeno un vescovo polacco riesce a denunciare tanta ipocrisia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I toni della volgarità e dell’insulto si trovano in apertura del &lt;a href="http://www.sudouest.com/accueil/actualite/international/article/848029/mil/5641322.html"&gt;Rte,&lt;/a&gt; al quale si potrebbe rispondere: sarebbe ora che tacessero quanti “unici” hanno finora parlato, impedendo a tutti gli altri di dire quel che pensano. Ma appunto dice il vero, suo malgrado, il vescovo Pieronek, quando parla del controllo e dei condizionamenti di gran parte della stampa mondiale. Anche qui il virgolettato è usato per produrre sensazioni ad effetto e non certo per stimolare quella riflessione che certamente era nelle intenzioni dell’intervistato e dell’intervistatore. Assolutamente propagandistica l’ennesima uscita antiraniana. Basterebbe ricordare che Israele ha letteralmente cancellato dalla carta geografica oltre 400 villaggi palestinesi, dopo averme espulso i legittimi abitanti. Ciò si chiama pulizia etnica ed è equiparato al genocidio. Sarebbe come se nel 1948 metà della popolazione italiana fosse stata espulsa dall’Italia e metà dei comuni italiani rasi al suolo. Elisabetta farebbe meglio lei a tacere ed a farsi lei stessa l’autoanalisi. Non ci piace polemizzare, ma a chi ci manda determinati messaggi, cui dovremmo credere, sarà pur lecito rispondere. Che l’accusa di antisemitismo si riveli sempre più smaccatamente strumentale, come strumentale è stato lo sfruttamento dell’«olocausto», è dimostrabile con l’ultima eclatante bestialità: il papa tacciata di antisemita per aver semplicemnte detto, come si è sempre detto: Terrasanta! Se poi i campi di concentramento, tutti campi di concentramento della seconda guerra mondiale, sono stati la tragedia che sappiamo, resta da capire e da spiegare la speciale proprietà di Netanyahu su questa tragedia e relative richieste di risarcimento che dal dopoguerra ad oggi hanno generato fiumi ininterroti di danaro che certamente non sono andati alle vittime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella nostra rassegna internazionale faremo una selezione di testate dichiaramente sioniste che nell’affare Pieronek ci inzuppano il pane, sia pure un pane all’uso loro e secondo la loro ricetta. Così è per &lt;a href="http://www.desinfos.com/spip.php?page=article&amp;amp;id_article=16896"&gt;DesInfos.com&lt;/a&gt;, che pretende di dare una «veritable information sur Israel», incominciando con il chiudere la bocca a chi pensa di dare un’informazione diversa. In 13 paesi d’Europa si va in galera solo a voler essere lievemente critici sulle “verità” spacciate per tali dal Mossad israeliano. Nel testo si trova la sola solfa sull’Iran, tacendo sul fatto che Israele possiede già quell’atomica che si contesta all’Iran. Avendola solo Israele e gli altri no, possiamo naturalmente dormire tranquilli fra due guanciali. L’una parte del testo veritiera è la seguente: &lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Lundi, un évêque catholique polonais, Tadeusz Pieronek a déclaré que les Juifs s’étaient « approprié » l’Holocauste comme une « arme de propagande ». Les Juifs, a-t-il dit, « jouissent d’une bonne presse parce qu’ils disposent de moyens financiers puissants, d’un énorme pouvoir et du soutien inconditionnel des Etats-Unis et cela favorise une certaine arrogance que je trouve insupportable.&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S2QKSX1EYuI/AAAAAAAALQs/8tZoLlBEnxI/s1600-h/Antisemitismo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 172px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S2QKSX1EYuI/AAAAAAAALQs/8tZoLlBEnxI/s200/Antisemitismo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5432478361266184930" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ma Caroline non riesce a dimostrare che questa parte dell’intervista sia falsa: è semplicemente &lt;span style="font-style: italic;"&gt;inaudita&lt;/span&gt;, nel senso letterale ed etmologico del termine. Come è potuta scappare alle maglie della censura? Basta verificare la copertura mediatica della notizia, come abbiamo fatto, per constatare il condizionamento internazionale dei media. Che sia stato investito molto danaro per il controllo dei media pare evidente. Decisamente minoritarie, e precarie nella loro visibilità, sono voci come qulla di &lt;a href="http://www.palestine-solidarite.org/analyses.Leila_Mazboudi.260110.htm"&gt;Leila Mazboudi&lt;/a&gt;, che mette bene in evidenza l’arma spuntata dell’accusa strumentale di antisemitismo, la cui forza non è la sua credibilità ma consiste nell’apparato repressivo di cui si avvale. L’articolo è del 26 gennaio. Si avverte alla fine che il “caso” Pieronek è tutto da seguire. Ed è quello che stiamo facendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su l&lt;a href="http://www.leparisien.fr/politique/richard-prasquier-president-du-crif-je-sais-que-freche-n-est-pas-antisemite-31-01-2010-798287.php"&gt;e Parisien&lt;/a&gt; del 31 gennaio appare l’intervista al presidente di una nota associazione, preposta alla delazione, da quando la legge Fabius-Gaissot ha soppresso la libertà di pensiero. Costoro temono non solo la “negazione” che rinvia non a maggiori ricerche ed approfondimenti storici,  ad una professione forzata di fede, degna dei tempi in cui vigeva l’Inquisizione, ma temono egualmente la “banalizzazione” della Shoah:&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; «– &lt;strong style="font-weight: normal;"&gt;Quel est le problème aujourd’hui ? &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S2X6VEP9czI/AAAAAAAALW8/Cn9rDH1zWZg/s1600-h/Richard+Prasquier.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 150px; height: 113px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S2X6VEP9czI/AAAAAAAALW8/Cn9rDH1zWZg/s200/Richard+Prasquier.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5433023765317251890" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;• Je constate un phénomène très grave qui n’est pas seulement celui du danger du négationnisme mais aussi celui de la banalisation de la Shoah. Tout récemment un évêque polonais, Mgr Pieronek, a déclaré que les Juifs instrumentalisaient la Shoah. Non, les Juifs n’instrumentalisent pas la Shoah. Je suis inquiet de l’amalgame qui s’instaure entre ce qui s’est produit durant la Seconde Guerre mondiale et certains événements plus récents. La « solution finale » a été un projet sans précédent, planifié, d’éradiquer par des méthodes industrielles tout un peuple, hommes, femmes, enfants, vieillards. Bien sûr, d’autres génocides ont eu lieu, comme au Rwanda.&lt;br /&gt;Mais le mot génocide est scandaleusement galvaudé par les islamistes et leur&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;amis qui l’appliquent au conflit israélo-palestinien. Ce genre de discours se propage de façon diffuse.».&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt; Come a dire che la semplice comparazione con eventi genocidari che si giudichino o che risultino ancora più gravi ed orribili di quelli a noi giunti per narrazione, costituisce una “banalizzazione” o “riduzione”, anch‘essa suscettibile di incriminazione. Che la strumentalizzazione non ci sia, è sufficiente che lo dica Prasquier. Basta la sua parola, che varrebbe di più di quella di un vescovo cattolico o a quella del commissatio Onu Goldstone, peraltro pure lui ebreo e sionista. In realtà, basta percorrere la storia delle sofferenze inflitte ai palestinesi perchè si sciolga come neve al sole la pretesa superiorità morale degli «industriali dell’olocausto».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-84-tadeusz-pieronek.html#sommario"&gt;Torna al Sommario&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="quattrouno"&gt;4&lt;/a&gt;.1 - &lt;a href="http://tempsreel.nouvelobs.com/actualites/societe/20100125.OBS4755/la_shoah_une_invention_juive_selon_un_eveque.html"&gt;La marea montante&lt;/a&gt;. – Si distinue nel web francese il pezzo che appare su Obs.com che titola: &lt;a href="http://tempsreel.nouvelobs.com/actualites/societe/20100125.OBS4755/la_shoah_une_invention_juive_selon_un_eveque.html"&gt;Catholicisme. La Shoah, “une invention juive”, selon un évêque&lt;/a&gt;,&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S13cfOkbXeI/AAAAAAAALP0/pIFpL6CeD20/s1600-h/Pieronek2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 133px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S13cfOkbXeI/AAAAAAAALP0/pIFpL6CeD20/s200/Pieronek2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430739154723626466" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; alle 16:07 di oggi 25 gennaio, dopo che su altri siti è già apparsa, una smentita che sembra non si abbia interesse a menzionare. Finora abbiamo parlato di “olocausto” piuttosto che di “Shoah”: i due termini non sono equivalente; il secondo non è la traduzione in ebraico del primo, che ha un contenuto prettamente teologico o religioso. Inoltre, il termine “invenzione” è riferito in primo luogo all’immagine di una Polonia antisemita: contro questo luogo comune il vescovo insorge. Inoltre, nel momento in cui il giornalista riferisce nuovamente “invenzione” accostandola a “Shoah”, si può facilmente intuire che si intende &lt;span style="font-style: italic;"&gt;strumentalizzazione&lt;/span&gt;, ma non &lt;span style="font-style: italic;"&gt;inesistenza&lt;/span&gt; dei &lt;span style="font-style: italic;"&gt;campi di concentramento&lt;/span&gt; in quanto tali, dove morirono non pochi polacchi, dato che è in pratica sempre taciuto. Compare qui l’accostamento con il caso Williamson e la chiamata in causa di tutta la chiesa cattolica. Questa aggiunta è del redattore anonimo della nota: getta olio sul fuoco e dovremmo almeno conoscerne il nome! Ne riporto il brano: &lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;L'Eglise catholique n'en est pas à sa première polémique concernant la Shoah. Le 22 janvier 2009, Mgr Richard Williamson, alors qu'il était responsable du séminaire de la Fraternité Saint Pie X en Argentine, avait &lt;a target="_blank" href="http://tempsreel.nouvelobs.com/actualites/20090226.OBS6516/?xtmc=williamson&amp;amp;xtcr=2"&gt;&lt;span style="color: rgb(72, 0, 255);"&gt;&lt;u&gt;nié la mort des juifs&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; dans les chambres à gaz au cours d'une interview diffusée par la télévision suédoise le 22 janvier 2009.&lt;br /&gt;Puis, en décembre, Benoît XVI avait pris la décision très controversée de faire progresser &lt;a target="_blank" href="http://tempsreel.nouvelobs.com/actualites/20091223.OBS1577/?xtmc=piexii&amp;amp;xtcr=1"&gt;&lt;span style="color: rgb(72, 0, 255);"&gt;&lt;u&gt;le processus de béatification de Pie XII&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, contesté pour son silence pendant la Shoah.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/blockquote&gt;In realtà, la contestazione fatta da Williamson riguardava non il fatto della morte nei campi dei concentramento, ma l’esistenza delle camere a gas. A ben riflettere, per chi morì effettivamente,  pochi o molti che fossero, poco importa che la morte sia avvenuta mediante ingresso nelle camere a gas o in altro modo. Per chi invece su quella morte – la si chiami “olocausto”, “Shoah” o altrimenti – ha fondato quella che Norman G. Finkelstein ha chiamato «L’industria dell’olocausto», importa assai tutto quello che rischia di dare una diversa versione di ciò che veramente accadde. Per un normale cattolico, battezzato e cresimato, non esiste nessuna relazione fra le opinioni storiche del vescovo Williamson e la sua riammissione o meno nella comunità ecclesiale. Vi possono essere ragioni canoniche, dogmatiche, di fede, per non ammettere chicchessia nella Chiesa o per escluderlo, per “scomunicarlo”, ma è ben strano che queste ragioni debbano consistere quasi in nuovi articoli di fede consistenti in determinate versioni ed interpretazioni storiche di come le cose andarono durante la seconda mondiale, dove morirono a seconda delle stime fino a 70 milioni di persone, che certamente meritano indistintamente tutti una pietà cristiana. Altre religioni possono regolarsi con i morti come vogliono, ma il sentimento di pietà è proprio del cristianesimo e la pietas esisteva già nella religione greco-romana. È probabile che il redattore anonimo di Nouvelobs.com sia un sionista: ve ne sono parecchi annidati nelle redazioni dei maggioi quotidiani ed un intero esercito di blogger è alle dirette dipendenze delle forze armate e dei servizi israeliani. Vedremo in tempo reale fin dove verrà portata avanti questa nuova campagna contro un vescovo cattolico, questa volta non lefevriano. Probabilmente si vuole colpire tutta la chiesa cattolica. Forse credono di averne la forza e di poter condurre questo attacco con successo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-84-tadeusz-pieronek.html#sommario"&gt;Torna al Sommario&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="quattrodue"&gt;4&lt;/a&gt;.2 - &lt;a href="http://www.partiantisioniste.com/actualites/lettre-a-l-episcopat-polonais-342.html"&gt;Lettre à l’Episcopat polonais di David Goldman&lt;/a&gt;. – Il nostro monitoraggio della stampa mondiale, in francese, italiano, inglese, tedesco, spagnolo (non conosciamo altre lingue moderne) dimostra senza ombra di dubbio che esiste quel controllo della stampa di cui Pieronek appunto parlava. Non si spiega altrimenti la grande uniformità e l’evidente concertazione di una campagna di stampa secondo canoni collaudati e già visti. Vi sono però voci molto significativi, di ben diverso orientamento, che non dispongono tuttavia della stessa artiglieria mediatica, capace di fare nell’informazione la stessa operazione “Piomo Fuso” messa in atto a Gaza, giusto un anno fa. Riportiamo per intero il testo della lettera, la cui prima fonte è il sito&lt;a href="http://www.bloggen.be/yechouroun/archief.php?ID=630502"&gt; Yecouroun&lt;/a&gt;:&lt;blockquote  style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lettre à l’Episcopat polonais&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Par &lt;span style="font-style: italic;"&gt;David Goldman&lt;/span&gt;, Brorklyn, New-York.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Messieurs,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S2GD3OC6ULI/AAAAAAAALQk/dzghdu4fvh0/s1600-h/judaisme_contre_sionisme.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 124px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S2GD3OC6ULI/AAAAAAAALQk/dzghdu4fvh0/s200/judaisme_contre_sionisme.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5431767610271879346" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;J’ai lu à l’Internet les propos de l’évêque Pieronek concernant l’Etat d’« Israël » et l’ « Holocauste », et en tant que Juif orthodoxe opposé au Sionisme et au comportement des Sionistes, je tiens à exprimer par la présente qu’il y a des Juifs qui s’opposent à la Barbarie qu’est l’Etat sioniste et qui s’opposent à la manipulation par les Sionistes des évènements de la Deuxième Guerre Mondiale (ce que les Sionistes appellent l’« Holocauste ») pour se permettre de terroriser et oppresser les indigènes de Palestine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’évêque Pieronek a fait des déclarations très importantes et judicieuses concernant le contrôle par des « Juifs » sionistes des medias, de l’enseignement et de la politique au profit de l’Etat voyou qui se nomme « Israël ». Je suis sûr que les Sionistes chercheront à le persécuter à cause qu’il a dévoilé leur agenda et leur comportement, qui sont en vérité en contradiction totale avec la Thora, avec la religion Juive.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Les Sionistes sont pareils aux incendiaires qui allument un feu et puis crient à l’« antisémitisme » dès qu’ils sont attrapés pour avoir mis le feu, partout dans le monde, et particulièrement en Terre Sainte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Respectueusement,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;David Goldman&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Brooklyn, NY&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt; La si trova ripresa sul sito del «&lt;a href="http://www.partiantisioniste.com/"&gt;Parti Anti Sionista&lt;/a&gt;» francese, che si è presentato alle ultime competizioni elettorali francesi e che al di là dei suffragi ottenuti manifesta una crescente insofferenza verso sempre maggiori restrizioni alle nostre libertà civile e soprattutto alla fondamentale libertà di pensiero e di espressione, vero fondamento di ogni vera democrazia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-84-tadeusz-pieronek.html#sommario"&gt;Torna al Sommario&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cinque"&gt;5&lt;/a&gt;. &lt;a href="http://polskaweb.eu/shoa-juden-verfolgung-des-nationalsozialismus-4874678476.html"&gt;La notizia in lingua tedesca&lt;/a&gt;. – Finalmente compare qualcosa in lingua tedesca, ma non mi è chiaro se si tratta di un sito propriamente tedesco o di una redazione in lingua tedesca da parte di una emittente non tedesca. Non ci diamo per ora grande pensiero. La notizia è abbastana ampia e riporta cose già note. Riporta la notizia della smentita. Il vescovo non ha potuto vedere il testo scritto e quindi autorizzarlo. Lentamente ed in  notevole ritardo rispetto ad altre fonti appare qualcosa sulla stampa tedesca: inizia a parlarne l’&lt;a href="http://www.handelsblatt.com/magazin/nachrichten/polen-katholischer-bischof-provoziert-mit-juden-hetze;2518943"&gt;Handelsblatt&lt;/a&gt;. La legislazione tedesca è la più feroce sulla “negazione” dell’«olocausto». Non esiste protezione costituzionale della libertà di pensiero e di espressione in quanto l’Auschwitz-lüge è stata inserita nella stessa costituzione, in contrasto con la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e della stessa Carta europea dei diritti. Ogni anno in Germania ben 15.000 persone vengono condannate per reati di opinione. Se il vescovo Pieronek si fosse trovato in Germania, sarebbe stato subito sbattuto in galera. Credo che sia intenzionale la mancanza di copertura giornalistica sui cinquanta casi quotidiani che in Germania colpiscono ogni giorno altrettante persone. Uno degli ultimi casi di cui ho avuto notizia riguarda un padre di famiglia condannato a nove mesi senza condizionale per la sola grave, gravissima colpa di aver passato ad un amico un libro di uno scrittore revisionista, Rudolf, già in carcere per averlo scritto. È assurda quanto grottesca la pubblicità che in questi giorni viene fatta a mostre e spettacoli vari sull’«olocausto», quando scontano anni di carcere migliaia di persone che hanno osato esprimere critiche alla memorialistica ufficiale. Come a dire: è come ti dico io, altrimenti vai in carcere. Se questa non è barbarie, non saprei come altrimenti definirla. Almeno la gente sapesse!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A mio avviso, è piuttosto sciocco riferire, a quanto sembra di capire, con aria trasecolata su &lt;a href="http://www.tagesspiegel.de/politik/international/Holocaust-Tadeusz-Pieronek-Katholische-Kirche;art123,3012183"&gt;Der Tagesspiegel&lt;/a&gt; che secondo un vescovo polacco di nome Tadeusz Pieronek l’«Olocausto» è un’«arma di propaganda». Poiché è appunto un vescovo a dirlo, non un qualsiasi matto, di quelli che in numero di 15.000 ogni anno vengono condannata in Germania – dove si rinnovano i passati orrori – converrebbere chiedersi se questa matura opinione abbia o non abbia un qualche fondamento. Ma di questi interrogativi è difficile trovarne nella Germania uscita dalla devastazione del 1945, quando tutte le donne tedesche a portata di soldato liberatore vennero violentate. Tutto sommato, non è un male se una simile intervista, autorizzata o meno, viene sempre più diffusa e fatta conoscere. Si può sperare che chi legge abbia  più discernimento di chi scrive sui giornali, ripetendo la stessa parola d’ordine, l’identica velina. La notizia appare anche su &lt;a href="http://www.neues-deutschland.de/artikel/163726.was-sagte-bischof-pieronek.html"&gt;Neues Deutschland&lt;/a&gt;, dove ti vanno ad intervistare l’ambasciatore israeliano per ottenerne un prevedibile commento, a due giorni dalla Festa internazionale della Memoria, quasi fosse scontato che questa debba essere a senso&lt;span style="font-style: italic;"&gt; unico&lt;/span&gt;. Ed in Germania, in effetti, lo è, pena il carcere per chi ricorda ovvero pensa e interpreta diversamente: un bell’esempio di Liberazione! Che Pieronek non sia come Williamson un outsider è sottolineato in apertura su &lt;a href="http://www.20min.ch/news/ausland/story/Holocaust-ist--eine-juedische-Erfindung--23509488"&gt;20 Minuten online&lt;/a&gt;. Ancora la &lt;a href="http://de.reuters.com/article/worldNews/idDEBEE60P04D20100126"&gt;Reuters&lt;/a&gt; che riporta anche in lingua tedesca una notizia che abbiamo già letto in altre lingue.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-84-tadeusz-pieronek.html#sommario"&gt;Torna al Sommario&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="sei"&gt;6&lt;/a&gt;. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sul web italiano&lt;/span&gt;: a) &lt;a href="http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=196&amp;amp;ID_articolo=654&amp;amp;ID_sezione=396&amp;amp;sezione="&gt;La Stampa&lt;/a&gt;. – A firma Marco Tosatti è riprodotto tale e quale,  sul sito web de La Stampa, senza neppure correggere banali refusi il testo dell’intervista apparsa su Pontifex.Roma, al quale dunque si deve lo “scoop” giornalistico. Tosatti aggiunge in più una nota della Reuter: &lt;blockquote&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:85%;" &gt;Le dichiarazioni del vescovo Tadeusz Pieronek, ex capo della conferenza episcopale polacca, hanno provocato preoccupazioni tra i responsabili delle comunità ebraiche in Polonia e in Italia dopo essere state pubblicate sul sito Web www.pontifex.roma. Successivamente Pieronek è apparso in tv per dire che le sue dichiarazioni sono state travisate e ha negato di aver pronunciato in particolare la frase, a lui attribuita, "l'Olocausto in quanto tale è un'invenzione degli ebrei". Ha detto anche di non aver "autorizzato" la diffusione dell'intervista, che era disponibile anche questa sera sul sito Web.&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt; Seguono in questo momento 9 commenti di internauti, firmati con nickname o anonimi. Nessun commento o analisi da parte del giornalista, ma è in sé notevole il fatto che qualcuno, benché all’estero abbia il coraggio di dire il fatto suo a questo altissimo personaggio che è Riccardo Pacifici, ossia «il Presidente della Comunità Ebraica romana» che un vescovo polacco osa criticare «per le sue affermazioni sulla Polonia e l’Olocausto». Quanto poi alla nota di agenzia Reuter – a chi appartiene? – gustoso la frase «che era disponibile anche questa sera sul sito web». Come a dire: affrettatevi a toglierla o a farla togliere! Anche la frase incriminata dell’intervista è in realtà innocente se la considera alla luce del libro di Norman G. Finkelstein e non significa di per sé che i concentramento siano stati una «invenzione» da parte di nessuno. Infatti, dal contesto dell’intervista lo si capisce benissimo. E dunque ciò che viene criticato è l’uso strumentale dell’«Olocausto», sulla cui terminologia esattamente il 3 maggio 1994 usciva propio sul quotidiano La Stampa un articolo dello storico ebreo Sion Segre Amar dal titolo: Ma non chiamatelo olocausto, dove l’autorevole ebreo della Comunità torinese stigmatizzava l’uso di questo termine. Gli odierni Pacifici si sono dimenticati perfino di ciò che dicevano i loro correligionari, ammesso che lo abbiano mai saputo, ammesso che conoscano l’opera di un Rabkin. Costoro credono di essere gli “unici” ebrei, laddove appunto per un Rabkin meriterebbero il solo nome di “sionisti”, che è cosa distinta da “ebrei” – grosso modo corrispondenti ai “laici” cattolici – e “giudei” ossia, secondo la terminologia di Rabkin, i veri ed autentici custodi osservanti della Torah.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I &lt;a href="http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/commentiRub.asp?ID_blog=196&amp;amp;ID_articolo=654&amp;amp;ID_sezione=396&amp;amp;sezione=San%20Pietro%20e%20dintorni"&gt;Commenti&lt;/a&gt; ad una notizia sono in genere quel che sono e vale per essi  in linea di principio quanto gli esperti internauti sanno. E cioè che nella rete agiscono veri e propri attivisti del sionismo, oppure che i commenti sono filtrati dall’Amministratore, oppure che si tratta in genere di un pubblico abituale a seconda della linea politica della testata. Vale la pena comunque dare un’occhiata. Patetica la «cattolica amica dei prediletti fratelli ebrei»: c’è cattolicesimo e cattolicesimo. Sarebbe da chiedere a Margherita: e che, quelli di Pontifex.Roma, non sono forse cattolici? I successivi commenti paiono però liberi e non filtrati. Ne viene fuori la constatazione del “buon senso” delle dichiarazioni del vescovo polacco: nulla in fondo di cui dolersi o dover ritrattare. Niente di grave al lume della ragione naturale, Margherita permettendo. Manca una chiara consapevolezza critica del termine “antisemitismo”, buono per ogni occasione ed ormai privo di senso linguistico. Manca egualmente una visione critica della storia del Novecento: le solite banalità hollywodiane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un semplice copia ed incolla il testo che si trova su &lt;a href="http://www.ecplanet.com/node/1123"&gt;ECplanet&lt;/a&gt;, che di originale ha solo la titolazione, pur significativa: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Criticato il Presidente della Comunità Ebraica romana dal vescovo polacco Tadeuusz Pieronek&lt;/span&gt;, considerando che Pacifici pare in Italia incriticabile e la comunità ebraica romana intoccabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-84-tadeusz-pieronek.html#sommario"&gt;Torna al Sommario&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="seib"&gt;b&lt;/a&gt;) Reuters: “&lt;a href="http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE60O0U820100125?pageNumber=1&amp;amp;virtualBrandChannel=0"&gt;Vescovo polacco provoca irritazione con commenti su Olocausto&lt;/a&gt;”. – La titolazione della Reuters a firma Philip Pullella è lasciata come in originale. Viene subito da chiedersi se è consentito anche a noi di irritarci qualche volta. Ma leggiamo il testo italiano con le nostre lenti. Si nota che il vescovo polacco è “importante”. Dunque, non un parroco di campagna, di cui si può non tener conto. Consueta discriminazione della dignità umana. Quindi si parla della «irritazione” della comunità ebraica, quasi fosse una comunità di alieni rispetto alle società in cui vivono, destinate a subirne la ricorrente “irritazione”. Che il vescovo polacco possa avere una qualche ragione è un dubbio che non ci si pone affatto: tanta granitica certezza non ha eguale da nessuna parte, in nessun ambiente. Incomincia la pressione terroristica su un anziano vescovo di 75 anni. Costoro non hanno pietà, un sentimento che è loro del tutto estraneo. Lo sappiamo bene: domani in alcuni paesi si celebrerà il 65° anniversario etc., ma una celebrazione imposta dalle stesse Lobbies che stanno montando l’ennesima campagna di stampa. Purtroppo per loro la Memoria umana è tale da suscitare una contromemoria: se mi imponi con la forza, per legge, una detrminata verità, mi induci a pensare esattamente il contrario, vero o falso che sia. Di certo, voglio verificare con i miei propri mezzi e con la mia – non con la tua – testa. A proposito della proprietà della stampa. se sia vero o meno ciò che il vescovo Pieronek afferma, è sufficiente a dimostrarlo questa nostra rassegna stampa ed il modo in cui la notizia rimbalza da una parte all’altra del mondo: sono tutti d’accordo ed a stento si trova qualcuno che prende le difese del povero vescovo, che dice cose assolutamente sensate, condivisibili o meno. Non ho letto nessuna confutazione critica a ciò che egli ha detto. Verrebbe da chiedersi perché mai Passerman dovrebbe essere sconvolto da ciò che dice un vescovo polacco, quando lui ha fatto sapere di essere stato contrario alla visita del papa in sinagoga. Ed inoltre che lui sia “sconvolto” è cosa che di per sé potrebbe non interessare. Per equità, andrebbe chiesto ad un comune cattolico, non praticante, non altolocato, quanto sia egli rimasto “sconvolto” nel vedere per televisione il rabbino che interrompeva in diretta il papa &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-83-benedetto-xvi-alla.html"&gt;Bendetto XVI,&lt;/a&gt; colpevole di aver detto “Terra Santa”, e per questo tacciato di «&lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-83-benedetto-xvi-alla.html#cinque"&gt;antisemitismo&lt;/a&gt;». È davvero triste dover ogni volta leggere le esternazioni di Abe Foxman senza che mai nessun rilievo venga mossa alle impertinenze di questo signore d’Oltreoceano che viene in Roma, considerandola una sua dependance. Non poteva mancare di venir riportata una dichiarazione come quella di Piotr Kadlcik, quasi che la “controversia” a senso unico non sia stata tutta montata finora solo dai media e dagli esponenti sionisti, che non vedono l’ora di poter infliggere al vescovo Pieronek lo stesso ignobile trattamento riservato al vescovo Williamson, colpevole di aver espresso una mera opinione e trattato molto peggio dei preti pedofili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-84-tadeusz-pieronek.html#sommario"&gt;Torna al Sommario&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="seic"&gt;c&lt;/a&gt;) &lt;a href="http://www.ilgiornaledelfriuli.net/2010/01/25/vescovo-polacco-tadeusz-pieronek-prima-nega-lolocausto-poi-dice-di-essere-stato-frainteso/"&gt;il Giornale del Friuli libero&lt;/a&gt;. – Non esce dal coro il sito web friulano. Almeno riuscissero a liberare la loro testa dai pregiudizi. Non ho potuto trovare fino a questo momento nessun commenbto critico ed indipendente della notizia. Tutti gridano allo scandalo senza essere minimamente in grado di entrare nel merito delle affermazioni attribuite al vescovo polacco. Qualcuno dice che il sole splende o che sta piovendo e tutti si scandalizzano perché qualcuno ha detto che il sole splende in cielo o che invece sta piovendo, ma nessuno verifica se in cielo vi è il sole o sta invece priovendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-84-tadeusz-pieronek.html#sommario"&gt;Torna al Sommario&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="seid"&gt;d&lt;/a&gt;) &lt;a href="http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=999930&amp;amp;sez=120&amp;amp;id=33050"&gt;«Informazione Corretta&lt;/a&gt;». – Come ne eravamo certi, il massimo della volgarità immaginabile lo si trova nella testata sionista torinese, o forse israeliana. Nella pagina di specifico sul caso vi è un articolo di Maria Serena Natale sul Corriere della Sera. Il tono è irriverente, come sempre quando si parla di clero cattolico e di cattolicesimo. Resta in effetti un mistero, di Fatima, questa ostinazione da parte cattolica a volere un “dialogo interreligioso” tutto in conto perdite: più ti insultano e più cerchi il dialogo. È veramente un profondissimo mistero questo atteggiameno della gerarchia vaticana. A sentir parlare di marcio proprio &lt;a href="http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=999930&amp;amp;sez=120&amp;amp;id=33050"&gt;Ugo Volli &lt;/a&gt;è cosa che fa  cascare le braccia: leggi e passa! L’ignoranza spacciata per storia. La totale mancanza di legittimità di un’occupazione coloniale seguita da genocidio come fonte di pretese giuridiche e morali di ogni sorta. Mai violenza bruta fu piùà contraria ad ogni principio di umanità e giustizia. Lo scandalo ed il mistero è perché mai il magistero morale dei pontefici romani non pronuncia la più forte e dura condanna. Se si accusa Pio XII di aver taciuto, cosa dire di quanti non hanno visto, non vedono e non sentono nulla di un genodicio di si consuma sotto i loro occhi? E cercano il dialogo! Ma di che? Per fare che? Che si aspettano? che facciamo la fila per farci circoncidere? Mah! Ad oltre un secolo da quando Bernard Lazare ha scritto la sua classica opera sull’antisemitismo non vi è stata nessuna risposta alla sua domanda: ma perché costoro in tutto il corso della loro storia religiosa – di questo si tratta, non di “popolo” – si sono rese invisi a tutti i popoli della terra con i quali sono venuti in contatto ed in tutti i tempi? Forse la risposta la si può cercare, in parte, in quella arroganza e presunzione di cui il vescovo polacco appunto parla. Senza contare il genocidio dei palestinesi rivendicato come sacro diritto. Ci riesce quanto mai penoso dover prestare attenzione al “&lt;a href="http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&amp;amp;sez=120&amp;amp;id=33181"&gt;corretto semiologo&lt;/a&gt;”, di cui manco il nome vogliamo fare. È tanto sicuro di sé da poter dispensare al mondo intero patenti di “sciocco”, “cretino” e simili, senza dubitare che questi termini gli sono propri. La penosa vicenda del vescovo Pieronek tradisce in realtà un regime di terrore che attraverso tutta l’Europa. Per chi vuole intendere ed ha inteso tacendo il detto: Pulcinella a modo suo disse la verità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-84-tadeusz-pieronek.html#sommario"&gt;Torna al Sommario&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="seie"&gt;e&lt;/a&gt;) &lt;a href="http://www.inviatospeciale.com/2010/01/il-vescovo-e-linvenzione-della-shoah/"&gt;L’inviato speciale&lt;/a&gt;. – Il commento della notizia è qui più ampio di quanto si è potuto leggere finora sul web italiano, a parte questo nostro blog che supera ogni altro in analisi.  Viene da chiedersi dove vuole andare a parare l’estensore del testo “speciale” e cosa vi sia di speciale. Proviamo a fare qualche osservaziine via via che leggiamo. Intanto è alquanto gratuiti il “retaggio antisemita” attribuito al vescovo. Ormai nessuno è pià al riparo da questa vera e propria accusa, con risvolti penali. Chiunque accenni la più pallida critica riconducibile ad un ambito ebraico diventa antisemita. Per la verità, leggendo un autore come Rabkin si arriva a capire che siffatti ebrei non hanno molto a che vedere con il giudaismo religioso, la cui critica religiosa, cioè l’antigiudaismo, dovrebbe essere attività peraltro lecita, che non ha nulla a che fare con l’antisemitismo nella misura in cui questo sia effettivamente discriminazione e persecuzione di tipo razzista. E non è il nostro caso. Se pare non si conduca contro il vescovo Pieronek la stessa campagna contro il vescovo Williamson è perché ciò che dice il polacco è di assoluto buon senso. La gente, pienamente informata, alla fine direbbe: e non ha ragione? Non dice cose giuste? La consueta operazione mediatica di una stampa che è largamente controllata da Israele sarebbe un boomerang. Certamente, gli strateghi ne avranno concluso che non conviene spingersi troppo in là. Di questo “inviato speciale” è la prima volta che sento parlare, si capisce che non sta dalla parte del vescovo, ma di certo non è il New York Times che possa dare il via ad una battuta di caccia senza quartiere. Ci sono alcune frasi nel testi che mi indispongono, pur mescolate ad ambiguità più o meno consapevoli. Non voglio però avviare  l’ennesima polemica e qui mi fermo. Ognuno scriva la sua analisi. Avendo dato il &lt;a href="http://www.inviatospeciale.com/2010/01/il-vescovo-e-linvenzione-della-shoah/"&gt;link,&lt;/a&gt; confido che il lettore intelligente sappia giudicare e valutare da solo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-84-tadeusz-pieronek.html#sommario"&gt;Torna al Sommario&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="seif"&gt;f&lt;/a&gt;) &lt;a href="http://archiviostorico.corriere.it/2010/gennaio/26/Olocausto_invenzione_Vescovo_polacco_scandalo_co_8_100126047.shtml"&gt;Corriere della Sera&lt;/a&gt;. – La chiave di lettura è quella che appare e non vale la pena di commentarla. Al momento resta il fatto che la battuta di caccia non sembra voler andare troppo in là. Almeno da parte dei mainstream dell’informazione. La strategia è: colpire un soggetto debole, ma stare cauti quando si tratta di un soggetto meno debole, per tacere del tutto o quasi quando si ha torto marcia e potrebbe esservi un effetto boomerang. Sempre nell’archivio storico del Corriere della Sera, in data &lt;a href="http://archiviostorico.corriere.it/2009/gennaio/31/negazionista_Williamson_ora_dispiaciuto__co_9_090131058.shtml"&gt;31 gennaio 2009&lt;/a&gt;, si trova questa sorprendente dichiarazione del vescovo Pieronek a proposito del collega vescovo Williamson, quasi a dire “scherzi da prete”: &lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;«L' anziano vescovo polacco Tadeusz Pieronek ha dichiarato al sito cattolico «Pontifex» che lui la scomunica a monsignor Williamson non l' avrebbe revocata. «Da noi in Polonia sarebbe già in carcere», ha commentato». &lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;Dobbiamo intendere o che vi sia stata già nel gennaio 2009 una manipolazione del giornalista, o che nel gennaio 2010 il vescovo Pieronek sia diventato anche lui un cosiddetto “negazionista”, termine odierno per indicare le streghe da mandare al rogo. Dei media, si sa, non bisogna mai eccessivamente fidarsi e prendere ogni cosa con le pinze e sempre con beneficio d’inventario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-84-tadeusz-pieronek.html#sommario"&gt;Torna al Sommario&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="sette"&gt;7&lt;/a&gt;. &lt;a href="http://www.pontifex.roma.it/index.php/editoriale/il-fatto/3540-caro-monsignor-pieronek-dia-il-buon-esempio"&gt;La replica di Pontifez&lt;/a&gt;. – In effetti, non si capisce bene quale sia la smentita del vescovo Pieronek, che probabilmente è stato intimorito dalle reazioni che si sono levate contro di lui da ogni parte. Sembrerebbe che la smentita tocchi la sola parola “invenzione”. L’episodio è certamente assai sgradevole. E se occorre cercare dei colpevoli, io li vedo principalmente in quanti hanno voluto intimidire una spontanea manifestazione di pensiero. La Lobby non è estranea a questi metodi. Fanno parte della sua natura. Ma è anche vero che nessuna manifestazione di solidarietà è andata in soccorso del vescovo. Per quanto io posso sapere da una scrivania davanti ad un computer ed una connessione internet. È un’occasione questa per ribadire e proporre che quanti si riconoscono nella libertà di pensiero devono unirsi in una Lega europea per fronteggiare i nemici della libretà di pensiero. Chi legge queste righe e guarda nella seconda colonna in alto di questo blog trova l’invito ad aderire alla costituzione di un “Comitato europeo per la difesa della libertà di pensiero”. Aderirvi è semplicissimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è la prima volta che il vescovo Pieronik viene intervista da Pontifex. Se si cerca nel motore interno del sito si vede il nome ricorre &lt;a href="http://www.pontifex.roma.it/index.php/cerca/Pieronek?ordering=&amp;amp;searchphrase=all"&gt;spesso&lt;/a&gt;. Si trovano 36 risultato in questo preciso momento, cioè alla data 29 gennaio 2010, ore 13:58. Ci interssano qui il post &lt;a href="http://www.pontifex.roma.it/index.php/editoriale/il-fatto/3554-ancora-sul-qcaso-pieronekq"&gt;Ancora sul “caso Pieronek” del 28 gennaio&lt;/a&gt;, che è una lettera aperta indirizzata al vescovo, a firma addirittura dell’Avv. Carlo Taormina che riporto integralmente: &lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;alla C.A. Mons. Tadeus Pieronek - Con riferimento ad una intervista da Lei rilasciata al sito cattolico “Pontifex” il 25 gennaio 2010, nella quale, tra le altre cose, affermava che la “Shoah è una invenzione ebraica” ho ricevuto incarico dall’intervistatore, il giornalista Bruno Volpe, di accertare se sussistano le condizioni per intraprendere un azione penale per diffamazione nei Suoi confronti. Ella, infatti, il giorno successivo (26 gennaio 2010) risulta aver dettato un comunicato stampa, ripreso anche dalla Agenzia ANSA di Cracovia, con il quale accusava il giornalista di aver manipolato l’intervista e che si trattava di intervista non autorizzata. Quanto a quest’ultimo punto, il mio Cliente mi riferisce che Ella non ebbe a chiedere alcun riscontro prima della pubblicazione, con la conseguenza che, rilasciata l’intervista, essa apparteneva ormai al patrimonio giornalistico dell’intervistatore, responsabile, se del caso, .&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;... di eventuali alterazioni delle parole  o del senso. Mi riferisco proprio a questa seconda eventualità quando formulo giudizio di diffamazione da Lei consumata in danno del Dott. Bruno Volpe, allorchè gli attribuisce comportamenti manipolatori, così ledendo l’onore ed il prestigio di un giornalista proprio sul piano della professionalità e soprattutto della correttezza. In considerazione del livello dei personaggi tra i quali è insorta questa spiacevole controversia, Le propongo di diramare un comunicato stampa di rettifica, riconoscendosi nelle parole dell’intervista. Sarà il modo per comporre definitivamente la questione. Laddove, nel termine di dieci giorni dal ricevimento della presente, la rettifica non dovesse essere stata effettuata, agirò come per legge. Sicuro di una onorevole composizione, porgo distinti saluti.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Avv. Prof. Carlo Taormina&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;  Se è vero che in Polonia, come sarebbe stato per il vescovo Williamson – secondo le parole dello stesso Pieronek – si va in galera per il “reato” di negazionismo, il vescovo polacco si trova a dover scegliere fra una causa per diffamazione che l’avv. Taormina vorrebbe intentargli oppure per un incriminazione per “negazionismo” secondo la barbara legge tedesca. Mi auguro che l’avv. Taormina ed il suo cliente abbiano valutato questi aspetti. E che quindi si pongano il più generale problema di una legislazione libertica che incombe su noi tutti. Non starei ad infierire sul vescovo polacco e mi chiedo se il giornalista Volpe era al corrente della legge polacco, quando formulò la sua domanda. Se è davvero il professionista che dice di essere,  e non ne dubito, oltre che un buon cristiano, non credo che la sua intenzione fosse quella di mandare in galera il vescovo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Direi tuttavia che Bruno Volpe abbia reso un &lt;a href="http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=&amp;amp;sez=90&amp;amp;id=33111"&gt;pessimo servizio&lt;/a&gt; non solo a mons. Pieronek, ma allo stesso cattolicesimo tradizionalista – se è questa la sua collocazione –, ed anche alla se stesso, andando a comunicare gli affari suoi, o meglio i suoi rapporti con Pieronek, proprio ai sionisti di «Informazione Corretta». Un giornalista non è un notaio* e può essere sempre smentito da chi gli concede un’intervista, se non è soddisfatto del servizio. Nell’interesse di entrambi è bene avere l’intervista con domande e risposte scritte, firmate dall’intervistato. Non si capisce il senso di certe domande che Bruno Volpe rivolge a Pieronek in merito ai palestinesi e poi andare a confessarsi proprio con i «Corretti Informatori», che vorrebbero i palestinesi cucinati a fuoco lento. Se ambiguità può esservi stata da parte di Pieronek, non sembra che vi sia meno ambiguità da parte del suo intervistatore, che sembra conoscere poco la geografia politica. Se non è smarrimento e ignoranza, direi che il sito Pontifex.Roma più che  cattolico-tradizionalista è sionista-cristiano. Ma si tratta di sapere quanto l’intervistatore è versato sui problemi intorno ai quali pretende di condurre interviste. A torto si ritiene che intervistare una persona sia una cosa piuttosto semplice, una faccenda da ragazzini, un gioco in fondo.&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Nota: * O Bruno Volpe è davvero un notaio? Esiste in rete con questo nome un Notaio Bruno Volpe. Ma allora qual è il mestiere che egli intende fare? Il notaio o il giornalista? Credo di tratti di omonimia. E in ogni caso non è è la prima volta che il giornalista Bruno Volpe viene smentito riguardo l’attendibilità delle sue interviste. Ho trovato in rete queste «replica» di &lt;a href="http://www.unavoce-ve.it/11-07-60.htm"&gt;Leo Darroch&lt;/a&gt;, il quale dice in sostanza al giornalista di non aver capito nulla o quasi sugli argomenti per i quali ha voluto fare l’intervista. È poi singolare che si rivolga ad un legale come Taormina per pretendere che l’intervistato confermi un’intevista non vidimata. Se anche ad essere giornalista, è pure un notaio, avrebbe forse fatto meglio a redigere un atto notarile.&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;Sembrerebbe, insomma, che il giornalista Volpe abbia suscitato un vespaio, di cui forse non si rendeva egli stesso ben conto. Sembra però pure di capire che lo stato polacco non abbia nessun interesse politico ad incriminare il vescovo Pieronek, che è intervenuto principalmente per difendere i polacchi da un’accusa di razzismo proveniente dall’Italia da parte di un ben noto personaggio. Ma se anche dovesse essere così, è sempre meglio una causa di diffamazione in Italia che non un’incriminazione in Polonia per «negazione dell’olocausto», come sarebbe toccato a Williamson, secondo quanto appena un anno prima dichiarava proprio Pieronek, che adesso verrebbe a rischiare proprio lui in Polonia la stessa incriminazione augurato al suo confratello. Buffa e grottesca situazione ad un tempo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma se anche la minacciata causa dovesse andare avanti e concludersi con vittoria del giornalista Volpe, il povero vescovo si troverebbe nella duplice singolare condizione di diffamato e diffamatore. Non vi è dubbio che in tutta la stampa mondiale di lui si dica tutto il male possibile per la semplice paroletta «invenzione», che peraltro ricostruita in tutto il suo contesto non avrebbe il significato “negazionista” che le si attribuisce. Ma per approdare a ciò bisognerebbe trovare una buona fede ed un’onestà intellettuale che non esiste nei suoi avversari che gli si sono avventato addosso come il cane sull’osso. In fondo, sono io il solo difensore di cui Pieronek disponga in tutta la rete mondiale. Neppure mi conosce e non mi ha certo nominato suo avvocato difensore. Fino ad una settimana neppure io avevo mai sentito il nome Pieronek. Sarebbe poi a sua volta il vescovo Pieronek un diffamatore del giornalista Bruno Volpe, avendogli sconfessato quello che lo stesso Volpe dice di aver sentito, compreso, riportato. Davvero una situazione comica, se mai dovesse finire in tribunale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-84-tadeusz-pieronek.html#sommario"&gt;Torna al Sommario&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="setteuno"&gt;7&lt;/a&gt;.1 - &lt;a href="http://www.pontifex.roma.it/index.php/interviste/religiosi/1269-williamson-un-colossale-ignorante-da-noi-in-polonia-sarebbe-in-carcere-condivido-la-decisione-del-papa-ma-sapendo-in-anticipo-le-idee-di-williamson-non-gli-avrei-revocato-la-scomunica-non-e-uno-schiaffo-a-giovanni-paolo-ii"&gt;Pieronek e Williamson&lt;/a&gt;. – Ho dato prima come fonte della notizia il “Corriere della Sera”. Mi sono sbagliato. A proposito della dichiarazione del 30 gennaio 2009 di Pieronek su Williamson la fonte è sempre Pontifex. Infatti, la data dell’archivio storico del Corriere della sera è il 31 gennaio 2009, dove viene riportato la frase presa da Pontifex. L’articolo è importante ed istruttivo. Si tratta di un’intervista concessa allo stesso giornalista Bruno Volpe, che dunque non è uno sconosciuto per mons. Pieronek. Ne riporto per intero il testo,  per poi commentarlo di seguito. Alcune piccole correzioni di evidenti refusi sono nostre.&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;– «Da noi, in Polonia, Monsignor Williamson sarebbe già in carcere, come è capitato ad altro storico negazionista, venga a visitare i campi di concentramento, studi e la smetta di dire cose false e che non stanno né in cielo, tanto meno in terra». Lo afferma Monsignor Tadeuz Pieronek, già Presidente della Commissione episcopale polacca, contattato per telefono nella sua abitazione nel centro di Cracovia.&lt;br /&gt;– «Sa, la situazione polacca è particolare. Qui il tema olocausto è maggiormente sentito. Da Vescovo rispetto la decisione del Papa, penso sia un bel gesto di misericordia che  a lungo termine darà i suoi frutti. Ma nel breve e medio periodo avevo messo in conto le reazioni e le difficoltà e le dico che la gente, non i Vescovi, ed io non parlo a nome di essi, ma personale, non la ha compresa del tutto».&lt;br /&gt;• Vuol dire che i polacchi, duramente colpiti dalla furia nazista, non hanno metabolizzato la decisione papale?&lt;br /&gt;–  «guardi io non ho la pretesa &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;di interpretare tutta la Polonia e meno ancora la Chiesa. Ma certamente chi ha subito lutti e rovine, fa molta fatica a comprendere il gesto del Papa che in se stesso è bello. Per altro verso, i soliti nemici della Chiesa ne hanno approfittato per attaccare  sia il Papa che la Chiesa. Insomma, i nemici sono sempre in agguato e non sprecano occasione per agire. In sostanza sono certo che la volontà del Papa sia santa e buona, ma forse era giusto valutarne le conseguenze nell’immediato».&lt;/span&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;• Lei crede che sia una decisione valutabile in doppia chiave?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;– «Nel lungo periodo penso che possa dar frutto, per oggi  constato la maretta che bolle in pentola. Lo ripeto, i polacchi hanno avuto ed hanno qualche perplessità».&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;• Da qualche parte si è scritto che era uno schiaffo a Giovanni Paolo II.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;– «No. Ogni Papa valuta alla sua maniera ed ha il suo stile. Giovanni Paolo II aveva le sue idee, Benedetto XVI le proprie, altrettanto rispettabili. Da Vescovo rispetto quello che il Papa ha deciso. Lo ha fatto per ragioni di mera misericordia. Ora a noi Vescovi e pastori sta il compito, che in Polonia le assicuro non è facile, di spiegare le ragioni della revoca». &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;• Il tema si è fatto più complicato dopo le parole del Vescovo Williamson che ha negato l’esistenza delle camere a gas?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;– «Sarei ipocrita se dicessi che quelle frasi non hanno turbato la coscienza del nostro popolo duramente colpito dalla crudeltà nazista. Probabilmente, ma la mia non è una critica al Papa, se avessi saputo in anticipo le idee di Williamson, io non gli avrei revocato la sua scomunica. Se per un uomo qualsiasi negare la shoa è grave, molto di più lo è per un religioso che dovrebbe predicare amore e pace e il rispetto della vita e della sua dignità». &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;• Williamson contro il Magistero della Chiesa?:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;– «In questo no. Egli ha parlato da presunto storico e non in questioni dogmatiche e da questo punto di vista non è canonicamente perseguibile. Insomma non ha violato dogmi, ha solo insultato il buon senso e la verità storica. Gli dico che non conosce i fatti, la storia, è ignorante e deve venire da queste parti per constatare. Lo invito volentieri. Mi permetto di ricordargli che se avesse detto queste cose qui, oggi sarebbe in carcere». &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;• Pensa che i lefebvriani rientreranno nella piena comunione con Roma?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;– «Dunque, il cammino si annuncia difficile e pieno di difficoltà. Loro devono accettare il Vaticano II, la libertà religiosa, l’ecumenismo, insomma il Vaticano II. La liturgia mi sembra un problema secondario, non essenziale. Ne approfitto per esternare la incredulità del popolo polacco davanti a quelle frasi, popolo che tuttavia confida nel Papa, e lo ama, ma quelle dichiarazioni lo hanno ferito. Soprattutto coloro che hanno avuto parenti vittime della furia nazista. Ma questo Williamson non lo sa e lo nega».&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Bruno Volpe&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;/p&gt;Mi dispiace dirlo, ma credo che un «colossale ignorante», in ordine alle questioni toccate, sia proprio Pieronek, non Williamson. Non conosce neppure i termini esatti della controversia storiografica. Le “camere a gas” non hanno niente a che fare né con la teologia né con la pietà verso le vittime, che restano tali quali che sia il loro numero e quale che sia stato il modo in cui sono morti.  Di “negazionisti” non ne esistono affatto. E nessuno degli storici indicati con questo nome si autodefinisce “negazionista”. Ho già scritto altrove che il «negazionismo», malgrado finisca in -ismo, non ha nulla a che fare con idealismo, esistenzialismo, materialismo, stoicismo e simili. Si tratta soltanto di una costruzione polemica a scopo di denigrazione, diffamazione e delazione. Insomma, per mandare la gente in galera. Non certo per classificare una corrente storiografica con la quale discutere e misurarsi sul piano del dibattito scientifico. Viene da sorridere il “presunto” storico dato nell’intervista a Williamson. Ma che forse è uno “storico” prefessionista Pieronek? Si possono ben avere opinioni su campi disparati senza per questo essere professionisti in quel campo. A dire il vero, Pieronek non sembra più ferrato in questioni storiche delicate di quanto possa esserlo Williamson, che almeno qualche libro sull’argomento lo ha letto. Di certo, da vescovo, ci sembra che Pieronek sia impietoso e manchi di carità cristiana proprio nei confronti di un suo confratello vescovo. E son preti! Va però detto che fra le due interviste, l’una del gennaio 2009 e l’altra del gennaio 2010, passa giusto un anno e nel frattempo è cresciuta la consapevolezza del genocidio che porta il nome Piombo Fuso, riconosciuto come tale dal rapporto Goldstone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-84-tadeusz-pieronek.html#sommario"&gt;Torna al Sommario&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="otto"&gt;8&lt;/a&gt;. &lt;a href="http://www.coratolive.it/News/news.aspx?idnews=9366"&gt;Finalmente uno «spunto di riflessione» in lingua italiana&lt;/a&gt;. – Mi auguro che cessi presto l’epoca dei giornali di carta. Per una riflessione decente sulla vicenda che ha visto un nuovo linciaggio mediatico di un altro vescovo, questa volta polacco e non di un gruppo minoritario come quello levefriano, ma perfettamente integrato nel cattolicesimo polacco, di cui è stato fino a poco tempo voce autorevole. Nell’articolo redazionale di Gaetano Bucci si può anche leggere in un migliore contesto l’intervista di mons. Pieronek, che riportiamo di seguito:&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Monsignor Pieroneck, già amico di papa Woitijla e da sempre su posizioni moderate, nella sua intervista ha indicato una serie di punti su cui bisogna interrogarsi, e che il sottoscritto in qualche modo ha già espresso nel passato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Vescovo ha prima di tutto dichiarato che «per un corretto e serio dibattito storico, libero da pregiudizi e vittimismi, gli ebrei dovrebbero chiedersi e domandarsi: che cosa fecero gli ebrei americani e le forze alleate in guerra per evitare quelle tragedie? Poco o niente».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’accusa di antisemitismo rivolta alla nazione polacca da Riccardo Pacifici della Comunità ebraica di Roma, nel corso del programma “In mezz’ora” condotto da Lucia Annunziata, Pieroneck ha risposto: «La Polonia non ha mai nutrito sentimenti contrari agli ebrei. Chi presenta in questo modo la nostra nazione, é ingiusto e sbaglia. La trovo un’invenzione offensiva per il nostro popolo».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi ha proseguito: «Quest’accusa viene da persone che la storia non la hanno studiata. Nei campi di concentramento é innegabile che la maggior parte dei morti furono ebrei, ma nella lista ci sono zingari polacchi, italiani e cattolici. Dunque non é lecito impossessarsi di quella tragedia per fare della propaganda. La Shoah come tale é una “invenzione ebraica”. Si potrebbe allora parlare con la stessa forza e fissare una giornata della memoria, anche per le tante vittime del comunismo, dei cattolici e cristiani perseguitati e così via. Ma loro, gli ebrei, godono di buona stampa perché hanno potenti mezzi finanziari alle spalle, un enorme potere e l’appoggio incondizionato degli Stati Uniti e questo favorisce una certa arroganza che trovo insopportabile».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul perché la Giornata della Memoria venga “strumentalizzata”, l’alto prelato polacco ha dichiarato: «La Shoah viene usata come arma di propaganda e per ottenere vantaggi spesso ingiustificati. Lo ribadisco, non é storicamente vero che nei lager siano morti solo ebrei, molti furono polacchi, ma queste verità oggi vengono quasi ignorate e si continua con questa barzelletta nei confronti della Polonia».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla domanda se oggi gli israeliani rispettino i diritti umani dei palestinesi, l’alto prelato ha dichiarato: «Vedendo le immagini di quel muro non si può non affermare che si commette una colossale ingiustizia nei confronti dei palestinesi che sono trattati come animali e i loro diritti umani (nella Striscia di Gaza e nei Territori occupati) sono a dir poco violati. Ma di queste cose, complici le lobbies internazionali, si parla poco. Si faccia una giornata della memoria anche per loro. Certo, tutto questo non smentisce la vergogna dei campi di concentramento e le aberrazioni del nazismo».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo che da queste dichiarazioni si possa partire, non per sminuire la rilevanza dei gravissimi crimini del nazi-fascismo, ma per discutere più apertamente e senza pregiudizi di sorta sui gravissimi avvenimenti planetari in cui in qualche modo sono richiamate specifiche responsabilità di Israele, “stato democratico” ma anche “stato teocratico” in possesso di sofisticati armamenti nucleari».&lt;/span&gt;      &lt;/blockquote&gt;Se alla shoah come “invenzione” si premette il “come tale” e si collega questa ultima espressione a ciò che precede, tutto sommato si potrà vedere che non vi è nulla di scandaloso. Ma quando si è prevenuti tutto diventa possibile e ci si può aspettare di tutto da parte di gente senza scrupoli, ma che pretende di tener cattedra di morale oltre che di storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-84-tadeusz-pieronek.html#sommario"&gt;Torna al Sommario&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="nove"&gt;9&lt;/a&gt;. &lt;a href="http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/vaticancityandholysee/7074913/Polish-bishop-says-stolen-Holocaust-comments-taken-out-of-context.html"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“Invenzione” o “furto”: la differenza fa “galera”&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;. – Si è molto discusso sull’intervista del vescovo polacco al sito web italiano Pontifex. Sembrerebbe che addirittura il giornalista voglia fare causa al vescovo. Una persona di buon senso si chiede subito: ma in fondo perché dare tanto peso ad un giornalista? Si sa come sono i giornalisti. Da qualche parte viene chiarito che in realtà il vescovo avrebbe inteso dire non “invenzione” nel senso di qualcosa di fantastico creato di sana pianta, ma piuttosto avrebbe parlato di “furto” nel senso che gli ebrei si sarebbero loro appropriato, strumentalizzandola, di una “tragedia” che è di tutti, e non dei soli ebrei. Lo stesso Pieronek avrebbe detto, secondo l’&lt;a href="http://archiviostorico.corriere.it/2009/gennaio/31/negazionista_Williamson_ora_dispiaciuto__co_9_090131058.shtml"&gt;archivio storico&lt;/a&gt; del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Corriere della Sera &lt;/span&gt;(vedi sopra n. 6 l&lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-84-tadeusz-pieronek.html#seif"&gt;ett. f&lt;/a&gt;), che se il vescovo Williamson avesse nel gennaio 2009 fatte le sue affermazioni in Polonia sarebbe finito in galera in quanto “negazionista”. Dunque, vuol dire che lo stesso Pieronek rischia di andare in galera se il giornalista di &lt;a href="http://www.pontifex.roma.it/index.php/interviste/varie/3560-i-gay-sono-disturbati-patologici-mi-denuncino-pure-il-mondo-retto-da-lobbies-come-quella-omosessuale-ebraica-o-massonica-ebrei-prepotentila-shoah-non-e-solo-loro-il-vescovo-pieronek-instabile-gli-manca-carattere"&gt;Pontifex&lt;/a&gt; riesce a dimostrare che Pieronek ha detto effettivamente “invenzione” e che ciò equivale a “negazione”. Se il giornalista di Pontifex, sito cattolico tradizionalista, è davvero un buon cristiano ed ha capito la partita che si sta giocando, credo che non vorrà mandare in galera un vescovo cattolico. Bisogna che qualcuno glielo spieghi, se non lo ha capito da solo. Resta però l’assoluta vergogna, per me non inferiore alla stessa Shoah, di una legislazione liberticida che in Europa tiene in galera un numero imprecisato di persone. Il dato certo di cui dispongo è di 15.000 persone che nella sola Germania vengono in media incriminate ogni anno per meri reati di opinione: “invenzioni”, etc. Ciò è inaccettabile e ricorda il tempo dei processi alle streghe e del rogo degli eretici. Siamo nell’Anno del Signore 2010! La legislazione liberticida ha avuto inizio in Israele nel 1986. Dal 1990 in poi è stata adottata nei seguenti paesi: Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Liechetnstein, Lituania, Lussemburgo, Polonia, Portogallo, Romania, Spagna e Svizzera. Ciò non sarebbe mai potuto essere senza l’azione di una Lobby capace di insinuarsi nelle segrete stanze del potere. Va ricostruita in tutti i suoi dettagli la storia legislativa di questi veri e prorpi attentati alla libertà di pensiero. I cittadini europei devono essere avvertiti dei pericoli che imcombono sulla più preziosa delle loro libertà: la libertà di pensiero. Corre voce che addirittura Israele vorrebbe il diritto di estradizione per qualsiasi cittadino che incorra nel reato di “negazionismo”. Non per nulla il vescovo Pieronek è stato paragonato ad Eichmann, che in effetti fu rapito dal Mossad in Argentina e processato – per modo di dire – in Israele. Dovevamo essere “liebrati” nel 1945 per conoscere tanta barbarie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-84-tadeusz-pieronek.html#sommario"&gt;Torna al Sommario&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="dieci"&gt;10&lt;/a&gt;. &lt;a href="http://iltempo.ilsole24ore.com/adnkronos/?q=YToxOntzOjEyOiJ4bWxfZmlsZW5hbWUiO3M6MjE6IkFETjIwMTAwMTI3MTMzMzAwLnhtbCI7fQ=="&gt;Torna in scena Williamson&lt;/a&gt;. – Esattamente un anno fa, per il solo fatto che l’intervista concessa da Williamson a giornalisti svedesi si sia tenuta a Ratisbona, l’Inquisizione locale ha pensato di poter avviare un procedimento, che in questi giorni celebra le sue prime udienze. Finora questa barbarie era riservata ai soli cittadini tedeschi, che in numero di circa 15.ooo ogni anno sperimentano questa sorta di giustizia penale. Se per i casi più noti i cittadini europei ne sanno qualcosa, restano ignoti i circa 50 casi che  si verificano ogni giorno nella sola Germania: nulla sappiamo di cosa succede negli altri 12 paesi, fra cui la Polonia, che hanno una legislazione simile. Potrebbe trattarsi di una semplice scritta sulle pareti di un cesso pubblico o di una frase pronunciata all’osteria. Vorremmo sapere. Le cose più innocue ed assurde possono venire contestate come un “reato”. A pensarci bene, acquistano una vera e propria logica taluni atteggiamenti che ho riscontrato nel corso del mio monitoraggio. In un primo tempo avevo attribuito ciò ad una stupidità faziosa. Ma non è così. Ne descrivo la tipologia. Il vescovo Williamson o Pieronek o chiunque altro hanno in fondo espresso una loro propria opinione su fatti storici, trascorsi da oltre messo secolo? Nossignore! Queste non sono “opinioni”! E allora cosa sono? Sono «crimini»!  Ecco dunque l’associazione a delinquere istituzionalizzata. Le Diaspore influenzano le legislazioni dei singoli Paesi e spingono a produrre le note legislazioni che intendono reprimere e punire la «negazione della Shoah». È pure vietato cercare di capire cosa sarebbe poi veramente questa “negazione”. Il cosiddetto negazionismo, in realtà, è solo un mero artificio processuale per le più arbitarie delazioni ovvero uno strumento concesso ad una minoranza per opprimere la maggioranza dei cittadini. Ma non è questo il punto. Fatta la legge, occorre trovare i delatori. Ve ne sono in abbondanza. Sbaglia di grosso lo spirito ingenuo il quale ritenga che di tutto si possa discutere con chiunque. Costoro non vogliono discutere e confrontarsi con nessuno. Vogliono solo criminalizzare e possibilmente mettere dietro le sbarre il mondo intero. Nel caso di Pieronek questi aveva ben pensato di difendere i polacchi da un’accusa collettiva di razzismo. Siamo arrivati all’assurdo manifesto, ma non per questo si intravedono segni di ravvedimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S2XXgWJ9udI/AAAAAAAALWs/SzS5Ikorx6g/s1600-h/Debatting005.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 132px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S2XXgWJ9udI/AAAAAAAALWs/SzS5Ikorx6g/s200/Debatting005.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5432985476195531218" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;In condizioni normali a doversi difendere dovrebbero essere i delatori, non chi ha il solo torto di avere delle opinioni, nello spirito e nella carta della dichiarazione universale dei diritti che riconosce ad ognuno la libertà di pensiero. È grottesco come un vescovo,  il vescovo tradizionalista Williamson, se lo volesse, potrebbe negare e ripudiare tutti i fondamenti della sua fede: la divinità del Cristo, la verginità di Maria, la dottrina della Trinità, l’esistenza dello Spirito Santo, etc., senza che da questa negazione debba discendere per lui nessuna conseguenza penale. Ed invece gli vengono comminate pene e pubblico ludibrio per il fatto di dissentire su delle mere tesi storiche, peraltro controverse. Si pretende che venga “scomunicato”, espulso dalla Chiesa, non per aver rinnegato Cristo, al quale i levefrevriani pensano di restare fedeli più di quanto non lo sia il papa stesso, ma per aver negato la “Shoah”. Per poter capire questa storia assurda è necessario comprenderne il meccanismo. Attraverso un procedimento puramente meccanico le stesse lobbies che spingono al linciaggio hanno potuto produrre in ben tredici paesi d’Europa del veri e propri cappi legali, appunto in reato di “negazione della Shoah”, per il quale il giudica applica rigoramente la legge. Se per ipotesi quella stessa legge sancisse che un uomo è in realtà una donna e viceversa a nulla servirebbe fornire in tribunale prove tangibili della propria virilità o femminilità. A questo meccanismo legale va poi aggiunta la struttura delle delazione e della diffamazione. Ed è così che i conti contano sul piano della comprensibilità meccanica e fattuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S2XXuFaiJsI/AAAAAAAALW0/iMhdNp1zZ7M/s1600-h/Debatting006.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 151px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S2XXuFaiJsI/AAAAAAAALW0/iMhdNp1zZ7M/s200/Debatting006.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5432985712219793090" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Per dirne una, che viene fresca fresca da New York, dove fra l’altro risiede la più importante componente della Israel lobby, è appena uscito in dicembre dell”anno appena trascorso un libro che fa il punto sul «dibattito intorno all’olocausto». Si noti che l’autore del libro uscito a New York non rischia assolutamente nulla. Le delizie della libertà i vincitori del 1945 ed i loro predilletti alleati israeliani ce li hanno riservate tutte a noi, per nostra gloria ed edificazzione morale e intellettuale.  In questo libro si può trovare, fra l’altro, che la cifra di 6.000.000 di vittime è una sorta di “numero magico”, di natura cabalistica, che non ha un significato propriamente aritmetico, statistico, ma è uno dei pilastri su cui si regge tutta la teologia della Shoah. Gli altri due pilastri sono costituiti dall’esistenza delle «camere a gas»  in quanto strumento necessario di morte.  Se qualcuno si lasciasse andare a sostenere che i morti siano morti, in egual numero, non mediante gas, ma per avvelenamento o strangolamento o fucilazione, verrebbe applicata egualmente la pena per il reato di “negazione della Shoah”. Il terzo pilastro della nuova fede religiosa è quella della «intenzionalità» dello sterminio, ma si tratta sempre di un data di fede, perché non è consentito ricercarne le prove documentali su fonti storiche primarie.  “&lt;a href="http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=4&amp;amp;sez=120&amp;amp;id=33133"&gt;La Repubblica&lt;/a&gt;” non è nuova a questa caccia alle streghe. Non siamo ancora in Germania, dalla quale esattamente come 70 anni fa rischiamo di importare quelle stesse legislazioni di cui oggi ci si lamenta. Infatti, Williamson può essere processato in Germania, dove ogni giorno si verificano 50 casi analoghi ma meno noti. Ad essere “inchiodato in modo definitivo” è chi scrive l’articolo, dimostrando  di non sapere  neppure di cosa sta parlando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-84-tadeusz-pieronek.html#sommario"&gt;Torna al Sommario&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="dieciuno"&gt;10&lt;/a&gt;.1 - &lt;a href="http://www.aimdigital.com.ar/ver_noticias.php?id_nota=99558"&gt;Quale lo scandalo&lt;/a&gt;? – Un senso morale pervertito e contorto porta a vedere lo scandalo la dove non dovrebbe esservene affatto e non lo si avverte dove invece lo scandalo esiste. Provate ad immaginare un automobilista che anziché fermarsi per strada a dare soccorso ai feriti e chiamare l’ambulanza, si fermi invece per rapinare il moribondo. Provate ad immaginare che altri gridino allo scandalo non per la mancato omissione di soccorso, ma per la mancata rapina. È quello che succede con il caso Williamson e con il caso Pieronek. Non ci si scandalizza per la manifesta violazione della libertà di pensiero su un fatto storicamente controverso, se decine e decine di mugliaia di persone si ostinano ad avere una diversa visione storica, ma si dà addosso a due prelati quasi fossero loro stessi ad aver mandato nei campi di concentramento, oltre 65 anni fa, le povere vittime, che diventano nuovamente vittime per l‘uso stromentale che si fa della loro tragedia. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Hic Rodus hic salta&lt;/span&gt;! Non può esservi dubbio di sorta che sia Williamson sia Pieronek sia le tante migliaia di persone che hanno sofferto il carcere non hanno fatto altro che esprimere un‘opinione, un giudizio storico e morale, una valutazione, ma non hanno posto in essere nessuna concreta condotta che sia lesiva di un concreto altrui diritto. La veridicità storica o meno dei fatti controversi è assolutamente irrilevante sul piano dell’esercizio del diritto fondamentale alla manifestazione di un proprio pensiero. La materia può essere unicamente di competenza degli storici e di quanti vogliono interessarsi ed erudirsi in un fatto risalente ad oltre 65 anni e che è storia a tutti gli effetti. Diversamente, si dovrebbero poter applicare eguali sanzioni a tutta la storia umana di cui si abbia qualche conoscenza e che viene sempre riscritta a seconda che si abbiano nuovi documenti o ci si accorge che gli stessi documenti sono suscettibili di nuove e diverse interpretazioni. È scandaloso che questo lavoro non si possa fare ed è scandaloso che ben individuabili lobbies conducano impunemente campagne di diffamazione contro pacifici cittadini che in modo del tutto legittimo esprimono una loro opinione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una simile perversione del senso morale la si può spiegare, descrivendo il modo in cui una lobby ha operato nel corso degli ultimi decenni. Si incomincia con creare la legge o un complesso di leggi che stabiliscono sanzioni penali per chi osi pensare diversamente. Quindi, un insieme di associazioni si assume il compito della delazione. Una rete di organi di stampa creano lo scandalo e tentano di influenzare l’opinione pubblica, ma soprattutto offrono pezze di appoggio a politici ed operatori che agiscono in posti chiave. Si acchiappa quindi il malcapitato e gli si infligge una condanna esemplare, producendo il massimo isolamento della sua persona e la completa emarginazione. A questo punto il rogo è bello e allestito. Non resta che farvi sopra la vittima ed accendere il fuoco. È importante che il caso venga dimenticato al più presto e che non induca alla riflessione. Si avverte infatti un senso di fastidio, quando ci si ritorna sopra: E che (“ariecco Williamsom…” e simili espressioni che si trovano nei siti dei delatori di professione) se ne parla ancora? Naturalmente, si deve accuratamente nascondere il fatto che a cadere nella rete sono in decine di migliaia. Facendo appositi calcoli, per generazioni e paesi, si arriverebbe a milioni di persone, ben oltre il numero magico di sei milioni. Un po’ troppi per non suscitare una ribellione di massa che porti all’abbattimento dei roghi. Vi è da sperare soprattutto nella ribellione dei giudici e dei poliziotti, se diventa loro consapevole il fatto che commettono una grossa ed evidente ingiustizia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-84-tadeusz-pieronek.html#sommario"&gt;Torna al Sommario&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8091578991699990058-143201811391745053?l=criticadelcattolicesimo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/feeds/143201811391745053/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8091578991699990058&amp;postID=143201811391745053' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/143201811391745053'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/143201811391745053'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-84-tadeusz-pieronek.html' title='Teologia politica: 84. Tadeusz Pieronek ovvero un nuovo “caso” Williamson? - Le «barzellette» di Riccardo Pacifici. - vers. 3.3 del 3 feb 10'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmzGPMgEfoI/AAAAAAAAKnw/kc4UZfd_3XI/s72-c/0.Israel+Lobbyjpg.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8091578991699990058.post-5232767212020343003</id><published>2010-01-15T11:41:00.000-08:00</published><updated>2010-01-25T05:02:33.041-08:00</updated><title type='text'>Teologia politica: 83. Benedetto XVI sotto il tiro della critica ebraico-sionista</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://civiumlibertas.blogspot.com/2008/10/monitoraggio-di-informazione-corretta.html"&gt;Homepage&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmzGPMgEfoI/AAAAAAAAKnw/kc4UZfd_3XI/s1600-h/0.Israel+Lobbyjpg.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 77px; height: 118px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmzGPMgEfoI/AAAAAAAAKnw/kc4UZfd_3XI/s200/0.Israel+Lobbyjpg.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5362879220647493250" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;È meritevole di studio il mutamento dei rapporti fra cattolicesimo ed ebraismo dopo il Concilio Vaticano II. È come se vi fosse un assalto da parte dell’ebraismo, che pretende dal cattolicesimo sempre di più. Ci si chiede dove si fermeranno le pretese. Ormai i papi non possono più proclamare i loro santi senza il “nulla osta” della sinagoga. È una situazione allucinante. I papi vengono distinti in “buoni” o “cattivi” a seconda del loro atteggiamento verso un ebraismo che in fondo non si sa bene cosa sia: giudaismo, sionismo o un generico laicismo ebraico? In questa scheda analizzeremo gli attacchi, le critiche, le pretese verso il papa ora in carica: Benedetto XVI, ossia Joseph Ratzinger. Non sappiamo dove la nostra ricerca ci condurrà, ma siamo certi che sia questo un buon punto di osservazione per lo studio di una fenomenologia piuttosto sfuggente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vers. 1.4/25.1.10&lt;br /&gt;&lt;a href="http://politica-internazionale.blogspot.com/2009/12/ministri-82-catherine-ashton-primo.html"&gt;Precedente&lt;/a&gt;/&lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-84-tadeusz-pieronek.html"&gt;Successivo&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S1DKymM--BI/AAAAAAAALNE/gFc2OjBHcGY/s1600-h/PapaBenedettoXVI.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 134px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/S1DKymM--BI/AAAAAAAALNE/gFc2OjBHcGY/s200/PapaBenedettoXVI.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5427060521578723346" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="sommario"&gt;Sommario&lt;/a&gt;: 1. &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-83-benedetto-xvi-alla.html#uno"&gt;Ma che vogliono&lt;/a&gt;? – 2. &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-83-benedetto-xvi-alla.html#due"&gt;E noi, il diritto di criticare gli ebrei, ce lo abbiamo&lt;/a&gt;? – 3. &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-83-benedetto-xvi-alla.html#tre"&gt;Inciucio teologico&lt;/a&gt;? – 4. &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-83-benedetto-xvi-alla.html#quattro"&gt;Ne valeva la pena&lt;/a&gt;? – 5.  &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-83-benedetto-xvi-alla.html#cinque"&gt;Dire “Terra Santa” è antisemitismo&lt;/a&gt;? – 6.  &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-83-benedetto-xvi-alla.html#sei"&gt;Una decisione sofferta da chi&lt;/a&gt;? – 7.  &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-83-benedetto-xvi-alla.html#sette"&gt;Quo usque tandem, Magister Iudaice, abutere patientia nostra&lt;/a&gt;? –&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="uno"&gt;1&lt;/a&gt;. &lt;a href="http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=999920&amp;amp;sez=120&amp;amp;id=32879"&gt;Ma che vogliono&lt;/a&gt;? – La sinagoga di cui si parla è quella che si trova in Roma, ma il tono dell’articolo di R. A. Segre è di chi lascia intendere che si tratta di una sorta di luogo di culto straniero, la cui centrale dirigenziale è  in Israele: come se il papa andasse non in una zona di Roma, ma in un quartiere di Tel Aviv. Quel che per adesso si può capire è abbastanza desolante: un elefante che soccombe ad una pulce ossia un nuovo rapporto di forze in termini di teologia politica. La pace, la fraternità, l’amicizia, ecc., sono cose a cui nessuno crede e che qui non spiegano proprio nulla. Un non celato senso di estraneità ed alterità pone seri interrogativi sui fondamenti e sulle ragioni di una convivenza che non si sia se sia necessaria, imposta, volontaria, non gradita, tollerata. A mio avviso, Benedetto XVI farebbe meglio a starsene in San Pietro. Di “insultante” trovo il tono e le dichiarazioni, la sufficienza, con cui i dirigenti romani della comunità ebraica trattano la figura del pontefice e ciò che ancora rappresenta. Incredibile: essere pro-palestinesi è una colpa! Quasi che ci voglia molta istruzione per capire quali siano i fondamenti di legittimità dello stato di Israele! E di tutto ciò si dovrebbe far carico il papa in visita alla sinagoga romana! Una visita davvero fraterna! Vi è da sperare che Benedetto XVI non persista negli errori politico-teologici dei suoi predecessori: il dialogo è impossibile e nessuna capriola teologica potrà mettere la Shoah al posto della Croce. A quel punto sarebbe da riconsiderare il ripristino – se mai fosse possibile – della religiosità greco-romana, o il culto di Iside e di Mitra. In fondo, una religione non è questione di dogmi, ma un modo di percepire il sacro. A padre Lombardi si potrebbe obiettare che proprio va nel posto sbagliato se crede di trovarvi la pace: è più facile che incrementi la guerra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-83-benedetto-xvi-alla.html#sommario"&gt;Torna al Sommario&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="due"&gt;2&lt;/a&gt;. &lt;a href="http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=999920&amp;amp;sez=120&amp;amp;id=32895"&gt;E noi, il diritto di criticare gli ebrei, ce lo abbiamo&lt;/a&gt;? – La Tizia è intrattabile e cerchiamo di passare avanti ogni volta che ce ne imbattiamo. Tuttavia, sorge spontanea una controdomanda alla pretesa “ebraica” di poter criticare i santi cattolici. in specie Pio XII che Benedetto XVI no ha voluto discriminare per fare solamente piacere alle critiche di parte “ebraica”. Ma siamo sicuri che si possa parlare di «ebrei» o non piuttosto di sionisti? Il libro di Rabkin è fondamentale per capire distinzioni che il gran pubblico non riesce a fare. In realtà, il sionismo ha assorbito buona parte del laicismo ebraico a tutto detrimento del giudaismo, la cui caratteristica è la piena aderenza alla tradizione religiosa. Basta leggere i commenti del link, che iniziano con Fiammetta, per capire che più che di ebraismo o meglio di giudaismo si sta parlando di quella orribile costruzione che è lo stato di Israele. A questo punto, se Benedetto XVI capisse bene che di ciò si tratta – ammesso che non lo capisca – farebbe bene a ripristinare la tradizione di Paolo VI e lasciarsi alle spalle quella di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. Incredibile! Mentre si lamenta un pregiudizio antisemita, se ancora il termine significa qualcosa, non ci si fa scrupolo alcuno nell’abbonarsi a pregiudizi antigermanici, essendo il papa di origini tedesche. In questi personaggi l’assenza del benchè spirito critico si confonde con l‘arroganza e la prepotenza allo stato puro: ogni cosa sembra loro concessa. Ma chi concede ciò? Oltre un miliardo di cattolici – ammesso che questo sia il numero – possono tollerare una prassi costante e sistematica di insulti? In nome di cosa? E per quale ragione? Il vero giudaismo, quello di cui parla Rabkin, fa sapere che riconoscere lo stato ebraico significa andare contro la Torah. E dunque si tratterebbe per la chiesa cattolica di un cedimento alla politica che non ha nulla a che fare con il dialogo interreligioso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-83-benedetto-xvi-alla.html#sommario"&gt;Torna al Sommario&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="tre"&gt;3&lt;/a&gt;. &lt;a href="http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/115876/benedetto_limpolitico"&gt;Inciucio teologico&lt;/a&gt;? – Verrebbe da pensare che se il compromesso in politica  o nel commercio può essere una virtù ovvero una soluzione, le cose stanno ben diversamente in teologia, dove si crede o si fa credere che la Verità non sia cosa che si possa aggiustare per opportunità e convenienze del momento. Se su questioni di bioetica il magistero cattolico può fare a pugni con il buon senso al lume di una ragione naturale che con coincide affatto con la fede cattolica, stupisce che la Chiesa accetti invece compromessi su una materia, quella teologica, che invece le sarebbe interamente propria e sulla quale nessuno potrebbe mai contestare le sue decisioni. La pretesa tutta sionista – il giudaismo non c’entra! – di escludere i lefebvriani dalla comunione cattolica suona come un’ingeranza assai umiliante per il cattolicesimo ed il suo miliardo putativo di fedeli. Ma qui il Papato sembra cedere, proprio dove non dovrebbe. Quale dialogo è mai possibile fra due religioni, dove la seconda nasce come necessario superamente della prima? Certo, la carità, il rispetto, quei principi che oggi si impongono a tutti, a prescidendere da qualsiasi cornice religiosa. Su questo terreno non solo non si può e non si deve tornare indietro, ma bisogna andare ancora avanti, giacché l’ipocrisia è ancora più grande dei progressi compiuti sul piano del diritto e delle convenzioni internazionali. Ma la teologia, ed in particolare la teologia politica, non può essere materia di “inciucio”, se non si vuol far perdere la devozione a chi ancora ne conserva un poco. Sardegna e Sicilia sono due isole separata dal mare. Potrebbe unirsi solo a prezzo di un grande cataclismi di una violenza tale da cancellare probabilmente ogni forma di vita sulla terra. E dunque vadano ciascuno per la loro strada, il giudaismo e il cattolicesimo, senza confondere le loro acque, accontendandosi di quella pace che è garantita non dagli opposti credi religiosi, ma da quello Stato moderno che usci con la pace di Westfalia proprio una periodo cruento di guerre religiose, dove si uccideva e massacrava in nome di dio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-83-benedetto-xvi-alla.html#sommario"&gt;Torna al Sommario&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="quattro"&gt;4&lt;/a&gt;. &lt;a href="http://news.google.it/news/story?pz=1&amp;amp;cf=all&amp;amp;ncl=drrG0-Yt_X-fOUMAlCPjnCiRaC4XM&amp;amp;topic=n"&gt;Ne valeva la pena&lt;/a&gt;? – A leggere l’abbondante rassegna stampa dedicata alla visita alla Sinagoga sembra che Benedetto XVI abbia raccolto solo insulti da parte di una comunità che ammonterebbe ad appena un massimo dichiarato di 15.000 cittadini a fronte di ben più numerose comunità romane di origini regionali e perfino straniere. Regna un vero e proprio regime mediatico di conformismo e di terrore che non consente la spontanea e libera espressione del pensiero critico: e ci asteniamo per una volta dal dire quel che nel profondo pensiamo. È  però da chiedersi se all’insegna dell’ecumenismo e del cosiddetto dialogo interreligioso seguiranno analoghe visite alla Moschea ed ad ognuno dei luoghi di culto, esistenti in Roma e diversi dal culto cattolico. Solo così la visita del papa cattolico acquisterebbe un senso logico e democratico, in armonia con una società pluralistica, dove convivono fedi e credenze diverse, tutte però unite in una volontà di convivenza pacifica e rispetto reciproco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-83-benedetto-xvi-alla.html#sommario"&gt;Torna al Sommario&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cinque"&gt;5&lt;/a&gt;. &lt;a href="http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=999920&amp;amp;sez=120&amp;amp;id=32918"&gt;Dire “Terra Santa” è antisemitismo&lt;/a&gt;? – Basta questa uscita, che taccia di “antisemita” il papa per il solo fatto di dire “Terra Santa”, per capire a quali assurdità sia giunto il cosiddetto dialogo interreligioso. A dirlo poi è un noto omosessuale, con ciò che questa qualità significa ancora per l’ortodossia cattolica. L’arroganza di questa gente ha assunto livelli incredibili che sfuggono alla comune comprensione. È normale pensare che vi siano dietro segrete cose che ai più sfuggono. Una di queste spiegazioni è l’enorme potere politico di cui dispone l’entità USA-Israele e si sa che la Chiesa è sempre stata sensibile e sottomessa davanti ai potenti della terra. La sua stessa potenza, da Costantino in poi, è sempre stata una potenza derivata. Oggi l’ebraismo sionista è una potenza nucleare oltre che politica ed economica.  Se poi ha ragione Rabkin, un simile ebraismo non ha nulla a che fare con il vero e proprio giudaismo. È da chiedersi se  simili operazioni politico-religiose possano e debbano interessare i fedeli cattolici, ammesso che ancora ve ne siano. Devo fare una rettifica, o almeno un’integrazione. Non ho visto la registrazione televisiva. ma mi è stato riferito oggi dell’intollerabile interruzione fatta al papa, quando diceva Terra Santa... Davvero inaudito!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="sei"&gt;6&lt;/a&gt;. &lt;a href="http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=999920&amp;amp;sez=120&amp;amp;id=32938"&gt;Una decisione sofferta da chi&lt;/a&gt;? – Non avrei mai immaginato di dover parlare e scrivere in difesa del cattolicesimo, io che ho creato un blog espressamente dedicato alla “critica del cattolicesimo”. In questo caso pensavo però al complesso della dogmatica cattolica da un punto di vista ellenistico, non certo da un punto di vista non già giudaico, ma sionista. Di questo si tratta: del sionismo. Lascerei stare il giudaismo che è del tutto assente nel “dialogo interreligioso”. La chiesa sta dialogando con il sionismo. Mi chiede se in Vaticano lo sanno e ne sono consapevoli. Da battezzato e cresimato – lasciamo stare se ci credo o no per come la raccontano – avrei un qualche titolo giuridico a dire la mia, se non sono una “pecora” che deve andare semplicemente dove dice il “pastore”. Credo che il cattolico che abbia avuto da sempre l’immagine del Cristo in croce come mistica dell’umana sofferenza non possa in nessun modo accettare di vedersi sostituire la mistica della croce con la mistica della Shoah, per giunta trasformata in un’industria ed in una giustificazione di un genocidio, quello palestinese che ha due date di inizio: il 1882, anno del primo insediamento coloniale sionista in Palestina; ed il 1948, anno ed inizio della pulizia etnica. Ci si preoccupa di una dubbia «indifferenza» riferita al passato, estesa al massimo per un paio di anni, e si sorvola ignobilmente su una «indifferenza» che in ultimo ha assunto il nome di «Piombo Fuso». Che in questo pervertimento del senso morale si associ adesso anche la chiesa nella persona del Sommo Pontefice è veramente qualcosa di inaudito. Ciò poteva avvenire solo con un controllo dei mezzi di comunicazione e di condizione ideologico così radicale, assoluto, quale mai né il fascismo nè il nazismo riuscirono mai ad avere. Così la penso, se secondo il diritto canonico devo essere considerato come appartenente tuttora alla Chiesa. È probabile che da certi personaggi si faccia richiesta – come usano abitualmente fare – perché io venga “scomunicato”: non è possibile che simili persone facciano parte della Chiesa cattolica e possano parlare da “cattolici”! E sia!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="sette"&gt;7&lt;/a&gt;. &lt;a href="http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=30146"&gt;Quo usque tandem, Magister Iudaice, abutere patientia nostra&lt;/a&gt;? – Si leva anche la voce di Francesco Lamendola per esprimere un disagio che è di molti. Anche i ciechi possono constatare la sudditanza dei media al potere della Lobby che non esiste. Il buon senso non può essere insultato impunenmente oltre un certo limite. Forse, tuttavia, neppure Lamendola si spinge fino alle estreme conseguenze logiche: la storia, quanto più remota, deve essere lasciata agli storici, che devono essere liberi di intromettersi in tutti gli aspetti controversi, facendo uso critico  delle fonti storiche primarie disponibili e non prendendo ordini dagli uffici di propaganda di Israele, dall’Hasbara. In realtà, bisognerebbe incominciare a dire ad alta voce che qui non si tratta più di una commemorazione e rievocazione storica, ma della fondazione di una vera e propria religione, dove viene buttato giù dalla croce Gesù Cristo ed al suo posto collocate le assurdità teologiche imbastite intorno ai concetti di «Olocausto» e di «Shoah». E ciò avviene mentre sotto i nostri occhi in Palestina, nella Terra Santa – ma è pure “antisemitismo” dire “Terra Santa”! –, viene consumato un genocidio al presente di gravità ben maggiore di quello narrato e storicamente insondabile, già quanti osano investigarlo in chiave storica vengono mandati in galera! Altro che processo alle streghe! Altro che rogo degli eretici! Qui siamo tornati indietro di secoli! Il regno dei Kazari è risorto e domina il mondo! Non già di Pio XII qui si tratta, ma dello stesso Gesù Cristo, che ancora oggi è consegnato nelle mani degli ebrei. E a farlo, spiace dirlo, sembra essere proprio Papa Ratzinger, ripetendo ciò che Pietro fece prima che cantasse il gallo. Una nota finale su Carl Schmitt, citato da Lamendola: meglio lasciarlo stare! Le cose non stanno esattamente come la vulgata dice e lascia intendere. Penso di saperne qualcosa, come specialista e discepolo di Carl Schmitt.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8091578991699990058-5232767212020343003?l=criticadelcattolicesimo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/feeds/5232767212020343003/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8091578991699990058&amp;postID=5232767212020343003' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/5232767212020343003'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/5232767212020343003'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2010/01/teologia-politica-83-benedetto-xvi-alla.html' title='Teologia politica: 83. Benedetto XVI sotto il tiro della critica ebraico-sionista'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmzGPMgEfoI/AAAAAAAAKnw/kc4UZfd_3XI/s72-c/0.Israel+Lobbyjpg.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8091578991699990058.post-5682775196780438377</id><published>2009-12-24T09:48:00.000-08:00</published><updated>2009-12-25T10:14:10.190-08:00</updated><title type='text'>“Dialogo interreligioso” di che? Su cosa?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SzSgHSsMzeI/AAAAAAAALL0/Z1JrTDVjYcA/s1600-h/Pio_XII_Pacelli.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 151px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SzSgHSsMzeI/AAAAAAAALL0/Z1JrTDVjYcA/s200/Pio_XII_Pacelli.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5419132298770304482" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fa riflettere un’espressione alquanto frequente nel linguaggio giornalistico dei nostri tempi: il “dialogo interreligioso”. Fa pensare ad un ‘venire a patti’ fra religioni monoteistiche che, fino a poco tempo addietro, si consideravano ciascuna la detentrice monopolistica della verità senza se e senza ma, nonché assoluta ed indiscutibile. Non c’era nulla da discutere e da “negoziare”, se non si voleva dare ad intendere di non essere poi tanto sicuri del proprio monopolio di “verità”. Nella nostra epoca, invece, assistiamo ogni giorno ad una vera e propria farsa a proposito della beatificazione dei santi, da sempre un tipico istituto delle fede cattolica e della sola fede cattolica. Chi ne stava all’esterno, come pure tra la maggioranza di cattolici, aveva (ed ha) certamente ben altro a cui pensare, fra le tante cose che succedono in questo mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È grottesco che la Chiesa cattolica, le sue istituzioni, debbano oggi perfino mercanteggiare la beatificazione dei propri “santi”. Anche i santi hanno bisogno di essere raccomandati e patrocinati, per poter liberamente assurgere al paradiso! Ma è ancora più penoso assistere alla mancanza di dignità da parte della Chiesa cattolica, ovvero della sua gerarchia, nel difendere le sue proprie esclusive prerogative, del tutto irrilevanti e prive di qualsivoglia interesse per chi, ai santi, proprio non ci crede: si trattasse di esenzioni fiscali, vada pure! Se qui si toccano dall’esterno pure i santi, viene da pensare a cosa può essere stato il Concilio Vaticano II. Correva l’anno 1962 e da allora i “fratelli maggiori” hanno preso il sopravvento e non mollano più la presa. Credo che la gerarchia cattolica non si renda conto che con l’accettazione di ingerenze esterne, rischia di far perdere del tutto la devozione a chi, forse, ne conservava ancora una qualche briciola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un dialogo “interreligioso” poteva aver senso logico e teologico in epoca pre-cristiana e pre-monoteistica, quando il mondo era popolato di tantissime divinità, ognuna diversa dalle altre. Se i santi sono un sincretismo derivato dalle antiche religioni, allora si tratta di un ben magro e miserevole surrogato. Forse, però, le cose non stanno così, ed i santi possono essere il modello di personalità esemplari, a cui i fedeli possono ispirarsi. Ma appunto, se la Chiesa non è in grado di decidere in piena autonomia sui propri modelli, che senso ha il “dialogo interreligioso”? Si direbbe che il Vaticano abbia paura di più potenti lobbies. Ad esempio, la lobby che non esiste. In realtà, credo stiamo assistendo al volontario e spensierato suicidio del Cattolicesimo. Ed è uno spettacolo penoso, in quanto il nuovo che avanza, non appare per nulla migliore dell’antico.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8091578991699990058-5682775196780438377?l=criticadelcattolicesimo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/feeds/5682775196780438377/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8091578991699990058&amp;postID=5682775196780438377' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/5682775196780438377'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/5682775196780438377'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2009/12/dialogo-interreligioso-di-che-su-cosa.html' title='“Dialogo interreligioso” di che? Su cosa?'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SzSgHSsMzeI/AAAAAAAALL0/Z1JrTDVjYcA/s72-c/Pio_XII_Pacelli.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8091578991699990058.post-7283801213864423627</id><published>2009-11-07T01:47:00.000-08:00</published><updated>2009-11-07T02:04:07.225-08:00</updated><title type='text'>La caduta del Crocefisso e la distruzione del cattolicesimo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SvVGDAwccsI/AAAAAAAALJo/5O9FIf3gzPw/s1600-h/Ges%C3%B9_Crocefisso.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 133px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SvVGDAwccsI/AAAAAAAALJo/5O9FIf3gzPw/s200/Ges%C3%B9_Crocefisso.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5401300345657520834" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non ho avuto dubbi alla notizia che il Crocefisso dovrà essere tolta dalle aule scolastiche ed in pratica da tutti i luoghi pubblici dove finora lo abbiamo trovato affisso. La difesa dei sostenitori di Cristo è stata debole e di circostanza. È qui per me difficile in poche battute esprimere il mio punto di vista senza che appaia in contrasto con mie precedenti posizioni. Difficile e complicato perché sarebbero molti i passaggi logici da fare. Prego quindi i miei Cinque o Dodici Lettori di prestare attenzione a questa mia necessaria premessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò detto, osservo che da Costantino Magno in poi, o meglio da Teodosio, il cristiamesimo nella sua forma cattolica e romana si è sempre avvalso del sostegno del potere politico per la sua diffusione e il suo proselitismo. Questo potere politico è adesso venuto clamorosamente meno. Ma attenzione! Non è per questo venuta meno la teologia politica. Il potere politico che ha abbondato il Crocefisso non lo ha fatto per conto e in sostegno di una più autentica libertà di coscienza e di pensiero, dove anche l’adesione alla Fede cattolica poteva essere finalmente l&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ibera &lt;/span&gt;e forse per questo più &lt;span style="font-style: italic;"&gt;forte&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;convincente&lt;/span&gt;. No! Altre religioni subdole e meno nobili sono in ascesa verticale. I governanti hanno adottato spudoratamente la menzogna e la manipolazione come nuovi “instrumenti regni”. Tutto sommato il vecchio cattolicesimo preconciliare, pur con le riserve da me in precedenza espresse, avrebbe potuto costituire un Kat-echon contro il peggio che avanza. Adesso quella difesa è caduta ed io non ho la sfera di cristallo per vedere i nuovi scenari prossimi a venire.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8091578991699990058-7283801213864423627?l=criticadelcattolicesimo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/feeds/7283801213864423627/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8091578991699990058&amp;postID=7283801213864423627' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/7283801213864423627'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/7283801213864423627'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2009/11/la-caduta-del-crocefisso-e-la.html' title='La caduta del Crocefisso e la distruzione del cattolicesimo'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SvVGDAwccsI/AAAAAAAALJo/5O9FIf3gzPw/s72-c/Ges%C3%B9_Crocefisso.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8091578991699990058.post-5631733459010731039</id><published>2008-03-15T09:30:00.001-07:00</published><updated>2011-03-30T13:10:46.476-07:00</updated><title type='text'>La distruzione cattolica del paganesimo</title><content type='html'>Versione 1.0&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La storiografia, prodiga di ricerche e pubblicazioni in settori e temi finanziati da sponsor premurosi, è piuttosto avara in campi imbarazzanti come la scomparsa del paganesimo sotto i colpi della chiesa cattolica trionfante. È anche vero che la maggior parte delle fonti sono state distrutte e le tracce del delitto fatte scomparire. Esistono tuttavia fonti indirette che ci fanno capire ed intuire cosa è successo e come in realtà siano andate le cose. In Deschner si trovano descritti alcuni momenti, poche pagine al capitolo 59 (pp. 399-403), specificamente dedicato alla “Distruzione del paganesimo”, da cui trarremo qualche estratto e soprattutto indicazioni bibliografiche per approfondire questo tema per noi di particolare interesse in quanto pienamente convinti che il passaggio dal paganesimo non sia stato un progresso ma un regresso storico. È vero che il cattolicesimo sia un sincretismo dove sono confluiti tanti elementi del paganesimo, o meglio della religione originario greco-romana, ma a scapito dell’autenticità e dell’ispirazione originaria di forme religiose che proprio perché prospere in regime politeistico erano prive di quell’intolleranza che porterà infiniti lutti e tragedie nella storia bimillenaria del cristianesimo in generale e del cattolicesimo in particolare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(segue)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8091578991699990058-5631733459010731039?l=criticadelcattolicesimo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/feeds/5631733459010731039/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8091578991699990058&amp;postID=5631733459010731039' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/5631733459010731039'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/5631733459010731039'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2008/03/la-distruzione-cattolica-del-paganesimo.html' title='La distruzione cattolica del paganesimo'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8091578991699990058.post-6594825340441454474</id><published>2008-03-08T12:04:00.000-08:00</published><updated>2008-03-15T09:14:19.909-07:00</updated><title type='text'>Antisemitismo cristiano e antisemitismo nazista</title><content type='html'>Versione 1.0&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Parlando del nazismo, è abituale soffermarsi acriticamente su alcune sue caratteristiche. Una di queste è la responsabilità della guerra mondiale ed in particolare la teoria della guerra preventiva. Di recente, questa teoria è stata fatta propria ed applicata dal presidente americavo Bush. Per aver constatato ciò, una ministra tedesca è stata costretta alle dimissioni. L’altra caratteristica è l’antisemitismo, che occorre distinguere in tre momenti: discriminazione, persecuzione, sterminio. La tesi ufficiale, imposta per legge, è che sia esistito anche il terzo momento: lo sterminio mediante camere a gas. Esistono ricercatori che contestano la tesi dello sterminio, mentre certamente non negano l’esistenza di una discriminazione ed una persecuzione di cittadini ebrei. Il problema che qui intendiamo affrontare è il rapporto fra antisemitismo cristiano ed antisemitismo nazista. Riporto al riguardo un ampio brano di Deschner:&lt;blockquote&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;«…è lecito porsi la domanda: lo sterminio hitleriano degli Ebrei sarebbe stato possibile senza la costante attività agitatoria precedente della Chiesa contro gli Ebrei, durata oltre 1500 anni? Lo studioso cristiano F. W. Foerster (in una pubblicazione della casa editrice Herder) vede in Hitler “un prodotto diretto” di quell’antisemitismo cristiano, quale fu rappresentato dai cristiano-sociali austriaci... Del clero austriaco degli anni Trenta si potè scrivere che spesso non si distinse dalla propaganda nazista…: il vescovo di Linz Gfölner, per esempio, in una lettera pastorale del 21 gennaio del 1933 tuonò contro il &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;“giudaismo pervertito”, lamentando il suo “influsso dannoso si quasi tutti gli ambiti della vita culturale moderna”, e facendo della lotta contro di esso “uno stretto dovere di coscienza per ogni cristiano convinto”; esortò inoltre a creare una diga&lt;blockquote&gt; “contro tutto il sudiciume e l’immorale torrente di fango che minacciavano di sommergere il mondo, provenienti prevalentemente dal Giudaismo“.&lt;/blockquote&gt; Quando i Nazisti scatenarono l’antisemitismo con le parole e gli scritti, ci si ricordò che la Chiesa cristiana aveva nutrito fin dalla sua nascita l’odio contro gli Ebrei in innumerevoli trattati, prediche, epistole pontificie e decisioni conciliari? Quando nel 1938, nella “Notte dei cristalli”, in Germania 191 sinagoghe furono date alle fiamme e altre 76 demolite, ci si ricordò che i primi incendiari di sinagoghe erano stati vescovi e santi della Chiesa cattolica? Quando i Nazisti introdussero la stella di Davide e cominciarono a derubare gli Ebrei, a porli al bando e a gasarli, ci si ricordò che già la cristianità medievale li aveva contrassegnati negli abiti, li aveva privati dei loro averi, li aveva scacciati da molte comunità e paesi, li aveva cacciati nei ghetti e li aveva assassinati a migliaia e migliaia?…» (Deschner, cap. 58,   p. 397-98.&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;Deschner prosegue su questo tono, ma non è adeguatamente sviluppato un punto di vista storico estremamente importante per la storia del XX secolo. Si è infatti trovato nel nazismo – di cui è dubbia la “gasazione” di ebrei, come invece Deschner recepisce acriticamente – il capro espiatorio di un fenomeno molto ma molto più antico e senza il cui precedente cattolico non sarebbe mai stato possibile. Gli equilibri politici del presente, del nostro presente, conducono spesso all’accreditamento ed all’ufficializzazione di tesi interpretative che tornano comodi per la conservazione dello status quo. Isolati pensatori e studiosi, amanti della verità e scevri da considerazioni politiche, svelano a pochi desiderosi di sapere quanto risulta chiaro ai loro occhi. In epoche passate, ad esempio ai tempi di Giordano Bruno e di Galileo Galilei, sappiamo quale sia stata la loro sorte. Oggi le cose sono un poco diverse, ma cambia soltanto la forma della repressione, non la repressione stessa. Che poi le vittime non fossero migliori dei loro carnefici e che l’antisemitismo abbia avuto nella storia cause non esclusivamente religiose ed ecclesiasiali, è altro discorso che faremo in diverso momento.&lt;br /&gt;(segue)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(segue)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8091578991699990058-6594825340441454474?l=criticadelcattolicesimo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/feeds/6594825340441454474/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8091578991699990058&amp;postID=6594825340441454474' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/6594825340441454474'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/6594825340441454474'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2008/03/antisemitismo-cristiane-e-antisemitismo.html' title='Antisemitismo cristiano e antisemitismo nazista'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8091578991699990058.post-6028398922936422246</id><published>2008-03-08T07:10:00.000-08:00</published><updated>2008-03-08T08:38:34.883-08:00</updated><title type='text'>Barnaba e gli Ebrei</title><content type='html'>Versione 1.1&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La letteratura specialistica è per lo più concentrata sull’autenticità o meno dell’attribuzione a Barnaba della Lettera e quindi del suo carattere canonico. A noi la questione interessa meno. Nessuno potrà dubitare che sia in ogni caso un documento significativo dell’antiebreismo del cristianesimo primitivo. È mia opinione che in uno studio del fenomeno si debba indagare principalmente il retroterra cristiano in generale e cattolico in particolare. Credo che si sia troppo calcato la mano sull’antisemitismo nazista, quale forma storica più grave di intolleranza,  cercando di occultare il ruolo del cattolicesimo. Che poi l’ebraismo avesse sue peculiari ragioni per rendersi odioso alla quasi totalità dei popoli con i quali è venuto in contatto, ancora prima della nascita di Cristo, è cosa che non staremo ora ad indagare. Segue un brano introduttivo tratto da Deschner, quindi il testo di Barnaba tradotto in italiano,  e con il tempo vengono raccolti tutti i links e la documentazione possibile sull’argomento, sia essa favorevole o contraria al nostro assunto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco cosa dice Karlheinz Deschner, nostro autore di riferimento: &lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;«Composta in Siria intorno al 130 e tenuta in gran conto dalla Chiesa antica, anzi, annoverata fra le Sacre Scritture da Clemente Alessandrino e da Origene, la lettera è certamente lo scritto più duramente antiebraico del primo Cristianesimo. Se il Vangelo di Giovanni concede agli Ebrei, perlomeno per il passato, un rapporto più intimo con Dio, l’Autore dell’Epistola di Barnaba non riconosce loro nessuna alleanza con Dio: essi sono “indegni di riceverlo a causa dei loro peccati”. Al contrario, il figlio di Dio comparve non da ultimo “perché colmasse la misura dei peccati di coloro che già avevano perseguitato fino alla morte i loro profeti” (6);&lt;br /&gt;(segue)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;Di seguito è ripostato il testo integrale della lettera di Barnaba, che abbiamo trovato nel sito &lt;a href="http://www.ansdt.it/"&gt;ansdt&lt;/a&gt;: Abbazia Nostra Signora della Trinità, dove la Lettera è preceduta da una breve devota introduzione alla quale si rinvia. L’iconografia che riusciremo a trovare è nostra. Il sito è di aspetto gradevole e ben fatto fatto. Viene da noi incluso nei nostri links.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 153, 0);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 153, 0);font-size:85%;" &gt;Lettera  di  Barnaba&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.ansdt.it/AgliAmici/TestiPerAmici/LetteraBarnaba.html"&gt;Fonte: Testi per amici&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;Il saluto&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Figli e figlie, nel nome del Signore che ci ha amati, vi saluto nella pace. Grandi e ricchi sono i decreti di Dio su di voi. Al di sopra di ogni cosa mi rallegro immensamente per le vostre anime beate e gloriose. Avete ricevuto la grazia del dono spirituale che si è così radicata in voi.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/R9K5DiiOUwI/AAAAAAAACkk/_QD0RQWM7Bw/s1600-h/16.Barnaba.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/R9K5DiiOUwI/AAAAAAAACkk/_QD0RQWM7Bw/s200/16.Barnaba.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5175402392263217922" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Perciò ancor di più mi rallegro nella speranza di essere salvato perché vedo veramente che lo spirito della sorgente abbondante si è diffuso su di voi. Mi ha veramente colpito la vostra visita da me desiderata. Sono convinto e persuaso intimamente di ciò perché ho parlato molto con voi. Il Signore ha camminato con me nella via della giustizia e mi sento spinto anch'io a questo, ad amarvi, cioè, più della mia stessa anima. Una grande fede e amore abitano in voi nella speranza della vita. Considerando, dunque, che se mi preoccupo di parteciparvi ciò che ho ricevuto avrò ricompensa per il ministero prestato, mi sono premurato di mandarvi una breve lettera perché voi oltre la fede possiate avere una precisa conoscenza. Tre sono i precetti del Signore: speranza di vita, inizio e fine della nostra fede; giustizia, inizio e fine del giudizio; carità, testimonianza di gioia e di letizia delle opere compiute nella giustizia. Il Signore mediante i profeti ha fatto conoscere le cose passate e le presenti facendoci assaporare le future. Noi, vedendo che si realizzano una ad una le cose, come egli aveva detto, dobbiamo progredire nel suo timore nella forma più generosa e più elevata. Non come un maestro, ma come uno di voi, vi spiegherò poche cose per le quali potrete rallegrarvi nelle attuali circostanze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;I sacrifici giudaici&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre i giorni sono duri e chi esercita il potere è attivo, noi dobbiamo per il nostro vantaggio cercare i decreti del Signore. Il timore e la pazienza sono i difensori della nostra fede, la magnanimità e la continenza sono i nostri alleati.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/R9K8ECiOUxI/AAAAAAAACks/iJ2bFMpzyJU/s1600-h/16.Sacrificigiudaici.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/R9K8ECiOUxI/AAAAAAAACks/iJ2bFMpzyJU/s200/16.Sacrificigiudaici.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5175405699388035858" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Rimanendo santamente presso il Signore tali cose, si rallegrano la sapienza, l’intelligenza, la scienza e la conoscenza. Mediante tutti i profeti il Signore ci ha dimostrato che non ha bisogno né di sacrifici, né di olocausti, né di offerte. Egli disse: “A che la quantità dei vostri sacrifici? Ne ho abbastanza di olocausti e non voglio grasso di agnelli né sangue di tori e di capri e non venite davanti ai miei occhi. Chi ha chiesto ciò dalle vostre mani? Non accostatevi a calpestare il mio atrio. Se mi portate la semola, è inutile. L'incenso è per me un orrore e non sopporto le vostre novene e i vostre sabati". Dunque, ha rifiutato queste cose, perché la nuova legge di nostro Signore Gesù Cristo, che é senza il giogo della necessità, non avesse un sacrificio fatto per l'uomo. Dice ancora loro il Signore: "Non io prescrissi ai vostri padri quando uscirono dalla terra d'Egitto di portarmi olocausti e sacrifici. Questo, invece, comandai loro: Nessuno di voi nel suo cuore serbi rancore contro il prossimo ed ami il falso giuramento”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dobbiamo comprendere, se non siamo sciocchi, il disegno della bontà del Padre nostro perché ci parla. Vuole che noi cerchiamo il modo di avvicinarci a lui, senza cadere egualmente nell'errore di quelli. A noi, dunque, dice così: “Il sacrificio al Signore è un cuore contrito, profumo di soave odore per il Signore è il cuore che glorifica chi l'ha creato”. Dunque, fratelli, dobbiamo avere cura della nostra salvezza, perché il maligno, introducendo in noi l'errore, non ci scagli lontano dalla nostra vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;Il digiuno&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di nuovo sull'argomento dice loro: “Perché digiunate per me, - dice il Signore - se oggi si ode nel litigio la vostra voce? non è questo il digiuno che voglio, - dice il Signore - né che l'uomo umili la sua anima. Neanche se piegaste il vostro collo come un cerchio e vi vestiste di sacco e vi distendeste sopra la cenere, non è questo che chiamerete digiuno gradito”.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/R9LA2iiOUyI/AAAAAAAACk0/vytXLEnJyjo/s1600-h/17.Digiuno.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/R9LA2iiOUyI/AAAAAAAACk0/vytXLEnJyjo/s200/17.Digiuno.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5175410965017940770" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; A noi dice: “Ecco il digiuno che ho scelto, dice il Signore: sciogli ogni nodo di iniquità, sciogli i lacci di contratti forzati, rimetti in libertà gli oppressi e straccia ogni patto ingiusto. Spezza il tuo pane agli affamati e se vedi l'ignudo, coprilo; accogli nella tua casa i senza tetto e se vedi un povero non guardarlo dall'alto, e non allontanarti dai parenti del tuo sangue. Allora la tua luce spunterà come l'aurora, le tue vesti subito risplenderanno, camminerà la giustizia davanti a te e ti circonderà la gloria di Dio”. Allora griderai e Dio ti ascolterà e mentre tu parli ti dirà: Eccomi, se tu allontani ogni cospirazione, le mani alzate (per la testimonianza), la parola di mormorazione, dai col cuore il pane all'affamato e hai misericordia di un'anima affranta”. Prevedendo questo, o fratelli, (Egli che è) misericordioso ci ha manifestato tutte le cose in anticipo, perché il popolo che egli preparò credesse nel suo diletto con sincerità e noi non ci infrangessimo come proseliti contro la loro legge.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;Gli ultimi tempi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bisogna che consideriamo con attenzione gli avvenimenti presenti e cerchiamo ciò che può salvarci. Fuggiamo decisamente ogni opera di iniquità per non esserne travolti. Odiamo l'errore del presente per essere amati nel futuro. Non diamo alla nostra anima la libertà di correre con i peccatori e gli scellerati, per non diventare simili a loro. È vicino il grande scandalo di cui sta scritto secondo Enoch: “Per questo il Signore ha abbreviato i tempi e i giorni affinché il suo prediletto si affrettasse a giungere all'eredità”. Così dice anche il profeta: “Dieci regni domineranno sulla terra e dopo di essi sorgerà un piccolo re che umilierà tre dei re in una volta”. Del pari sull'argomento dice Daniele: “Vidi la quarta bestia, feroce e forte, più terribile di tutte le bestie del mare e come da essa spuntare dieci corna e da queste un piccolo corno rampollo che con un solo colpo abbatté tre corna grandi”. Dovete comprendere. Inoltre vi chiedo questo come se fossi uno di voi, amandovi particolarmente tutti più della mia anima, (vi chiedo) di badare a voi stessi e di non somigliare a certi che accumulano le colpe dicendo che l'alleanza nostra è nostra. È nostra; ma essi (i giudei) perdettero completamente l'alleanza ricevuta da Mosè. Dice infatti la Scrittura: “E Mosè stette sul monte digiunando per quaranta giorni e quaranta notti e ricevette l'alleanza dal Signore, cioè le tavole di pietra scritte col dito della mano del Signore. Ma quando essi ritornarono agli idoli, la perdettero. Il Signore dice così: “Mosè, Mosè, scendi presto, poiché il tuo popolo che hai condotto fuori dalla terra d'Egitto ha prevaricato”. Mosè comprese e gettò via dalle sue mani le due tavole; la loro alleanza si spezzò affinché quella dell'amato Gesù fosse incisa nel nostro cuore, con la speranza della fede in lui. Volendo dirvi molte cose, non come maestro, ma come si conviene a chi ama, e di non tralasciare nulla di ciò che possediamo, mi affrettai e scrivere come fossi un rifiuto. Stiamo attenti in questi ultimi giorni. Nulla ci gioverà tutto il tempo della vita e della nostra fede se ora, nel momento duro e nell'imminenza degli scandali, non resistiamo come si addice ai figli di Dio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché il diavolo non penetri di nascosto, fuggiamo ogni vanità e detestiamo definitivamente le opere della via cattiva. Non isolatevi ripiegandovi in voi stessi come se già foste giustificati; invece, riunitevi per ricercare l'interesse comune. Infatti dice la Scrittura: “Guai a coloro che si credono intelligenti e saggi ai loro occhi”. Diveniamo spirituali, diveniamo un tempio compiuto per Dio. Per quanto è in noi curiamo il timore di Dio e lottiamo per osservare i suoi comandamenti, per gioire nei suoi giudizi. Il Signore giudicherà il mondo senza preferenze. Ciascuno riceverà nella misura che avrà operato. Se è stato buono, la giustizia camminerà davanti a lui; se fu cattivo, davanti a lui ci sarà il compenso della sua malvagità. Non facciamo che, restando tranquilli come chiamati, ci addormentiamo sui nostri peccati e il principe del male impadronendosi di noi ci allontani dal regno del Signore. Considerate anche questo, fratelli miei: quando vedete che, dopo tanti segni e miracoli avvenuti in Israele, (i giudei) sono stati così abbandonati, stiamo attenti che giammai come è scritto siamo trovati "molti chiamati ma pochi eletti".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;La Nuova Alleanza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo il Signore sopportò di consegnare la sua carne alla distruzione perché fossimo santificati con la remissione dei peccati, vale a dire con la effusione del suo sangue. Sia per Israele sia per noi la Scrittura dice di Lui così: “Fu colpito per le nostre iniquità e fu straziato per i nostri peccati e dalla sua lividura fummo guariti; come pecora fu condotto al macello e come agnello muto davanti al tosatore”. Bisogna ringraziare il Signore che ci ha fatto conoscere il passato, ci ha resi edotti del presente e siamo capaci di intuire il futuro. Dice la Scrittura: “Non ingiustamente si tendono le reti agli uccelli”. Ciò significa che giustamente perirà l'uomo che, avendo conosciuto la via della giustizia, prende invece la via delle tenebre. Ancora questo, fratelli miei: se il Signore volle patire per la nostra anima, perché, egli che è il Signore di tutto il mondo - al quale Dio dopo la creazione del mondo disse: "Facciamo l'uomo a nostra immagine e somiglianza" - perché tollerò di patire per mano dell'uomo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Imparate. I profeti che da lui hanno ricevuto la grazia profeteranno per lui. Egli doveva incarnarsi e soffrire per abolire la morte e per provare la risurrezione dei morti. Per compiere la promessa fatta ai padri, prepararsi un popolo nuovo e dimostrare, stando sulla terra, che egli stesso operando la risurrezione giudicherà. Poi, insegnando e compiendo grandi miracoli e portenti, predicò a Israele che amò immensamente. Quando scelse i suoi apostoli per propagandare il vangelo, li scelse tra quelli che erano più gravati di ogni peccato per dimostrare che "non era venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori". Allora manifestò di essere il Figlio di Dio. Se non fosse venuto nella carne, come gli uomini si sarebbero salvati nel vederlo, se non sono capaci nemmeno di guardare il sole, destinato a scomparire, opera delle Sue mani, e fissare gli occhi nei suoi raggi? Dunque, per questo il Figlio di Dio si incarnò, per il colmo dei peccati di coloro che avevano perseguitato e ucciso i Suoi profeti. Perciò ha patito. Dio dice che la piaga della carne di lui è colpa loro. “Quando colpiranno il proprio pastore allora periranno le pecore del gregge”. Egli stesso volle patire così; bisognava che patisse su di un legno. Dice il profeta di lui: “Risparmia l'anima mia dalla spada” e: “Trafiggi con chiodi le mie carni, perché le turbe dei malvagi si sono a me ribellate”. E ancora: “Ecco, ho offerto le mie spalle ai flagelli e le mie guance agli schiaffi: ho reso il mio volto come dura pietra ”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;Vittoria di Cristo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Del tempo in cui venne a compiere la sua missione, (la Scrittura) che cosa dice? “Chi è che mi giudica? Si presenti davanti a me. Chi vuole giustificarsi davanti a me? Si avvicini al servo del Signore. Guai a voi perché tutti invecchierete come un vestito e il tarlo vi corroderà”. E di nuovo il profeta parla, poiché (Gesù) come dura pietra fu posto per schiacciare: “Ecco, io introdurrò nei fondamenti di Sion una pietra preziosa, scelta, angolare e di gran pregio”. Poi che dice? “E chi crede in essa vivrà in eterno”. Sulla pietra è la nostra speranza? No; ma dice che il Signore ha reso forte la sua carne. Dice, infatti: e "mi pose come dura pietra". Dice ancora il profeta: “La pietra che i costruttori hanno scartata è divenuta testata d'angolo”. E ancora aggiunge: “Questo è il giorno grande e meraviglioso fatto dal Signore ha”. Io, rifiuto della vostra carità, vi scrivo con molta semplicità perché possiate comprendere. Cosa dice ancora il profeta? “Un gruppo di malvagi mi ha circondato, e mi ha avviluppato come le api il favo” e: “Gettarono la sorte sul mio vestito”. Egli doveva manifestarsi e soffrire nella carne, ma la passione fu rivelata in anticipo. Dice il profeta di Israele: “Guai alla loro anima, perché presero un iniquo consiglio contro sé stessi dicendo: Leghiamo il giusto perché ci è molesto“. Che dice loro un altro profeta, Mosè? “Ecco quello che dice il Signore Dio: Entrate nella terra buona che il Signore ha promesso con giuramento ad Abramo, Isacco e Giacobbe e prendetene possesso come vostra eredità: una terra da cui sgorga latte e miele”. Che cosa dice la Sapienza? Apprendete: “Sperate in Gesù che sta per manifestarsi a voi nella carne”. L'uomo è terra che soffre; Adamo fu plasmato dalla terra. Che significa "nella terra buona, terra sgorgante latte e miele"? (Si indica) Nostro Signore benedetto, o fratelli, che ha posto in noi la sapienza e l'intelligenza dei suoi segreti. Il profeta parla del Signore: chi comprenderà la parabola del Signore se non chi è saggio, intelligente ed ama il Signore? Dopo averci rinnovati col perdono dei peccati, ci ha plasmati con un'altra forma, come se avessimo l'anima dei fanciulli, e ci ha di nuovo creati. Di noi parla la Scrittura quando riferisce al Figlio: “Facciamo l'uomo a nostra immagine e somiglianza, ed essi (gli uomini) dominino sulle fiere della terra, sugli uccelli del cielo, e sui pesci del mare”. Il Signore, vedendo la nostra bella forma, disse: “Crescete e moltiplicatevi e riempite la terra”. Questo per il Figlio. Ti mostrerò, poi, come parla a noi. Negli ultimi tempi fece una seconda creazione. Dice il Signore: “Ecco, io faccio le ultime cose come le prime”. In questo senso parlò il profeta: “Entrate in una terra sgorgante latte e miele e siatene padroni”. Dunque, noi fummo creati una seconda volta, e lo dice (la Scrittura) in un altro profeta: “Ecco, dice il Signore, io toglierò a costoro - cioè a quelli che lo Spirito del Signore ha previsti, - il cuore di pietra e darò loro un cuore di carne”. Egli stesso doveva manifestarsi nella carne e abitare in noi. Fratelli miei, l'abitazione del nostro cuore è per il Signore un tempio santo. Dice di nuovo il Signore: “Dove apparirò dinanzi al Signore mio Dio e dove sarò glorificato?”. E dice: “Lo confesserò a te nell'assemblea dei miei fratelli e canterò te in mezzo all'assemblea dei santi”. Noi siamo coloro che introdusse nella terra buona. Perché, dunque, latte e miele? Perché il bambino cresce nella vita prima col miele, poi con il latte. Così anche noi, vivificati nella fede della promessa e nella parola, crescendo vivremo dominando la terra. Prima ha detto: “Crescano, si moltiplichino e dominino sui pesci”. Chi ora è capace di dominare sulle fiere o sui pesci o sugli uccelli? Dobbiamo avvertire che il dominare è avere il potere, perché uno ordinando padroneggia. Se ciò non avviene ora, ci fu detto quando (avverrà): quando saremo perfetti per essere gli eredi del testamento del Signore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;Prefigurazione del Signore&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Considerate, figli della gioia, che il Signore buono ci manifestò in anticipo ogni cosa perché conoscessimo chi dobbiamo sempre ringraziare. Se il Figlio di Dio che è Signore e che dovrà giudicare i vivi e i morti, patì perché la sua piaga ci vivificasse, crediamo che il Figlio di Dio non poteva patire che per noi. Ma posto sulla croce gli fu dato a bere aceto e fiele. Ascoltate come su questo si sono espressi i sacerdoti del tempio. Era scritto il comandamento: “Chi non avrà digiunato nel giorno del digiuno sarà condannato a morte”. Il Signore aveva così ordinato perché anche lui per i nostri peccati avrebbe offerto in sacrificio il suo corpo in modo che si compisse la figura manifestatasi in Isacco offerto sopra l'altare. Che dice nel profeta?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Mangino la carne del capro offerto durante il digiuno per i peccati di tutti”. Notatelo bene: “E i soli sacerdoti mangino le viscere non lavate con aceto”. Perché? “Perché darete a bere fiele e aceto a me che sto per offrire il mio corpo per i peccati del mio popolo nuovo. Voi soltanto ne mangerete, mentre il popolo digiunerà e si flagellerà nel sacco e nella cenere, per mostrare che per la loro colpa bisogna soffrire. Attenzione a quanto fu ordinato: “Prendete due capri belli e uguali, offriteli, e il sacerdote prenda uno di quelli come olocausto per i peccati”. E dell'altro che faranno? Maledetto, dice, sarà uno. Attenzione a come viene rivelata la figura di Gesù. “E tutti sputate su quello, trafiggetelo e ponete intorno al suo capo la lana rossa, e così sia cacciato nel deserto”. Così è avvenuto. Chi porta il capro lo conduce nel deserto, gli toglie la lana rossa e la pone sopra un cespuglio chiamato rovo, di cui usiamo mangiare i frutti quando li troviamo in campagna; solo i frutti del rovo sono così dolci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che significa questo? Attenzione: “L'uno (dei due capri) sarà portato sull'altare, l'altro sarà maledetto”; e perché quello maledetto viene coronato? Perché un giorno lo vedranno con la veste rossa intorno al corpo e diranno: non è colui che abbiamo crocifisso, oltraggiato e sputacchiato? Veramente era lui che allora diceva di essere Figlio di Dio. Come mai è simile all'altro?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo (è scritto) capri simili, belli, uguali, perché quando i malvagi lo vedranno venire, siano colpiti dalla somiglianza del capro. Ecco la figura di Gesù che doveva patire. E perché hanno messo la lana in mezzo alle spine? È la figura di Gesù per la Chiesa. Chiunque voglia prendere la lana rossa bisogna che patisca molto per la paura delle spine e dolorante potrà prenderla. “Così, - dice - quelli che desiderano vedermi e raggiungere il mio regno devono seguirmi nelle tribolazioni e nelle sofferenze”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;Il sacrificio della giovenca&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quale figura pensate che si rappresenti, quando ad Israele fu ordinato che gli uomini imputabili di colpe gravissime offrissero una giovenca, la sgozzassero e la bruciassero? Inoltre, che i fanciulli ne raccogliessero le ceneri, le ponessero in vasi e legassero intorno al legno la lana rossa (di nuovo l'immagine della croce e la lana rossa) e l'issopo, e che con esso i fanciulli aspergessero uno ad uno tutto il popolo perché sia purificato dai suoi peccati? Considerate la semplicità con cui vi parla. La giovenca è Gesù; i peccatori che la offrono sono coloro che lo condussero al sacrificio. Basta con questi uomini, basta con la gloria dei peccatori!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I fanciulli che aspergono sono quelli che ci hanno annunziato la remissione dei peccati e la purificazione del cuore. Ad essi fu conferita la facoltà di predicare il vangelo, e sono dodici a testimonianza delle tribù, poiché dodici erano le tribù di Israele. Perché sono tre i fanciulli che aspergono? Per testimonianza ad Abramo, Isacco e Giacobbe, grandi presso Dio. Perché la lana sul legno? Perché il regno di Gesù è sul legno e chi spera in lui vivrà in eterno. Perché insieme la lana e l'issopo? Perché durante il suo regno vi saranno giorni tristi e torbidi, durante i quali noi saremo salvati. Chi soffre nella carne viene curato dalla corteccia dell'issopo. Questi fatti appaiono chiari a noi, invece sono oscuri per quelli che non hanno ascoltato la voce del Signore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;La circoncisione dell'udito&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A proposito degli orecchi dice come ha circonciso il nostro cuore. Parla il Signore nel profeta: “Mi hanno ubbidito con il loro orecchio”, e dice ancora: “Con l'udito ascolteranno i lontani e conosceranno le mie opere”; e “circoncidete i vostri orecchi”, aggiunge il Signore. E ancora: “Ascolta, Israele, queste cose dice il Signore Dio tuo”. “Chi è colui che vuol vivere in eterno?  Ascolti con attenzione la voce del mio figlio”. E ancora: “Ascolta, o cielo, e tu, o terra, porgi l'orecchio, poiché il Signore disse questo a testimonianza per voi”. E ancora: “Udite la parola del Signore, voi principi di questo popolo”. E ancora: “Ascoltate o figli la voce di colui che grida nel deserto”. Dunque, ha circonciso i nostri orecchi, perché, ascoltando la parola, noi crediamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Invece, viene abolita la circoncisione in cui essi hanno posto fiducia. (Il Signore) aveva parlato di una circoncisione da non fare nella carne. Ma essi trasgredirono, perché l'ingannò un angelo cattivo. Riferisce loro: “Questo dice il Signore Dio nostro” (qui trovo il precetto): “Non seminate tra le spine, ma circoncidetevi per il Signore vostro”. Che cosa poi aggiunge? “Circoncidete la durezza del vostro cuore”. E ancora: “Ecco, dice il Signore, tutti i popoli gentili sono circoncisi nel prepuzio, questo popolo è incirconciso nel cuore”. Ma tu dirai: “Il popolo si circoncide per un sigillo”. Però si circoncidono ogni siro e ogni arabo e tutti i sacerdoti degli idoli. Dunque, appartengono all'alleanza. Anche gli egizi sono circoncisi. Apprendete, figli dell'amore, più particolareggiatamente queste cose. Abramo, praticando per primo la circoncisione, prevedeva nello spirito Gesù, conoscendo i simboli delle tre lettere. (La Scrittura) infatti, dice: “Abramo circoncise trecentodiciotto uomini della sua casa”. Quale era il significato a lui rivelato? Lo comprendete perché dice prima diciotto e, fatta una separazione, aggiunge trecento. Diciotto si indica con iota = dieci ed eta = otto. Hai Gesù. Poiché la croce è raffigurata nel tau che doveva comportare la grazia, aggiunge anche trecento. Indica Gesù nelle due prime lettere e la croce nell'altra. Chi ha posto in noi il dono della sua dottrina lo sa.  Nessuno ha imparato da me parola più sincera, ma so che voi ne siete degni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;Le carni proibite&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mosè nel dire: “Non mangiate né maiale, né aquila, né sparviero, né corvo, né pesci che non abbiano squame” aveva in mente tre precetti. Infine dice loro nel Deuteronomio: “Comunicherò al mio popolo le mie decisioni”. Dunque, non è precetto divino il non mangiare, e Mosè parlava nello spirito. Quanto alla carne di maiale è da intendere: non unirti agli uomini che sono tali da rassomigliare ai porci. Quando gozzovigliano si dimenticano del Signore, quando, invece, hanno bisogno si ricordano di lui.  Proprio come il maiale che quando mangia non conosce il padrone, quando poi ha fame grugnisce, e smette se riceve. “Non mangerai l'aquila, né lo sparviero, né il nibbio, né il corvo” significa: non unirti, né essere simile a uomini tali che non sanno procurarsi il cibo con la fatica e il sudore, ma rubano iniquamente la roba d'altri e stanno spiando mentre sembrano camminare con aria innocente e osservano chi spogliare per cupidigia. Sono come questi uccelli, i soli che non si procurano il nutrimento, ma oziosi, appollaiati, cercano di divorare la carne altrui, pestiferi per la loro malvagità. Inoltre: “Non mangerai né murena, né polipo, né seppia”. Significa: non sarai simile, né ti unirai agli uomini che sino alla fine sono empi e vengono giudicati per la morte, come questi pesci, i soli che nuotano nelle profondità e non emergono come gli altri, ma vivono nei fondali giù nell'abisso. Ma anche: “Non mangerai la lepre”. Come mai? Vuol dire di non farti corruttore, né simile ad essi, perché la lepre ogni anno cambia sesso. Quanti anni vive, tanti fori ha. “Non mangiare la iena”: significa non diventare adultero né seduttore né simile ad essi. Perché? Questo animale cambia natura e diventa ora maschio ora femmina. Ha detestato a ragione anche la faina. E significa che non devi essere di quelli che sappiamo commettere impurità con la bocca, né unirti alle donne perverse che commettono tali impurità. Questo animale, invero, concepisce con la bocca. Mosè, avendo ricevuto tre precetti sui cibi, parlò in senso spirituale. Quelli, invece, li ricevettero secondo la passione della carne, nel senso materiale di alimento. David comprese il senso dei tre comandamenti e dice similmente: “Beato l'uomo che non ha camminato nel consiglio degli empi”, come i pesci che camminano nell'oscurità degli abissi, e non si ferma nella via dei peccatori, come coloro che mostrano di temere il Signore e poi peccano come il maiale, e non si è seduto sulla cattedra delle pestilenze, come i volatili appollaiati per la rapina. Avete il significato pieno sul nutrimento. Mosè dice pure: “Nutritevi di ogni animale che ha il piede diviso e che rumina”. Perché lo dice?: (è l'animale) che quando prende il cibo conosce chi lo nutre e quando riposa sembra che gioisca in lui. Disse bene guardando al precetto. Cosa dice dunque? Siate uniti a quelli che temono il Signore, a quelli che meditano nel cuore il senso esatto della parola che hanno appreso, che parlano dei comandamenti del Signore e li osservano, che sanno che la meditazione è di letizia e che ruminano la parola del Signore. Quale il senso del piede diviso? Che il giusto cammina in questo mondo e aspetta la beata eternità. Considerate come ebbe a legiferare saggiamente Mosè. Ma come è possibile per loro cogliere e penetrare tutto ciò? Noi, avendo capito esattamente i precetti, li esprimiamo come ha inteso il Signore. Per questo ha circonciso i nostri orecchi e i nostri cuori, perché comprendessimo queste cose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;L'acqua&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Indaghiamo se il Signore ebbe intenzione di parlare in anticipo dell'acqua (battesimale) e della croce. In quanto all'acqua è scritto che Israele non avrebbe ricevuto il battesimo che porta alla remissione dei peccati, ma ne avrebbe costituito uno per sé. Dice, infatti, il profeta: “Stupisci, o cielo, e ancora di più tremi la terra, perché questo popolo commise due delitti: abbandonò me fonte di vita e si scavò una cisterna di morte”. “Non è pietra arida il sacro monte di Sion. Voi sarete come gli uccellini che volano privati del nido”. Ancora dice il profeta: “Io camminerò davanti a te, spianerò i monti, spezzerò le porte di bronzo, romperò le sbarre di ferro e ti darò tesori segreti, nascosti, invisibili, perché riconoscano che io sono il Signore Dio. Abiterai in un'alta caverna di roccia forte e la sua acqua è certa. Vedrete il re nella gloria e la vostra anima mediterà il timore del Signore”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora in un altro profeta dice: “Chi agisce così sarà come un albero piantato lungo i corsi d'acqua e che darà frutto a suo tempo e le sue fogli non cadranno mai. Riusciranno tutte le sue opere. Non così, non così gli empi, ma come pula che il vento disperde dalla faccia della terra. Per questo gli empi non si alzeranno nel giudizio, né i peccatori nell'assemblea dei giusti, perché il Signore conosce la via dei giusti e la via degli empi andrà in rovina”. Notate che ha designato nel contempo l'acqua e la croce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egli vuol significare questo: beati coloro che, avendo sperato nella croce, scesero nell'acqua, e indica la mercede con "a suo tempo". Allora, promette, darò. Per il presente dice che le foglie non cadranno, a significare che ogni parola che uscirà dalla loro bocca nella fede e nell'amore, sarà per la conversione e la speranza di molti. E di nuovo un altro profeta dice: “E la terra di Giacobbe era celebrata sopra ogni terra”, per dimostrare che Dio glorifica il vaso del suo spirito. Poi, che dice? “E vi era un fiume che scorreva da oriente e dal quale si alzavano alberi fiorenti; chiunque mangerà dei loro frutti vivrà in eterno”. Questo significa che noi discendiamo nell'acqua pieni di peccati e di lordura e ne risaliamo portando il frutto nel cuore, avendo nello spirito il timore e la speranza in Gesù. “E chi mangerà di essi vivrà in eterno” vuol dire: chiunque ascolterà queste parole e crederà, vivrà in eterno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 204);"&gt;La croce&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ugualmente riparla della croce in un altro profeta: “E quando tali cose si compiranno?”. Dice il Signore: “Quando il legno sarà steso a terra e poi risollevato, e quando dal legno il sangue stillerà”. Ecco ancora che si parla della croce e di chi doveva essere crocifisso. (Il Signore) parla un'altra volta a Mosè, quando Israele combatteva contro i nemici, per ammonirli, mentre erano in guerra, che per i loro peccati erano stati consegnati alla morte. Lo Spirito parla al cuore di Mosè di rappresentare la figura della croce e di chi avrebbe dovuto patire (su di essa), per significare che se non crederanno in Lui saranno in guerra eterna. Mosè in mezzo al combattimento ammucchiò armi su armi, e postosi più in alto di tutti distese le braccia, e così Israele vinceva nuovamente. Quando le abbassava, di nuovo venivano uccisi. Perché? Perché sapessero che non si potevano salvare, se non sperando in Lui. Ancora, dice in un altro profeta: “Per tutto il giorno ho steso le mie braccia verso un popolo disubbidiente e che si oppone al mio retto cammino”. Ancora una volta mentre Israele soccombeva, Mosè rappresenta la figura di Gesù, perché Egli doveva patire e proprio quello che credevano morto sulla croce avrebbe dato la vita. Il Signore fece che ogni sorta di serpenti li mordesse e morivano (invero la prevaricazione di Eva avvenne per mezzo del serpente), per convincerli che a causa della loro prevaricazione erano stati consegnati alla tortura della morte. Del resto lo stesso Mosè aveva ordinato: “Nessun oggetto fuso o scolpito sarà vostro dio”, ma egli ne compose uno per mostrare la figura di Gesù. Mosè fece un serpente di bronzo, lo innalzò solennemente e chiamò con un bando il popolo. Quando convennero allo stesso luogo pregarono Mosè che facesse una preghiera per la loro guarigione. Disse loro Mosè: “Quando uno di voi viene morsicato, venga vicino al serpente che è sopra il legno e speri credendo che, pur essendo morto, può dare la vita e subito sarà salvato”. E così fecero. Hai di nuovo anche in ciò la gloria di Gesù, poiché ogni cosa è per lui e in lui. Che cosa dice ancora Mosè di Gesù figlio di Nave, che era profeta, dopo che egli gli ebbe imposto il nome, solo perché tutto il popolo ascoltasse che il Padre rivela ogni cosa intorno al Figlio suo Gesù? Dice Mosè intorno a Gesù figlio di Nave, appena gli diede questo nome e lo mandò quale esploratore della regione: “Prendi un libro nelle tue mani, e scrivi ciò che il Signore dice, e cioè che il Figlio di Dio negli ultimi giorni taglierà dalle radici tutta la casa di Amalech”. Ecco, di nuovo Gesù, non figlio dell'uomo, ma Figlio di Dio, apparso in figura nella carne. Poiché avrebbero detto che Cristo è figlio di David, lo stesso David temendo e prevedendo l'errore dei peccatori, profetizza: “Disse il Signore al mio Signore: siedi alla mia destra finché io ponga i tuoi nemici come sgabello dei tuoi piedi”. Ancora Isaia dice così: “Disse il Signore al Cristo mio Signore, del quale io presi la destra: lo ascoltino le genti, ed io distruggerò il potere dei re”. Vedi come David lo chiama Signore e non lo chiama figlio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;I due popoli&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vediamo se eredita questo popolo o il primo e se l'alleanza è per noi o per loro. Ascoltate dunque che cosa dice la Scrittura del popolo: “Isacco pregava per la moglie Rebecca perché era sterile. Essa concepì”. E poi: “Rebecca uscì per interrogare il Signore, e il Signore le disse: Due nazioni sono nel tuo ventre e due popoli nel tuo cuore, e un popolo vincerà l'altro e il maggiore servirà il minore”. Bisogna comprendere chi è Isacco e chi è Rebecca e per chi ha mostrato che questo popolo è più grande dell'altro. E in un'altra profezia Giacobbe parla più chiaramente a Giuseppe suo figlio: “Ecco, il Signore non mi privò della tua presenza: conduci a me i tuoi figli perché li benedirò”. E condusse Efraim e Manasse, volendo che fosse benedetto Manasse che era più vecchio; Giuseppe l'aveva condotto alla destra del padre Giacobbe che vide nello spirito la figura del popolo futuro. E cosa dice? “E Giacobbe incrociò le mani e pose la destra sulla testa di Efraim, il secondo e più giovane, e lo benedisse. E Giuseppe parlò a Giacobbe: "Porta la tua destra sul capo di Manasse che è il figlio primogenito". E Giacobbe rispose a Giuseppe: "Lo so, figlio, lo so, ma il maggiore servirà il minore e questo sarà benedetto”. Vedete per chi fu stabilito che questo è il primo e l'erede dell'alleanza. Se ciò fu ancora ricordato, da Abramo ne abbiamo una conoscenza perfetta. Che cosa dice ad Abramo, che per avere da solo creduto gli fu computato a giustizia? “Ecco, posi te, Abramo, quale padre dei popoli che pur non circoncisi credono in Dio”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;L'alleanza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certamente. Ma indagando, vediamo se l'alleanza che (Dio) giurò ai padri, la diede effettivamente al popolo. La diede, sì, ma essi per i loro peccati non furono degni di riceverla. Dice il profeta: “E Mosè per quaranta giorni e quaranta notti digiunando rimase sul monte Sinai per ricevere il testamento del Signore per il popolo. E Mosè ricevette dal Signore le due tavole scritte nello spirito dal dito della mano del Signore”. Ricevutele, Mosè le portava al popolo per consegnarle. Il Signore disse a Mosè: “Mosè, Mosè, scendi subito perché il tuo popolo, che portasti dall'Egitto, ha prevaricato. E Mosè comprese che avevano di nuovo fabbricato gli idoli di metallo fuso e gettò a terra con le mani le tavole, e così si spezzarono le tavole dell'alleanza del Signore”. Mosè la ricevette, ma essi non ne furono degni. Sappiate come noi la ricevemmo. Mosè da servitore l'aveva ricevuta, il Signore stesso, invece, la diede a noi, al popolo erede, avendo sofferto per noi. Egli apparve al mondo, perché essi colmassero la misura dei peccati e noi ricevessimo l'alleanza mediante Gesù Signore che è l'erede. Egli si preparò a questo, a manifestarsi per liberare dalle tenebre i nostri cuori consunti e consegnati alla morte dall'iniquità della colpa e stabilire con la parola l'alleanza con noi. Sta scritto infatti che il Padre gli impose di liberarci dalle tenebre e di prepararsi un popolo santo. Dice, dunque, il profeta: “Io sono il Signore Dio tuo, ti ho chiamato nella giustizia e prenderò la tua mano e la fortificherò; ti posi come alleanza per il popolo, come luce delle nazioni, per aprire gli occhi dei ciechi e per liberare i prigionieri dalle catene e dal carcere quelli che sono nelle tenebre”. Conosciamo, dunque, da dove fummo liberati. Ancora il profeta parla: “Ecco, ti ho posto come luce dei popoli per essere la salvezza sino ai confini della terra. Così dice il Signore, il Dio che ti ha liberato”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora dice il profeta: “Lo Spirito del Signore è sopra di me, perciò mi ha unto per predicare agli umili la grazia e mi ha mandato a risanare quelli che hanno il cuore contrito, per annunziare ai prigionieri la libertà e ai ciechi la vista, a proclamare l'anno accetto al Signore e il giorno della retribuzione, a consolare tutti gli afflitti”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;Il sabato&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre del sabato è scritto nei dieci comandamenti quando (Dio) parlò a Mosè di persona sul monte Sinai: “Santificate il sabato del Signore con mani pure e con cuore puro”. E in un'altra parte dice: “Se i miei figli osserveranno il sabato, allora stenderò la mia misericordia su di loro”. Parla del sabato al principio della creazione: “E Dio fece in sei giorni le opere delle sue mani e le terminò nel settimo giorno e in quello si riposò e lo santificò”. Osservate, o figli, che cosa significa “terminò in sei giorni”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo dice che in seimila anni il Signore compirà ogni cosa. Un giorno, per lui, infatti, vale mille anni. Egli stesso, secondo me, lo testimonia dicendo: “Ecco, un giorno del Signore sarà come mille anni”. Dunque, o figli, in sei giorni, ossia in seimila anni saranno compiute tutte le cose. “E riposò nel settimo giorno” che significa: quando, venuto il Figlio suo, distruggerà il tempo dell'iniquo e giudicherà gli empi e muterà il sole, la luna e le stelle, allora ben riposerà nel settimo giorno. Poi dice: “Lo santificherai con mani pure e con cuore puro”. Se ci fosse uno che puro di cuore potesse santificare il giorno che Dio ha santificato ci inganneremmo del tutto. Se non ora, lo potremo però noi stessi quando riposando gloriosamente lo santificheremo, giustificati e in possesso della promessa; non ci sarà più l'ingiustizia, poiché tutte le cose sono state rinnovate dal Signore. Allora lo potremo santificare, essendo stati noi prima santificati. Infine, disse loro: “Non gradisco le novene e i sabati”. Vedete come dice: “Non mi sono ora accetti i sabati, ma quello che ho stabilito, nel quale, ponendo fine a tutte le cose, farò il principio dell'ottavo giorno che è l'inizio del nuovo mondo. Per questo passiamo nella gioia l'ottavo giorno in cui Gesù risorse dai morti e manifestatosi salì ai cieli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;Il tempio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora per quanto concerne il tempio, vi dirò che quei miseri, ingannandosi, sperarono in un edificio come se fosse la casa di Dio, e non nel Dio che li aveva creati. Lo hanno quasi relegato in un tempio come i pagani. Ma imparate come parla il Signore per averlo abrogato: “Chi ha misurato il cielo con la spanna o la terra con la mano? Non io, dice il Signore. Il cielo è il mio trono e la terra lo sgabello dei miei piedi. Quale casa potreste edificarmi, o in quale il luogo sarà il mio riposo?”. Vedete come era vana la loro speranza. Inoltre dice: “Ecco quelli che hanno distrutto questo tempio, essi lo edificheranno”. E si avvera. Durante la loro guerra fu distrutto dai nemici. Ora gli stessi servitori dei nemici lo riedificheranno. Era stato ancora preannunziato che la città, il tempio e il popolo di Israele sarebbero stati consegnati (ai nemici). Dice infatti la Scrittura: “E avverrà che negli ultimi giorni il Signore consegnerà alla rovina le greggi del pascolo, l'ovile e la loro torre””. E accadde come aveva detto il Signore. Indaghiamo se esiste il tempio di Dio. Esiste dove egli stesso dice di costruirlo e portarlo a termine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti sta scritto: “Avverrà che, compiuta la settimana, il tempio glorioso di Dio sarà edificato nel nome del Signore”. Trovo dunque che il tempio c'è. Ora imparate come sarà edificato nel nome del Signore. Prima che noi avessimo creduto in Dio, l'abitacolo del nostro cuore era corruttibile e debole come tempio veramente edificato dalla mano. Era pieno di idolatria ed era la casa dei demoni per l'operare quanto era contrario a Dio. “Sarà edificato nel nome del Signore”: riflettete perché il tempio del Signore sarà gloriosamente edificato. In che modo? Imparate. Ottenuta la remissione dei peccati e sperando nel suo nome siamo divenuti nuovi, rigenerati dal principio. Perciò Dio abita veramente nella nostra dimora, in noi. Come? La sua parola di fede, la chiamata della sua promessa, la sapienza delle sue leggi, i precetti della dottrina ed egli stesso profetizzando in noi, abitando in noi e aprendoci la porta del tempio che è la nostra bocca, e dandoci il pentimento, ci porta da schiavi della morte nel tempio incorruttibile. Chi desidera salvarsi non guarda all'uomo, ma a chi abita e parla in lui, meravigliato di non aver udito chi dice tali parole né di aver desiderato di udirle. Questo è il tempio spirituale edificato dal Signore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;Conclusione della prima parte&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho spiegato a voi quanto era nella semplicità possibile, e l'anima mia spera di non aver tralasciato nulla. Se vi scrivo delle cose presenti o future, non mi comprenderete perché sono avvolte nell'allegoria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;Le due vie&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Basta così. Passiamo ad un'altra conoscenza e dottrina. Due sono le vie dell'insegnamento e della libertà; quella della luce e quella delle tenebre. Grande è la differenza tra queste due vie. Per l'una sono disposti gli angeli di Dio apportatori di luce, per l'altra gli angeli di Satana. L'uno è il Signore dei secoli nei secoli, l'altro è principe di questo tempo di iniquità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;La via della luce&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa, pertanto, è la via della luce. Se qualcuno vuole pervenire ad un luogo determinato non risparmi le sue fatiche. Questa è l'indicazione dataci per camminare su tale via. Amerai chi ti ha creato, temerai chi ti ha plasmato, glorificherai chi ti ha liberato dalla morte. Sarai semplice di cuore e ricco di spirito e non ti unirai a coloro che camminano sulla strada della morte. Odierai tutto ciò che non piace a Dio ed ogni ipocrisia e non abbandonerai i precetti del Signore. Non ti vanterai, sarai, invece, umile in tutto senza cercare gloria per te. Non adotterai un malvagio proposito contro il tuo prossimo e non darai arroganza alla tua anima. Non fornicherai, non sarai adultero né corromperai i fanciulli. Non esca da te la parola di Dio frequentando i depravati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non considerare la persona nel riprendere qualcuno per la caduta. Sarai mansueto, tranquillo e temerai le parole che hai ascoltato. Non avrai rancore contro tuo fratello. Non dubitare se avverrà o non avverrà l'una o l'altra cosa. Non pronunzierai il nome del Signore. Amerai il prossimo tuo più della tua anima. Non ucciderai il bambino con l'aborto e non lo farai morire appena nato. Non allontanare la mano da tuo figlio e da tua figlia, ma dall'infanzia insegnerai loro il timore di Dio. Non essere desideroso dei beni del tuo prossimo, né essere avaro. Non ti legare nell'anima ai superbi, ma frequenterai gli umili e i giusti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Accetta gli avvenimenti che ti capitano come un bene, sapendo che nulla avviene senza Dio. Non sarai doppio nel pensiero e nella parola; laccio di morte è la doppiezza della parola. Sii sottomesso ai padroni come ad immagine di Dio con rispetto e timore. Non comanderai con asprezza al tuo servo e alla tua serva che sperano nello stesso Dio, perché non abbiano a perdere il timore di Dio che è sugli uni e sugli altri. Egli non venne a chiamare secondo la persona, ma quelli che lo Spirito ebbe a preparare. Renderai comune ogni cosa col tuo prossimo e non dirai che è tua. Se avete in comune ciò che è incorruttibile, quanto più quello che è corruttibile. Non essere loquace, laccio di morte è la bocca. Per quanto potrai, sarai casto per la tua anima. Non avere le mani larghe nel prendere, e strette nel dare. Amerai come la pupilla del tuo occhio chi ti dice la parola di Dio. Giorno e notte ti ricorderai del giudizio. Cercherai sempre di affaticarti con la predicazione andando ad esortare e preoccupandoti di salvare l'anima con la parola, o di lavorare con le mani per espiare le tue colpe. Non esitare nel concedere e non brontolare nel dare e conoscerai chi è il tuo buon rimuneratore. Custodirai ciò che hai ricevuto senza aggiungere e senza togliere. Odierai il male sino alla fine. Giudicherai con giustizia. Non creare divisioni, cerca, invece, la pace riconciliando i contendenti. Confesserai i tuoi peccati e non ti recherai alla preghiera con coscienza agitata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;La via delle tenebre&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La via del nero è tortuosa e piena di maledizioni. È la via della morte eterna nel castigo, in cui si hanno le cose che rovinano l'anima: idolatria, arroganza, superbia di potere, ipocrisia, doppiezza di cuore, adulterio, omicidio, rapina, disprezzo, trasgressione, inganno, malizia, alterigia, veneficio, magia, avarizia, mancanza di timore di Dio. coloro che vessano i buoni, odiano la verità, amano la menzogna, non riconoscono il guadagno della giustizia, non aderiscono al bene né al giudizio giusto, non si curano della vedova e dell'orfano, non vegliano per il timore di Dio, ma per il male, e da essi sono assai lontano la mansuetudine e la pazienza, amano la vanità e si procacciano la ricompensa. Sono crudeli verso il povero, indolenti verso il sofferente, facili alla maldicenza, ingrati verso il loro creatore, uccisori dei figli, distruttori del plasma creato da Dio, incuranti del bisogno, oppressori del tribolato, avvocati dei ricchi, giudici cattivi dei poveri, peccatori in tutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 51, 204);"&gt;Conclusione e subscriptio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È bene, dunque, imparare i comandamenti del Signore, quali sono stati scritti per seguirli. Chi fa questo sarà glorificato nel regno di Dio; chi sceglie, invece, le altre cose perirà con le sue opere. Per questo c'è una risurrezione, per questo c'è un premio. Prego voi che siete superiori di accettare un consiglio dalla mia benevolenza. In mezzo a voi avete per chi operare il bene, non trascuratelo. È vicino il giorno in cui periranno tutte le cose con il maligno. “È vicino il Signore e la sua ricompensa”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora vi chiedo: siate buoni legislatori di voi stessi, rimanete vostri fedeli consiglieri, allontanate da voi ogni ipocrisia. Dio che domina tutto l'universo vi conceda sapienza, intelligenza, scienza, conoscenza dei suoi precetti, costanza. Siate discepoli di Dio cercando che cosa il Signore vuole da voi e operate per trovarvi pronti nel giorno del giudizio. Se vi ricordate del bene, ricordatevi di me quando meditate queste cose, perché il mio zelo e la mia vigilanza portino a qualche vantaggio. Ve lo chiedo come una grazia. Sino a quando il bel vaso è con voi, non trascurate nulla delle cose vostre, ma ricercatele continuamente e adempite ogni precetto. Sono cose degne. Per questo mi sono affrettato a scrivervi quello che potevo per darvi gioia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi saluto, figli dell'amore e della pace. Il Signore della gloria e di ogni carità sia col vostro spirito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;Per amore di equità ed accogliendo le raccomandazioni dello stesso Deschner raccogliamo di seguito tutti i commenti che troviamo in rete sulla Lettera a Barnaba. Sarà divertente ed interessante leggere il modo in cui viene spiegato e giustificato l’evidente antiebraismo del contenuto:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:85%;" &gt;1.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);font-size:85%;" &gt;Lettera di Barnaba&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(96-98)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cosiddetta Lettera di Barnaba è un trattato didascalico edificante, scritto in forma epistolare ed è attribuita a Barnaba apostolo, collaboratore di Paolo. Ma a questa attribuzione si oppone un aspro atteggiamento negativo verso l'Antico Testamento contenuto nella Lettera, che mal si concilia col modo di pensare degli apostoli: all'Antico Testamento nella sua figura storica e nel modo come lo intesero gli ebrei viene negata ogni ragione d'essere; le prescrizioni legali sul digiuno, i sacrifici, l'uso dei cibi, la circoncisione, il sabato e il tempio vengono interpretate con un'esegesi allegorica-tipologica in un senso puramente spirituale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre la Lettera è certamente di un'epoca posteriore a quella dell'apostolo Barnaba, il quale difficilmente può aver assistito alla distruzione di Gerusalemme (Barn 16,4)(Cfr. K. Bihlmeyer - H. Tuechle, Storia della Chiesa, 1-L'antichità cristiana, Ed. Morcelliana, 1973, 207-208)..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' abbastanza probabile che l'autore della Lettera di Barnaba sia stato un cristiano non ebreo, probabilmente di Alessandria d'Egitto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;La lettera è stata scritta presumibilmente negli anni 96-98 (Funk), 130-1 (Harnack) o 138 (Lietzmann) (&lt;a href="http://www.donatocalabrese.it/jesus/padri/Barnaba.htm"&gt;Fonte: Gesù nella lettratura cristiana antica)&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8091578991699990058-6028398922936422246?l=criticadelcattolicesimo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/feeds/6028398922936422246/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8091578991699990058&amp;postID=6028398922936422246' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/6028398922936422246'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/6028398922936422246'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2008/03/barnaba-e-gli-ebrei.html' title='Barnaba e gli Ebrei'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/R9K5DiiOUwI/AAAAAAAACkk/_QD0RQWM7Bw/s72-c/16.Barnaba.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8091578991699990058.post-821510754536167610</id><published>2008-03-05T04:14:00.001-08:00</published><updated>2008-03-08T07:39:52.765-08:00</updated><title type='text'>L’antiebraismo del cristianesimo antico</title><content type='html'>Versione 1.0&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;È usuale quanto impropria l’espressione antisemitismo che non è mai riferita a Babilonesi o Arabi, pure popoli semiti, ma solo agli Ebrei. Dovrebbe perciò dirsi “correttamente” antiebraismo e mai antisemitismo, ma ormai l’uso improprio del termine è così diffuso che è difficile sottrarvisi. L’antisemitismo è divenuto particolarmente malfamato per la sua attribuzione al nazismo, al quale vengono imputate tre diversi capi d’accusa nei confronti di Ebrei: a) discriminazione; b) persecuzione; c) sterminio o genocidio. Mentre non vi sono problemi storiografici per i primi due aspetti – assai frequenti e comuni anche ai nostri giorni –, per il terzo aspetto vi è aspra controversia, risolta “democraticamente” con l’incriminazione penale ed il carcere per quanti sostengo che non vi è mai stato uno sterminio degli ebrei ad opera dei nazisti soprattutto con l’impiego delle camere a gas. Ma è questione aperta non destinata a questo Blog.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È utile però osservare che se il cosiddetto antisemitismo nazista, che si vuole nettamente distinto da quello cattolico, ha un suo carattere essenzialmente razziale (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;völkisch&lt;/span&gt;), anziché religioso o politico, non vi è nessun motivo perché lo si debba limitare ai soli ebrei. Posta la superiorità di una sola razza, quella ariana, lo stesso discorso da un punto di vista nazista dovrebbe valere indistintamente verso tutte le altre razze e popoli della terra. Nutro però forti dubbi che sia questo l’approccio da cui poter partire se si vuol veramente comprendere ciò che storicamente è stato il nazismo, per il quale occorre risalire agli esiti funesti della prima guerra mondiale ed al fallimento di Weimar.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diverso e più fondato è l’antiebraismo di matrice cristiano-cattolica, pur dovendosi tener presente che: &lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;«L’Antiebraismo esistette anche in età precristiana, benché più per ragioni politiche e religiose che di razza (1): l’esclusivismo totale dell’Ebraismo, ma soprattutto la sua intolleranza religiosa, vennero percepiti subito come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;odium humani generis&lt;/span&gt; e dovettero rendere odiosi gle Ebrei – come in seguito i Cristiani – agli occhi dei Pagani così tolleranti in fatto di religione; infatti, la pretesa ebreo-cristiana, quale viene formulata in modo esemplare nel comandamento “Non avrai altro dio oltre me”, era del tutto estranea alla mentalità dei Pagani» (&lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2008/03/karlheinz-deschner-e-altre-fonti.html#uno"&gt;Deschner&lt;/a&gt;, c. 56, p. 380-381).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(1) Leipoldt, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Antisemitismus in der alten Welt&lt;/span&gt;, passim. Idem, «Antisemitismus», in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Reallexikon für Antike und Christentum&lt;/span&gt;, I, 1950, 469 sgg., Hyde. 101 sg. Allgeier, 319 sg. Anche H. Schmidt, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Die Judenfrage&lt;/span&gt;, 20 sgg.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;Da un punto di vista terzo, diciamo Pagano, non è chi non veda le maggiori affinità che non le differenze fra Cristiani e Giudei e vi sarebbe di che temere se si sommassero i rispettivi odi verso il mondo non giudeo-cristiano. Quanto agli Ebrei nel corso di tutta la loro storia di “odio” ne hanno avuto e ne hanno da vendere, ma oggi grazie ad una legislazione da paesi sconfitti che ci caratterizza brandiscono un supposto odio verso di loro, meritato o meno che sia, come una vera e propria arma con cui mandare in galera i loro avversari politici, religiosi, culturali. Tempi peggiori non potevamo vivere ed è paradossale dire che forse una liberazione potrà venirci da parte musulmana, la religione meno intollerante fra i tre monoteismi mediterranei.&lt;br /&gt;(segue)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8091578991699990058-821510754536167610?l=criticadelcattolicesimo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/feeds/821510754536167610/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8091578991699990058&amp;postID=821510754536167610' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/821510754536167610'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/821510754536167610'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2008/03/blog-post.html' title='L’antiebraismo del cristianesimo antico'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8091578991699990058.post-5402416324479183305</id><published>2008-03-04T07:58:00.000-08:00</published><updated>2008-03-04T08:41:21.220-08:00</updated><title type='text'>La Chiesa e la tolleranza</title><content type='html'>Versione 1.0&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Il volume citato di Deschner tratta in una sua sezione il vasto tema della tolleranza nell’ambito della Chiesa cattolica, sia al suo interno sia all’esterno. Non vi è persona di buon senso che non sappia quanto sia arduo conciliare tolleranza e cattolicesimo, anche se i teologi creativi ci hanno dato prova di saper giustificare le cose più assurde ed inconciliabile. Ma noi qui ci muoviamo sul piano dell'argomentazione, della documentazione, della spiegazione pedissequa non inutile davanti a tante intelligenze ottenebrate da una Fede capace di negare ogni evidenza. Deschner apre la sezione “La Chiesa e la tolleranza” con una citazione tratta da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Meyer&lt;/span&gt;:&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/R815tG3s6GI/AAAAAAAAChk/vY5RuQq_D28/s1600-h/15.Eduard+Meyer.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/R815tG3s6GI/AAAAAAAAChk/vY5RuQq_D28/s200/15.Eduard+Meyer.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5173925362763884642" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il fanatismo e la persecuzione indiscriminata, che non arretrano davanti a nessuna empietà, contro coloro che la pensano diversamente, in nessuna religione sono diventati e sono rimasti tanto prevalenti quanto nel Cristianesimo, in tutte le sue manifestazioni&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; (Eduard Meyer, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ursprung und Anfänge&lt;/span&gt;, III, 633).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt; E poi prosegue con queste parole:&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;«Mentre il politeismo fu tollerante ed esercitò una forma di amichevole collegialità in tutti i suoi culti, il Cristianesimo divenne la religione dell’intolleranza par excellence. Se dell’Islam si può dire che sia teoricamente la religione più intollerante, traticamente invece la più tolerante (R. Tschudi in Bertholet, 486), per il Cristianesimo si può sostenere il contrario»&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; (Deschner, I&lt;span style="font-style: italic;"&gt;l gallo&lt;/span&gt;, cit., 380).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;  Seguono quindi pagine dedicate allo studio del comportamento verso ilo giudaismo, il paganesimo, gli “eretici”, il servizio militare e la guerra. A noi qui interessa in questo post oltre al tema generale ed introduttivo lo specifico raffronto con il politeismo e l’Islam. Raccoglieremo qui testi e links che cercheremo di commentare al nostro meglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Links:&lt;br /&gt;1. &lt;a href="http://www.arabcomint.com/l%27Islam%20per%20gli%20studiosi%20occidentali.htm"&gt;L’Islam nelle parole di studiosi occidentali&lt;/a&gt;. Aldo Santini: «Saranno i Califfi successori di Maometto a creare l’impero islamico. Ma gli eserciti arabi non corsero per il mondo offrendo il dilemma: o l’Islam o la spada. Il Corano protegge gli aderenti alle religioni che hanno dei libri sacri, il Giudaismo ed il Cristianesimo, nell’esercizio della loro religione. Le conquiste musulmane non furono ispirate dal fanatismo, nè segnalate da eccessi sanguinari, per quanto è possibile in guerra. La capitolazione di Gerusalemme nelle mani di Omar, il secondo califfo, nel 632, è in forte contrasto con il bestiale massacro di giudei e di musulmani fatto dai crociati, quando presero la città nel 1099».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(segue)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8091578991699990058-5402416324479183305?l=criticadelcattolicesimo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/feeds/5402416324479183305/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8091578991699990058&amp;postID=5402416324479183305' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/5402416324479183305'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/5402416324479183305'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2008/03/la-chiesa-e-la-tolleranza.html' title='La Chiesa e la tolleranza'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/R815tG3s6GI/AAAAAAAAChk/vY5RuQq_D28/s72-c/15.Eduard+Meyer.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8091578991699990058.post-194538668423471269</id><published>2008-03-03T09:40:00.000-08:00</published><updated>2008-03-03T10:43:01.845-08:00</updated><title type='text'>La Chiesa e la schiavitù</title><content type='html'>Versione 1.0&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il capitolo 55 di Karlheinz Deschner, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Storia critica della chiesa&lt;/span&gt;, cit., è dedicato all’istituto della &lt;a href="http://www.homolaicus.com/storia/antica/roma/civilta.htm"&gt;schiavitù&lt;/a&gt;,&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/R8xGkvEqltI/AAAAAAAACgI/u43FRHxfRS8/s1600-h/14.schiaviromani3.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/R8xGkvEqltI/AAAAAAAACgI/u43FRHxfRS8/s200/14.schiaviromani3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5173587668867126994" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; che come è noto costituiva il fondamento economico di tutto il mondo antico fino ad epoche a noi abbastanza vicine. E del resto non è poi cosa tanto diversa la condizione del salariato da quella dello schiavo. Ma non è su questa problematica che voglio qui concentrarmi. Mi interessa invece verificare sulla base dei testi offerti da Deschner, ed altri che verranno autonomamente esplorati, verificare il luogo comune secondo cui il cristianesimo, ed in particolare il cattolicesimo, sarebbe stato un grandioso movimento storico-religioso volto all’emancipazione dell'uomo. Proprio non pare cosi. Nei testi evangelici, dove è fatto parlare Gesù, non si trovano speciali dottrine al riguardo, ma certamente di Gesù non può esserne fatto un teorico della schiavitù e della sua giustificazione sociale. Semmai è possibile il contrario ed agevole il sostenerlo. Diversamente stanno le cose per la sua Chiesa, fondata da Paolo:&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;«Mentre Gesù non giustifica la schiavitù in nessun passo, anzi tutto lo spirito della sua dottrina parla piuttosto in senso contrario, Paolo insegna: ciascuno deve restare nella condizione nella quale si trova; e dunque lo schiavo nella schiavitù! Anche se può diventare libero, tanto più volentieri deve restare il quella condizione: &lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ognuno rimanga in quella condizione in cui era quando fu chiamato. Sei stato chiamato quando eri schiavo? Non te ne preoccupare, ma pur potendo diventare libero approfitta piuttosto della tua condizione, perché chi è stato chiamato nel Signore da schiavo è un liberto del Signore, come chi è stato chiamato da libero è schiavo di Cristo. Siete stati comprati a gran prezzo, non diventate schiavi degli uomini. Fratelli, ognuno rimanga davanti a Dio nella condizione il cui era quando fu chiamato&lt;/span&gt; (1 Cor. 7, 20 ss.).&lt;/blockquote&gt; Paolo non pensa, dunque, di dichiarare la schiavitù un’ingiustizia, quantunque, come mostra il suo linguaggio immaginifico, conosca esattamente il triste destino degli schiavi, il cui numero era assai notevole nelle sue comunità (Leipoldt, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Der soziale Gedanke&lt;/span&gt;, 122).&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;Si badi che qui non si tratta di un concetto ultramoderno quale il rifiuto della carriera e dell’ascesa sociale, quali espressioni di una società alienata. Non siamo a queste finezze concettuali difficili da dimostrare e forse anche discutibili, ma si tratta di  una vera e propria difesa di uno status quo, da cui per secolo proprio la gerarchia ecclesiastica ha tratto i massimi vantaggi, non certo a beneficio dei poveri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il testo della traduzione della Lettera prima ai Corinzi è da me integrato nella versione della Bibbia Concordata, che offre il seguente gustoso commento ai versetti 20-24: &lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;L’apostolo suggerisce ad ognuno di perseverare nello stato in cui si trovava quando è stato chiamato alla fede. Se era schiavo rimanga tranquillamente al suo posto (vv 20. 24); anzi, se uno potesse diventare libero, rimanga nella condizione di prima; infatti nella umiltà e povertà si assomiglia molto di più a Cristo Gesù, che per noi ha voluto esser povero pur essendo ricco (2 Cor 8,9) ed ha assunto proprio la forma di schiavo pur essendo nella “forma di di Dio” (Fl 2, 6s). Il v 21 in greco è piuttosto ambiguo e potrebbe intendersi, come fanno alcuni, anche nel senso di un  invito a valersi  della possibilità di diventar libero. Però tutti i commentatori greci antichi e la maggior parte dei moderni lo intende nel senso da noi proposto ed è tutto il contesto a reclamare tale significato, che non è per niente strano e rientra nel quadro del pensiero di Paolo».&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;Appunto! Sullo base di questo passo e di questo commento ortodosso vorrei qui richiamare brevemente una mia riflessione, più volte espressa, circa le profonde ragioni delle posizioni ufficiali della Chiesa in materia di natalità. Credo che sia del tutto ozioso andare a cercare un senso ed una logica nei documenti confessionalistici. Se invece si considera la trasmissione dei ruoli sociali la cosa acquista senso e plausibilità. Cosa succederebbe se uno schiavo – non importa se antico o moderno – decidesse non caritatevole trasmettere la sua triste condizione sociale ad un figlio destinato a restar schiavo ed a condividere le sofferenze paterne e materne? La società non avrebbe più i suoi schiavi!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(segue)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8091578991699990058-194538668423471269?l=criticadelcattolicesimo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/feeds/194538668423471269/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8091578991699990058&amp;postID=194538668423471269' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/194538668423471269'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/194538668423471269'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2008/03/la-chiesa-e-la-schiavit.html' title='La Chiesa e la schiavitù'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/R8xGkvEqltI/AAAAAAAACgI/u43FRHxfRS8/s72-c/14.schiaviromani3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8091578991699990058.post-2817965994138025675</id><published>2008-03-03T00:53:00.000-08:00</published><updated>2008-03-05T09:03:22.515-08:00</updated><title type='text'>Karlheinz Deschner e altre fonti</title><content type='html'>Versione 1.2&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sono qui elencate le opere da cui attingerò per estratti e citazioni, base di ulteriori ricerche e della massima personalizzazione possibile. Il tema è da da richiedere una sterminata erudizione. Non può essere impresa di un singolo. Occorre rifarsi al lavoro di molti, cercando di far apparire in una luce unitaria uno sforzo costante nel tempo. I nostri veri martiri ed eroi, spesso ignoti e sconosciuti, sono quanti nei secoli hanno conosciuto il carcere, l’emarginazione, la morte con infamia. Se si dovesse porre a confronto in numero e la qualità di questi “martiri” con quelli celebrati con questo nome, se ne scoprirebbero delle belle. E le scopriremo con il tempo e la pazienza che la ricerca comporta. Un vantaggio non da poco è costituito dalla possibilità di rivedere continuamente una scrittura di getto. I miei testi sono sempre migliorabili e perfezionabili ed a ciò, se lo vorranno, potranno contribuire i lettori con le loro segnalazioni ed indicazioni, oltre che con le loro critiche, che troveranno da noi sempre accoglienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;a name="sommario"&gt;Sommario&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2008/03/karlheinz-deschner-e-altre-fonti.html#uno"&gt;K. Deschner: “Il gallo cantò ancora. Storia critica della Chiesa”&lt;/a&gt;. – 2.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a name="uno"&gt;1&lt;/a&gt;. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;a href="http://www.deschner.info/"&gt;Deschner&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;. – Non ho ancora finito di leggere l’edizione italiana di Karlheinz Deschner, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il gallo canto ancora. Storia critica della Chiesa&lt;/span&gt;, di pagine 544 (in corpo piccolo), edito da Massari ed acquistabile alla modica somma di euro 18,59.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/R8vLmPEqllI/AAAAAAAACfI/g4NTBJEAkYU/s1600-h/13.deschner.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/R8vLmPEqllI/AAAAAAAACfI/g4NTBJEAkYU/s200/13.deschner.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5173452454706714194" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Ho però subito capito che è il libro da cui muovere per la ricerca che avevo in mente quando ho creato questo blog. Non mi stupisce il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Karlheinz_Deschner"&gt;fuoco di sbarramento&lt;/a&gt; comprensibilmente rivolto contro la sua opera e ne terrò conto. Ciò che a me qui interessa è trarre uno spunto che vuole essere il più personale possibile. Gli si rimprovera la “criminalizzazione” del cristianesimo, o meglio del cattolicesimo, come se i roghi delle streghe e degli eretici fossero stati una sua invenzione e non eventi innegabili che parlano da soli. Infatti, è tipico della pubblicistica cattolica, di tutti i suoi innumerevoli avvocati, l'asserto che anche i peggiori crimini si spiegano in una logica salvifica: la chiesa è sempre santa qualsiasi cosa faccia. E finché vi saranno persone pronte ad accogliere simili spiegazioni, la formidabile struttura di potere che dura da millenni continuerà a durare nei secoli. Il nostro obiettivo non è del resto l'anticlericalismo, ma ha come suo scopo un processo di liberazione interiore attraverso la depurazione degli infiniti pregiudizi a proposito del cattolicesimo che sono stati nel tempo depositati nella nostra testa ad opera di tutte le strutture educative, rigidamente sottoposte al potere politico e controllate capillarmente dalla stessa chiesa cattolica. Se saremo riusciti a sapere ed a capire, il nostro scopo sarà stato raggiunto. Ognuno di noi è responsabile del suo destino, specialmente in fatto di conoscenza e percorsi formativi. La nostra ricerca è pubblica ed ognuno vi potrà liberamente attingere. Non è assolutamente nostra intenzione far perdere la fede e la devozione alle anime pie. Al contrario è nostra intenzione liberarci concettualmente del concetto stesso di “fede”, una delle tante assurdità che popolano il modo di pensare cattolico. In questa strada confido che Deschner potrà essere di aiuto, ma non sarà e non dovrà essere il solo. Egli stesso ne è ben consapevole. Si legge in quarta di copertina: &lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;«Non è un caso che in Italia questo libro non sia mai stato tradotto, né fatto conoscere in altra maniera. Troppo radicale, infatti, è la critica e troppo documentate le argomentazioni con le quali Deschner smantella uno ad uno i miti e i falsi dogmi del pensiero clericale antico e moderno. Ma la ricerca della verità, per quanto scomoda, costituisce un dovere fondamentale dell’uomo, anche quando l’impresa puà apparire impari: per costruire l’attuale potere temporale e spirituale della Chiesa cattolica ci son voluti quasi duemila anni di soprusi, sotterfugi e falsificazioni sistematiche e non sarà certo la verità documentaria contenuta in un libro a smantellare un simile apparato». &lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;Addirittura, un congresso di storici si è appositamente riunito per criminalizzare l'opera stessa di Deschner, con raffigurazioni come la seguente, leggibile in Wikipedia: &lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;«Deschner non conosce alcuno studio delle fonti, dimostra una scelta della letteratura estremamente unilaterale, interpreta le fonti senza considerarne il contesto, tratta singoli eventi come se fossero la totalità e simula un apparato erudito di note nel quale spesso non è possibile verificare ciò che viene affermato [...] Deschner è colto, ma certamente gli mancano un pensiero e un giudizio storici”…».&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt; Ma è lo stesso Deschner a metter in guardia contro la sua stessa opera, che non ambisce a quel dogmatismo che è l’essenza stessa del cattolicesimo. Scrive Deschner nella Postfazione al suo “gallo che canta”: &lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;«A questo io esorto: in primo luogo alla studio della letteratura protocristiana, specie della Bibbia, la cui lettura la Chiesa, per quanto oggi la sostenga, non a caso a proibito per secoli al popolo… Quindi si studi la letteratura di commento, e cioè i lavori dei teologi storico-critici che di quelli cattolici o protestanti tradizionalisti. Io non incito, dunque, allo studio della scienza anticristiana. Al lettore che diffidi della mia esposizione basterà dare uno sguardo a uno-due libri di teologi cristiani storico-critici – ad esempio Rudolf Bultmann, Martin Dibelius, Martin Werner, carl Schneider, Hans Konzelmann o Fritz Buri – e confrontarli con le opere di teologi conservatori e di storiografi della Chiesa. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Raccomando in modo particolare la lettura di opere cattoliche, col presupposto tuttavia che siano confrontate almeno con alcune opere dei loro avversari.&lt;/span&gt; Non è mai possibile convincersi al meglio della verità storica se non mediante simili raffronti…». &lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;Ed è esattamente ciò intendiamo fare nei limiti delle nostre possibilità. Un lavoro collettivo sarebbe quanto mai opportuno, ma non è facile trovare collaborazioni funzionanti e produttive.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(segue)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8091578991699990058-2817965994138025675?l=criticadelcattolicesimo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/feeds/2817965994138025675/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8091578991699990058&amp;postID=2817965994138025675' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/2817965994138025675'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/2817965994138025675'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2008/03/karlheinz-deschner-e-altre-fonti.html' title='Karlheinz Deschner e altre fonti'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/R8vLmPEqllI/AAAAAAAACfI/g4NTBJEAkYU/s72-c/13.deschner.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8091578991699990058.post-8336296846647609613</id><published>2008-02-07T12:08:00.000-08:00</published><updated>2008-02-07T12:49:29.550-08:00</updated><title type='text'>Il bacio della mano</title><content type='html'>Versione 1.0&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Leggo la notizia che si trova a questo &lt;a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=239357"&gt;link&lt;/a&gt; e ne redigo un commento, spero abbastanza rispettoso per una persona con la quale ho in effetti avuti rari rapporti di colleganza, mai però disgiunti da cordialità e simpatia. Intendo L&lt;span style="font-style: italic;"&gt;orenzo Ornaghi&lt;/span&gt;,&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/R6tusm-dAuI/AAAAAAAACNs/0SUh_mFtIUA/s1600-h/12.Ornaghi.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/R6tusm-dAuI/AAAAAAAACNs/0SUh_mFtIUA/s200/12.Ornaghi.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5164343110366200546" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; non certo Giorgio Israel, che per fortuna non ho mai incontrato e del quale non potrei dire assolutamente le stesse cose. Giunge nel frattempo assai opportuno un &lt;a href="http://civiumlibertas.blogspot.com/2008/02/sapienza-gli-studenti-fuori-il-papa.html"&gt;Comunicato interno&lt;/a&gt; del rettore Guarini, dove si riscostruiscono minutamente le diverse fasi della vicenda. La ricostruzione potrà essere oggetto di contestazione e critica, ma il Comunicato da il senso di una riconciliazione interna della comunità, per fortuna laica, della Sapienza. Quanto della mancata allocuzione del capo di Stato in visita alla Sapienza è cosa di cui anche io mi riservo il commento in un mio prossimo seminario alla Sapienza, e di cui darò interpretazione diversa di quella che sembra dare l'amico Lorenzo, suffragato Giorgio Israel, di cui non è ben chiaro in quale veste parli. Di certo, la sensibilità per la Verità, ammesso che ve ne sia una e che abbia senso l'idea stessa di verità, non è cosa che conduca necessariamente al bacio della mano, rivestendo per giunta la carica di rettore di una università degli studi. Di certo la cosa è prevedibile se l'università si dice fin dal suo titolo "Cattolica”. Ed era proprio per questo che da Studente avevo voluto evitare l'iscrizione ad università che avessero simili titoli ambigui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non posso dire di aver avuto una grande conoscenza con Lorenzo Ornaghi, ma ne ricordo diversi momenti di una splendida carriera della quale non sono invidioso e che anzi plaudo con simpatia. Ho visto l'ultima volta Lorenzo Ornaghi da lontano alla Sala Nervi il giorno della visita di Blair, che pare proprio quel giorno si fosse convertito al cattolicesimo. Noi eravamo lì, aspettando che finisse la conversione, per celebrare l’evento finale del pluriconvegno romano su “umanesimo e cristianesimo”. Solo per ragioni turistiche io ero presente in Sala Nervi, dove era mai stato prima. Il biglietto mi era stato dato da un cugino, docente cattolico organizzatore di uno dei 49 convegni. Ho potuto vedere una folla di persone in fila per il baciamano. Fra questi, ma assai distante, ho potuto riconoscere l’«amico» Lorenzo Ornaghi, che baciava la mano del papa, una cosa che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;mai&lt;/span&gt; in vita vita ho immaginato di poter fare. Ed è forse questa probabilmente una delle ragioni che nella mia vita non mi ha consentito di far carriera, oltre alla mia congenità refratterietà all'idea stessa di carriera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla progettata visita del Papa alla Sapienza resto del parere già espresso e non mi riconosco per nulla nelle posizioni di Giorgio Israel, peraltro noto ebreo di «Informazione Corretta» che mi immagino di vedere presto in qualche presa di posizione contro ratzinger in ragione della recente riforma della liturgia. Il caro Lorenzo non ha trovato di meglio per far rappresentare la Sapienza alla “sua” Cattolica. Mi chiedo come mai una università si possa chiamare “Cattolica”. Per me contrasta con l'idea stessa di una università degli studi che in quanto tale dovrebbe essere necessariamente aconfessionale. Ma esistono forbiti intellettuali che hanno fatto ormai entrare nel lessico corrente i rapporti fra Fede e Ragione. Sono perciò possibili intitolazioni che ad una mente non illuninate dalla Fede paiono un controsenso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8091578991699990058-8336296846647609613?l=criticadelcattolicesimo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/feeds/8336296846647609613/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8091578991699990058&amp;postID=8336296846647609613' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/8336296846647609613'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/8336296846647609613'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2008/02/il-bacio-della-mano.html' title='Il bacio della mano'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/R6tusm-dAuI/AAAAAAAACNs/0SUh_mFtIUA/s72-c/12.Ornaghi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8091578991699990058.post-6112998084978581433</id><published>2008-02-03T11:32:00.000-08:00</published><updated>2008-02-03T11:52:00.260-08:00</updated><title type='text'>Un’opinione che viene dal popolo in materia di aborto</title><content type='html'>Versione 1.0&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Assisto impotente al parere di quattro Cattedratici che dicono la loro sulla faccenda dell’aborto, uno dei classici temi ideologici della gerarchia cattolica. Non mi mancano certo i miei privati e personali problemi, ma per fortuna non ho quelli di una donna che debba partorire o del suo coniuge che è la parte più vicina alla partoriente. Inoltre, mi intendo poco o nulla di problemi ginecologici. Ma in fondo non è che quando vado dal dentista io debba sapere ciò che sa il dentista. E quindi non è che ogni che debba partorire, oggi come nel remoto passato, debba sapere di biologia del feto ed embriologia. E allora? Si può avere un autonomo parere di fronte ai preti ed ai clericali che scalpitano?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io penso di sì. Intanto bisogna escludere il magistero morale della chiesa cattolica, che potrebbe essere tollerabile finché riguarda i suoi fedeli praticanti. Diventa inaccettabile quando si trasforma in normativa vincolante per tutti. Credo che la soluzione sia dettata dal semplice buon senso, il quale dice che in tutta questa materia ed almeno fino a quando il bimbo non sia effettivamente nato ed abbia acquisità sembianza umana riconoscibile, quindi fino ad un giorno primo del tempo naturale previsto per la durata della gravidanza (nove mesi), fino a quel tempo dovrebbe essere competenti a decidere i la sola donna o entrambi i genitori. Il compito del medico dovrebbe essere quello del consulente che spiega le cose ai suoi pazienti, ai quali compete l’onere della decisione ultima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Del resto, è totalmente inaccettabile il pregiudizio biologistico per il quale a nascere eticamente sarebbe un organismo totalmente svincolato dalla volontà dei suoi procreatori. Un meccanismo che si attiva come una bomba ad orologeria nel ventre della donna che non pià controllare l’innesco della bomba e la sua scansione del tempo. Mi sembra assolutamente barbarico questo modo di concepire la nascita delle “persone”. Io stesso non potrei ammettere nessun rapporto etico che i miei genitori se a presiedera alla mia nascita non vi fosse stato un concorso di volontà assolutamente orientato al mio nascere. Visto che si tenta di attribuire un’ipoteca volontà al nascituro da tutelare, credo che il suo principale interessa sia una nascità da volontà etica, non da incontro di spermatozoo con ovulo. Questa è una nascita puramente &lt;span style="font-style: italic;"&gt;animale&lt;/span&gt;, non una nascita &lt;span style="font-style: italic;"&gt;umana&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In realtà, l’impostazione biologistica non è eticamente orientata, ma corrisponde a scopi di controllo sociale e di predeterminazione dei ruoli sociali. Se a prevalere nella decisione di nascita la piena ed incondizionata libertà dei genitori ne verrebbe scardinato tutto l’ordine sociale attuale. Questo è l’interesse di fondo. È però difficile dichiararlo e renderlo a tutti consapevole.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8091578991699990058-6112998084978581433?l=criticadelcattolicesimo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.repubblica.it/2008/02/sezioni/cronaca/documento-neonati/documento-aborto-dibattito/documento-aborto-dibattito.html' title='Un’opinione che viene dal popolo in materia di aborto'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/feeds/6112998084978581433/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8091578991699990058&amp;postID=6112998084978581433' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/6112998084978581433'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/6112998084978581433'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2008/02/unopinione-che-viene-dal-popolo.html' title='Un’opinione che viene dal popolo in materia di aborto'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8091578991699990058.post-3355690807450544982</id><published>2008-01-27T14:02:00.000-08:00</published><updated>2008-01-27T14:14:46.567-08:00</updated><title type='text'>Le 800 scempiaggini di Magdi Allam</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Versione 1.0&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con Felice espressione il giornalista Gravagnuolo ha definito la prosa di Magdi Allam un "delirio verbale da tarantolato”: eccone un &lt;a href="http://www.magdiallam.it/node/1225"&gt;nuovo esempio&lt;/a&gt;. Non ci si poteva non buttare in tanto clamore mediatico che in ultima analisi si riduce al fatto che Sua Santità reclamava l’UNANIMITA’ dei consensi e degli applausi. È bastato che un “manipolo” di docenti (a contarli ci ha pensato lo stesso Magdi) perché tutto il sistema entrasse in crisi. Caro Magdi, e se pur con tutto il rispetto uno con il Papa non ci vuole stare, come la mettiamo? Di nuovo al rogo? In Roma ci abito da una cinquantina d’anni ed in San Pietro sotto le finestre del papa non ci sono mai andato. Una sola volta sono stato casualmente alla sala Nervi e non ti dico adesso quale è stata la mia impressione. Ne ho scritto altrove. Prendo nota della tua nuova manifestazione di delirio verbale, ma non mi attardo in un commento che non vale neppure la pena fare. Sono troppo numerose le scempiaggini da evidenziare.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8091578991699990058-3355690807450544982?l=criticadelcattolicesimo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/feeds/3355690807450544982/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8091578991699990058&amp;postID=3355690807450544982' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/3355690807450544982'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/3355690807450544982'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2008/01/le-800-scempiaggini-di-magdi-allam.html' title='Le 800 scempiaggini di Magdi Allam'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8091578991699990058.post-7231280316406238132</id><published>2008-01-27T02:17:00.000-08:00</published><updated>2008-01-27T04:00:31.083-08:00</updated><title type='text'>Moratoria sull’aborto: perché lo fanno? Riflessioni su un nuovo attacco integralista alla società.</title><content type='html'>Versione 1.0&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per  ragioni connesse alla mia insonnia, o meglio al mio modo di prender sonno, mi capita di ascoltare le trasmissione radiofoniche notturne di radio radicale, l’unica radio che trasmette unicamente il parlato senza programmi musicali. Ho così potuto sentire in rapida successione interventi di&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Ferrara&lt;/span&gt;,&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/R5xvmm-dAAI/AAAAAAAACH4/WMk4P2GtWrM/s1600-h/7.Ferrara.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/R5xvmm-dAAI/AAAAAAAACH4/WMk4P2GtWrM/s200/7.Ferrara.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5160121982147952642" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Binetti&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Buttiglione&lt;/span&gt; e altri di cui non ho inteso il nome credo nel contesto di una quache associazione cattolica che si chiama “Rinnovamento dello Spirito” secondo una titolazione che è tipica di ambienti clericali ed integralisti. È da dire in effetti che la società è particolarmente debole ed indifesa al punto da far coltivare ai nostri fondamentalisti il sogno di un ritorno al papa re, per giunta in condizioni di maggior favore, separando la responsabilità del governo dall’esercizio del potere saldamente in pugno al Pontefice.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/R5xvm2-dABI/AAAAAAAACIA/ZNIkUpUeMqk/s1600-h/8.Buttiglione.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/R5xvm2-dABI/AAAAAAAACIA/ZNIkUpUeMqk/s200/8.Buttiglione.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5160121986442919954" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Non esagero quando dico che ne ho trovato conferma nell’ammissione expressis verbis di alcuni ferventi cattolici che senza saperlo confessavano una verità, il cui esito supera i più truculenti progetti attribuiti agli innocui musulmani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non discuto le folli argomentazioni che le mie orrecchie, in ore notturne, hanno ascoltato. Mi limito soltanto a quale sommaria riflessione sulla concezione e sul ruolo della donna che ne viene fuori. Dell’uomo in quanto necessario collaboratore della donna nella procreazione quasi non è parola. In una dottrina fatta di assurdità concettuali (la cosiddetta Fede)  che ha uno dei suoi punti di forza nell’Immacolata Concezione si può delegare allo Spirito Rinnovato il compito della necessaria supplenza.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/R5xvm2-dACI/AAAAAAAACII/1KZfaq0LfS0/s1600-h/9.Cardinal+Binetti.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/R5xvm2-dACI/AAAAAAAACII/1KZfaq0LfS0/s200/9.Cardinal+Binetti.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5160121986442919970" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; In sostanza, alla donna è negato qualsiasi diritto in tutta questa faccenda. Al massimo la si considera una mentecatta che deve essere convinto con le buone o con le cattive se per caso per un qualsiasi motivo decidesse che un figlio proprio non lo vuole. Se non poteva abortire in passato una donna abbandonava il fardello del suo grembo davanti alle porte di chiese e conventi. Da qui si sono originati i tanti cognomi come Diotiallevi, Diodati, Esposito e simili. Oggi paiono più comodi e sicuri i cassonetti della spazzatura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per chi abbia visto la serie di Alien credo che sia questa l’immagine più efficace che gli Spiriti Rinnovati hanno della donna, cioè un ventre dentro il quale si genera un mostro a scapito e contro la volontà della gestante.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/R5xuLm-c__I/AAAAAAAACHw/UBiYgOOrUKA/s1600-h/7.alien3.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/R5xuLm-c__I/AAAAAAAACHw/UBiYgOOrUKA/s200/7.alien3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5160120418779856882" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Si ha un bel dire che esistono norme di divieto all’aborto senza sanzioni per la donna. Se  anche fosse così, basterebbe il peso e le conseguenze di una gravidanza non voluta a costituire la maggiore sanzione. Visto he siamo in tema di spirito si potrebbe rappresentare il punto di vista di chi dovendo per forza nascere si trova destinata al cassonetto delle immondizie sia che ce lo metta la madre al suo trionfale ingresso nel mondo sia che a mettercelo sia l’organizzazione sociale benedetta dal sigillo papale. Ma si tratta di un assente cui si può attribuire di tutto ed il contrario di tutto. Al massimo la pietà verso la donna si esprime in non ben precisati “aiuti”, che quando non hanno i connotati dell’elemosina si rivelano le classiche promesse da marinaio, magari di quello stesso marinaio che sceso dalla nave in una notte di “peccato” ha ingravidato una fanciulla inesperta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, mi sembra che gli argomenti degli Spiriti Ringalluzziti facciano acqua da tutte le parti e non voglio attardarmi in una facile critica. Saranno le donne – se lo vorranno – a combattere per la loro libertà e dignità di esseri umani. Senza nulla sapere di embriologia e di genetica il filosofo&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Hobbes&lt;/span&gt;,&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/R5xyIG-dAEI/AAAAAAAACIY/0E9E8dMT3lI/s1600-h/11.Hobbes.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/R5xyIG-dAEI/AAAAAAAACIY/0E9E8dMT3lI/s200/11.Hobbes.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5160124756696825922" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; per me assai più lucido e attuale dei Divini Ispirati, attribuiva alla donna un diritto di vita e di morte sul figlio non già al momento dell’aborto, ma addirittura quando era già nato. Infatti, se la madre avesse deciso di abbandonarlo in tenera età, lo avrebbe messo a morte perché il figlio generato non sarebbe stato capace di provvedere a stesso. Ed oggi nelle condizioni richieste dalla nostra società non lo è spesso neppure a trent’anni di età.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma perché gli Spiriti Rinnovati hanno deciso di dare battaglia al mondo intero, già oberato da sei miliardi di bocche, per una causa tanto manifestamente assurda e illiberale? Non credo ad una sola parola dei loro assurdi ideologismi. Credo che una spiegazione convincente la si possa trovare in un disegno globale di dipendenza e subordinazione sociale. La famiglia, soprattutto in Italia, è la principale struttura della trasmissione dei ruoli sociali. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/R5xw92-dADI/AAAAAAAACIQ/jIRwzSaI6CQ/s1600-h/10.peccato+etico.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/R5xw92-dADI/AAAAAAAACIQ/jIRwzSaI6CQ/s200/10.peccato+etico.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5160123481091538994" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il figlio è destinato nella stragrande maggioranza dei casi a perpetuare il ruolo sociale del padre sia che si tratti di un ruolo vantaggioso sia che si tratti di un ruolo a perdere. Forse la più grande rivoluzione di questa forma dell’oppressione sociale la si potrebbe avere se la paternità e la maternità non venisse intesa come lo scotto da pagare anche per un solo momento di piacere sessuale: il peccato agostiniano! Si noti, infatti, che per i nostri Santi Spiriti Rinnovati non solo l’aborto è un peccato ma anche ogni pratica contraccettiva. Mah! Se ogni uomo e ogni donna potessero decidere di comune accordo, o anche la sola donna che nella faccenda ha la parte maggiore dell’onere procreativo, potessero votare sul tipo di società e sulle concrete possibilità di vita ed esistenza della creatura da loro generata, sarebbe questa la più grande delle decisioni loro concesse. Altro che democrazia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se per caso ritenessero che il modello di società non è almeno per loro concretamente accettabile, potrebbero rifiutare il ruolo di  riproduttori forzati. I padroni di fabbriche  con centinaia di dipendenti  dovrebbero praticare  non più il cattolicesimo, ma la religione islamica dove non vi è limite al numero di mogli.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/R5xqCG-c_-I/AAAAAAAACHo/owpasD0un3g/s1600-h/6.Cassonetto.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/R5xqCG-c_-I/AAAAAAAACHo/owpasD0un3g/s200/6.Cassonetto.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5160115857524588514" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Potrebbero così generare loro stessi i dipendenti delle loro fabbriche  e trattandosi di loro figli si può ben sperare che ne avrebbero maggiore cura. Probabilmente diminuirebbero gli incidenti mortali sul lavoro. E così si può dire per tutti gli altri ruoli sociali che di per sé non garantiscono  la quarta o la terza settimana di sopravvivenza, per se e per la propria famiglia.  Sempre più spesso si vedono nelle nostre città persone che rovistano nei sacconetti delle  immondizie alla ricerca di cose utili. Capita qualche volta  che trovino qualche infante abbandonato. Le leggi non consentono più di farne uno schiavo da cui trarre utile.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8091578991699990058-7231280316406238132?l=criticadelcattolicesimo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/feeds/7231280316406238132/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8091578991699990058&amp;postID=7231280316406238132' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/7231280316406238132'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/7231280316406238132'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2008/01/moratoria-sullaborto-perch-lo-fanno.html' title='Moratoria sull’aborto: perché lo fanno? Riflessioni su un nuovo attacco integralista alla società.'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/R5xvmm-dAAI/AAAAAAAACH4/WMk4P2GtWrM/s72-c/7.Ferrara.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8091578991699990058.post-1753230659116660314</id><published>2008-01-22T01:02:00.000-08:00</published><updated>2008-01-22T03:28:42.528-08:00</updated><title type='text'>Alla Sapienza, nella Facoltà di Scienze Politiche si discute: poteva o non poteva parlare il papa?</title><content type='html'>Versione 1.1&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;testo in progress&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel Consiglio di Facoltà di Scienze Politiche, alla Sapienza, ieri pomeriggio, lunedì 21 gennaio 2008, alle ore 16 si è deciso ad un certo di invertire l’ordine del giorno dei lavori. Ciò che era all’ultimo punto, alle varie ed eventuali, è stato anticipato per un fatto casuale e su ordinarie questioni di Facoltà. In modo del tutto imprevisto si è quindi sollevato un dibattito sulla recente mancata visita del papa che ha scagliato il nostro Ateneo sulla prima pagine non solo dei giornali e delle televisioni italiane, ma non vi è stato nel mondo intero chi non abbia rivolto la sua attenzione verso di noi. Ed io insisto nel ritenere l’evento di notevole rilevanza e tale da essere ricordato anche in futuro nei libri di storia. Pertanto non è cosa futile il parlarne, anche se le ultime notizie sulla responsabilità della mancata visita fanno sorgere una comica crisi diplomatica fra Stato italiano e Vaticano, l’uno dicendo il papa non era venuto su consiglio del governo italiano e quest’ultimo smentendo nettamente di aver dato un simile consiglio, avendo garantito l’assoluta sicurezza ed incolumità del Pontefici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ho tenuto un resoconto stenografico della Seduta del Consiglio di Facoltà, ma lo ricostruisco ora a mente e secondo le impressioni ricevute. I Colleghi di Facoltà mi perdoneranno eventualmenti omissioni o involontari travisamenti. È già adesso concessa loro ogni possibilità di rettifica e di loro intervento se vorranno onorare questo mio Blog della loro attenzione. Inizio da un breve colloquio con il collega prof. Zanghì che mi chiedeva se avevo ricevuto una sua lettera che lui aveva trasmesso alla Segreteria perché la inoltrasse a tutti i colleghi: gli ho detto di non aver ricevuto una simile lettera e che ero interessato a conoscerne il contenuto. Come poi ha precisato nel dibattito, egli contestava alcune notizie date dal telegiornale secondo cui la Facoltà di Scienze Politiche si sarebbe pronunciata non ricordo bene se a favore o contro la visita del papa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io mi sono perso un’intervista televisiva del preside prof. Lanchester dove egli salutava positivamente la visita del papa, ma nella stessa intervista veniva tagliata la parte in cui diceva che considerava del tutto sbagliato da parte del Rettore l’invito a tenere una Lectio magistralis di inaugurazione a chi in fondo veniva come Vescovo di Roma, cioè in una veste potremmo dire “incongrua” in un’università laica. Se non ho mal inteso, il prof. Zanghì deplorava invece il fatto che la Facoltà di Scienze Politiche era fra quelle schierate decisamente contro la visita del papa, quando la Facoltà in quanto espressa dal suo Consiglio non si era espressa in nessun modo: né a favore né contro. È tuttavia vero – come ha confermato uno Studente presente in Consiglio – che gli Studenti di Scienze Politiche insieme a quelli di Fisica hanno organizzato il dissenso studentesco sulla visita del papa. Queste all’incirca i fatti e le posizioni delle diverse componenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Or bene il papa è stato segno di divisione anche all’interno della nostra Facoltà, o meglio direi causa di confusione perché erano e sono diverse i punti di vista su cosa la visita del papa potesse significare. La semplificazione a mio avviso più lontana dal vero è che si trattasse di una questione di libertà di parola o di pensiero. In particolare, su questo punto il collega professor Somogy voleva mettere a votazione il quesito una persona che fosse stata invitata (ma da chi?) aveva poi il diritto di parlare. Intanto, si è chiarito che il Senato accademico non era stato minimamente investito della questione e quindi la decisione era unicamente del Rettore: una decisione improvvida, stigmatizzata con termine variamente coloriti dentro e fuori della Sapienza. Pur avendo alzato la mano, non sono riuscito a parlare ai maggiori Colleghi, ma poi non ho insistito perché la mia posizione è stata egregiamente espressa dal collega Ceccanti che ha posto una pregiudiziale sulla proposta del prof. Somogy: a netta maggioranza i Colleghi hanno deliberato che la proposta di voto del prof. Somogy non era ammissibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il resto, riguardo alla mia personale veduta sull’intera faccenda, io proprio qualche giorno prima avevo sentito l’irrefrenabile impulso di scrivere una mia lettera e al Preside di facoltà ed al Pro Rettore, dove anche chiedeva se da parte loro vi fossero motivi ostativi a che io rendessi pubblico il tenore della mia Lettera scritta di getto senza eccessiva cura alla sua forma. Mi pare adesso opportuno riproporla qui come se fosse stato il mio mancato intervento in Consiglio di Facoltà, dove avevo pur chiesto la parola. La riproduco integralmente per come è stata spedita, ma mi riservo di modificarla e per la sua forma e per la sua sostanza:&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Egregio Preside&lt;br /&gt;Prof. Fulco Lanchester,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E  p.c. al pro Rettore&lt;br /&gt;Prof. Luigi Frati&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Desidero renderLe noto che i fatti in oggetto mi hanno creato e mi creano crescenti problemi di coscienza per un verso e per un altro problemi di carattere deontologico.&lt;br /&gt;Non so come lei valuti i fatti recenti e non le scrivo per conoscere la sua pur interessante opinione al riguardo: non per questo le scrivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo che per ognuno di noi sia increscioso dover parlare di se stessi e magari ricostruire la propria autobiografia. Una forma di vanità che è saggio evitare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia, è quanto mai opportuno che Le significhi che io dagli anni 1970 al 1975 sono stato Studente della Facoltà dove oggi mi trovo nella condizione professionale che lei ben conosce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma sono stato uno Studente così accanito che non credo la nostra Facoltà nella sua storia abbia avuto eguale: non ho mai saltato una Lezione in tutti i quattro anni legali di quei corsi al cui esame ero tenuto e nel tempo che residuava fra una lezione e l’altra frequentavo corsi di mio interesse, senza essere iscritto al relativo esame. Di questi corsi ricordo come importanti e significativi la Lettura di Kant ed Hegel a cura di Gennaro Sasso presso la vicina facoltà di Filosofia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era allora per me  – in quanto Studente non occasionale, ma profondamente organico all’Università che mi ero scelta – assolutamente qualificante ed essenziale il carattere LAICO della Sapienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa “laicità”, almeno per come da me intesa in quei cinque anni in cui scelsi di essere Studente della Sapienza, è stata ora profondamente compromessa nella sua immagine dall’improvvida decisione poi malamente abortita, del Rettore Guarini di affidare la Lectio magistralis ad un pontefice, che tutto può essere meno che un laico e un liberale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come docente ricercatore di questa Università, privo di potere e mai amante del potere, mi attribuisco minor titolo e dignità dello Studente che fui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non so quali iniziative verrò assumendo a difesa di una laicità della Sapienza che sento gravemente minacciata, ma la prego di tener conto di questo mio stato d’animo e di trasmetterlo al Rettore, al quale dissi espressamente in occasione della sua elezione che – non avendolo io votato – mi auguravo che le opinioni sulle quali mi ero basato per non votarlo potessero nel prosieguo del suo mandato rivelarsi erronee ed i miei timori infondati. Egli ha purtroppo superato le mie più pessimistiche previsioni e per quello che riguardava il mio status di ricercatore (per il quale non ho più nessun interesse) ed ora a quel che vedo anche per quella condizione di laicità, da me ritenuta acquisita e per la quale nell’anno della mia immatricolazione avevo instaurato un rapporto esistenziale con questa Università che dura a tutt’oggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se crede, può trasmettere questa mia direttamente al Rettore pro tempore Guarini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antonio Caracciolo,&lt;br /&gt;già Studente della Sapienza negli anni 1970-75&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Post Scriptum: la prego di comunicarmi per tempo l’esistenza di motivi ostativi alla diffusione internet della presente ovvero comunicazione ai giornali.&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;Mentre i Colleghi si accaloravano su questioni di libertà di pensiero e di parola, la mia mente andava a fatti di neppure un anno fa. Si sa che la memoria e corta e come autorevolmente potrebbe insegnare Sua Santità qualcuno tanto tempo fa ammoniva a levare la trave dal proprio occhio piuttosto che la pagliuzza dall’occhio altrui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche altri Colleghi hanno fatto intendere di considerare visita del papa una questione di libertà di parola, non una questione di laicità dell’Ateneo, come io invece fermamente ritengo. Del resto, ormai non si sa più quale significato dare alla parola laico. Sembrerebbe che ad esser laico sia proprio il papa, mentre tutti gli altri che non indossano abiti talari non sarebbero affatto. È anche questo un segno dei tempi: ciò che una volta era ovvio oggi non lo è più, o almeno per taluni. Per me la nozione continua ad essere chiara e probabilmente anche per i 67 firmatari della lettera al Rettore e gli studenti che non mandano lettere ma protestano inscenando manifestazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel maggio dello scorso anno vi fu un evento mediatico di segno opposto. Si trattava non di far parlare qualcuno, ma di NON farlo parlare. Addirittura per non farlo parlare il Rettore dell’università di Teramo ed il Preside della Facoltà teramana di Scienze Politiche chiusero i portoni dell’Università. Mi sembra che il ministro Mussi si sia complimentato con il Rettore teramano per aver chiuso la Facoltà al lodevole scopo di non far parlare non importa chi, ma fosse stato uno scimpanzé in grado di parlare a maggior ragione lo si doveva far parlare, se veramente e non solo quando fa comodo si intende rispettare l’art. 21 della costituzione. Si trattava di Robert Faurisson e le vicende minute di quell’evento possono esser lette in altri due miei blogs: &lt;a href="http://clubtiberino.blogspot.com/%20"&gt;Club Tiberino&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://civiumlibertas.blogspot.com/"&gt;Civium Libertas&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui di inedito rivelo che allora, ma solo per dare contenuto all’art. 21 della costituzione, proposi al preside della mia Facoltà, prof. Lanchester, di accogliere la persona cui era stata platealmente ed inequivocabilmente negata la libertà di parola, Robert Faurisson, di poter parlare nell’ambito del mio Seminario, peraltro formalmente chiuso. Non avevo nessuna intenzione di fare del sensaziolismo e per questo sottoposi la mia decisione alla delibazione di Preside di Facoltà, di Direttore del Dipartimento ed anche della Collega del mio stesso ambito disciplinare. Il Preside mi disse allora che aveva ricevuta analoga richiesta da altro autorevole Collega, ma che lui aveva sentito sulla questione il parere degli Storici della Facoltà, i quali erano contrari ad un simile invito e coinvolgimento della Facoltà. Salomonicamente mi fu detto che non era sacrificata la mia autonomia e libertà didattica, ma che si trattava di una questione di oppoortunità, alla quale peraltro io stesso convenivo: se gli “ebrei romani” avevano rotto una costola al vicequestore teramano, scambiato per un pro libertà di parola a Faurisson, mi potevo certamente immaginare contestazioni  che non amavo certo provocare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed allora, miei cari colleghi Storici di facoltà, se tanto vi preoccupate della libertà di parola del papa che parla e come, pure troppo a mio avviso, come mai che non avete un’eguale sensibilità quando si tratta di far parlare non su articoli di fede (Immacolata Concezione, Assunzione in Cielo, Infallibilità, ecc), ma su questioni storiche, sia pure controverse, persone il cui unico reato è quello di aver scritto libri, che potranno apparire a voi assurdi ed infondati, ma spero non tali da meritare il carcere? Nella sola Germania, se &lt;a href="http://civiumlibertas.blogspot.com/2007/12/liberta-di-parola.html"&gt;le mie fonti&lt;/a&gt; sono attendibili, ogni anno 17.000 persone vengono incriminate per reati di opinione e le carceri d’Europa sono piene dei cosiddetti “negazionisti”. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;C’è del marcio nel regno di Danimarca&lt;/span&gt;, se le cose vanno in questo modo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8091578991699990058-1753230659116660314?l=criticadelcattolicesimo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/feeds/1753230659116660314/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8091578991699990058&amp;postID=1753230659116660314' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/1753230659116660314'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/1753230659116660314'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2008/01/alla-sapienza-nella-facolt-di-scienze.html' title='Alla Sapienza, nella Facoltà di Scienze Politiche si discute: poteva o non poteva parlare il papa?'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8091578991699990058.post-5275041068926249706</id><published>2008-01-20T15:26:00.000-08:00</published><updated>2008-01-21T04:59:44.582-08:00</updated><title type='text'>L’università di Roma “La Sapienza” respinge l’integralismo sanfedista</title><content type='html'>Versione 1.0&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Sono finito nell’indirizzario di Magna Carta perché avevo dato la mia email in occasione del convegno sulla “democratizzazione forzata” del paesi mediorientali, un ignobile ed infame convegno volto a preparare l’opinione pubblica italiana ed europea ad una nuova guerra contro l’Iran, caratterizzata dalle stesse menzogne che hanno preceduto la guerra contro l’Iraq, che è costata qualche milione di morti. Adesso l’Occidentale di Quagliarello si distingue per una nuova bravata. Pensa di chiamare a raccolta il conformismo accademico italiana, per firmare un appello tanto sciocco quanto mistificatorio dei fatti. Ho da poco aperto la posta ed è tardi e sono stanco. Non posso scrivere perciò con l’abituale fluidità. Non voglio tuttavia indugiare a rispedire al mittente l’Appello che ho ricevuto e che riporto subito di seguito. Ad esso segue la mia risposta che è stata spedita alla Redazione dell’Occidentale. Vedo però che lo stesso testo è pubblicato nel blog dell’ineffabile Giorgio Israel, che con l’occasione combatte una nuova battaglia, dopo che Odifreddi gli ha ricordato le suo occupazione nel foglio parafascita «Informazione Corretta». Ne è seguita una divertente diatriba per i quali rinvio i lettori di questo blog ad altro mio sito. Qui ora l’ignobile testo lanciato da suppongo Quagliarello, con il quale mi compiaccio di trovarmi nello stesso partito di FI per potermi a lui contrapporre:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L’università non può arrendersi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;[Appunto, non intendo arrendermi davanti ai vostri attacchi sanfedistici!&lt;/span&gt;]&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il bavaglio degli studenti&lt;/span&gt;, [quale bavaglio? degli studenti o «agli» studenti¡] &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;la voce dei docenti&lt;/span&gt; [&lt;span style="font-style: italic;"&gt;quale voce? Quella di Quagliarello dalla Luis o la mia dalla “Sapienza”? Non esiste per tutti la libertà di insegnamento in questo Paese governato dal Vaticano?&lt;/span&gt;]&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;QUESTO E' UN APPELLO PROMOSSO DA UN GRUPPO DI DOCENTI UNIVERSITARI.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;CHI VUOLE ADERIRE E' PREGATO DI FARLO AL SITO DE L'OCCIDENTALE E DI INVITARE AMICI E COLLEGHI A FARLO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;http://www.loccidentale.it/ (oppure cliccando direttamente sul titolo)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Che Benedetto XVI sia stato costretto a rinunciare a tenere il suo discorso durante l’inaugurazione dell’anno accademico all’Università “La Sapienza” di Roma è un fatto di gravità inaudita. È un’offesa per tutti coloro che hanno a cuore la concordia civile nel nostro Paese, che credono nella laicità delle istituzioni e che proprio per questo difendono come una preziosa risorsa civile il diritto della religione a esprimersi nello spazio pubblico. Ma il fattaccio de “La Sapienza” costituisce soprattutto un’offesa all’Università, allo spirito di libertà, verità, dialogo e tolleranza che dovrebbe animarla; è il segno di una crisi, sulla quale si dovrebbe aprire una grande discussione pubblica. Non è ammissibile che “La Sapienza” sia potuta diventare, anche se solo per un giorno, il luogo della più intollerante ideologia, né sono ammissibili certi penosi tentativi di sminuire l’accaduto, quasi che si sia trattato di una goliardata qualsiasi. Non doveva accadere. Si doveva fare in modo che non accadesse. Punto.&lt;br /&gt;Unendoci a tutti coloro, moltissimi, che in questi giorni hanno fatto sentire a Benedetto XVI la loro vicinanza e solidarietà, riteniamo che ci sia comunque un modo per riparare, almeno in parte, all’offesa che gli è stata arrecata: è quello di prendere sul serio le parole che avrebbe voluto rivolgere di persona all’intera comunità accademica della Sapienza. Sono parole che denotano una grande passione per l’uomo, per la verità e per la libertà. È precisamente questa passione che tutti, professori e studenti, dobbiamo ritrovare. L’Università deve tornare a interrogarsi seriamente su se stessa, sul senso della sua missione, sul contributo che ha saputo dare al dispiegamento di una cultura politica laica e pluralista; non può arrendersi, direbbe Benedetto XVI, “davanti alla questione della verità”, altrimenti sarà sempre esposta al pericolo che certi tristi episodi come questo possano verificarsi di nuovo.&lt;br /&gt;primi firmatari:&lt;br /&gt;Elena Aga Rossi — Università de L'Aquila e Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione&lt;br /&gt;Sergio Belardinelli — Università degli Studi di Bologna&lt;br /&gt;Marco Bersanelli — Università Statale di Milano&lt;br /&gt;Giancarlo Cesana — Università degli Studi di Milano Bicocca&lt;br /&gt;Valentina Colombo — Institute for Advanced Studies di Lucca&lt;br /&gt;Luigi Compagna — LUISS - Libera Università degli Studi Sociali "Guido Carli"&lt;br /&gt;Raimondo Cubeddu — Università degli Studi di Pisa&lt;br /&gt;Marcello Fedele — Università degli Studi di Roma "La Sapienza"&lt;br /&gt;Bruna Ingrao — Università degli Studi di Roma "La Sapienza"&lt;br /&gt;Giorgio Israel — Università degli Studi di Roma "La Sapienza"&lt;br /&gt;Assuntina Morresi — Università degli Studi di Perugia&lt;br /&gt;Paola Navotti — Università degli Studi di Milano Bicocca&lt;br /&gt;Giovanni Orsina — LUISS - Libera Università degli Studi Sociali "Guido Carli"&lt;br /&gt;Gaetano Quagliariello — LUISS - Libera Università degli Studi Sociali "Guido Carli"&lt;br /&gt;Lucetta Scaraffia — Università degli Studi di Roma "La Sapienza"&lt;br /&gt;Luigi Ventura — Università degli Studi di Roma "La Sapienza"&lt;br /&gt;Victor Zaslavsky — LUISS - Libera Università degli Studi Sociali "Guido Carli"&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;Respingo al mittente il vostro appello e confermo la mia piena solidarietà ai 67 Colleghi di Fisica. Restano per me incomprensibili i motivi che hanno indotto il Rettore Guarini ad affidare al Pontefice quella ”Lectio magistralis” che per consolidata tradizione è sempre stata tenuta da un docente della stessa Sapienza. Tutti i giorni diversi dall’inaugurazione dell’anno accademico restano disponibili per docenti visitatori provenienti da ogni parte del mondo. In un contesto adeguato possono certamente parlare alla Sapienza i rappresentanti di ogni credo religioso. Se tanto lo desidera Sua Santità, sono ben lieto di ospitare una sua lezione nell’ambito dei miei seminari: è falso che non lo si voglia far parlare nel mio Ateneo. Un’università laica come la Sapienza non è tuttavia il luogo adatto per chi vuol fare apostolato. Da Studente per fruire di un insegnamento autenticamente laico scelsi nel lontano 1970 di immatricolarmi alla “Sapienza” invece che in uno dei numerosi istituti cattolici esistenti nella Capitale. Come Docente conservo la stessa idea di laicità che mi fu trasmessa quando ero Studente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giudico infame e vergognoso il linciaggio mediatico di questi giorni che confermano soltanti i miei sospetti sulla natura del tentativo. La gran cagnara ad arte orchestrata non mi intimidisce e rivendico il mio diritto a non essere cattolico: chi vuol esserlo lo sia, ma si lasci me in pace nella quiete dei miei studi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante il fascismo furono solo 12 professori che rifiutarono il giuramento al regime. Adesso per lo meno sono stati in 67: la mia firma è mancata per non averlo io saputo in tempo, ma posso ben aggiungerla adesso. Se anche mai la stragrande maggioranza dei Colleghi del mio Ateneo aderisse al vostro vergognoso appello, io andrò fiero per non averlo fatto: et si omnes ego non!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vedo tuttavia tra i vostri primi firmatari anche in nome di tal Giorgio Israel, redattore della testata sionista che nello scorso anno si è distinta per l’infame censura di Robert Faurisson presso l’università di Teramo. Fu quella vera, oggettiva, indiscutibile negazione della libertà di parola che resta autentica vergogna nella storia dell’università italiana. Cosa facevate allora illustri o miei illustri signori che vi ergete adesso a difensori della libertà di parola… del Papa! Fate ridere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Respingo al mittente con sommo sdegno il vostro appello!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8091578991699990058-5275041068926249706?l=criticadelcattolicesimo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/feeds/5275041068926249706/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8091578991699990058&amp;postID=5275041068926249706' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/5275041068926249706'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/5275041068926249706'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2008/01/luniversit-respinge-lintegralismo.html' title='L’università di Roma “La Sapienza” respinge l’integralismo sanfedista'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8091578991699990058.post-6216968661167885439</id><published>2008-01-20T03:58:00.000-08:00</published><updated>2008-01-20T05:52:53.383-08:00</updated><title type='text'>Né sapienza né fede né libertà: il nuovo sanfedismo alla Gasparri, Fisichella, Ruini</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Versione 1.0&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;testo in progress&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre piovono i fulmini cristiani della scomunica sulla “Sapienza” io grazie alla dea Minerva me ne sto tranquillo nel mio fortilizio ad osservare gli eserciti sanfedisti che sfilano in piazza San Pietro.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/R5M-fLs5aEI/AAAAAAAACCo/cM5NfHH5RaI/s1600-h/IMG_0736.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/R5M-fLs5aEI/AAAAAAAACCo/cM5NfHH5RaI/s200/IMG_0736.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5157534703707318338" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Il fatto è di quelli epocali nella storia di un paese ed io ho la consapevolezza di vivere questo momento. A considerare l’entità visibile degli opposti eserciti dovrei aver paura: tutti loro grandi e grossi ed io piccolo piccolo con pochi altri dispersi e scollegati qua e là. Sono già annunciate ritorsioni in fatto di nomine e finanziamenti alla ricerca. Addirittura il politico Gasparri ha chiesto che vengano denunciati i 67 che firmarono una richiesta al Rettore Guarini perché ritirasse l’incongruo invito fatto al papa affinché tenesse lui quella Lectio magistralis che normalmente per consolidata tradizione veniva svolta da un docente della stessa università: quali possa essere il titolo di reato non sono finora riuscito ad immaginarmelo. Ma non è così, anche se sono consapevole che la vita sarà resa difficile a quei temerari che hanno osato dire no al rito del bacio della Santa Pantofola. La Santa Pantofola? Si! È quanto è emerso da un serrato dibattito interno alla lista fra me, fondatore e proprietario della Lista, ed uno dei cattolici ammessi ed iscritti. Discepolo di Minerva, quando mi trovo ferventi cattolici, ovvero pii cristiani, non ho mai avuto alcun benché minimo interesse a far prevalere una mia pretesa superiorità sui segreti insondabili dei cultori&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(segue)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8091578991699990058-6216968661167885439?l=criticadelcattolicesimo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/feeds/6216968661167885439/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8091578991699990058&amp;postID=6216968661167885439' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/6216968661167885439'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/6216968661167885439'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2008/01/n-sapienza-n-fede-n-libert-il-nuovo.html' title='Né sapienza né fede né libertà: il nuovo sanfedismo alla Gasparri, Fisichella, Ruini'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/R5M-fLs5aEI/AAAAAAAACCo/cM5NfHH5RaI/s72-c/IMG_0736.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8091578991699990058.post-4938706123032145698</id><published>2008-01-19T01:40:00.000-08:00</published><updated>2008-01-19T13:59:12.649-08:00</updated><title type='text'>Le motivazioni addotte per la mancata visita apostolica</title><content type='html'>Versione 1.1&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È stata data come spiegazione della mancata visita del papa la motivazione che pur essendo garantita la sicurezza (al papa) del 1000 per cento, Egli non sia venuto per il timore che da possibili incidenti fra i manifestanti qualcuno, magari scivolando sul bagnato, potesse farsi male e perciò la sua paterna magnanimità lo avrebbe indotto a soprassedere. Come docente ricercatore della Sapienza dico subito che sono ben lieto che comunque non sia venuto, in una circostanza assolutamente impropria, incongrua, inopportuna foriera di ulteriori disatri: se lo desidera, potrò assai di buon grado invitarlo a parlare nell’ambito dei miei seminari su temi a lui pertinenti. Mai il Rettore Guarini avrebbe dovuto fargli un invito a tenere la &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Lectio magistralis&lt;/span&gt; di apertura dell’anno accademico: contrariamente alle tradizioni accademiche consolidate della Sapienza, che trova a ciò deputati docenti della stessa università “La Sapienza”. Confermo la mia solidarietà ai 67 Colleghi che hanno inoltrato al Rettore una lettera affinché fosse revocato l’invito. Ai detrattori dei 67 Colleghi che adducono il carattere minoritario del numero 67 dico loro che sarei stato ben lieto di aggiungere la mia firma (per quel che vale) alla loro, se fossi stato informato della loro iniziativa. Come me ritengo che la stragrande maggioranza dei docenti sia rimasto all’oscuro di ciò che stava maturando fino a quando lo “scandalo” non ha portato una grande pubblicità all’evento. Ritengo che in sordina fosse stata preparata una sorta di manovra volta a far perdere alla Sapienza quel carattere di laicità che ha sempre avuto e che nel lontano da studente 1970 mi indusse a scegliere proprio “La Sapienza” rispetto ad altre sedi universitarie dichiaratamente confessionali. In realtà, varie e diverse possono essere state le ragioni per le quali il papa ha ritenuto &lt;span style="font-style: italic;"&gt;saggiamente&lt;/span&gt; di non venire, ma nessuna di queste corrisponde alle motivazioni fornite. Il che dimostra una insincerità che decisamente stona con il magistero morale che il papa pretende di esercitare.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8091578991699990058-4938706123032145698?l=criticadelcattolicesimo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/feeds/4938706123032145698/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8091578991699990058&amp;postID=4938706123032145698' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/4938706123032145698'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/4938706123032145698'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2008/01/le-motivazioni-addotte-per-la-mancata.html' title='Le motivazioni addotte per la mancata visita apostolica'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8091578991699990058.post-1412873983652060796</id><published>2008-01-17T12:22:00.000-08:00</published><updated>2008-01-17T12:55:35.607-08:00</updated><title type='text'>Da «Civium Libertas»: 1. La mia posizione sulla visita del papa nella mia università</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mentre maturavano gli eventi mediatici che hanno posto la «Sapienza» al centro dell’attenzione avevo scritto i primi interventi nel blog &lt;a href="http://civiumlibertas.blogspot.com/"&gt;Civium Libertas&lt;/a&gt;. Riporto qui quegli articoli che si collocheranno nell’ambito di una mia personale critica al cattolicesimo che avevo avviato sulla scorta di un dibattito intorno al libro di Piergiorgio Odifreddi. Avevo poi trascurato questo blog non perché venuto meno il mio interesse per la critica del cattolicesimo, ma perché sopraffatto da altri impegni. Gli eventi della «Sapienza» che mi coinvolgono personalmente fanno ora ritornare con irruenza l’interesse per il progetto implicito in quel Blog. Riunisco qui, con adattamenti, miglioramenti e e sviluppi, i contributi già apparsi in &lt;a href="http://civiumlibertas.blogspot.com/"&gt;“Civium Libertas”&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://clubtiberino.blogspot.com/%20"&gt;“Club Tiberino”&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Versione 1.5&lt;br /&gt;Inizialmente apparso in&lt;br /&gt;&lt;a href="http://civiumlibertas.blogspot.com/"&gt;Civium Libertas&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;il 14.01.08, dove sono rimasti i primi commenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esprimo la mia posizione in merito ad un evento – la visita papale – di cui apprendo in pratica adesso, avendo letto le motivazioni dei 67 Colleghi fisici che hanno scritto al Rettore per chiedere il ritiro dell’invito al Papa. La mia irrinunciabile presa di posizione mi procura un certo imbarazzo con non pochi miei amici cattolici, tra i quali, proprio adesso, un gesuita, che mi ha appena chiesto di venire a casa mia per questioni di computer e con il quale eviterò di entrare in argomento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanti vogliono leggere la mia posizione, stesa rapidamente, possono trovarla &lt;a href="http://clubtiberino.blogspot.com/2008/01/il-papa-alla-sapienza-si-incomincia.html"&gt;qui&lt;/a&gt;, dove elaborerò le appropriate argomentazioni e la dovuta forma, se necessario, ma è cosa che faccio malvolentieri. Il tacere potrebbe essere tuttavia qualcosa di colpevole rispetto a quelli che sono i miei profondi convincimenti ed avverto il dovere di una pubblica presa di posizione, anche per non lasciare isolati Colleghi che si sono già esposti e con i quali mi sento solidale. Addirittura, il solito parlamentare tanto opportunista quanto pessimo cattolico, per non dire ipocrita, già propone per loro una denuncia e la solita lista di proscrizione. A questi Colleghi va perciò tutta la mia solidarietà, per quello che possa contare presso la più vasta opinione pubblica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando si parla di libertà di pensiero, di ricerca, di insegnamento è difficile non entrare in conflitto con la dommatica cattolica: un conflitto che dura da duemila anni e che ha visto infinite vittime sul terreno. Si usa racchiudere ciò nel binomio ragione e fede, una distinzione che a me suona ormai inaccettabile e stantia. Non voglio qui addentrami in una problematica per la quale ho predisposto un apposito blog tematico. Voglio invece richiamare brevemente la distinzione fra spazio pubblico e spazio privato della religione. Ad ognuno sono concessi degli spazi dove poter vivere nella specificità della propria natura e dei propri convincimenti. Orbene, Roma è popolata di chiese: quasi più chiese per chi vuol pregare che palazzi per abitare. Per quanto riguarda poi i rapporti del mondo universitario con la chiesa cattolica ognuno di noi docenti riceve tutti gli anni un invito dove è possibile andare in udienza dal papa, alla sala Nervi o al Laterano. Non ci sono mai andato! Esistono poi numerose università e facoltà che hanno una esplicita intitolazione religiosa (Santa Maria Assunta, San Pio, ecc.): i luoghi per l’«incontro» sono già innumerevoli. La “Sapienza”, dove mi sono laureato nel 1975 e dove da allora lavoro ininterrottamente aveva una sua caratterizzazione “laica”, che è ora gravemente compromessa, malgrado le acrobazie verbali del Rettore Guarini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La visita di Ratzinger – che in Parma tentò di attenuare la realtà di un processo che in condizioni di normale libertà non avrebbe dovuto neppure essere iniziato – assume i connotati di una conquista &lt;span style="font-style: italic;"&gt;manu militari&lt;/span&gt; dell’ultima area di resistenza di un pensiero che non vuole rinunciare alla sua laicità e non si arrende ai poteri forti. Non sono un fautore dello scontro di religione o della per me assurda contrapposizione credenti/non credenti, ma ritengo che il luogo della religione sia la chiesa, la cappella, il sacello, non un’università che può essere se stessa solo se conosce come sua regola il sano esercizio della ragione senza uso improprio della Fede e senza la minaccia del potere ecclesiastico che la interpreta autoritativamente. Nell’Aula Magna dell’Università di Roma La Sapienza campeggiano due grandi busti, di cui uno raffigura Galileo Galilei. Mi chiedo quale sofferenza venga ora nuovamente inflitta a chi non ebbe il coraggio di salire sul rogo per amore della verità ed accettò di abiurare ciò che sapeva esser vero pur di poter vivere. Da allora la lezione che fu data agli intellettuali fu che prima viene la pelle e con la pelle tutti i possibili interessi e solo dopo se non costa nulla la verità ed i propri convincimenti. Mi chiedo con quale coerenza il Rettore pensi di poter stare al suo cospetto e di poterlo anche lontanamente rappresentare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aggiorno questo post alla luce degli sviluppi successivi che hanno visto il papa nel frattempo rinunciare alla visita. Mi avvalgo anche del lucido anche se breve intervento di Stefano Rodotà in Ballarò. Rodotà che non ha firmato (neppure io) la lettera dei 67 docemti di Fisica si è però detto d’accordo e solidale con loro (pure io). Rodotà ha inoltre reso responsabile del pasticcio lo stesso Rettore Guarini, che dimostra di essere il peggior Rettore che io ricordi, non solo per questo fatto, ma anche per le sue promesse fraudolente in campagna elettorale, poi spudoratamente disattese. Rodotà ha giustamente rimproverato a Guarini di aver cercato l’evento mediatico con l’invito al papa. Detto invito si è subito rivelato un’inaudita enormità, per motivi che do qui per evidenti. Costretto a retrocedere, il Rettore ha combinato un ulteriore pasticcio: visto che è stato restaurata la Cappella universitaria (non me ne ero neppure accorto!), il papa sarebbe venuto per questa occasione, ma poi visto che si trovava a passare proprio nel giorno dell’inaugurazione dell’Anno Accademico, sarebbe venuto a fare un discorso in coda di celebrazione dell’Anno accademico: il tipico compromesso all’italiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ritengo che il papa abbia voluto giocare d’astuzia. Non mi gradiscono (ed è certamente vero) ed io perciò non ci andrò e potrò passare per vittima: non mi hanno fatto parlare. E vengo qui al nodo del problema. L’università, ogni università che si rispetto, è il luogo della libertà di parola oltre che della libertà di ricerca e di pensiero (ed il papato credo che storicamente abbia avuto qualche incompatibilità con questi istituti), ma libertà di parole e di pensiero va a braccetto con libertà di contraddittorio, cioè con discussione. Non pare che un papa sia avvezzo al contraddittorio ed alla discussione. Un papa è innazitutto un sacerdote, il cui fine non è la scienza, ma il culto e la religione. La sua presenza è stata avvertita come un tentativo di confessionalizzazione anche dell’Università di Roma La Sapienza, la più grande d’Europa. Ed anche per me la presenza del papa alla Sapienza, all’inaugurazione dell’Anno Accademico e nelle circostanze date, non avrebbe avuto alcun significato culturale, ma unicamente religioso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non esiste un problema di conoscenza del pensiero del papa, poiché è universalmente già noto e sono infinite le sue esternazioni e possibilità di comunicazione. Nulla di nuovo avrebbe potuto dire. Esisteva anche il concreto pericolo che, parlando sulla moratoria, avrebbe ben potuto sconfinare in tema di aborto, cosa che può ben fare e fa dalle finestre di San Pietro. Pronunciate le note posizioni vaticane dal pulpito della Sapienza, avrebbero avuto l’imprimatur della Sapienza stessa, coinvolgendo tutti i docenti che vi lavorano da una vita e che non avrebbero potuto dissociarsi con eguale evidenza. Ho finito di ascoltare il contradditorio tra Buttiglione, personaggio incredibile e Cini. Mi alterno fra scrivania e televisione. A Buttiglione, mia vecchia conoscenza, idealmente rispondo: Io non ho detto al papa: “Tu non devi parlare”. Per me tu parli già troppo. Se mai potrei dire: «Basta! Non ne posso più!» Inoltre Buttiglione ha già dimostrato la sua natura ed il potere clericale: in pratica la faranno pagare bocciando la nomina a presidente del CNR di uno dei 67 firmatari. La proposta parte da Luca Volonté. Questa dimostra gli strumenti di persuasione di cui dispone il cristianesimo ed il regime di terrore che esso introduce. Uno spaccato della vita politica italiana. Cini ha sostenuto un principio ragionevolissimo: il papa è il papa. All’Università la Sapienza avrebbe potuto svolgere solo un monologo, non un dialogo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiudo con una nota personale, sentendomi pienamente coinvolto. Se la visita del papa, persona a me ben nota per la sua immagine pubblica, era a me specificamente rivolta, sarebbe stata del tutto improduttiva ed assolutamente imbarazzante per quelli che sono i miei convincimenti religiosi. Se la visita non mi riguardava in nessun modo, pur essendo io a pieno titolo parte integrante della Sapienza molto più di Buttiglione e dei tanti che hanno parlato minaccaindo tuoni e fulmini, sarei stato ben lieto di disinteressarmi dell’evento, come già feci quando il Cardinale Ratzinger venne in Teramo nella mia facoltà di allora e senza minimamente disturbare la celebrazione dell’evento: già allora ed ancora oggi non ritengo che il mio sapere si costruisca partendo da Ratzinger e si fondi su di lui. Non credo che possa venirmi imputata dell’ignoranza perché ritengo di conoscere tutto quello che Ratzinger possa dire: non sono d’accordo e non ne accetto i contenuti. Ho pieno diritto di svolgere il mio lavoro scientifico senza dover sottostare alle encicliche papale. Ho pieno diritto di seguire altre vie filosofiche da quelle indicate dal papa Ratzinger. Naturalmente, non contesto né l’ho mai fatto al papa di tenere le sue prediche ed i suoi discorsi, ma essi riguardano in prevalenza la comunità dei suoi fedeli: non sono fra questi! E non mi si puà chiedere di farne parte a forza. Era ciò che stava per avvenire alla Sapienza. Quanto agli Studenti che hanno un loro modo di esprimersi fatto soprattutto di gestualità contesto le accuse loro rivolte da Buttiglione: la loro non è stata una protesta violenta. A differenza delle persone mature che ascoltano e nascondono il loro eventuale dissenso, anche per timore di ritorsioni (vedi minaccia di non conferma della nomina a presidente del CNR per essere stati fra i 67 firmatari), gli studenti si esprimono con chiarezza e senza timore. È un loro diritto ed una loro virtù. Quanto poi al fatto che siano una sparuta minoranza, è argomento innazitutto da verificare ma in ogni caso trattasi di questione che non si decide con votazione di maggioranza: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;et si omnes ego non&lt;/span&gt;! La mancata visita del papa alla Sapienza non è assolutamente un problema di libertà di pensiero e di parola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8091578991699990058-1412873983652060796?l=criticadelcattolicesimo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/feeds/1412873983652060796/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8091578991699990058&amp;postID=1412873983652060796' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/1412873983652060796'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/1412873983652060796'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2008/01/da-civium-libertas-1-la-mia-posizione.html' title='Da «Civium Libertas»: 1. La mia posizione sulla visita del papa nella mia università'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8091578991699990058.post-4849680089340772255</id><published>2008-01-17T08:32:00.000-08:00</published><updated>2008-01-17T09:11:53.402-08:00</updated><title type='text'>Cronache dalla Sapienza</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non ho nulla da raccontare perché questa mattina sono giunto troppo tardi, quando tutto era già finito ho quasi. Rispetto al percorso abituale ho dovuto fare giri incredibili con la macchina accumulando ulteriore ritardo. Non ho mai vista tanta polizia. Ed è questo già un elemento stonato: secondo la vecchia tradizione una polizia mai o quasi mai dovrebbe entrare nelle unversità, meglio mai che quasi mai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ai Lettori abituali di questo Blog comunico che concentrerò qui le mie prese di posizione sulla vicenda La Sapienza, trasferendo qui testi iniziati altrove e scrivendo quelli nuovi. ieri sera in Porta a Porta ho potuto seguire il dibattito che ha visto tre contro tre schierati: da una parte Buttiglione (il più fondamentalista), Fisichella prete rettore di una università pontificia, la Lateranense, e collegato dalla sede del “Foglio” l’ineffabile Giuliano Ferrara, di cui forse la più qualifica accademica è stata quella di “analista” della CIA ai tempi di Craxi, secondo una qualifica che se non vado errato è lui stesso ad aversi attribuito. In virtà di una così alta qualifica ha gratificato di contumelie ed insulti i docenti della Sapienza miei colleghi firmatari della nota Lettera. Certe cose non si possono dimenticare e noi faremo tesoro delle esternazioni di Giuliano Ferrara.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’altra squadra era composta da Cini, Pannella e Odifreddi. Apprezzo in Pannella l’accenno a quei docenti universitari che non si piegarono al giuramento al fascismo. Se ho ben compreso, egli ritiene che almeno alcuni fra quei firmatari (non capisco perché solo alcuni: evidentemente  mi mancano delle informazioni) possano essere paragonati ai Martinetti che non firmarono per amore e dedizione della libertà accademica. In effetti, io sono perfettamente convinto che sia stato fatto un tentativo (per fortuna abortito) di confessionalizzare la Sapienza. Si è poi insistito nel dibattito sulla consistenza numerica dei protestatari. Per quello che vale, se fossi stato informato e interpellato in tempo, non avrei esitato ad aggiungere il mio nome. Ma se 67 al trio Buttiglione-Ferrara-Fisichella paion pochi vuol dire che tanto maggiore è il loro merito. Stesso discorso vale per gli studenti che hanno protestato: se son pochi rispetto a quanto avrebbero dovuto essere, è maggiore il loro merito perché hanno difeso la libertà di tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Viceversa i 5000 (?) ciellini che sono andati a trovare il papa nella sala Nervi, essi rappresentano “Comunione e Liberazione”, anche se a tempo perso fossero anche iscritti alla Sapienza. Di costoro mi ricordo quando io negli anni 70-75 ero studente alla Sapienza: non li ho mai considerati miei colleghi, ma una sorta di marziani, che proprio in quegli anni sono serviti al dott. Buttiglione per diventare l’on. Buttiglione. Io non ho mai pensato di poter strumentalizzare gli studenti per diventare con i loro voti deputato. Quindi, l’on. Buttiglione non può in nessun modo spacciare quegli studenti in quanto studenti della Sapienza. Anche se dal loro tesserino dovesse risultare un’effettiva iscrizione alla Sapienza (e perché non hanno scelta la “Santa Maria Assunta”?), per il solo fatto di trovarsi nella sala Nervi in essi prevaleva il solo status di “fedeli”, cosa certamente legittima ma che non riguarda l’istituzione universitaria “La Sapienza” in quanto tale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Idealmente al trio insolente Buttiglione-Ferrara-Fisichella dico che per fortuna ancora esiste in questo paese il diritto di NON essere cattolici ovvero non è stato ancora adeguatamente sancito il DOVERE di esserlo e diventarlo. Hanno menzionato incautamente la vicenda referandaria sulla fecondazione assistita dove il 75 per cento degli elettori si astenne dall’esprimere una volontà che fosse un “si” o un “no”: in tal modo si sono posti fuori dall3area della decisione e quindi valgo politicamente zero. Lo zero non può essere rappresentato. È stato anche incauto il riferimento perché dimostra il suddetto tentativo di confessionalizzazione di un’istituzione laica come La Sapienza. Inoltre, con il loro penoso ed ignobile tentativo di falsificazione dell’accaduto hanno posto loro stessi nella peggiore luce possibile il cattolicesimo, che così si caratterizza fondamentalmente come ipocrisia. Hanno ancora dato prova del fondamentalismo che esiste e che abbiamo a casa nostra tutti i santi davanti ai nostri occhi: il fondamentalismo cattolico. Dal fondamentalismo islamico fino ad oggi non siamo stati infastiditi, da quello cattolico lo siamo da ben duemila anni. Ho detto “fastidio”: al Fisichella che non ha bisogno di digiunare per apparire in televisione tutte lòe volte che lo vuole faccio presente che sono uno utenti disgraziati che si trova inflitta la presenza papale ogni santo giorno nella televisione di stato. Ciò che provo è “fastidio”, per giunta pagato con il canone. Pertanto, anziché sentirsi soddisfatto del grande spazio che il secondo lui giustamente la RAI dedica alle esternazione papale, deve un poco preoccuparsi di quanti per tanto impunito “fastidio” potrebbero un giorno chiedere il risarcimento al capo di un miliardo e duecento mila fedeli, tra i quali ahimé credo che dovrei esser pure io statisticamente compreso in quanto non audito fui fatto battezzare dai miei genitori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ritengo che la libertà anche da una confessionalizzazione surrettiziamente imposta sia un diritto per il quale battersi e per in quale intendo battermi dopo il round dei 75 per cento di astenuti. Quanto ai numeri ricordo alla setta dell’uno-trino: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;et si omnes ego non&lt;/span&gt;!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8091578991699990058-4849680089340772255?l=criticadelcattolicesimo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/feeds/4849680089340772255/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8091578991699990058&amp;postID=4849680089340772255' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/4849680089340772255'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/4849680089340772255'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2008/01/cronache-dalla-sapienza.html' title='Cronache dalla Sapienza'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8091578991699990058.post-5568062679830840821</id><published>2007-07-03T02:31:00.000-07:00</published><updated>2007-07-03T04:54:04.704-07:00</updated><title type='text'>Resta ancora più diviso il Paese che fu diviso</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Versione 1.1&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spero di contenere in poco spazio le riflessioni da me indotte dalle notizie del giorno relative alla situazione di quelle coppie che devono andare all’estero per poter fare legalmente ciò che in Italia è proibito da un’assurda ed incomprensibile ingerenza vaticana. Con la tecnica dell’astensione che si aggiungeva ad almeno un venticinque per cento di astensionismo fisiologico il clero cattolico italiano pensò di aver vinto la sua battaglia confessionale, addirittura attribuendosi per intero un 75 per cento di consensi, laddove vi era solamente in “ni”. Fu un episodio vergognoso che in molti non potranno dimenticare e che peserà in tutti i rapporti presenti e futuri, all’insegna dell’ostilità e della diffidenza. I partiti, cioè i candidati eletti che vanno a costituire la Casta, possono fare tutti i compromessi che credono, ma l’animo dei cittadini accumula ciò che poi esplodere con la violenza dei terremoti e dei vulcani. Io mi chiedo innanzitutto quale possa essere lo stato d’animo dei cittadini che si trovano ad essere penalizzati da una normativa iniqua, fatta passare dai governi “liberali” di centrodestra solo per compiacere ad un clero “illiberale”. È poco dire che mi vergogno di questi politici. Se potessi li punirei adeguatamente. Per quella non piccola parte di cittadini cui non è ascrivibile la responsabilità per la sofferenza di altri concittadini direi che è molto importante non dimenticare ciò che è successo con il famoso referendum, il cui istituto viene sabotato o eluso tutte le volte che ciò torna utile alla Casta, che in questo momento storico è la più grande della disgrazie d’Italia. Di essa occorre liberarsi al più presto se davvero si vuol dare corso a tutte quelle riforme di cui il Paese ha bisogno. Con questa gente, con questa infamia genia, non sortirà mai nulla di buono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;RASSEGNA STAMPA&lt;br /&gt;(che non commento)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;1. &lt;a href="http://www.aprileonline.info/3876/legge-40-abolirla-e-necessario"&gt;Legge 40, abolirla è necessario&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Articoli correlati&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8091578991699990058-5568062679830840821?l=criticadelcattolicesimo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/feeds/5568062679830840821/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8091578991699990058&amp;postID=5568062679830840821' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/5568062679830840821'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/5568062679830840821'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/07/resta-ancora-pi-diviso-il-paese-che-fu.html' title='Resta ancora più diviso il Paese che fu diviso'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8091578991699990058.post-2958110515814443214</id><published>2007-07-01T13:51:00.000-07:00</published><updated>2007-07-01T22:10:22.586-07:00</updated><title type='text'>Un libro che avrei voluto scrivere io: R. Fletscher, “La conversione dell’Europa. Dal paganesimo al cristianesimo. 371-1386”.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Versione 1.0&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sono procurato un libro di cui intendo fare minuziosa lettura, quello di R. Fletcher sulla &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Conversione dell’Europa&lt;/span&gt;. Me ne ha consigliato la lettura in inglese uno dei relatori al recente convegno linguistico organizzato da mio cugino Paolo Martino su promozione della Conferenza episcopale. Il libro mi era però noto.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/RogYp1qBYTI/AAAAAAAABEM/dldH87FBHwk/s1600-h/2.Conversioneeuropanewg.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/RogYp1qBYTI/AAAAAAAABEM/dldH87FBHwk/s200/2.Conversioneeuropanewg.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5082339286544638258" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Lo avevo ordinato per la biblioteca del mio dipartimento insieme a molti altri libri ancora da leggere. Non mi è piaciuto per nulla il convegno vaticano, anzi la serie dei 47 convegni, che ritengo costituisca un’operazione ideologica, una colossale impostura. I relatori si sono individualmente concentrati su aspetti minimi, su ricerche loro assegnate, che in ragione del loro somma del loro numero avrebbe dovuto fornire fondamento scientifico alle tesi dell’Episcopato cattolico, che vuole un’Europa tutta cristiana. L’Europa non è nata cristiana, ma lo è diventata attraverso un piano preordinato che ha abbracciato almeno un millennio di conversioni spesso forzata e violente. È una storia di potere terreno, poco religiosa e poco edificante. Non credo che ciò abbia arricchito l’Europa rispetto a come era prima. Penso al contrario che l’abbia impoverita. Riuscire a ricostruire senza falsità e trionfalismi un simile processo mi sembra un compito intellettuale estremamente affascinante. Come Richard Fletcher lo abbia fatto, in che misura gli sia riuscito, quanto altro ancora vi è da scoprire, cercherò di vederlo con una lettura la più attenta possibile, pur nella contestualità di tanti altri obblighi di studio e di lavoro. Al di là di ogni giudizio sul merito di un’opera che mi accingo a leggere, ciò che trovo in primo luogo interessante è l’ambito della ricerca, normalmente inquinato dalle pie intenzioni di quanti affrontano simili imprese, ma di cui non è difficile intuire veritò che nessuno ha mai voluto o potuto narrare e che si possono ormai solo intuire, più o meno fondatamente.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/RogZoFqBYUI/AAAAAAAABEU/-hzP1e0Qbas/s1600-h/3.fletcher.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/RogZoFqBYUI/AAAAAAAABEU/-hzP1e0Qbas/s200/3.fletcher.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5082340355991494978" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Anzi direi che la ricerca storica possa solo scoprire indizi sfuggiti a chi deliberatamente ha inteso cancellare ogni traccia di un delitto consistito nell’estirpazione violenta e sistematica di ogni traccia delle antiche religioni e degli antichi dèi. Da modesto filosofo cercherò di immaginare tutto quello che non potrò apprendere con un lavoro minuzioso di ricerca e di scavo. Purtroppo, i filologi che potrebbero fornire i primi dati grezzi si sono messi per la maggior parte al servizio di quel cattolicesimo o cristianesimo che ha detronizzato gli antichi dèi, la cui nostalgia tuttavia avverto sempre più con l’avanzare degli anni.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8091578991699990058-2958110515814443214?l=criticadelcattolicesimo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/feeds/2958110515814443214/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8091578991699990058&amp;postID=2958110515814443214' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/2958110515814443214'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8091578991699990058/posts/default/2958110515814443214'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/07/un-libro-che-avrei-voluto-scrivere-io-r.html' title='Un libro che avrei voluto scrivere io: R. Fletscher, “La conversione dell’Europa. Dal paganesimo al cristianesimo. 371-1386”.'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/RogYp1qBYTI/AAAAAAAABEM/dldH87FBHwk/s72-c/2.Conversioneeuropanewg.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8091578991699990058.post-2811586127916065245</id><published>2007-05-10T08:42:00.001-07:00</published><updated>2007-10-27T07:12:22.506-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura'/><title type='text'>Il caso Odifreddi: un dibattito a più voci</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Status elaborazione:&lt;br /&gt;versione 2.1&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Avvertenza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Questo post è stato redatto originariamente in un altro mio &lt;a href="http://clubtiberino.blogspot.com/%20"&gt;blog&lt;/a&gt;, destinato alla critica ed alla militanza politica, dove restano altri post analoghi. In questo nuovo blog affronto il tema con un diverso respiro, tempi diversi di elaborazione e soprattutto mi propongo un autonomo excursus storico del percorso contenuto nel libro di Odifreddi, pur a lui attingendo, ed in altri volumi di storia del cristianesimo. In fondo, è da tutta la mia vita che mi propongo di togliermi dai vestiti e dal cervello tutte quelle stratificazioni che in effetti qualche millennio di cristianesimo ha sedimentato in ognuno di noi. Per questo Benedetto Croce poteva scrivere il famoso “Perché non possiamo dirci cristiani”. La pervesione linguistica ha messo in auge la dicotomia credenti-non credenti, dove l’esser credenti significa accettazione del catechismo cattolico ovvero delle sue assurdità. Al massimo ci si allarga alle altre religioni monoteiste legalizzate. Se non si è cristiani, si può essere anche ebreo. E perfino musulmani che sempre in Un Dio pur credono. E chissà che non sia poi lo stesso Unico Dio. Diverso il caso se si volessero portare le lancette della storia a prima della nascita di Cristo e si valuta come preferibile e desiderabile quella religione politeista, che con Eleusi aveva avuto altissimi forme di spiritualità. In questo caso si erge una Santa Alleanza fra i tre monoteismi concorrenti ed antagonisti per rovesciare tutti gli improperi e gli anatemi possibile contro la bella ed umana religione che fu propria del bacino del Mediterrano finchè non giunsero i predicatori del Dio Unico. L’uomo ha sempre avuto sensibilità religiosa e senso del sacro davanti ai momenti ineludibili della nostra esistenza: nascita, morte e destino che ci rende felici o infelici. Curiosamente, penso che il cattolicesimo con la sua codificazione minuta di ciò in cui bisogna credere o non credere abbia aperto la strada al vero ateismo. In pratica, è come se il cattolicesimo stesso fosse il grado che precede immediatamente l’ateismo, anzi è forse esso stesso una forma non dichiarata di ateismo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:180%;" &gt;PERCHÉ NON POSSIAMO ESSERE CRISTIANI&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;br /&gt;(&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:180%;" &gt;e meno che mai cattolici&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Un dibattito a più voci sul libro di Piergiorgio Odifreddi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;(Longanesi, 2007, pp. 264)&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;a name="sommario"&gt;Sommario&lt;/a&gt;:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I. &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#prologo"&gt;Prologo&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;II. &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#codice"&gt;Il codice Odifreddi ovvero la Rifondazione delle scienze&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;III. &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#risposta"&gt;Risposta al cugino Paolo&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;IV. &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rassegna"&gt;Rassegna stampa commentata&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;contro:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;1. &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rsai"&gt;Massimo Introvigne: scienziati, cretini e cristiani&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;2. &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rsaii"&gt;Non potevano mancare quelli della "corretta" Informazione&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;3. &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html"&gt;La solita solfa: credenti e non credenti &lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;4. &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rsaiv"&gt;Odifreddi: triviale in cose di religione e buffone in matematica&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;5. &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rsav"&gt;Ancora Introvigne, con l'Ave Maria, questa volta&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;6. &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rsavi"&gt;Ebrei e cristiani: liti in famiglia&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;7. &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rsavii"&gt;Commento a Toni Feoli, illustre sconosciuto&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;8. &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rsaviii"&gt;Matematico contro matematico: Giorgio Israel contro Piergiorgio Odifreddi&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;a favore:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- per &lt;span style="font-style: italic;"&gt;par condicio &lt;/span&gt;ne devo trovare in rete sette.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;1.&lt;br /&gt;2.&lt;br /&gt;3.&lt;br /&gt;4.&lt;br /&gt;5.&lt;br /&gt;6.&lt;br /&gt;7.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;V. &lt;a href="http://www2.blogger.com/%3Ca%20href="&gt;Repliche del cugino Paolo&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;VI. &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#controdeduzioni"&gt;Controdeduzioni del cugino Antonio&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;VII. &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#partesettima"&gt;Dopo la tregua pasquale&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;1.&lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#ptVIIuno"&gt;Il cretinismo religioso&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;VIII. Una retrodatazione della problematica: Russel, Martinetti, Croce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name="prologo"&gt;I.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;PROLOGO&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Vai a: &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#prologo"&gt;I&lt;/a&gt;,   &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#codice"&gt;II&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#risposta"&gt;III&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rassegna"&gt; IV&lt;/a&gt;: contro: &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rsai"&gt; 1&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rsaii"&gt; 2&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rsaiii"&gt; 3&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rsaiv"&gt; 4&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rsav"&gt; 5&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rsavi"&gt; 6&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rsavii"&gt; 7&lt;/a&gt;; a favore: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7.  &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#repliche"&gt;V&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#controdeduzioni"&gt; VI&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In attesa di ricevere il consenso di un mio cugino, filologo e cattolico di provata fede, che mi ha mandato per un pare una sua recensione del testo di Odifreddi, che ho letto tra ieri ed oggi, pubblico qui senza indugio la mia risposta al caro cugino. Se accetta il mio piano di edizione vi sarà una prima parte consistente nella nostra corrispondenza iniziale, quindi la seconda parte costituita dalla sua recensione mandata ad una rivista a stampa, quindi il mio testo che qui anticipo e che potrà da me essere rimaneggiato da cima a fondo, infine un’ulteriore conversazione-dibattito fra me e lui. Chi vuole può unirsi al dibattito nello spazio commenti: non mi ritengo però obbligato a pubblicare qualsiasi cosa mi giunga. Fatta salva la “sacra” libertà di pensiero di ognuno, vi saranno filtri, ove si rendano necessari. La critica del mio dotto cugino al libro di Odifreddi è impostata direi sul piano strettamente filologico: molte etimologie di Odifreddi sono sbagliate. Ho già obiettato che non si tratta di un libro di etimologie, ma di un sostanziale rigetto di una dottrina religiosa che è ancora &lt;span style="font-style: italic;"&gt;di fatto&lt;/span&gt; considerata una religione di Stato. Sulla scorta del libro di Odifreddi e di quello di Peter De Rosa ho voluto iniziare un mio autonomo percorso sulla storia della chiesa, le cui prime schede possono trovarsi cliccando &lt;a href="http://spigolature-storiche.blogspot.com/2007/04/papi-homepage.html"&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#sommario"&gt;Sommario&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Corrispondenza preliminare&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;a.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&gt; Il 31/03/07, Paolo ha scritto:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro Antonio,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ti mando una mia riflessione sull’evento editoriale del momento. Mi piacerebbe sapere il tuo parere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Paolo&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;b.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&gt; Il 31/03/07,  Antonio ha scritto:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro Paolo,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ho appena ricevuto il tuo lungo testo e non ho terminato di leggerlo: lo leggerò e rileggerò con la massima attenzione proprio perché è un testo tuo. Di questo Odifreddi mi sembra di aver visto una sola intervista televisiva. Se il libro è in libreria, scendo subito a ordinarlo, giusto perché si dice che è il libro del momento. Per le mie proprie posizioni su cristianesimo e cattolicesimo, a te note, non credo di aver bisogno di Odifreddi, che comunque mi pare una lettura obbligata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho provato a telefonarti, ma non ti ho trovato in casa. Volevo proporti di lasciarmi pubblicare il tuo articolo nel mio blog &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Club Tiberino&lt;/span&gt;. Riceverai le mie osservazioni pubblicamente e pur nel dissenso che è a te noto non credo che tu possa dubitare del bene che ti voglio. Sarà per me un’occasione per riflettere innanzitutto sul tuo testo, ma anche su Odifreddi che non ho letto: mi rivesto e vado a vedere se lo hanno qui sotto da Feltrinelli, dove non circolano le mie edizioni di Carl Schmitt, ma circolano invece opere di attualità come questa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In breve, ti posso anticipare che io non penso certo di negare la corposa presenza storica di cristianesimo e cattolicesimo, termini che proprio in questi giorni ho motivo di tenere più distinti che mai.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/RhVUy-jTPcI/AAAAAAAAAac/4CXeTRlrNH0/s1600-h/34.frammento_costantino600.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/RhVUy-jTPcI/AAAAAAAAAac/4CXeTRlrNH0/s200/34.frammento_costantino600.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5050035791927131586" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Questa distinzione risale a Costantino e Teodosio: senza di loro né il cristianesino e tantomeno il cattolicesimo avrebbe assurto all'importanza storica che si è trascinata fino ai nostri giorni. In fondo, il cristianesimo è una delle tante rovine o vestigia di epoca imperiale che sono giunte fino a noi. Anche in questo si può leggere la grandezza dell’Impero Romano, la cui caduta resta per me una iattura della storia diversamente dal giudizio dei cristiani. Altra cosa poi è per me la “religiosità” sempre presente nella storia umana, che tengo ben distinta dalla peculiare religione cristiana e la sua sottospecie cattolica. Non nego che in questo ambito vi siano stati tanti personaggi rispettabilissimi. E forse proprio per questo ritengo che sul piano strettamente politico debba essere rigorosamente e spasmodicamente separato ciò che è di Cesare da ciò che è di Dio. Dalla commistione quello che ci rimette è solo Dio, ovvero quelle persone che nell’accezione autenticamente cristiana-cattolica a Lui si richiamano... Ma si tratta di riflessioni preliminari alla lettura del tuo articolo, del quale con il tuo consenso ne farò l’uso pubblico sopra detto. Ho trattato più volte questi concetti. Spero di riuscire ad esprimermi meglio a furia di ripetermi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;A presto&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Antonio&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#sommario"&gt;Sommario&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 31/03/07, Antonio ha scritto:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro Paolo,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sono uscito e rientrato. Nella libreria Feltrinelli di viale Marconi di copie del libro di Odifreddi ne hanno tante e le vendono pure.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/RhVTYOjTPbI/AAAAAAAAAaU/XwufvE6VhkQ/s1600-h/33.nonposs.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/RhVTYOjTPbI/AAAAAAAAAaU/XwufvE6VhkQ/s200/33.nonposs.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5050034232854003122" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Sono andato con sotto il braccio due copie delle mie ultime edizioni di Carl Schmitt: proprio ieri fresco di stampa mi è giunta per posta dall’Editore Giuffrè “Posizioni e concetti” (costo: euro 58) ed ho fatto vedere anche la mia edizione de “La Dittatura”, nella collana da me diretta “Idola et arcana” dell’Editore Settimo Sigillo (costo: euro 35). Di questi libri non ne vogliono sapere, ma Odifreddi sta bellamente esposto in vendita a soli 14 euro. Misteri del mercato librario e della distribuzione. E, per tornare al nostro tema, Carl Schmitt era un autore dichiaratamente cattolico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venendo a noi, ti vorrei riproporre questo progetto editoriale virtuale su Club Tiberino, dove sto prendendo ferma posizione su quella che per me è un’indubbia e inaccettabile ingerenza della gerarchia cattolica sui procedimenti legislativi dello Stato italiano. Innanzitutto questa nostra corrispondenza introduttiva, purgata da errori formali e inutili ripetizioni. Quindi come seconda parte tutta la tua recensione del libro di Odifreddi. Infine come Terza parte le mie riflessioni e considerazione del libro di Odifreddi alla luce della tua recensione ed integrata delle mie consuete rassegne stampa commentate, che potranno servire per un nostro ulteriore dibattito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarà cosa di un certo impegno anche sotto il profilo dell’editing, ma nessuno ci corre dietro e possiamo procedere per tappe e in tempo reale. Che ne dici? Intanto io procedo nella lettura dei due testi: la tua recensione e il libro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Un caro saluto&lt;br /&gt;Antonio&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Caro Paolo,&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;ho finito di leggere con attenzione la tua recensione di Odifreddi. Sto adesso ancora leggendo in modo sequenziale il libro di Odifreddi: sono a pagina 58 e credo che non finirò entro oggi. Mi sono fatto tuttavia un’idea, ma voglio aspettare di leggere tutto il libro in ogni sua pagina. In un certo senso avrei potuto scrivere le stesse cose, ma non con lo stesso successo. Se vai a leggere il mio ultimo post in relazione alla recente ingerenza della gerarchia cattolica dicevo ad un certo, mi auguravo che qualcuno scrivesse una storia delle radici cristiane: lo ha fatto Odifreddi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naturalmente, nella visione d’insieme posso esservi anche numerosi errori nei dettagli, ma ciò che conta è l’impianto generale. Se gli vai a spiegare gli errori etimologici, gli farai probabilmente un piacere e ti ringrazierà. Correggerà gli errori e manterrà l’impianto del libro.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/RhVcoujTPdI/AAAAAAAAAak/boINxHfUlmQ/s1600-h/36.LapresadiGerico.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/RhVcoujTPdI/AAAAAAAAAak/boINxHfUlmQ/s200/36.LapresadiGerico.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5050044411926494674" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Personalmente, dopo uno studio biblico per corrispondenza durante gli anni del ginnasio, sotto la supervisione e direzione dell’ex Sant'Uffizio (già allora ribattezzato come Congregazione per la Preservazione della Fede), avevo spontaneamente trovato indigeribile il Vecchio Testamento. Ma non sono il solo. Ricordo di un dotto sacerdote/bibliotecario in una delle Biblioteche ecclesiastiche da me frequentate un tempo assiduamente, di quanto egli fosse scandalizzato dalla natura cruenta e violenta della religione ebraica. Di lui si direbbe oggi che è un “antisemita”. Trovo però una forma di violenza il venir tacciati di antisemitismo solo perché ad uno non piace il Vecchio Testamento. Certamente il dirlo – come fa Odifreddi – è cosa che infrange la regola secondo cui non si devono ricordare cose sgradevoli che tutti sanno o pensano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non voglio anticipare. Proseguo nella lettura di Odifreddi e ti mando in allegato la parte che ho già scritto. Il tutto non supererà le sei pagine: quanto il tuo scritto. Potremo poi continuare fino a quando lo vorremo e non ci stancheremo del dibattito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;A presto&lt;br /&gt;tuo cugino Antonio&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#sommario"&gt;Sommario&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a name="codice"&gt;II.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il codice Odifreddi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ovvero la Rifondazione delle Scienze&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;(testo mandato alla stampa)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Vai a: &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#prologo"&gt;I&lt;/a&gt;,   &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#codice"&gt;II&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#risposta"&gt;III&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rassegna"&gt; IV&lt;/a&gt;: contro: &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rsai"&gt; 1&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rsaii"&gt; 2&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rsaiii"&gt; 3&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rsaiv"&gt; 4&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rsav"&gt; 5&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rsavi"&gt; 6&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rsavii"&gt; 7&lt;/a&gt;; a favore: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7.  &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#repliche"&gt;V&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#controdeduzioni"&gt; VI&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È uscito il libro del Millennio. S’intitola &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Perché non possiamo essere cristiani&lt;/span&gt; (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;e meno che mai cattolici&lt;/span&gt;), Longanesi editore. Il libro, in continua frenetica ristampa, contiene una Rivelazione esplosiva: «il cristianesimo è una religione per letterali cretini... la fede cristiana pretende di continuare a propinare all’uomo occidentale contemporaneo stantii miti mediorientali e infantili superstizioni medioevali». Sconcerto in Vaticano. Papa Ratzinger è preoccupato, mentre il mondo assiste attonito allo smascheramento della più grande mistificazione della storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/RhPomujTPZI/AAAAAAAAAaE/6BlTKBAeYm8/s1600-h/31.Martino1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/RhPomujTPZI/AAAAAAAAAaE/6BlTKBAeYm8/s200/31.Martino1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5049635359241223570" border="0" /&gt;Paolo Martino&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Cristianesimo «indegno dell’uomo»&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;I cristiani avrebbero fondato la civiltà moderna insegnando ai popoli a leggere e a scrivere? Cretinate! Il monachesimo avrebbe attuato il salvataggio della civiltà classica consegnandola alla modernità? Macché.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per dimostrare che «il Cristianesimo è indegno della razionalità e dell’intelligenza dell’uomo», il nostro Professore è costretto ad improvvisarsi esegeta della Bibbia. Per nulla intimidito della immensa letteratura scientifica che si è accumulata nei secoli, la ignora semplicemente come viziata in radice. Il Rifondatore della Filologia ci fa edotti, tanto per cominciare, che Bibbia viene dal greco biblia che vuol dire ‘libri’. Impressionante. Poi passa in rassegna tutto, dal Genesi al Catechismo, passando per il Vangelo (dal greco eu angelion “buona novella”! Ma vah!). Una teoria interminabile di personaggi, da quel poveretto di Francesco d'Assisi a quel burino di Benedetto da Norcia, da quel cretino di Dante Alighieri a quel credulone di Tommaso d'Aquino, milioni, miliardi di persone hanno perso il loro tempo a pregare, immersi com'erano nell'ignoranza.&lt;br /&gt;Veramente qualche perplessità rimane nel comune mortale, che scienziato non è: come facevano, ad esempio, quei cretini di Galileo, Campanella, Bruno ecc., che incapparono nei rigori della Chiesa, a credere in Dio? E, dopotutto, lo stesso Aristotele non era credente?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad ogni modo, la lettura di queste pagine illuminate incute riverenza: è chiaro che l'Autore è un essere superiore, uno Scienziato che sa di tutto, dalla fisica alla biologia, dalla filosofia alla linguistica, dalla logica alla matematica, dalla storia alla teologia, dalla genetica all'esegesi biblica, dal greco all'ebraico, dalla mitologia all'archeologia, e via di seguito. Non arretra davanti a nessun settore scientifico-disciplinare, che rifonda ab ovo. Spregiudicato, versatile, brillante. Incute timore la vastità del suo sapere; una girandola spumeggiante di autori, teorie, aneddoti, etimologie sconcertanti, tutto volto a mettere in luce per il volgo ignorante e allocco (circa «la metà del genere umano» secondo i suoi calcoli) le palmari verità che lui scoprì precocemente, già da ragazzo sui banchi dell'Istituto Tecnico. Ma anche l'altra metà del genere umano avrà tutto da imparare, mentre preti e cardinali avranno pane per i loro denti.&lt;br /&gt;Una rivoluzione, a petto della quale Copernico fa ridere i polli: per tremila anni e più l'umanità si è lasciata turlupinare dai preti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oramai l’Odifreddi-pensiero circola vittorioso e salutare per tutto il pianeta: il blog è alla portata di tutti. Basta un rapido cabotaggio nella Rete per vedere che il mondo è diviso tra chi è pro (laici sensati) e chi è contro (integralisti insensati). Poi ci sono le case editrici che fiutano l'affare e fanno ressa per accaparrarselo.&lt;br /&gt;Dopo duemila anni di inganni e di violenze qualcuno doveva pur sobbarcarsi la fatica di processare la storia e sbugiardare la Chiesa. E chi poteva farlo se non Lui, Premio Peano della Mathesis? Finalmente Ratzinger ha il fatto suo. Ebraismo e Cristianesimo sono smascherati e distrutti, «Mosè, Cristo e il papa sono nudi» (dal risvolto di copertina). Bertrand Russel non fu che un precursore, un mosè, umbra di Colui che doveva venire: Piergiorgio Odifreddi. Avevamo bisogno di questa Rivelazione. Una Summa per il terzo millennio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L’etimologia e la verità&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Non essendo io tuttologo, anzi facendo fatica a studiare la mia materia, non posso che rimanere soggiogato dalla vastità dei saperi che il Nostro mostra di dominare con tanta disinvoltura. Poiché però il suo verbo rivoluzionario si pronuncia anche su temi che mi affaticano da una vita, come la natura, le funzioni e la storia delle lingue, vorrei esprimere il mio stupore nell'apprendere che Aristotele era per l'isomorfismo tra lingua e mondo. Tanti studiosi sono ancora convinti che per Aristotele il segno linguistico è convenzionale (katà sunthéken); qualcuno li dovrà avvertire che hanno sbagliato tutto.&lt;br /&gt;Ecco una frase albo signanda lapillo: «la conoscenza del mondo è riducibile alla conoscenza del linguaggio, e quindi il sapere è riducibile alla linguistica». Io veramente sapevo che cercare la verità stando dietro alle parole è come inseguire gli uccelli. Lo disse Aristotele nella Metafisica, io non c'entro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nostro Professore di Tuttologia si avventura poi impavido nelle sabbie mobili dell'etimologia. Qualunque mortale ne rimarrebbe impantanato. Apprendiamo così che christos significa “unto”, laicismo viene da laikos ‘popolare’ (per cui «i comuni cittadini devono farsi carico della difesa della laicità»)...!&lt;br /&gt;Ignorante come sono, e subornato dai preti, ho sempre creduto che parole come laico riassumessero in maniera eccellente ciò che è avvenuto nella cultura occidentale in questi ultimi duemila anni: che laos ‘popolo’ non fosse il popolo dei No-Global, ma il popolo di Dio, cioè la Chiesa; giacché, se la lingua è il precipitato delle culture e dà forma al pensiero, la cultura e il pensiero dell'Europa hanno un DNA cristiano, come dire, sono “infettati” dal Vangelo. Poi, alla lunga cristianizzazione delle parole seguì la loro secolarizzazione, o risemantizzazione laicista, diciamo dall'Illuminismo in poi, fino a Odifreddi.&lt;br /&gt;Dove trova quel satanasso le numerose etimologie che farciscono il libro? La fonte è una sola, come l'Enciclopedia Britannica per i Testimoni di Geova: è Wikipedia: l'uovo di Colombo!&lt;br /&gt;E quale dizionario etimologico compulsa il Nostro per i doverosi approfondimenti? il Pokorny? il Frisk? lo Chantraine? il Walde-Hofmann?, l'Ernout-Meillet? il von Wartburg? il Mayrhofer? il Cortelazzo-Zolli? lo Pfister? e chi erano costoro? La fonte la scopriamo tra le righe: è il famigerato Pianigiani del 1907, che è in rete; ma Lui lo cita solo per gli approfondimenti (si fa per dire), dato che non consente il copia-incolla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Cristiani e cretini&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;L'etimologia come calembour, divertissement per conferenzieri arguti, è vezzo antico. Ma lui, assalitore di razza, ne fa un'arma micidiale contro il Cristianesimo. Vuoi vedere che il professore ha preso sul serio la sentenza di Isidoro di Siviglia: omnis rei inspectio, etymologia cognita, planior est (I,29,2)?. Ma come ha potuto? Isidoro era un vescovo!&lt;br /&gt;Tuttavia, quanto alla sentenza terribile cristiani = cretini, che riassume il giudizio ormai definitivo sulla civiltà di questi ultimi venti secoli, e che sarebbe «confermata anche dall'etimologia», mi sorge un dubbio, e di ciò chiedo venia ai miei quattro lettori. Non sulla verità dell'asserzione, che – essendo uscita dalla laica e loica Mente del Sullodato – non può essere che vera, ma sul proclamato richiamo alla conferma etimologica.&lt;br /&gt;Proviamo a leggere la spiegazione che il Pianigiani dà della parola italiana cretino: è un prestito dal francese crétin ‘stupido’, a sua volta penetrata nel francese standard dal dialetto del basso Vallese, dove crétin significa ‘cristiano’. Ora io credevo, nella mia ingenuità, che la singolare vicenda semantica di questa parola segnalasse la grandezza del Cristianesimo, che ha trasformato le umane belve in esseri dotati di mente e di cuore: per chi segue Gesù un ammalato di cretinismo è un essere umano come gli altri, cioè un cristiano. Citiamo il testo del Pianigiani: «crétin è il nome che si dà ad ognuna di quelle misere creature, di piccola statura, mal conformate, con gran gozzo e affatto stupide, le quali si trovano specialmente nelle valli delle Alpi occidentali: per alcuni dal latino christianus (fr. chrétien) perché cotali individui erano considerati come persone semplici ed innocenti, ovvero perché, stupidi ed insensati quali sono, sembrano quasi assorti nella contemplazione delle cose celesti; e difatti nelle Prealpi lombarde dicesi addirittura christiàn un cretino, un povero di spirito». Qui, stranamente, il Pianigiani ci azzecca, o quasi, allorché pensa che una “persona semplice ed innocente”, ovvero una persona “assorta nella contemplazione delle cose celesti” possa essere scambiato – tout court – per un cristiano. Ma il nostro Esegeta, omettendo la prima parte della frase, che contiene il referente, il topic, della predicazione, ci lascia intendere lucciole per lanterne. In definitiva l'etimologia insegna che non i cristiani sono da considerare cretini, ma i cretini sono da considerare cristiani, cioè esseri umani (in questo senso possiamo dire che Odifreddi è un cristiano a pieno titolo). Come vanno altrimenti definiti questi infelici? Handicappati non sta bene; oggi li chiamiamo con laica ipocrisia “diversamente abili”. La pietà popolare, deviata dall'influsso di quel «sedicente cristo» che era Gesù, li definì cristiani.&lt;br /&gt;Il buon Pianigiani, evocando le parole evangeliche “Beati i poveri di spirito...” gli offre poi il destro per svelare al mondo la “stupidità” delle Beatitudini. I soliti malevoli diranno che è operazione sporca, se non addirittura cialtronesca; io dico che è geniale.&lt;br /&gt;La stessa origine del nome Europa, su cui si sono profusi fiumi di studi e che è rimasta tuttora – a quanto mi constava – oscura, non ha misteri per il nostro Professore, che sciorina una graziosa interpretazione etimologica: Europei dal greco eurys ops “faccia larga”; il tutto per argomentare argutamente che «siamo anche letteralmente dei “faccioni”, ma questo non ci basta per dedurre che allora abbiamo tutti un'espressione cretina e dunque come Europei non possiamo non dirci Cristiani...»!&lt;br /&gt;Non c'è che dire. Un pozzo di scienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La linguistica di Odifreddi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Ma la vera inapprezzabile perla è quella di p. 95: «Un minimo di linguistica basta a smascherare l'anacronismo della fede in Dio Padre»! Come? Siccome il latino deus, il greco theos e il sanscrito dyaus derivano da un'unica radice che significa ‘cielo luminoso’ (e qui con mezza riga il Nuovo Filologo distrugge le fatiche di 200 anni di indoeuropeistica), e siccome i cristiani pregano il dio che sta nei cieli, questa è la prova provata che essi adorano Giove. L'etimologia non scherza!&lt;br /&gt;Così nessuno osi pensare che il monstrum grammaticale di p. 37 (sarkos heteros), possa attestare ignoranza elementare del greco: è certo un deplorevole refuso. Quel che conta è la schiacciante argomentazione odifreddiana che la sodomia non è affatto contro natura, dato che la praticherebbeo pure topi e balene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno studente di linguistica del I anno che sostenesse la parentela etimologica di latino deus e greco theos sarebbe bocciato con ignominia. Ma Lui, Premio Galilei dei Rotary italiani, è al di sopra del bene e del male. Lui la Linguistica la crea (stavolta a portare fuori strada il nostro Etimologo è il Pianigiani, che cita un abbaglio del grande Ascoli).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Odifreddi, dunque, è geniale. Chi avrebbe pensato di cavalcare l'anticlericalismo estremo per sfondare nella grande palude dell'editoria? Crepino i malpensanti, che se la prendono con chi ha messo in rete il Pianigiani. Odifreddi ha studiato in Unione Sovietica e, of course, negli States.&lt;br /&gt;I malevoli (e gli invidiosi) parleranno di sicumera, di infantile euforia per le magnifiche sorti e progressive della scienza e della morale, evocheranno la “boria dei dotti” di vichiana memoria, diranno che in questo profluvio di scritti manca qualcosa, manca l'anima. Ma il nostro Copernico continuerà impavido la sua battaglia, dacché l'anima non esiste, e comunque non può trovar posto in un corpo ingombrato da tanta Ragione.&lt;br /&gt;Immaginiamo per un attimo (è fanta-storia) che la flotta di Mehmet Alì abbia avuto la meglio nelle acque di Lepanto nel 1571. Oggi a Cuneo si parlerebbe arabo. E il Nostro si vedrebbe costretto ad appuntare i suoi strali contro Maometto e l'Islam. A proposito, perché la sua destrutturazione si limita a Gesù e Budda e non se la prende con Allah? La battaglia altamente intellettuale di Odifreddi fa il paio con quella di un partitino internazionalista com'è il Radicale, che si batte strenuamente per liberare la donna in Italia. Ma perché, internazionalisti e libertari, non vanno a liberare la donna in Arabia Saudita? Strana democrazia l'Italia, fondata sulla dittatura di minoranze sparute ma combattive e sugli umori di chi confeziona i palinsesti televisivi. Paese postmoderno, dove ogni intolleranza è bandita, ad eccezione di quella contro i cattolici. Paese democratico, dove le maggioranze silenziose non contano un fico secco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il teorema Odifreddi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Perché Odifreddi è così smaccatamente falso e irritante? Ma perché solo così si buca lo schermo e si fa il colpaccio. Un anticlericalismo moderato passerebbe inosservato. Penso alla legittima soddisfazione della mamma, specie dopo l'accredito delle prime tranches dei diritti d'autore: ma quanto è intelligente questo figlio mio!&lt;br /&gt;Il fatto è che sparare a zero rende. Codice da Vinci docet. Inutilmente quei talebani del Vaticano protestano: la colpa non è di Odifreddi, ma della lobby mass-mediale massonica che gonfia il "caso" del grande genio matematico; la colpa è degli imbonitori radiotelevisivi che hanno decretato il pensionamento delle barbose agenzie educative tradizionali, la Chiesa e la Scuola, e hanno portato in cattedra maîtres à penser nuovi di zecca, come Platinette, Busi, Sgarbi, Luxuria, i nuovi educatori dei giovani e bla bla bla. Quel che conta è che la Rivoluzione è in atto: la corona di spine del Galileo s'è salvata, per ora, dalla Spada di Allah, ma nulla può contro l'Etimologia di Odifreddi.&lt;br /&gt;Ora, il libro di Dan Brown è un romanzo; il Libro di Odifreddi è invece la quintessenza delle Scienze, e le scienze sono tutte ancelle della Matematica, il nuovo Dio. Infatti, all'umanità che soffre le vertigini dopo la liquidazione del vecchio Jahvè, Egli risponde tranquillizzante in una intervista: «la Matematica è dio».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Divulgatore&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Meritatissimo il Premio Italgas per la divulgazione. La divulgazione è attività nobile. L'opinione che il Nostro ha del popolo è scolpita nella nota a p. 229: siccome l'era cristiana è detta anche “era volgare”, la sua sentenza è: «e poiché volgare è, Volgare sia»!&lt;br /&gt;Alla fine del libro, l'Incursore, la Spada del Logos, che ha distrutto il Cristianesimo e tutte le religioni a colpi di etimologie, rivela ai fedeli la sua vera natura: lui non è il paladino della scienza, lui «è» la Scienza. Nella fremente attesa del prossimo Volume, pieghiamo ora il capo per la benedizione (p. 227):&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;blockquote&gt;Benedicat vos omnipotens Logos: Pater Pythagoras&lt;br /&gt;Filius Archimedes, et Spiritus Sanctus Newtonius.&lt;br /&gt;Amen.&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma riguardo l’universo ho ancora dei dubbi”: l'aforisma, attribuito erroneamente a un certo Albert Einstein, sembra – stando a fonti agiografiche ben informate - partorito invece dalla Mente del Nostro, che in altri passi del Libro esprime la sua opinione sulle masse che comprano i suoi libri: «metà del genere umano ha un'intelligenza media(na) inferiore».&lt;br /&gt;E anche noi cadiamo nella trappola. Perché è importante che quella folla immensa di mediocri con un'intelligenza inferiore, cristiani, cattolici, clericali e benpensanti, abbocchino e si straccino le vesti. Così le vendite salgono. Travolto dalle sue folgoranti tournées, il Professore Tuttologo non leggerà certo queste righe, nelle quali, per dirla col Pascarella, c'è sicuramente “lo zampino de li preti, nimici de la Patria e der Progresso”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wittgenstein non aveva torto: su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere.&lt;br /&gt;Per ora ci fermiamo qui - sat prata biberunt -, ma il discorso rimane, ovviamente, aperto. Come bocca di lupo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Paolo Martino&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#sommario"&gt;Sommario&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a name="risposta"&gt;III.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;RISPOSTA&lt;br /&gt;a mio cugino Paolo,&lt;br /&gt;filologo insigne&lt;br /&gt;(Bozza)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vai a: &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#prologo"&gt;I&lt;/a&gt;,   &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#codice"&gt;II&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#risposta"&gt;III&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rassegna"&gt; IV&lt;/a&gt;: contro: &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rsai"&gt; 1&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rsaii"&gt; 2&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rsaiii"&gt; 3&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rsaiv"&gt; 4&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rsav"&gt; 5&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rsavi"&gt; 6&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rsavii"&gt; 7&lt;/a&gt;; a favore: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7.  &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#repliche"&gt;V&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#controdeduzioni"&gt; VI&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il libro di Odifreddi nel suo esordio è chiaramente irriguardoso e poco diplomatico, ma non per questo direi infondato. Sull’etimologia di “cretino”, caro Paolo, l’esperto sei tu. Quel che posso dire per conoscenza diretta è che nel nostro dialetto calabrese “cristiano” è l’equivalente di “uomo, persona”. Io ho parlato il dialetto calabrese dalla nascita a circa 11/12 anni di età. Solo dopo ho potuto accorgermi della differenza concettuale fra i due termini, ma avendo appreso a parlare in dialetto per me era ovvio che “cristiano” era un qualsiasi passante davanti alla porta di casa mia, esclusi ovviamente cani, asini, galline. L’uso del termine “cretino” nella Francia del Settecento doveva forse avere lo stesso significato del nostro “cristiano” calabrese, ma senza che presso di noi vi sia mai stato un riferimento alle qualità intellettive. A me ha fatto riflettere questa assoluta equivalenza nel nostro dialetto fra il termine cristiano ed il suo significato di essere umano. Me lo sono spiegato con un’assoluta pervasività dell’influenza della chiesa sulla formazione intellettuale e spirituale delle popolazioni agricole calabrese, notoriamente incolte più di altre. In fondo, una forma di totalitarismo culturale. In dialetto non credo che esista un termine proprio per denotare il cretino nell’accezione sviluppatisi in Francia forse sotto l’influenza della cultura dei Lumi. Da noi “cretino” si dice, credo, “scimunitu, babbu”, ma niente che derivi etimologicamente da “cristianu”. La tua spiegazione etimologica ribalta il senso desunto da Odifreddi. Esistendo degli idioti, anziché considerarlo essere non-umani o su-umani, pietosamente venivano considerati “cretins”, cioè cristiani, ossia esseri umani. La spiegazione è notevole, ma mi chiedo perché questa “umanità” non si è rivelata in innumerevoli altri casi: schiavi, indios, streghe, eretici, ecc. Addirittura Odifreddi attribuisce al cristianesimo il più grande genocidio della storia: gli indiani d’America.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto poi al cristianesimo come religione degli uomini semplici io darei una diversa spiegazione storica, basandomi su deduzioni da fatti generalmente noti, non da ricerche particolari. Partiamo dal fenomeno religioso più importante del mondo detto “pagano” in senso spregativo dai cristiani, quando la loro religione divenne dominante. I misteri eleusini erano una forma religiosa di tutto rispetto. Di essi non si sa molto perché erano appunto una religione misterica: era severamente proibito divulgarne i contenuti. Anche con la più antica religione romana (quella del Pomerio) mi pare che fosse inconcepibile valicarne l’ambito strettamente territoriale. Intendo dire a scando di equivoci e imprecisioni che il proselitismo e la propaganda non costituivano la spinta propulsiva delle antiche religioni: ognuno aveva la sua religiosità e non aveva bisogno di imporla ad altri, per giunta con violenza, come sarà con i monoteismi. La musica cambia con il cristianesimo: il suo (preteso) contenuto di Verità e di Salvezza deve essere portato a conoscenza di tutti gli uomini, con netta preferenza per i “semplici”. Per diventare cristiano non era previsto un esame di ammissione: bastava aderirvi in un primo tempo e in un secondo tempo bisognava aderirvi. Ragionevolmente parlando non credo possa essere negato che le “conversioni” siano state spesso accompagnate o aiutate dalla “costrizione”. Può essere difficile stabilirne la consistenza quantitativa-statistica, ma non credo che possa essere negato il fatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi è capitato alcuni mesi orsono di aver preso la parola (come uno del pubblico, un quisque de populo) ad un incontro monoteistico di ebrei, musulmani e cristiani. Appena dissi a proposito delle radici cristiane che ponendomi io dal punto di vista di un “pagano” della tarda romanità mi consideravo “defraudato” dalla scomparsa di quell’antica forma di religiosità, che era stata propria dei romani, dei greci e dei popoli mediterranei. L’esperto cattolico era un docente di non so quale università pontificia che diceva “cazzo” davanti a tante signore giovani ed anziani per spiegare i “cedri” del Libano e scagliava per terra la Bibbia per dimostrare che il cristianesimo non è una religione del Libro. Appena io pronunciati la parola “defraudato…” mi assalì dandomi del “porco”. Caro Paolo, tu che mi conosci dalla nascita, sai se sono un “porco” nell’accezione abituale del termine. Fui colto di sorpresa, ma furono altre persone del pubblico, che volevano sentire la mia opinione di “pagano politeista” a dare del pedofilo al bizzarro prete. Senso del ragionamento: è indubbio che nella storia di questi duemila anni vi sia stato un proselitismo accentuato da parte della chiesa cattolica in particolare. Se sono bastati undici anni di nazismo e venti di fascismo per fare di tutti o quasi gli italiani dei fascisti convinti e dei tedeschi dei bravi nazisti, come non pensare che una predicazione cristiana ininterrotta di duemila anni non abbia profondamnete inciso nel carattere, nella cultura, nella psiche di generazioni di uomini e donne? Che ciò sia stato in sé un bene o un male, è altra questione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro Paolo, tu accedi alla tesi del “salvataggio” del mondo antico ad opera del monachesimo. Naturalmente, io non nego quello che tutti abbiamo letto nei libri scolastici di storia sul monachesimo: ora et labora, scriptoria, dissodamento di terre e simili. Ma prima del salvataggio vi era stata una distruzione. E chi distrusse l’ordine politico, civile, culturale che Roma aveva costruito in un millennio? L’elemento giudaico-cristano non c’entra nulla in questa distruzione? Il prete bizzarro che mi ha dato del “porco” ha anche irriso a questa mia nostalgia del mondo romano precristiano: per lui non valeva nulla e meritava la sua fine. La Cina credo abbia la stessa veneranda età del mondo romano antico. Nella sua unità territoriale ha resistito nei millenni. Lo stesso non è avvenuto per il mondo romano. Da noi il Papa voleva soppiantare l’Imperatore. Addittura abbiamo dovuto aspettare l’opera di un Lorenzo Valla per smascherare la falsa donazione di costantino. Quindi, prima di dire che i monaci hanno salvato (ma salvato come?) il mondo antico greco-romano, dovremmo riuscire a stabilire quale è stata la malattia mortale di quel mondo che ancora oggi io personalmente ritengo preferibile al succedaneo cristiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho appena terminato di leggere il libro in modo sequenziale in tutte le sue pagine, dalla prima all’ultima. Non mi stupisco che da parte cattolica l’Autore si sia attirato tutte le antipatie e le scomuniche possibili. Non ho letto il libro di Augias sul Cristo (e non credo che lo leggerò), ma sulla base di una sua intervista televisiva credo che lui abbia voluto essere molto più cauto. Per fortuna, oggi un autore non deve chiedere l’Imprimatur del Vescovo e se trova un editore disposto a pubblicare il suo libro e lettori disposti ad acquistarlo e perfino a leggerlo, non deve preoccuparsi di nient’altro. Potremmo immaginarci Piergiorgio Odifreddi come un marziano giunto sulla Terra ed alle prese con la decifrazione delle sue culture e religioni, in particolare con il cristianesimo e la sua variante cattolica. Ne viene fuori il libro che ho appena terminato di leggere. Non escludo che possono esservi inesattezze e perfino errori nei dettagli, ma non vedo cosa si possa rimproverare al suo impianto. L’Autore non è un Cattolico? È obbligatorio esserlo? Forse in passato era così, ma oggi per fortuna non più. Vi è qualcuno che vorrebbe un ritorno all’obbligatorietà del passato, ben lo sappiamo, ma questo pericolo non pare imminente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto alla sua asserita “disonestà” non capisco in cosa possa consistere e da dove si desuma. Mi pare abbia ben individuato il sorgere del cattolicesimo in senso proprio all’epoca di Teodosio, quando il cristianesimo diventa unica religione di Stato e le antiche religioni proibite e messe al bando. Da allora il cattolicesimo ha conquistato un potere sulla società del tempo che non ha mai più voluto mollare fino ai giorni nostri. La ricerca del potere per il potere è sempre stato il fine e la religione il mezzo. Credo che il motto machiavellico secondo cui il fine giustifica i mezzi sia profondamente cristiano-cattolico. Se qualcosa di buono vi puà essere ne cristianesimo il cattolicesimo ne è l’antitesi. Questi giudizi si basano su un excursus storico che ogni persona di modesta cultura è in grado di fare. Forse sta in ciò il successo formidabile del libro di Odifreddi. Ha riunito insieme notizie sparse che ogni persana colta possiede. So bene che esistono fior fiore di intellettuali che si professano publicamente cattolici e sbandierano ai quattro venti la loro fede, rendendo così testimonianza. Ma è affar loro cui gli altri non devono sentirsi obbligati. Anzi, al contrario, Odifreddi fornisce statistiche (non so dove le abbia ricavate) secondo cui oltre il novanta per cento degli scienzato nel mondo non si dichiarano per nulla cristiani e fra quelli che si dichiarano tali solo un’infima minoranza si professa cattolica: dati impressionanti, se veritieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Supponendo che ci siano dei sinceri e rispettabili cattolici, forse da Odifreddi si potrebbe pretendere un tono un poco più riguardoso. Di fronte però all’aggressività ecclesiastico-cattolica di questi giorni credo che sia stato durevolmente compromessa la civile convivenza fra cittadini di diverse ed opposte convinzioni religiose. La mia tesi della religione come spazio privato ne usce confermata. Non si può pretendere che i cattolici possano impunemente offendere ed irritare la sensibilità altrui e questi debbano starsi tranquilli. Se due si sposano in chiesa secondo il rito di santa madre chiesa, nessuno dice loro niente. Ma se non vogliono disciplinare la loro unione secondo i dettami cattolici, piovono su di loro tutte le contumelie possibili oltre che gratuiti divieti. Il minimo che possa loro capitare è di venir considerati una subspecie umana, altro che “cretini”, altro che rispetto umano. Per la chiesa un idiota merita molta più considerazione di chi idiota non è. E non già per carità cristiana, ma per il fatto che l’idiota non è in genere pericoloso e lo si può ridurre alla santa e cattolica ragione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, Odifreddi dipinge tutto il sistema della Fede cattolica come un complesso di assurdità logiche. Anche sotto il profilo etico non trova niente di apprezzabile o di singolare né nel Vecchi né nel Nuovo Testamento. Cosa gli si può obiettare? Che si sbaglia? Se ti dice che la Trinità è un assurdo logico, cosa gli risponde che è la stessa cosa del teorema di Pitagora? Che è un capitolo della geometria euclidea? Che bisogna avere la Fede per capire? Lui la Fede non c’è l’ha. Ma qui sull’argomento Fede vorrei riprendere la narrazione della mia divertente avventura alla Salita del Grillo. Era un convegno di monoteisti di fedi diverse: ebraica, musulmana, cristiana. In ragione del loro monoteismo prima si escludevano a vicenda, ma adesso sembrano vogliano stipulare un’allenza contro tutto il mondo moderni, contro idolatri (per gli ebrei tutti i non ebrei sono idolatri), infedeli, miscredenti, non credenti, relativisti, ecc. Meglio stipulare un patto di non aggressione fra opposti monoteismi in attesa di sconfiggere il comune nemico: la ragione scientifica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Musulmano lanciò una ciambella a cui tutti loro si potevano aggrappare: la Fede. Era commovente, e patetico, quando argomentava: sono diversi i nostri dogmi, i nostri istituti religiosi, le nostre feste, la liturgia, il culto, i testi, ecc., ma abbiamo tutti una Fede. Il contenuto è in fondo indifferente. Basta che vi sia la Fede. In cosa? Non importa! La Fede e basta! Il più intollerante era il prete cattolico con la sua religione del… cazzo (sic!), ossia dell’ermeneutica dei cedri del Libano. Era lui che mi impediva di parlare e fece perdere la pazienza ad un musulmano che senza parlare se ne andò. Provai a spiegare ad un pubblico attento e interessato due cose: 1°) Occorre distinguere la Fede dalla religiosità o dal senso religioso. Una Fede, specialmente quella cattolica, è una sorta di codice civile e penale insieme, un codice canonico, con la quale si governano quanti accettando quella Fede intendono lasciarsi governare. In tempi di unione del potere temporale con il potere religioso, o anche in virtù di moderni concordati, il povero credente è anche giuridicamente e penalmente vincolato. La sua eventuale apostasia ha ben tristi conseguenze. Cosa assai diversa è quella religiosità che ha sempre accompagnato la storia umana e che non è incompatibile con la scienza e la ragione, perché è essenzialmente un sentimento davanti allo spettacolo dell’universo e della natura, ovvero nasce dalla pietà per chi ci ha generato e per i nostri morti e i nostri cari che per quella morte che non sappiamo sconfiggere ci vengono inesorabilmente tolti. Fede e Religione sono – a mio avviso – cose fondamentalmente diverse, se non addirittura opposte. Mi pare che Odifreddi si sia occupato di Fede (cristiana, cattolica) e non di Religione. Anzi direi che verso quest’ultima vi sia una certa apertura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda cosa che mi ero messo a spiegare ai convegnisti della Salita del Grillo è piuttosto estranea al nostro discorso e la accenno qui soltanto: 2°) Ho cercato di spiegare il concetto schmittiano del politico secondo la contrapposizione amico-nemico che porta alla guerra è estranea alle religioni nel senso sopra detto. Le ragioni per le quali gli uomini si fanno la guerra possono nascondersi dietro motivi disparati, anche dietro motivazioni in apparenza religiose (fondamentalismo musulmano, cristiano, ebraico) ma ciò che spinge alla guerra è altro. La religione può essere solo una forma occasionale. E di guerre fomentate dalla Chiesa cattolica ve ne sono state tantissime. Altre che radici cristiane! Vi è di che andar fieri. Insomma, come distinguere il cristianesimo in generale ed il cattolicesimo in particolare dal suo svolgimento storico, dai suoi primordi ai giorni nostri? Di fronte ad evidenti barbarie del passato che oggi gli stessi alti prelati riconoscono non si può girare le spalle con disinvoltura: altri tempi! Macché. Resta la responsabilità e la sostanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sarà certo il libro di Odifreddi a scuotere le fondamenta dell’edificio cattolico. Questo si regge su basi solidissime fatte di privilegi e beni terreni. Il libro documenta come a questi beni le gerarchie siano sempre stati solidamente attaccati fino a produrre tutti i falsi che erano necessari o a nascondere ciò che non conveniva far sapere all’ingenuo gregge. Al prete che alla Salita del Grillo mi ha dato del “porco” solo perché ho espresso rimpianto per la perduta religiosità greco-romana hanno dato del “pedofilo” alcune signore del pubblico. Con gusto ho appreso dal libro di Odifreddi che Ratzinger si era appena salvato da un’incriminazione da parte da parte di una corte distrettuale del Texas nel 2005 per “connivenza nei reati e ostruzione alle indagini” (p. 221). La sua provvidenziale salita al soglio di Pietro gli conferiva l’immunità propria dei Capi di Stato. Fantasie? Falsità? Se è così, non ho i mezzi per indagare e si tratta comunque di un dettaglio marginale che non toglie nulla alla validità dell’impianto basato su tutto il teorema storico-teologico dal giudaismo al cristianesimo cattolico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io so bene che per un uomo di Fede, per un Credente alla Clemente Mastella, alias Clemente di Calcutta, tutte le nefandezze che possono narrarsi e documentarsi in mille altri libri come quello di Odifreddi non spostano di un’acca la devozione. Mistero della Fede? Sarà! Intanto i Misteri che avrei condivido volentieri se la loro pratica fosse continuata ai giorni nostri erano quelli Eleusini. Ci ha pensato San Teodosio a chiuderli, come ha pure posto termine alle Olimpiadi. Del resto, penso che vi sia un bisogno sociale di forme cultuali. La Chiesa cattolica si è comportata nel tempo come un monopolista: ha eliminato con ogni mezzo tutti i possibili concorrenti per restare sola sulla piazza a rispondere ad una domanda di religione che trova scarsa offerta. Anche oggi questa sua politica di strenua difesa di privilegi è perfettamente leggibile. I mezzi di pressione di cui si serve mutano con il tempo nella forma ma non nella sostanza. Insomma, per chiudere io penso che il libro di Odifreddi anziché venir sbrigativamente liquidato dovrebbe esser letto ed accolto con maggior attenzione proprio da quei cattolici che vogliono fare un poco di pulizia nel loro cortile di casa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#sommario"&gt;Sommario&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a name="rassegna"&gt;IV.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;RASSEGNA STAMPA COMMENTATA&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Vai a: &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#prologo"&gt;I&lt;/a&gt;,   &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#codice"&gt;II&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#risposta"&gt;III&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rassegna"&gt; IV&lt;/a&gt;: contro: &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rsai"&gt; 1&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rsaii"&gt; 2&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rsaiii"&gt; 3&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rsaiv"&gt; 4&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rsav"&gt; 5&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rsavi"&gt; 6&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rsavii"&gt; 7&lt;/a&gt;; a favore: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7.  &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#repliche"&gt;V&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#controdeduzioni"&gt; VI&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È impressionante il numero di pagine sul libro di Odifreddi&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/RhQSc-jTPaI/AAAAAAAAAaM/4VgxkUAzVdc/s1600-h/32.Odifreddi.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/RhQSc-jTPaI/AAAAAAAAAaM/4VgxkUAzVdc/s200/32.Odifreddi.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5049681371225865634" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; che si trovano in rete. La ricerca sulla frase: “Perché non possiamo essere cristiani” restituisce in questo momento oltre 40.600 risposte. Fra queste non cerco quelle di approvazione e consenso, che mi sembrano la stragrande maggioranza, ma quelle di critica e dissenso. Trovo ingiustificato un certo tono denigratorio ed una forma di sufficienza verso un autore che è giunto alla terza edizione in appena due mesi. Se va avanti di questo passo ed il successo di vendite non si fermerà o assesterà, bisognerà porsi qualche interrogativo in più. Per correttezza filologica devo precisare che di questa rassegna stampa – casuale nel senso che mi sono basato su quello che ho trovato – mio cugino Paolo ha potuto leggere, se ha letto, fino al n. 7 nel momento in cui mi giungevano le sue gradite e richieste Repliche. Poiché il dibattito ha da essere a più voci, credo che sia utile aggiungere quanti altri intervento riesca a trovare. Distinguerò la Rassegna in due sezioni: la prima di intervento &lt;span style="font-style: italic;"&gt;contro&lt;/span&gt; il libro di Odifreddi, la seconda interventi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;a favore&lt;/span&gt; e di sostegno. Attraverso il link ognuno potrà risalire al testo originario. Il commento che segue fuori del Link è mio. Se mio cugino, vorrà aggiungere il suo al mio commento sarà da me ben accetto. L’unico mio dubbio è che questo gioco non valga la candela. Ma quando ci si stanca di giocare, si smette. Quando avremo deciso di comune accordo di chiudere il gioco, mi farò io carico di redigere un epilogo ovvero una conclusione, che ovviamente sarà concordata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;a.&lt;br /&gt;contro Odifreddi&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="rsai"&gt;1.&lt;/a&gt; &lt;a href="http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_joomlaboard&amp;amp;Itemid=30&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;func=view&amp;amp;catid=3&amp;amp;id=297080"&gt;Massimo Introvigne: scienziati, cretini e cristiani&lt;/a&gt;. Per mia ignoranza non conosco il “grande” (ma quanti grandi ci sono?) Rodney Stark, che a differenza di Odifreddi spiega che la Bibbia sarebbe il libro della Ragione. Mah! Tutte le tesi di Odifreddi: vecchiume. A me pare che Introvigne, almeno in queste poche righe, enunci principi indimostrati o indichi valori forse per lui apprezzabili, ma che del tutto legittimamente possono lasciare altri indifferenti o costituire dei disvalori, come Odifreddi dichiara espressamente. In effetti, per millenni in cristianesimo e il cattolicesimo sono stati per tutti un “obbligo” penalmente sanzionato. L’odierno libertà dall’obbligo della fede è stato conquistato a caro prezzo, non grazie alla Chiesa ma &lt;span style="font-style: italic;"&gt;contro&lt;/span&gt; la Chiesa cattolica, che oggi si appella a quella libertà che in passato ha pervicacemente negato ai suoi soggetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="rsaii"&gt;2.&lt;/a&gt; &lt;a href="http://fainotizia.radioradicale.it/2007/03/02/israele-fascismo"&gt;Non potevano mancare quelli della “corretta” informazione&lt;/a&gt;. Nel libro di Odifreddi che proprio non digerisce la Bibbia, specie quella veterotestamentaria, non mancano giudizi pesanti sugli ebrei di ieri e quelli di oggi. Le sentinelle di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Informazione corretta&lt;/span&gt; hanno naturalmente raccolto questi passaggi, condendoli con prevedibili e scontati commenti che danno origine ad un “dagli addosso” secondo una catena di Sant’Antonio. Questo sito è appositamente nato in Italia come servizio di supporto alla politica israeliana. Ha il compito di influenzare in Italia l’opinione pubblica per orientarla a favore di Israele. Basta che uno sia soltanto sospettato di antisemitismo o di antisionismo per guadagnarsi la loro attenzione e venir messi alla berlina. Per “corretta” si intende da costoro ogni informazione filoisraeliana e “scorretta” ogni informazione che sia anche appena velatamente critica verso Israele e gli ebrei o la Torah ebraica. Se poi può essere a ragione o a torto rubricata come “negazionista” scatta una specifica azione concertata, i cui esiti dipendono da tanti fattori. Nei nostri liberali paesi d’Europa siffatte lobbies politiche sono riuscite ad ottenere una incredibile e barbara sanzione penale per opinioni non consentite o non gradite, non già per specifici reati connessi ad un fare o a una lesione di altrui diritti. Con la legge Mastella anche in Italia sarà pericoloso esprimere delle mere opinioni. Questa è la civiltà dell’Antico Testamento, il Libro della Ragione, delle radici giudaico-cristiane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="rsaiii"&gt;3.&lt;/a&gt; &lt;a href="http://blog.panorama.it/italia/2007/03/20/la-fede-la-ragione-e-la-penitenza-che-si-fa-ma-non-si-dice/"&gt;La solita solfa: credenti e non credenti&lt;/a&gt;. Sono ormai stanco ed insofferente della distinzione ed opposizione fra credenti e non credenti. Non significa nulla e non serve a nulla. Credenti in cosa? In ciò che dice un Ruini o il sacerdote di questa intervista? Del resto, qualsiasi testo deve essere interpretato. È una bella presunzione quella di un prete che ritiene di avere lui in tasca la Verità alla quale gli altri si devono inchinare. Inoltre, l’oppossizione credente/non credente sottende un’altra opposizione fra valore e disvalore: credere è un valore, non credere è un disvalore. Doppiamente inaccettabile sotto il profilo logico e sotto il profilo assiologico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="rsaiv"&gt;4.&lt;/a&gt; &lt;a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=164169&amp;amp;START=0&amp;amp;2col="&gt;Odifreddi: triviale in cose di religione e buffone in matematica&lt;/a&gt;. Non sono amico di Piergiorgio Odifreddi. Fino ad ieri ne ignoravo perfino il nome. Lungi da me il proposito di assumermi il ruolo di suo avvocato difensore. Ho già detto che in questa Rassegna stampa sto raccogliendo solo i commenti critici e negativi al suo libro, come questo di Ruggero Guarini. &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/RhDKmKCGodI/AAAAAAAAAYg/DZZDJ66cVTo/s1600-h/29.+guarini.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/RhDKmKCGodI/AAAAAAAAAYg/DZZDJ66cVTo/s200/29.+guarini.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5048757939159343570" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Quelli positivi li scarto deliberatamente. Anche in questo articolo de il Giornale (berlusconiano) non trovo critiche apprezzabili. Sulla matematica non mi pronuncia minimamente: non è il mio campo e sono sbiaditi i miei ricordi scolastici. Mi sembra difficilmente contestabile il contenuto violento o “fascista” dell’Antico Testamento. Certo, con le acrobazie dell’esegesi ufficiale si può edulcorare e conciliare ogni cosa. Ma è stata proprio la Riforma a consentire ad ognuno una libera interpretazione dei testi fondanti dei giudaismo e del cristianesimo. Del resto, ognuno può vedere dentro la bottiglia quel che meglio crede o più gli conviene. Questo in fondo ha detto Odifreddi: non ci voleva un genio della matematica. Se su tesi abbastanza normali da concepire e pensare si è fatto tanto scalpore è proprio perché un Piergiorgio Odifreddi lo ha detto da una posizione non concessa a chiunque altro. Una conseguenza dell’abiura di Galilei è l’insegnamento morale che ne hanno tratto tutti gli intellettuali grandi e piccoli che sono venuti dopo. Di fronte ai potenti non si deve mai rischiare. La Chiesa è uno dei poteri forti d’Italia. Odifreddi ha osato sfidare questo potere. Molti altri intellettuali di regime che pensano le stesse cose e che avrebbero potuto dirle meglio, hanno preferito non farlo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a name="rsav"&gt;5.&lt;/a&gt; &lt;a href="http://www.mediatrice.net/modules.php?name=News&amp;amp;file=article&amp;amp;sid=2022"&gt;Ancora Introvigne, con l’Ave Maria, questa volta&lt;/a&gt;. La critica di Introvigne a Odifreddi non mi pare colga nel segno. Anche Introvigne si attarda nella distinzione credenti/non credenti. Cita un “grande” di nome di nome Stark, il quale sosterrebbe che il Dio della Bibba ha creato il mondo secondo ragione.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/RhDCrKCGocI/AAAAAAAAAYY/fjEK89UF4Cs/s1600-h/28.MassimoIntrovigne.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/RhDCrKCGocI/AAAAAAAAAYY/fjEK89UF4Cs/s200/28.MassimoIntrovigne.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5048749228965667266" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Se lo dice lui, gli si può credere: era presente al fatto! Introvigne dice poi che il libro di Odifreddi «è un libro nato già vecchio e moribondo» e ci mette pure a mo’ di similitudine il «governo Prodi rianimato dal Parlamento». Quanto la cosa c’entri è uno dei tanti misteri della Fede, di cui il cattolicesimo abbonda. Non direi poi che sia esatto Introvigne quando scrive che per Odifreddi «ogni religione è necessariamente nemica della scienza, della democrazia e del progresso economico» ed alla fine del suo articolo mariano cita a sostegno «un mondo forgiato da credenti: cristiani come Newton o i banchieri fiorentini del tardo Medioevo, o ebrei come Einstein. Tutti cretini?», come se Newton o Einstein avessero scritto le leggi della fisica con il Catechismo in mano: in tal caso sarebbero stati degli autentici cretini il cui nome sarebbe a noi rimasto ignoto. Intanto una cosa è la religione (greco-romana, animista, celtica, indiana, naturalistica ecc. ecc. ecc.) ed una ben altra precisa cosa è il Cattolicesimo o la Torah. Mescolare le due cose è operazione truffaldina. Anzi il Cattolicemo si è guadagnato la posizione di monopolista, liquidando ogni concorrente che ha potuto far fuori. E’ poi un ben misero argomento dire che il Tizio “ci crede” (a cosa?) e dunque la questione è risolta. Credici tu, intanto, se ti pare, e lascia che gli altri si regolino a modo loro. Il guaio è che da Teodosio in poi nessuno si è più potuto regolare a suo piacimento: il cattolicesimo fino ai giorni nostri ha avuto carattere &lt;span style="font-style: italic;"&gt;normativo&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;costrittivo&lt;/span&gt;. In un excurcus storico di 227 pagine, con molti probabili errori ed omissioni, qualcuno si è preso la briga di dire ciò. Se si vuol fare un’opera collettiva, organizzando il lavoro dei numerosi lettori del libro, si può scrivere una sorta di Wikipedia in 227.000 pagine. Ben venga! Ciò che mi pare non si capisca da un libro (comunissimo e normalissimo) come quello di O. è che si tratta di un sostanziale rifiuto di un sistema di valori che da Teodosio sono stati imposti con il ricorso ai carabinieri. Si può vivere senza e meglio: è questo che dice Odifreddi. Che poi per salvare la pelle Galilei abiuri o lo stesso Introvigne per sua libera scelta e autonomo convincimento scientifico ci creda, è affar loro. Quanto poi al “vecchio” editorialmente parlando leggo sul risvolto del libro di Odifreddi: 1ª edizione: febbraio; 2ª edizione: marzo; 3ª edizione: marzo, beninteso di questo stesso anno 2007 dell’Era Volgare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="rsavi"&gt;6.&lt;/a&gt; &lt;a href="http://www.ciao.it/I_VICARI_DI_CRISTO_Il_lato_oscuro_del_Papato_P_De_Rosa__Opinione_817887"&gt;Ebrei e cristiani: liti di famiglia&lt;/a&gt;. Nella mia biblioteca si trova da oltre dieci anni un libro che prendo in mano per l’occasione: Peter De Rosa, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Vicari di Cristo. Il lato oscuro del papato&lt;/span&gt;.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/RhDqNqCGoeI/AAAAAAAAAYo/ONmgvmdArZk/s1600-h/30.DeRosa.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/RhDqNqCGoeI/AAAAAAAAAYo/ONmgvmdArZk/s200/30.DeRosa.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5048792702624637410" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Per il contenuto non è molto diverso da quello di Odifreddi. De Rosa è – leggo – un “ex-sacerdote” ed uno “stimato teologo”. Non devo io qui verificare il suo curriculum e magari difenderlo da quanti vogliano sostenere che è un pessimo teologo e che non ha capito nulla di cristianesimo e cattolicesimo. Trascrivo un brano dal suo libro nella terza ristampa italiana del 1991: «Nel Terzo e nel Quarto Concilio Lateranense (1179 e 1215), la Chiesa codificò tutte le precedenti sanzioni contro gli Ebrei. Innanzitutto essi dovettero portare su di sé un marchio d’infamia; in Inghilterra aveva la forma presunta delle tavole di Mosé ed era color zafferano; in Francia e Germania era rotondo, di colore giallo; in Italia era un cappello rosso, finché un prelato romano dalla vista corta scambiò un ebreo per un cardinale e quindi si passò ad un cappello giallo. Agli ebrei fu proibito qualsiasi contatto con i Cristiani; non potevano prender parte all’amministrazione né essere proprietari di terreni o di negozi; furono costretti a vivere in ghetti che venivano chiusi di notte. Nessun sistema di apartheid fu applicato più rigorosamente. Per il rifiuto di abiurare la loro fede ancestrale e di convertirsi al Cristianesimo, furono perseguitati da un paese all’altro. Un papa diede loro un mese di tempo per abbandonare le case in Italia e rifugiarsi nei soli due luoghi consentiti. Durante le Crociate, furono uccisi a migliaia per devozione a Cristo. Un Ebreo che metteva furi il naso di Venerdì Santo commetteva praticamente un suicidio, anche se l’Uomo della Croce per primo aveva il naso ebraico. Così, nel corso dei secoli, migliaia di persone subirono sofferenze e morte. Un’arte scadente ed una pessima teologia avevano aperto la strada ad Hitler ed alla sua “soluzione finale”» (p. 9-10). Lo scopo della mia citazione è diverso da quello che Peter De Rosa possa immaginare. Intanto, mi pare che la responsabilità storica, morale e teologica dell’Olocausto prima che in Hitler e nelle dinamiche politiche di undici anni di storia tedesca ed europea debba rintracciarsi nel Papato. Ma oggi è quanto mai comodo far cadere tutta la colpa da una sola parte e dimenticare tutto il resto. Lungi da me dal giustificare o coprire in qualsiasi modo tanta barbarie non importa da chi e contro chi commessa. Voglio andare a parare con Odifreddi ad un’opzione di civiltà, forse oggi per la prima volta possibile, dove le radici giudaico-cristiane siano una cosa da relegare nei musei criminali della tortura fisica ed intellettuale: né di ebrei né di cristiani né di giudeo-cristiani ha bisogno il mondo contemporaneo. Non propugno una nuova intolleranza o la benché minima persecuzione verso chicchessia, ma richiama la dottrina liberale secondo cui ogni forma di culto o di religione può essere praticata in uno spazio esclusivamente privato, dove ognuno possa liberamente accedervi. La pretesa dello spazio pubblico, aperto alla generalità dei cittadini proprio perché spazio pubblico, comporta necessariamente una nuova forma di guerra di religione tanto più che proprio da parte cattolica è stigmatizzato come disvalore ogni specie di relativismo ed ogni tolleranza reciproca che non sia una forma più o meno benevola sufficienza di fronte ad una condizione di minore dignità. Ma i politici e parlamentari di osservanza cattolica sono mobilitati perché le radici giudaico-cristiane (pace dunque fatta in virtù di un trattino di conciliazione) vengano inserite nelle carte costituzionali, regionali, comunali dopo che con otto per mille ed infiniti altri privilegi fiscali è stata prima assicurata la base materiale della Fede.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="rsavii"&gt;7.&lt;/a&gt; &lt;a href="http://www.noipress.it/attualita/dettaglioNews.asp?id_news=3438&amp;amp;makecomment=1&amp;amp;esito=ok#esito"&gt;Commento a Toni Feoli, illustre sconosciuto&lt;/a&gt;. Sfruttando i mille caratteri concessi ho inviato il commento che si trova di seguito riportato. Per la verità mi era sembrato un commento fesso che si può leggere in un sito dalla testata pure fessa: “Noi press. La famiglia italiana. Quotidiano online”. Mai sentita prima. Ho navigato un poco nel sito per capire di cosa si tratta e tutto mi è parso chiaro ad un tratto: è una cosa dell’UDC. Questo raggruppamento politico appartiene a quell’esercito di ascari di cui ho genericamnete parlato a più riprese. Questi politici prosperano nelle sacrestie d’Italia. Il patto con Santa Madre Chiesa è il seguente: tu mi dai il voto dei parrocchiani, ai quali magari si ordina nel confessionale sotto pena di peccato mortale di votare i noti personaggi, che poi una volta in parlamento si daranno da fare per esaudire tutte le richieste della Curia o della CEI, in difesa della Fede e della Famiglia, per la santità della Fede e della Vita. È questa una delle disgrazie d’Italia. Tra i miei professori di liceo avevo un prete, con il quale litigavo tutti i santi giorni, ma restando uniti in una strana stima reciproca. Una volta gliene raccontai una grossa che avevo scoperto nel suo campo. Ed egli, che non aveva nessun motivo di dubitare della verità di quanto gli dicevo, tuonò citando qualcuno: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Non servono la chiesa, ma si servono della chiesa&lt;/span&gt;! Credo che possa ben dirsi di tutti i partiti sedicenti cattolici, ma credo anche che non di inganno si tratti, ma di un patto scellerato di uomini di qua e di là del Tevere che amano solo il potere e che gabbano tranquillamente i tanti Toni Feoli, ammesso che sia lui solo un “gabbato” e non un “gabbatore”.&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Caro Toni, ho letto il suo pezzo. E allora? Troverà un mio più ampio commento al n. 7 della rassegna stampa al mio articolo nell’url indicata. Intanto non da Odifreddi ma da Peter De Rosa le trascrivo il seguente brano tratto con tutto l’imbarazzo della scelta: «Gregorio XVI nella &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt;Mirari vos&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; dell’agosto 1832 descrisse la libertà di coscienza come una follia, affermando che la libertà religiosa sgorgava “dalla più fetida fonte dell’indifferentismo” e condannando la libertà di religione, di stampa, di riunione e di istruzione come una lurida cloaca piena di “vomito eretico“» (p. 165). Caro Toni, se lei ha nel petto Una Fede nessuno della mia specie umana intende toccargliela. Il problema è l’opposto. «Per secoli e in qualsiasi circostanza la Chiesa Cattolica proclamò orgogliosamente il suo dogma di intolleranza religiosa» (164). Per un cattolico come lei è in fondo normale che «la verità dev’essere imposta dallo stato secondo gli ordini della Chiesa, dovunque possibile».&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt; Che proseguo qui. Toni Feoli appartiene ad una categoria di “credenti” (quanto trovo insulso questo termine – ed il suo contrario: il “non credente” – ormai invalso nel più largo uso!) che ragionano all’incirca così: si, è vero, sono successe queste cose, che non possono essere negate. Ma la Fede resiste lo stesso. La Fede è un’altra cosa. Poveri mentecatti, che non sapete quanto è bella questa condizione che ci riempie tutto il cuore. Non sapete quel che vi perdete. Noi vi abbiamo portato la Buona Novella. Non avete saputo ascoltare. Anime vili e dannate! Peggio per voi! Noi, anche senza di voi, siamo lo stesso prosperi e numerosi. Cosa si può ribattere ad argomenti del genere? Sono di competenza dello psichiatra. Il problema importante sul quale non bisogna mai abbassare la guardia è un'altro che io ricavo per simmetria da un passo di Hobbes, il quale diceva che ad uno che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;abbia la fede&lt;/span&gt;, non vi è potenza al mondo che possa togliergliela. Dovrebbe piuttosto valere il contrario: a nessuno che non abbia una siffatta Fede dovrebbe venire imposta! Duemila anni di roghi, torture e costrizioni o inganni di ogni genere, spacciati per proselitismo o evangelizzazione, fino all’odierno integralismo, hanno peggiorato la condizione religiosa dell'uomo che esisteva nella mirabile unità geopolitica del mondo romano, prima che il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;lievito giudaico-cristiano&lt;/span&gt; lo dissolvesse precipitando l’Europa in una barbarie dalla quale a stento ancora oggi riesce ad uscirne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="rsaviii"&gt;8&lt;/a&gt;. &lt;a href="http://gisrael.blogspot.com/search?q=Odifreddi"&gt;Matematico contro matematico: Giorgio Israel contro Piergiorgio Odifreddi&lt;/a&gt;. Ahimé! Qui non potrò salvarmi dal rimprovero di mio cugino Paolo, per il quale non so essere sintetico. Perbacco! Mi brucia questo rimprovero perché considero un punto d’onore la capacità di sintesi. Non posso essere breve perché l’Israelitico di cui dirò è stato da me incontrato in altro ben diverso contesto. Non posso tacerne, ance se cercherò di essere conciso. Intanto, chi è Giorgo Israel? Come già il nome dice, è un filoisraeliano sfegatato che bazzica intorno a quel foglio sublime che si qualifica “Informazione Corretta” ed ogni divide il mondo in “buoni”, cioè a favore di Israele e del suo fondamentalismo sionista, ed in “cattivi”, cioè tutti gli altri. In Iran, il nostro Giorgio ci vorrebbe mandare il suo collega Piergiorgio, ma ogni giorno dietro la sua “corretta” ed interessata “Informazione” vorrebbe spingerci tutti in guerra contro l’Iran, al seguito degli USA, come già in Iraq ed Afghanistan. Come è nato lo Stato d’Israele?  Visto che siamo tra matematici ed io mi ricordo qualcosa dalla scuola elementare: prima guerra mondiale = Dichiarazione Balfour; seconda guerra mondiale = Stato di Israele; terza guerra mondiale = Grande Israele con egemonia in tutto il Medio Oriente al soldo degli Usa. In queste tre equazioni si riassume tutta la filosofia matematica di Giorgio Israel. Usati questi simboli, del tutto familiari ai matematici, non occorre dica altro se non per aggiungere che in Teheran (Iran) si è potuto scoprire che esiste più libertà che in Teramo (Italia). Infatti, appena la congrega di “Informazione Corretta”, di cui è parte integrante il Giorgio, è venuta a sapere che in Teramo un certo Robert Faurisson voleva fare un discorso sacrilego su Olocausto e dintorni, è partita dai correligionari romani di Israel una spedizione punitiva in piena stile fascista, spacciata per pratica educativa della Cinquina, cioè le cinque dita della mano che in realtà non hanno dato nessun innocente schiaffo a nessuno, ma hanno rotto una costola al vicequestore in borghese scambiato per un uditore di Faurisson. E dire che in Teheran avevano pure potuto parlare ebrei, mentre in Italia in virtù della religio holocaustica-mantelliana non hanno potuto parlare neppure i docenti dell’università teramana, minacciati di licenziamento dalla lobby romana. In questo contesto si colloca Giorgio Israel che ora discetta anche sul volume di Odifreddi. Abbiamo chiaramente a che fare con un grande esempio di liberalismo. Questo il senso ebraico veterotestamentario della libertà di pensiero, della tolleranza, del rispetto dell’altrui libertà di parola.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;* * *&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Interruzione pubblicitaria&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(in analogia a ciò che fa Giuliano Ferrara,&lt;br /&gt;sodale di Giorgio, e organizzatore di manifestazioni antiraniane in Roma,&lt;br /&gt;davanti alla legittima sede della rappresentanza diplomatica del Iran in Italia)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="artSubTit"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;" class="artSubTit"&gt;In seguito ad un evidente tentativo di introdurre anche in Italia leggi liberticide, che in pratica annullano la libertà di pensiero, si è costituito dopo i gravi fatti di Teramo un apposito Comitato per la libertà di pensiero, di cui con il nome “Civium Libertas” è stato costituito un gruppo di discussione. L’adesione al Gruppo di discussione coincide con l’adesione al Comitato, formalmente costituitosi in Teramo il 16 giugno 2007. Si può &lt;a href="http://clubtiberino.blogspot.com/2007/06/la-costituzione-tradita-registrazione.html"&gt;qui&lt;/a&gt; ascoltare l’Audio del convegno durato circa 4 ore. L’Associazione ed il Gruppo “Civium Libertas” si è costituito su un tema specifico, ma ha come suo oggetto la lotta e la difesa per la libertà di pensiero in tutti gli ambito della vita intellettuale e spirituale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://it.groups.yahoo.com/group/Civium_Libertas/"&gt;Manifesto di presentazione del Gruppo&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://it.groups.yahoo.com/group/Civium_Libertas/join"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://it.groups.yahoo.com/group/Civium_Libertas/join"&gt;&lt;img src="http://us.i1.yimg.com/us.yimg.com/i/yg/img/i/it/ui/join.gif" alt="Clicca qui per iscriverti a Civium_Libertas" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://it.groups.yahoo.com/group/Civium_Libertas/join"&gt;Clicca qui per iscriverti a Civium_Libertas&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;* * *&lt;br /&gt;(fine interruzione pubblicitaria)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Abbozzato (= ci ritorneremo sopra) l’identikit spirituale, intellettuale, politico del nostro Giorno torniamo al tema del cattolicesimo. Il nostro Giorgio Matematico per demolire scientificamente lo “scritto” – libro o meno – del collega matematico Piergiorgio si affida alla “dotta” recensione di Giancarlo, che è è “filologo”. Si tratta di Giancarlo Giardina che è ordinario di filologia nell’Ateneo bolognese. Di Ordinari di filologia ne ho uno in casa, mio cugino Paolo. Mi basta e avanza. Ahimé temo di aver capito come ragionano i filologi. Fossero tutti come Nietzsche tanto di cappello. Ma mi pare che né mio cugino né Giancarlo appartengano a quella scuola. Si fissano su qualche parola, magari marginale, e pensano di aver raddrizzato il mondo. Loro che sanno le parole il mondo lo hanno in tasca! Mi guardo bene dal chiedere il pdf del testo della recensione e la leggo nella forma scomoda in cui Israel la pubblica nel suo blog. Manco a farlo a posta l’occhio mi cade su una perla dopo la quale penso di poter lasciare perdere Giancarlo e la sua “dotta” recensione, che si può tranquillamente consegnare ai pregiudizi di Israel. È da tutti conosciuto il significato essenziale della Pasqua ebraica, poi divenuta cristiana. Naturalmente ci si può ricamare sopra fino a riempire scantinati immensi di Biblioteca. Le “parole” sono appunto prolifiche. Combinandosi con altre parole danno vita ad una sequenza infinita che potrebbe riempire tutto l’universo per la delizia dei nostri filologi. Ma per quelli che non sono tanto “cretini” da voler condurre il discorso all’infinito basta sapere che passando l’angelo del Signore decide di sterminare i primogeniti degli egiziani lasciando salvi i primogeniti degli ebrei. Ecco un fulgido esempio di religiosità giudaico-cristiana poi annacquata con ettolitri ed ettolitri d’acqua e di altre chiacchiere per stemperarne il raccapriccio che ad un mente non religiosamente rincretinita il fatto suscita. Come se la cava il filologo giardiniere? Udite, udite!&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;…poco importa all’A. (= Odifreddi) che quegli Egizi impiegassero nella costruzione delle loro piramidi decine di migliaia di lavoratori-schiavi in gran parte ebrei, che morivano come mosche per i maltramenti delle guardie egizie, per le razioni di cibo insufficienti, per ‘incidenti’ sul lavoro;... etc. (scritto da Giancarlo Giardina, “dotto’ filologo, citato dall’altrettanto dotto Matematico Giorgio Israel).&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;E meno male che ci troviamo davanti ad un “dotto” filologo una mente “ordinaria” che più ordinaria non si può. Uno che non è rincretinito né dal cattolicesimo né dall’ebraismo si potrebbe aspettare che un Dio, per giunta l’Unico Dio, cristiano o ebreo se la vedano fra di loro, si regoli in un modo più &lt;span style="font-style: italic;"&gt;cristiano&lt;/span&gt;. Ed invece eccolo assetato di sangue, ma ciò che strabilia è che il nostro Giancarlo trovi tutto ciò assolutamente normale: gli egiziani hanno ammazzati tanti ebrei ed ecco che ben gli sta ad avergli ammazzato i loro primogeniti ad opera del “nostro” Jahvè! Certo, si può poi tirare fuori la storiella dello straniero: trattateli beni gli stranieri, perché anche voi siete stati stranieri. Anche questo un bell’esempio di moralità giudaica, avvezza ai banconi della mercatura! Dopo di ché un giudice direbbe: sono stati acquisiti sufficienti elementi di giudizio. Non ci occorre leggere altro della “dotta” recensione “filologica” di Giancarlo. Gli scrupoli non sono mai troppi e darò altre occhiate al “dotto” testo, evitando di scriverne oltre. Giardina per buona parte del suo testo rimprovera a Odifreddi di attualizzare il contesto biblico con la situazione delle occupazioni israeliane del 1967. Ma di questa attualizzazione lo stesso Giardina non è per niente immune nella sua “dotta” recensione, dove di fronte alla sostanza del discorso critico-religioso neppure un bambino si lascia impressionare da quattro etimologie, dove il nostro Giardina dimostra una bravura che non serve a fargli vincere la causa. Che poi il monoteismo sia eticamente e religiosamente superiore al politeismo è cosa che non è soggetta alla decisione, al vaglio critico di un filologo, sia pure dotto quanto Giancarlo Giardina. Purtroppo, da quando il mondo accademico si è diviso in orticelli specialistici non si è più capace di vedere la foresta al di là del singolo albero, o meglio del singolo ramo, della foglia. Ancora due parole sulla “colpa” e sul “peccato”, anche se il tema non si può certo esaurire con due parole. Un filosofo, che assai poco sapeva di filologia e di etimologie, Augusto Del Noce, scrive nella sua opera principale, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il problema dell’ateismo&lt;/span&gt;, che l’essenza dell’ateismo moderno consiste non nel credere non credere, come spesso si dice in modo assai stucchevole, ma nel rifiuto dello &lt;span style="font-style: italic;"&gt;status naturae lapsae&lt;/span&gt;. Vale a dire la questione si risolve sul piano della decisione esistenziale, non sul piano della “fede”, della filologia, delle etimologie, delle esegesi. L’uomo moderno  dice chiaramente no ad una concezione del mondo che lo vuole &lt;span style="font-style: italic;"&gt;peccatore&lt;/span&gt; e perciò bisognoso di una &lt;span style="font-style: italic;"&gt;redenzione&lt;/span&gt; che è governata ed amministrata da un ben preciso apparato. Poco cambia che questa amministrazione della salvezza venga esercita nella sinagoga o nella parrocchia. Purtroppo, l’incretinamento prodotto dall’ebraismo e dal cristianesimo ha portato a ritenere che non esistano forme religiose diverse da quelle monoteiste. Queste hanno accuratamente falcidiato, eliminato, tutti gli dei concorrenti, rubricando addirittura come il più grande dei peccati l’adorazione di altre divinità. Ne sanno qualcosa tutti i popoli che sono stati sterminati insieme con i loro dei. Altro che Olocausto! Altro che unicità della Shoa! Dunque, l’ateismo, ovvero la critica della religione, ovvero la rivendicazione di forme di religiosità diverse da quella critiano cattolico o giudiaica, è cosa che si risolve sul piano della decisione esistenziale, non sul piano della esegesi biblica. Basta dire no a tutto il Libro, a quel Libro. Cosa poi esattamente ci sia da intendere al versetto 18 del capitolo 13 è cosa che potrà interessare l’insegnante di religione, ma non propriamente il filosofo o l’uomo contemporaneo, che deve ancora lottare per liberarsi dai ceppi di questa forma degradata di religione. Cito a mente un passo di Nietzsche: E venne il dio barbuto, che disse: non avrai altro dio, all’infuori di me! Gli altri risero. Sappiamo che il monoteismo creato, se non erro, dagli Egiziani e stabilizzato con l’Imperatore Costantino, cui piaceva la formula un solo imperatore, un solo dio, ha infine impoverito la ricchezza religiosa di cui l’umanità era capace. Curiosamente, il monoteismo ha spianato la via all’ateismo. Personalmente, sono convinto che i più convinti e persuasu atei si trovano in Vaticano. Ma questa è un’altra storia. A mio avviso, costituisce il sottofondo, il vero contenuto del libro di Odifreddi, il cui successo è significativo. Ma i suoi critici scagliano le loro frecce su aspetti esteriori. La sostanza gli sfugge, direi deliberatamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(segue)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;b.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;A favore di Odifreddi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Scrivo su Dio: conto su pochi lettori e ambisco a poche approvazioni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Se questi pensieri non piaceranno a nessuno non potranno che essere cattivi,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;ma se dovessero piacere a tutti li considererei detestabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Denis Diderot, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pensieri filosofici&lt;/span&gt;, 1746&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; (cit. da P. Odifreddi a p. 7)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a name="repliche"&gt;V.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;REPLICHE DEL CUGINO PAOLO&lt;br /&gt;Il dibattito prosegue&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Vai a: &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#prologo"&gt;I&lt;/a&gt;,   &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#codice"&gt;II&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#risposta"&gt;III&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rassegna"&gt; IV&lt;/a&gt;: contro: &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rsai"&gt; 1&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rsaii"&gt; 2&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rsaiii"&gt; 3&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rsaiv"&gt; 4&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rsav"&gt; 5&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rsavi"&gt; 6&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rsavii"&gt; 7&lt;/a&gt;; a favore: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7.  &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#repliche"&gt;V&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#controdeduzioni"&gt; VI&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La Matematica e il suo Profeta&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Caro Antonio, conosci il bene che ti voglio perché sei un intellettuale onesto, ancorché a volte prevenuto e arroccato su posizioni che mi appaiono archeo-positiviste. Credo però che, a proposito del libro di Odifreddi, ti sia lasciato abbacinare dall’auctoritas che emana dal Professore di Logica alla Cornell University, come se fosse da escludere in linea di principio che su una cattedra universitaria possa salire un imbecille o un millantatore. Con ciò non voglio dire che Odifreddi lo sia, lo conosco poco, ma quel poco mi ha convinto che o “c'è” o “ci fa”, e non so decidermi tra i due corni del dilemma. Sarei propenso per il secondo; guarda che in questo caso è tuo dovere professionale smascherare la truffa, altrimenti la figura dell’allocco la fa il filosofo del diritto che beve il nuovo Verbo come oro colato. Non ti sorge il sospetto che uno studioso serio non può pontificare a 365 gradi in tutti i saperi?&lt;br /&gt;Tu dici che, corrette le sviste di linguistica, il libro rimane valido nel suo impianto. Ma non si tratta di sviste. Sono metodo, fondamento epistemologico, onestà che mancano. E se le sue sentenze di linguistica sono così ridicole, devo pensare che anche nelle altre scienze, nelle quali non mi azzardo a mettere il naso, lo siano altrettanto. Mi basta vedere il tipo di esegesi biblica che fa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Odifreddi cattivo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Quello che penso dell’ineffabile Odifreddi è presto detto: nel grande Teatro del Villaggio Globale, tanto Odifreddi quanto Vanna Marchi hanno il diritto di proporsi come Salvatori, ricavandone il massimo profitto. Non capisco perché hanno processato Vanna Marchi e l'hanno condannata. Dovrebbero condannare gli allocchi che le hanno consegnato i propri risparmi (ma il Tribunale, inconsapevole vittima di quel plagiario di Cristo, difende i più deboli). Così, come cittadino che sbarca il lunario con uno stipendio, non posso che invidiare il Professore di Logica; deplorevoli saranno casomai i suoi adoratori che portano all'ammasso cervello e coscienza. Come cristiano, poi, penso che Odifreddi non sia malvagio, ma cattivo, nel senso etimologico del termine, ovvero prigioniero del diavolo (captivus diaboli). Già... il diavolo, quello con le corna, il Menzognero ancestrale, che già fregò la madre Eva e, mediante lei, il padre Adamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Un Dio nuovo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Una volta liquidato il vecchio Jahvè a colpi di etimologie, potevamo noi mortali restare con un cielo vuoto sopra le teste e sotto i piedi? Si rischiano le vertigini. Ma nessuna paura. Il Nostro messia ha già provveduto: «la Matematica è Dio» (da una sua intervista). Io espliciterei: «e Odifreddi è il suo Profeta».&lt;br /&gt;Tu preferisci invece un altro Dio: lo Stato Leviatano. Non te la prendere, ma gli strali che rivolgi contro la Chiesa dovresti rivolgerli contro lo Stato che, assolutizzato, a qualunque latitudine e in qualunque epoca, ha sempre oppresso le persone e fatto cose molto più orripilanti dei misfatti che attribuisci agli uomini di chiesa e perciò al Cristianesimo. E tra gli stati oppressori includici anche quella che tu chiami la Chiesa, che indaghi nei tuoi blog con tanto risentimento. Non parliamo però della stessa cosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'identità culturale dell'Europa. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Sono lieto di leggere i dibattiti che cerchi di alimentare nei tuoi blog, a patto che il dibattito non si concentri su Odifreddi, che non ritengo meritevole di tanta attenzione. L'occasione è buona, invece, per fare il punto su un tema di grande portata: l'identità culturale dell'Europa.&lt;br /&gt;Nel cinquantesimo anniversario della firma dei Trattati di Roma, questa “cosa” che si è costruita non è ancora né carne né pesce: è un edificio senza fondamenta costruito sulla sabbia? In tal caso anche un sempliciotto come me, ignaro di Dottrina dello Stato, capisce che l'epilogo ineluttabile sarà quello descritto nel Vangelo di Matteo [7.27] «Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Per essere sintetici&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;(e qui ti devo rimproverare mancanza di sintesi) io penso che:&lt;br /&gt;1. l’Europa ha radici cristiane; la civiltà occidentale sarebbe impensabile senza il Vangelo.&lt;br /&gt;2. la presenza nel mondo delle chiese cristiane è solo una conseguenza del punto 1. Un'altra è che il tuo stesso libero pensiero, o ateismo che dir si voglia, sarebbe impensabile senza Cristo.&lt;br /&gt;3. Abdicando al Sermone della Montagna, l'Europa ha rinnegato se stessa. Optando per il relativismo è piombata nel nichilismo e ora ha vergogna e rimorso del proprio passato.&lt;br /&gt;4. Sostituendo a Cristo la Ragione, il Proletariato e lo Stato, ha fatto tre “rivoluzioni”, la Francese, la Sovietica, e la Nazifascista, che hanno devastato il mondo, con la benedizione del tuo caro Schmidt. In tutto questo la Chiesa è vittima, non carnefice. Vittima il Patriarcato ortodosso di Mosca asservito ai Soviet. Vittime i venti milioni di cadaveri della Grande Guerra, eccetera. E mi meraviglio che tu glissi su queste tragedie.&lt;br /&gt;5. L'uomo di potere, come sai, è disposto a passare sul cadavere della propria madre pur di sottomettere gli altri. Figurati se esita a strumentalizzare la religione. Lo ha fatto Costantino, come Hitler e Stalin. Bonifacio VIII? Innocenzo III e gli altri papi re? Uomini di potere anche loro (non è così semplicistica la storia, in verità, ma non complichiamo).&lt;br /&gt;6. I cristiani, seguendo i consigli evangelici, hanno fatto ammenda. L'unico cacciatore di streghe rimasto sei tu.&lt;br /&gt;7. Ma veniamo all'oggi. La mancata dichiarazione dell'identità culturale cristiana del vecchio continente nel Preambolo della bozza di Costituzione europea non deriva dalla volontà dei popoli, ma dalla volontà del blocco liberal-massonico che ha la maggioranza nelle Istituzioni comunitarie e dalla grossolana ignoranza dei politici in tema di storia.&lt;br /&gt;8. Una maggioranza, per quanto schiacciante, non potrà mai stabilire i diritti delle persone; potrà decidere, legiferando, ciò che è “legale”, non ciò che è “lecito”, o ciò che è vero/falso (ciò che è vero/falso non lo stabilisce Hobbes, e neanche il papa. Lo senti e basta).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mettiamoci d'accordo, dunque, su chi è che comanda in Italia oggi. Io dico che comandano minoranze liberal-massoniche anticlericali, e che i cattolici, stragrande maggioranza silenziosa, subiscono. Subiva mia madre, per esempio, che non sapeva niente di Costantino e della pace di Westfalia ecc.; e subiva, ne sono certo, anche la tua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Diritto di esistere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Tu pensi che la Chiesa non ha diritto di esistere mentre lo Stato sì. La Chiesa infatti è: crociate, Santa Inquisizione, processo Galileo. E lo Stato? Lo Stato è Dio? Allora io sono ateo.&lt;br /&gt;Ma cosa dà a un Ente il diritto di esistere? Non dirmi che è il patto sociale! Quanti hanno sottoscritto il patto con lo stato? Io in questa Italietta cosiddetta democratica, ma che di fatto è una dittatura governata da showmen e imbonitori, mi sento un immigrato, un extracomunitario. Uno Stato non è detto che abbia sempre il diritto di esistere, una persona sì, sempre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Diritti di cittadinanza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Sono sì cittadino della terra – vorrei dire con Giustino -, ma la mia vera cittadinanza è il cielo. Detto altrimenti, prima dello Stato (ma assai prima) c'è la persona. E se lo Stato si deve organizzare contemperando le diversità, a ognuno il peso specifico che ha. Non è possibile che minoranze prepotenti e arroganti s'impongano su maggioranze silenziose.&lt;br /&gt;Io non ho mai aderito allo Stato, patrigno che mi obbliga a chiamarlo padre, e tuttavia lo rispetto e pago le tasse. I carabinieri, ricordalo, non obbediscono al papa, ma al Ministro dell'Interno. Eppure è stato un papa privo di divisioni armate – non la filosofia del diritto – a smantellare il muro di Berlino. O no?&lt;br /&gt;Ho aderito invece alla Chiesa, che considero Madre. Nonostante le crociate, la Santa Inquisizione e il processo Galileo? Nonostante. Tranquillo, non intendo evangelizzarti, ma segnalare che la definizione della chiesa che circola comunemente è puerile.&lt;br /&gt;Uno stato serio risolverà almeno il problema di un'equa distribuzione delle risorse. Almeno quello. Ma non si occupa certo del problema che mi interessa di più: il problema del senso della vita. Hai trovato una risposta a questo problema nei tuoi sacri testi di filosofia?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ognuno cerca le aggregazioni che gli sono più congeniali. Tu ti trovi bene in Forza Italia e ti affidi al Berlusca. Io, poiché i partiti politici mi fanno vomitare, preferisco la chiesa, cioè il popolo di Dio, quello – bada bene – che prega ed è persuasso della verità del sermone della montagna. La carità è l'unica speranza per un umanesimo a misura d'uomo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Confusio linguarum.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Ma il problema è sempre a monte: siamo sicuri che, quando parliamo, ci intendiamo? Per esempio, la parola chiesa – nei tuoi e nei miei discorsi - rimanda allo stesso referente?&lt;br /&gt;Ecco ora una possibile lettura del mito di Babele.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Una Torre per espugnare il Cielo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Odifreddi, ad esempio, nella sua pateticità, è paradigmatico. E' il prototipo dell'uomo post-moderno: tronfio, culturalmente insussistente, falso, prostituito al denaro e soprattutto al potere, incapace di vedere l'umanità che soffre e spera, abbagliato dal mito della Scienza e della Ragione, disposto a vendere la sua anima per trenta denari. Il peccato di Babele è infatti descrivibile così:&lt;br /&gt;1.    Gli uomini volsero le spalle all'Oriente (cioè alla fonte della luce) e ...&lt;br /&gt;2.    dissero: facciamoci una Torre che giunga fino al Cielo (l'assolutizzazione della scienza)...&lt;br /&gt;3. Dio allora confuse le loro lingue e li disperse... (invidia? paura di vedere invaso il Paradiso? Oppure gli uomini cadono nella confusione quando si lasciano sopraffare dall'egoismo?).&lt;br /&gt;Una volta mi irritavo di fronte all'«arroganza di babele» (l'assolutizzazione del Progresso scientifico). Poi mi accorsi che i paladini della Scienza erano sempre i più scarsi dal punto di vista umano e scientifico... Non devi essere fazioso bevendo le statistiche di Odifreddi. In questi 2000 anni il meglio dell'Umanità è stato cristiano. Anche il peggio, se è per questo..., e allora?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Partecipo volentieri al tuo blog. A patto che il dibattito non verta a lungo sull'esegesi degli Scritti del nostro ineffabile Tuttologo. Sarebbe – credimi – tempo perduto. Infatti la sua Scienza sublime è stata già laureata dai Rotary italiani con il premio Galileo e il Premio Peano. E' stata poi coronata dai grandi facitori di Genî: l'Editoria e la RAI-TV. Con questo pedigree uno entra a testa alta nel mare della Rete come Grande Ammiraglio. Dalle alture raggiunte guarda giù, come Zarathustra, il verminaio umano e non può che dispensare semi di sapienza. Io confido nella tua onestà. L'onestà è una base affidabile. Essa comporta umiltà (ecco una virtù che i Grandi Ammiragli disprezzano).&lt;br /&gt;Vuoi sapere perchè il tuo ultimo libro, che ti è costato undici anni di sudore, non lo conosce nessuno? Sei iscritto alla Massoneria? o almeno conosci qualcuno dei Rotary?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ressentiment perché? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;I dibattiti interessanti che tu proponi on line tendono a colorarsi di rabbia. Perché? E' una forma di quel Ressentiment di cui un tempo ragionavamo? Cioè, siccome solo la chiesa, cioè - se vuoi - il papa che la rappresenta, costituisce un'autorità morale in questo mondo di squinternati e di esaltati, tu hai deciso di combatterlo rievocando lugubri eventi del passato. Ma se il cristianesimo è tutta una montatura dei preti, che temi? Sarà spazzata via dalla Luce della ragione. Se no, lascia che tante persone silenziose facciano del bene e preghino. Non fanno male a nessuno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi ha diritto di parola? Certo, c'è chi reclama il diritto di esistere e il rispetto delle proprie convinzioni. Glielo vuoi negare? Come politico militante non penserai che un uomo pubblico come Ratzinger, che rappresenta un po' di milioni di cristiani, non ha diritto di parola, mentre in questa Italietta di merda, ogni Boselli, che rappresenta un partitino, ha diritto di pontificare su come dev'essere la società per tutti...&lt;br /&gt;«Ma lui è un deputato della Repubblica – mi obietterai – e rappresenta un Partito italiano, mentre il papa è un capo di stato straniero».&lt;br /&gt;Per me – rispondo – non è un capo di Stato; sono io che lo delego a parlare, e con me milioni di Italiani. O io non conto perché non sono irreggimentato nel partito di Berlusconi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppoi, se ti metti a fare il revisionista dell'Olocausto o il difensore delle ragioni di Ahmadinejad o di al Qaeda, o a elencare i misfatti dei papi, scendi ai livelli di Odifreddi, e me ne dispiace.&lt;br /&gt;Non ti devi inquietare per la presenza della chiesa. Se viene dagli uomini, cadrà da sola. Ma se dovesse venire putacaso da Dio, che cosa puoi fare?&lt;br /&gt;Mi permetto di passarti, semplicemente per conoscenza, la breve riflessione da te citata, che ho fatto in questa pausa pasquale come glottologo e come comune mortale, sperduto cioè in quella folla immensa del genere umano che ha, come insegna Odifreddi, un'intelligenza media(na) inferiore. L'ho scritta di getto, come l'ho pensata, ma quasi me ne pento. In questi giorni, infatti, l'Evento pasquale mi ricorda che Cristo, morto sulla croce come un fesso, ha mormorato «Padre, perdona Odifreddi, perché non sa quello che fa». Ha ancora un senso augurarti buona Pasqua? spero di sì.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Paolo Martino,&lt;br /&gt;LUMSA Università, Roma.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a name="controdeduzioni"&gt;VI.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;CONTRODEDUZIONI DEL CUGINO ANTONIO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Vai a: &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#prologo"&gt;I&lt;/a&gt;,   &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#codice"&gt;II&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#risposta"&gt;III&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rassegna"&gt; IV&lt;/a&gt;: contro: &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rsai"&gt; 1&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rsaii"&gt; 2&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rsaiii"&gt; 3&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rsaiv"&gt; 4&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rsav"&gt; 5&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rsavi"&gt; 6&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#rsavii"&gt; 7&lt;/a&gt;; a favore: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7.  &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#repliche"&gt;V&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://criticadelcattolicesimo.blogspot.com/2007/05/prove-tecniche.html#controdeduzioni"&gt; VI&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro Paolo, le tue repliche che non ho finito di leggere online, mi piacciono più dell'articolo-recensione. Il rimprovero che mi fai e che mi brucia di più è la mancanza di sintesi. Ti risponderò adesso per punti, per assiomi, nel modo più telegrafico possibile, cercando al tempo stesso di essere rigoroso, Non mi rimproverare poi di essere riuscito poco chiaro. Per lo scambio degli auguri di Pasqua non ci sono problemi. Come ogni anno, lo sto facendo con tutti senza interrogarmi eccessivamente sul signicato strettamente religioso. E del resto cosa significano all'origine Pasqua e Natale: l’una ha a che fare col sangue se non erro e l’altra era la festa del Sole. Ma lasciamo perdere queste cose. Per adesso Buona Pasqua e visto che non mi muovo da casa nei prossimi giorni con serenità argomenterò per punti sintetici quelle cose che non mi è riuscito di chiarire. Possiamo essere e rimanere in disaccordo. Non sarà questa una tragedia e non comprometterà i nostri rapporti. Ma vorrei essere almeno sicuro che tu mi abbia compreso interamente e senza equivoci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;1.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Mie principali fonti filosofiche per una valutazione del cristianesimo sono: Karl Marx, Ludwig Feuerbach, Friedrich Nietzsche. Queste mie letture risalgono agli anni Settanta. In questi anni sono stato anche discepolo del filosofo cattolico Augusto Del Noce, dalle cui interpretazioni mi sono sempre discostato. Di Piergiorgio Odifreddi non conoscevo neppure il nome fino a pochi giorni addietro. Mi sono anche ignote le prestigiose università italiane e straniere, dove egli ha insegnato o tuttora insegna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;2.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Odifreddi nel suo libro divulgativo esprime una sua valutazione del cristianesimo e del giudaismo nel loro insieme, ossia nel corpo dottrinale e nella loro prassi storica. Il suo giudizio è nettamente negativo. Nella misura in cui di qualsiasi cosa è lecito dire: mi piace o non mi piace, non si può sindacare né Odifreddi né chicchessia per il suo “rifiuto” del cristianesimo e del giudaismo. L’accettazione del cristianesimo nell'odierno sistema costituzionale non è un obbligo per nessuno, ma una facoltà. In regime di libertà è anche lecito criticare con discorsi e scrit
